Zona Economica Speciale (Z.E.S.), distretti produttivi, politiche di supporto alle imprese, offerta immobili per la localizzazione di nuove iniziative produttive

 

Aree industriali consortili: non solo infrastrutture ma poli generatori e facilitatori di sviluppo e centri di competenze ad alto livello.

I consorzi pubblici di sviluppo industriale operativi in Italia nascono quali organismi associativi degli enti locali per la pianificazione, sviluppo e gestione dei comprensori urbanistici produttivi di interesse sovralocale. Progressivamente hanno visto crescere la loro importanza, e oggi si candidano a essere poli istituzionali generatori e facilitatori delle condizioni necessarie per il rafforzamento competitivo delle imprese locali e per l'attrazione dell’insediamento di nuove attività ad alto potenziale di sviluppo, e quindi non solo venditori di spazi attrezzati, per diventare un centro ad alto livello per la gestione del sistema territoriale di competenza.

I consorzi di sviluppo industriale svolgono, ai sensi dell'art. 36 L. 317/91 e delle corrispondenti leggi regionali, funzioni strategiche per lo sviluppo infrastrutturale di vaste aree del territorio a fini industriali ma anche commerciali, ricreativi e di servizi sociali e di carattere generale, coniugando interesse pubblico e creazione di valore economico; assicurano l’erogazione di servizi alle imprese ad alto valore aggiunto il cui accesso sarebbe difficile, se non impossibile, per la singola impresa, tra cui: programmi di formazione, studi e progetti per lo sviluppo produttivo, ricerche e studi per l’innovazione tecnologica, consulenza, certificazione di qualità alle imprese, ecc.; la promozione di progetti di innovazione industriale, per esempio favorendo l’aggregazione delle competenze imprenditoriali e scientifiche, e predisponendo le condizioni per generare (e successivamente implementare) le idee progettuali. I consorzi, inoltre, possono svolgere una funzione di ispiratori e coordinatori per lo sviluppo di sinergie di tipo distrettuale, e, infine, possono mettere a disposizione i mezzi per le infrastrutturazioni di seconda generazione, ovvero quelle che ottimizzano l’impatto ambientale dei processi produttivi.