Il Cipnes: «Pronti a sostenere la nascita di nuove imprese»

La Nuova Sardegna (20 ottobre 2020)

 OLBIA. Una volta inventato il prototipo, i maker vorranno pur farlo conoscere al mondo. Tra gli espositori della rassegna Maker Island che si è tenuta da venerdì a domenica al museo archeologico c'è chi questo passo l'ha già fatto e chi lo sta per compiere. Protagonista quindi il mondo del lavoro. Interessante, a tal proposito, l’intervento del Cipnes (Consorzio industriale provinciale Nord est Sardegna) nel talk pomeridiano con il responsabile Giampaolo Saba, che ha presentato il nuovo progetto “Invest in Gallura”. Il tema è quello della promozione e del sostegno alla nuova imprenditoria e all'economia digitale, calza a pennello: «Sarà una piattaforma che coordinerà tre soggetti: le imprese, le istituzioni pubbliche, le istituzioni accademico-scientifiche». Con lui, il responsabile nazionale di Invitalia e del bando Resto al sud, a cui sul territorio il Cipnes è accreditato da un anno e che ha preso in carico già 60 istanze. «L'obbiettivo – sottolinea Saba – è occuparci di tutto il processo di creazione di nuove imprese». Assistere cioè le imprese giovani, e quindi anche quelle di maker che offrano visioni innovative ai soliti comparti del territorio. (p.a.)


 

L’isola dei maker a Olbia, in mostra le stampe 3D

di Paolo Ardovino -  La Nuova Sardegna (18 ottobre 2020)

OLBIA. Il futuro dentro a un museo. È il paradosso lanciato dal “Maker Island”, il primo evento dedicato all’innovazione in Sardegna, di casa al Museo di Olbia per tutto il week-end. Tecniche avanzate e mondo del lavoro, tecnologia e svago: sono i fili conduttori mossi dai “makers”, gli artigiani del futuro che spingono per trasformare in abitudine le affermazioni di stupore di questi giorni.

I protagonisti. Il premio agli effetti speciali lo vincono Raffaele Puddu e Simone Congiu di Tula, creatori di armature e oggetti di cosplay. «Siamo vicini di casa accomunati dalla stessa passione. Io ho iniziato da 5 anni – spiega Raffaele, davanti a all’armatura di Ironman e con in mano lo zaino protonico dei Ghostbuster –. Per noi è la prima uscita ufficiale in pubblico». Accanto luci, caschi e gadget. «Questa è interamente stampata in 3D, rifinita a mano», indica l’armatura di un personaggio del videogame Halo alta almeno due metri. «Lavoriamo nel nostro garage. Ogni personaggio richiede circa un mese di lavoro», dice Simone. Un docente e gli studenti dell’istituto alberghiero di Arzachena lanciano la novità – nel mondo dei fornelli se ne parla da pochi anni – della cucina digitale. Capita così che una piccola stampante 3D prepari un formaggio di Kefir a forma di polpo. Ma gli stand al piano terra del museo sono decine, popolati da maker della zona, quelli arrivati da altre parti dell’isola e qualcuno anche dallo Stivale. C’è anche l’innovazione al servizio della salute. Alessandro Romaioli e Marco Ruocco, bresciani di “Isinnova”, proprio durante il periodo di quarantena hanno trasformato «semplici maschere da snorkeling in maschere utilizzate nei trattamenti intensivi – spiegano –. Negli ospedali scarseggiavano, ci son state chieste a Brescia, in altre regioni e nel resto del mondo», finora ne hanno prodotte circa 150mila in aiuto di migliaia di persone ricoverate. Ne sanno qualcosa anche i due maker di “Ailun Nuoro”, Alessandro Lutzu e Paolo Ledda, abituati a produrre nel mondo della simulazione medica e con la camera di commercio nuorese: «Lavoriamo per digitalizzare gli artigiani, forniamo prototipi e semilavorati a loro e alle scuole». In questi mesi si sono attivati creando, un po’ con le stampanti 3D e un po’ coi laser, box di protezione utilizzati negli ospedali per operare in sicurezza e visiere. I due maker di “Ar3d” di Sassari mostrano invece un tour virtuale della basilica di San Gavino a Porto Torres completo di dettagli, attraverso foto ad altissima risoluzione.


L’evoluzione. «Oltre all’unicità dell’iniziativa, è un modo per far confrontare tra loro tante figure che altrimenti non si sarebbero incontrate su questi temi». Lo dice l’ingegnere Antonio Burrai, volto del Fab Lab olbiese organizzatore del Maker Island. La manifestazione è stata sostenuta dal comune di Olbia attraverso l’assessorato alla Cultura, dalla Camera di commercio di Sassari-Nord Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, e da Cipnes e Cna Gallura. Tra gli stand c’era anche Maria Assunta Serra, commissario straordinario di Sardegna Ricerche: «Anche le piccole innovazioni sono lo strumento fondamentale per le grandi scoperte». Tutti d’accordo, i partner, sulla necessità di evolversi. Fa mea culpa il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi: «Parliamo sempre di innovazione, di tecnologie, ma poi le idee si perdono, noi istituzioni non abbiamo la forza di sostenerle». Nizzi trova una risposta nelle parole del direttore generale del Cipnes, Aldo Carta: «I fabbricatori digitali sono i produttori del futuro. È un’economia che deve essere percepita dal territorio».


 

Cipnes, la piattaforma tecnologica ospiterà anche “Invest in Gallura”

di Giandomenico Mele - La Nuova Sardegna (8 settembre 2020)

 OLBIA. Si chiamerà “Invest in Gallura” e promette di diventare il braccio operativo per richiamare investimenti produttivi milionari nel territorio della Gallura. Una scelta della Regione, che ha scelto Olbia come sede e il Cipnes, Consorzio industriale provinciale del nord est Sardegna, con un ruolo tecnico istituzionale. Un forte riconoscimento per Olbia e la Gallura, che ruoterà intorno alla Pte, la Piattaforma tecnologica europea che sta sorgendo nella zona industriale e che, salvo ulteriori intoppi e al netto dei tre mesi di stop imposti dal coronavirus, dovrebbe essere inaugurata a Pasqua del 2021.

Investimenti. Poche settimane fa è stato siglato l’accordo di programma per l’ottimizzazione dei finanziamenti già concessi: ai 15 milioni di euro si aggiungerà l’assegnazione di un altro milione e 500mila euro per l’allestimento del piano terra dell’infrastruttura in corso di realizzazione da parte del Cipnes. Quello nel quale si svolgeranno le attività connesse alla promozione, aggregazione ed internazionalizzazione delle filiere agricole e zootecniche della Sardegna.


Il progetto. Il Cipnes ha così formulato l’intenzione di ampliare la propria offerta di servizi realizzando, sopra la sala che ospita Insula, un'area dedicata ad un'Agenzia di sviluppo territoriale denominata “Invest in Gallura”, dotata di appositi spazi studiati, configurati e interconnessi per accogliere un “ecosistema territoriale” inclusivo di diversi partner, al servizio delle imprese regionali e dei nuovi investitori. L’Agenzia funzionerà come interlocutore istituzionale permanente con tutte quelle entità che elaborano e attivano misure per lo sviluppo socio-economico locale, che hanno la gestione diretta di strumenti di incentivazione pubblica, di prodotti finanziari e di servizi connessi alla creazione di micro-imprenditorialità, allo sviluppo d’impresa, all’internazionalizzazione, alla formazione tecnico-professionale.

Lo sviluppo. «Confermo che si tratterà di una divisione, diretta dal nostro collega Giampaolo Saba, che si occuperà di bandi europei, finanza e start up innovative – sottolinea Massimo Masia, direttore Divisione Agrifood e responsabile del marketing territoriale per il Cipnes Gallura –. Un incubatore e acceleratore per le imprese, che si affiancherà al progetto di marketing territoriale Insula». Saranno anche ospitati un polo per la formazione, che prevede corsi di orientamento tecnico-formativo post diploma e master post universitari su nutraceutica, scienze dell’alimentazione, trade marketing. Poi un laboratorio di analisi microbiologica per il controllo della qualità delle produzioni realizzate nelle unità della Piattaforma di marketing territoriale.