È il 10% della popolazione sarda, ha il 22% dei nuovi contratti

I numeri della Gallura nel report Aspal sul calo degli occupati per Covid-19

lavoratori hotelGarantiva il 22% dei nuovi contratti di lavoro sottoscritti in Sardegna nei primi cinque mesi del 2019. Ha accusato il 27% dei mancati occupati in Sardegna nello stesso periodo del 2020. Sono i numeri dell’ex provincia della Gallura, che rappresenta appena il 10% della popolazione totale in Sardegna. L’analisi emerge dalla lettura dei dati sulle assunzioni pubblicati dall’Aspal, l’agenzia del lavoro regionale. È la conferma della Gallura come polo attrattore di occupati dal resto della Sardegna sia con il suo distretto turistico, sia con gli altri distretti produttivi, a cominciare da quello del Cipnes a Olbia.

L’ultimo report dell’Aspal sugli effetti del Covid-19 in Sardegna fa riferimento al periodo dal 19 febbraio al 19 maggio. I nuovi contratti di lavoro sono stati 34.800: oltre 52 mila in meno dello stesso periodo del 2019 (-60%). Quasi la metà dei posti di lavoro cancellati è nel settore alberghiero: 4500 contratti sottoscritti contro i 28 mila del 2019. Oltre 23 mila posti di lavoro in meno, con un calo percentuale dell’84%.

A livello territoriale è la Gallura ad avere subito il calo maggiore. Il centro per il lavoro di Olbia – che comprende, oltre a Olbia, anche i comuni costieri di Santa Teresa, La Maddalena, Palau, Arzachena, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, San Teodoro, Budoni - ha registrato 4 mila contratti contro gli oltre 17 mila del 2019. Oltre 13 mila in meno, con una flessione del 77%. Il centro per il lavoro di Tempio – che ha competenza anche sui comuni costieri di Badesi, Aglientu, Trinità d’Agultu – ha registrato 1000 contratti in meno rispetto ai 1800 dell’anno scorso (-2%).

La Gallura, intesa come ex provincia, ha una popolazione di oltre 161 mila abitanti: il 9,8% di quella totale della Sardegna, pari a 1 milione 640 mila (dati al 31 dicembre 2018, gli ultimi disponibili). A fronte di questo, tra il 19 febbraio e il 19 maggio del 2019 in Gallura è stato sottoscritto il 22% di tutti i nuovi contratti della Sardegna, molti dei quali per addetti del settore turistico e molti dei quali di residenti fuori dalla Gallura. Una percentuale a cui si aggiunge, quest’anno, quella negativa dei mancati nuovi posti di lavoro: il 27% del calo totale in Sardegna è proprio in Gallura.


 

Auto nuove, -97% di vendite in Gallura e a Sassari

Ad aprile acquistate appena 19 macchine. La classifica delle marche

vendite auto

Uno dei settori economici maggiormente colpiti dall’epidemia Covid-19 è quello dell’automotive (produzione di auto e moto, produzione di pneumatici, concessionari). Secondo gli scenari tracciati da Cerved, leader in Italia nell’analisi dei bilanci, le aziende del comparto potrebbero perdere, tra il 2020 e il 2021, da 32 a 86 miliardi di fatturato. Per la sola Sardegna, le perdite potrebbero essere pari a 164 milioni nell’ipotesi base e a 433 milioni nell’ipotesi peggiore.

In questi giorni sono arrivati i primi numeri. Nel mese di aprile 2020, in Italia c’è stato un calo delle vendite di auto nuove del 97,5% rispetto allo stesso mese del 2019, come certificano i dati diffusi dal ministero dei Trasporti. Le auto vendute sono state poco più di 4 mila contro le oltre 174 mila di un anno prima.

La stessa percentuale negativa è stata registrata nella provincia di Sassari, all’interno della quale ci sono anche i dati della Gallura. Lo scorso mese di aprile nella provincia di Sassari sono state vendute appena 19 auto nuove, contro le 762 dell’aprile 2019, le 969 dell’aprile 2018 e le 736 dell’aprile 2017. 

Nello specifico, sono state vendute sei auto a marchio Fiat, due a testa per Citroën, Lancia, Renault e Opel, una a testa per Dacia, Kia, Mitsubishi, Peugeot, Tesla. Nel 2019 furono venduti nella provincia di Sassari 149 modelli di Renault, 87 di Fiat, 82 di Volkswagen, 55 di Ford, 53 di Citroën, 48 di Dacia. Nel 2018 furono venduti 360 modelli di Renault, 91 di Fiat, 89 di Volkswagen, 71 di Ford e 46 di Citroën.

Gli imprenditori del Nord Sardegna segnalano che alla fine dell’anno la metà delle concessionarie potrebbero essere chiuse, come spiegato da Luca Confalonieri, presidente della Sezione Metalmeccanici-Auto di Confindustria Centro Nord Sardegna (province di Sassari e Nuoro). Il comparto occupa 300 dipendenti diretti e 400 dipendenti indiretti e le aziende hanno un fatturato complessivo di 200 milioni di euro.


 

Cipnes Gallura, nuovi servizi per la rivoluzione digitale

Chiesto il parere sull'uso di internet alle aziende del distretto produttivo

computerIl Cipnes Gallura vuole conoscere quali sono i fabbisogni delle imprese del distretto produttivo di Olbia per l’uso di internet e la connettività. L’obbiettivo è quello di fornire un servizio adeguato alla rivoluzione digitale in corso a tutte le 537 aziende insediate nei suoi 760 ettari.

In questi giorni è stato inviato alle imprese un questionario, con un linguaggio semplice e che può essere compilato in pochi minuti, in cui viene chiesto loro di rispondere sullo stato attuale dell'accesso a Internet, il numero di dipendenti che utilizzano la connessione, l’uso di strumenti come la videoconferenza, lo smartworking, l’insegnamento di corsi a distanza, le trasmissioni audio/video. 

Alle imprese viene chiesto di segnalare eventuali criticità e di esprimere il loro parere sull’utilizzo di sistemi wireless (senza cavi); infine dovranno indicare i campi di applicazione che potrebbero migliorare la competitività della propria attività economica. 

Le risposte degli imprenditori - che vanno inviate via mail a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. - sono fondamentali per aiutare il Cipnes a fornire ancora migliori servizi a tutte le aziende insediate.


 

Olbia aumenta la popolazione anche con il lockdown

Città sempre attrattiva: + 104 residenti nei primi 5 mesi del 2020

immigratiOlbia continua a essere attrattiva. Gli ultimi dati pubblicati dall'Istat e dal Comune confermano sia la crescita demografica della città, arrivata a maggio a contare 61.527 abitanti, sia l'ottimo saldo migratorio. La differenza tra chi prende la residenza a Olbia e chi la lascia è infatti positiva da decenni e, seppure con alcuni rallentamenti dopo la crisi finanziaria del 2008, la tendenza è rimasta tale anche negli ultimi cinque anni. Anzi, a cominciare dal 2019 l'arrivo di immigrati - sia italiani, da altri Comuni della Sardegna e dalle altre Regioni, sia stranieri - è tornato a essere consistente, come si può vedere nella tabella.

Nel 2016 ci sono stati 1461 immigrati e 1070 emigrati: saldo positivo di 391 unità. Nel 2017, 1370 immigrati e 1159 emigrati: + 211. Nel 2018, 1415 immigrati e 1061 emigrati: + 354. Nel 2019, 1671 immigrati e 1153 emigrati: +518. Nei primi cinque mesi del 2020 - fino al 20 maggio - ci sono stati 453 immigrati e 349 emigrati: saldo positivo di 104 unità. È un aumento consistente tenuto conto del lockdown di due mesi imposto dal Governo per contrastare l'epidemia Covid 19. Nel mese di aprile, infatti, il Comune di Olbia, come si legge nell'aggiornamento statistico sul suo sito internet, non ha registrato alcun immigrato. 

Olbia - con la sua buona qualità della vita e la sua economia alimentata dalle attività del distretto produttivo del Cipnes, dell'aeroporto, del porto e del settore dei servizi e del turismo -  continua a offrire ottime opportunità di lavoro a numerosi cittadini italiani e stranieri, confermandosi così una delle città più dinamiche non solo della Sardegna ma di tutta l'Italia. Ricordiamo che è la terza città, dopo Milano e Parma, a essere cresciuta di più nel difficile decennio 2009-2019. 

Gli ultimi aggiornamenti statistici forniscono altre indicazioni interessanti su Olbia. Gli stranieri residenti al 31 dicembre 2019 erano 6.519, pari al 10,6% della popolazione totale. La crescita percentuale degli stranieri è stata del 2,9% contro quella dell'1% della popolazione totale. 

Il quartiere più popoloso di Olbia è quello Ospedale (4.660 residenti), seguito da Baratta (3822 residenti) e San Nicola (3193 residenti). Nell'area industriale del Cipnes ci sono 205 residenti.


 

Partiti i lavori nelle strade dell'area produttiva del Cipnes

Dureranno 30 giorni. L'intervento è stato finanziato dalla Regione

mappa lavori strade 2020Sono cominciati oggi i lavori per la viabilità dell’area produttiva di Olbia del Cipnes Gallura. Le opere - che saranno eseguite in 30 giorni - prevedono la scarifica e il rifacimento della pavimentazione stradale nelle seguenti strade (come è visibile nella cartina): via Angola (area intervento 1), via Mincio tratto nord (1), via Madagascar e traverse (area intervento 2), viale Italia e relative rotatorie (3), rotonda Europa e rampe di collegamento (area intervento 4). Verrà anche rifatta la segnaletica orizzontale, ormai scarsamente visibile.

Gli interventi sono stati finanziati dalla Regione Sardegna con la delibera della giunta 11/09 del 11 marzo 2020 per un importo a base di gara di 706.551,86 (di cui 689.592,79 per lavori soggetti a ribasso e 16.959,79 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso d’asta).

lavori strade 2

L’appalto se l’è aggiudicato il 6 maggio 2020 la società Vitali spa che ha praticato il ribasso del 37,6 per cento corrispondente all’importo di 447.264,97 euro. 

In attesa di un ulteriore finanziamento regionale che avrà come oggetto la manutenzione e la messa in sicurezza dell’intera rete viaria dell’agglomerato, il Cipnes Gallura aveva richiesto da circa due anni di poter utilizzare economie di spesa finalizzate proprio a interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della viabilità, fortemente degradata per l’intenso traffico dei veicoli pesanti in entrata e in uscita dai porti, causa di disagi e incidenti. L’assessorato regionale ai Lavori Pubblici ha valutato positivamente la richiesta del Cipnes, che – una volta ottenuto il via libera – ha proceduto all’appalto dei lavori in via d’urgenza.


 

In Gallura il 27% in meno di assunzioni di tutta la Sardegna

Report di Aspal e Camera di Commercio sul Coronavirus. Olbia arriva a 110 mila abitanti in estate

report camera commercio 2020L'importanza strategica di Olbia e della Gallura per l’economia e l’occupazione della Sardegna emerge da due distinti studi recentemente pubblicati – uno dell’Aspal, l’altro della Camera di Commercio di Sassari –  sugli effetti prodotti nell’Isola dal Coronavirus.

L’Aspal della Sardegna, l’agenzia per le politiche attive del lavoro, ha analizzato il calo delle assunzioni tra il 2020 e il 2019 nel periodo compreso tra il 19 febbraio e il 5 maggio. Nel 2019 le assunzioni – a tempo determinato, a tempo indeterminato, apprendistato, parasubordinato, intermittente – erano state 70 mila (70.671, per la precisione). Nello stesso periodo del 2020 sono state quasi 42 mila in meno.

Il settore maggiormente colpito è stato quello del turismo e l’area più penalizzata è stata quella del nord-est della Sardegna. La Gallura nel 2019 aveva assicurato il 21% di tutte le assunzioni della Sardegna. In particolare l’area di Olbia – compresi i comuni di Santa Teresa, La Maddalena, Palau, Arzachena, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, San Teodoro, Budoni – aveva garantito il 19,2% delle assunzioni tra il 19 febbraio e il 5 maggio. L'area di Tempio, l'1,9%. In termini assoluti, i contratti sottoscritti a Olbia erano stati 13.601. Al secondo posto, nell’Isola, c’era Cagliari con 11.093 contratti. Nello stesso periodo del 2020, invece, ci sono stati quasi 42 mila contratti di lavoro in meno in tutta la Sardegna (41.823, per l’esattezza) e di questi 10.417 nella zona di Olbia e degli altri Comuni costieri della Gallura e 788 nella zona di Tempio. In Gallura si registra il 26,7% del calo dei contratti di tutta la Sardegna. 

Solo nel settore degli alberghi e dei ristoranti, per quanto riguarda tutta la Sardegna, sono stati firmati 18 mila contratti in meno. Gli effetti del Coronavirus, dunque, hanno danneggiato in modo particolare l’economia della Gallura, ma, in modo indiretto, di tutta la Sardegna: molti lavoratori che trovano un posto nel nord est della Sardegna arrivano da tutta l’Isola.

Il ruolo importante di Olbia e della Gallura per l’economia sarda viene evidenziato anche in un report della Camera di Commercio di Sassari che analizza le perdite economiche che ha causato il Coronavirus, con la divisione tra aziende sospese e attive. Lo studio riporta – basandosi sui dati Istat - che le unità locali sospese a Olbia sono 3082 (pari al 54% del totale) e quelle attive 2603 (46%). Gli addetti delle attività sospese sono 7541 (pari al 425) e quelli delle attività attive sono 10.427 (pari al 58%).

Un dato significativo è quello sulla crescita della popolazione determinata dall’arrivo dei turisti. La Camera di Commercio spiega che Olbia, che ha 60.731 residenti, passa a quasi 100 mila a giugno, a oltre 108 mila a luglio, a quasi 110 mila ad agosto e a quasi 100 mila a settembre. Gli effetti del Coronavirus colpiscono principalmente il turismo e la Camera di Commercio quantifica quanto questi incidano sul settore dei Servizi, stimando la flessione del fatturato a partire da marzo (mese considerato per 2/3).

Per le aziende di Olbia, tra marzo e aprile il calo è di 61,4 milioni di fatturato (-3,4%); tra marzo e maggio di 104,7 milioni (-5,95), tra marzo e giugno di 153,1 milioni (-8,6%), tra marzo e luglio di 205,7 milioni (-11,5%). Consistente anche il crollo del fatturato del settore industriale, secondo l’analisi della Camera di Commercio: -26,3 milioni (-5.4%) tra marzo e aprile, - 44,8 milioni (-9.3%) tra marzo e maggio, -65,5 milioni (-13,6%) tra marzo e giugno e 88 milioni (-18,2%) tra marzo e luglio. Interessante il dato sulla produzione annua.

La Camera di Commercio indica per i servizi un fatturato di 1 miliardo 800 milioni per Olbia e di 480 milioni per Arzachena e per l’industria di 482 milioni per Olbia e di 87 milioni per Arzachena.


 

Incentivi regionali per le assunzioni dal 2019 al 2022

Un bonus alle aziende per l'occupazione di giovani, donne e disoccupati 

operaiUn contributo regionale alle imprese sarde che assumono under 35, disoccupati e donne oltre i 35 anni, con incentivi da 1200 euro a 16.000 euro e copertura di un anno. È la misura a sostegno dell’occupazione chiamata “T.V.B. Bonus Occupazionali” che finanzierà le assunzioni dal 1 ottobre 2019 fino al 2022. 

L'Agency di sviluppo territoriale del Cipnes Gallura è a disposizione per fornire informazioni e supporto su un intervento destinato a tutte le imprese titolari di partita Iva (a eccezione di quelle di pesca e acquacoltura, produzione primaria di prodotti agricoli). E' possibile scrivere a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. o chiamare il numero 0789.597125.

L’incentivo consiste in un contributo finanziario concesso dalla Regione Sardegna la cui intensità e durata varia in base alla tipologia contrattuale attivata dall'impresa (tempo determinato 12 mesi o tempo indeterminato), alla retribuzione mensile lorda, e alla tipologia di destinatario assunto (con particolare riferimento ai soggetti svantaggiati, molto svantaggiati o disabili).


Potranno beneficiare del contributo le aziende che hanno fatto assunzioni a partire dal 1 ottobre 2019 fino al 21 gennaio 2022. Chi ha fatto assunzioni dal 1 ottobre  2019 al 31 gennaio 2020 dovrà presentare la domanda entro il 31 luglio 2020. 

Due sono le possibilità per le assunzioni fatte dopo il 1 febbraio 2020.

La prima: qualora il termine finale di presentazione della domanda (ossia l'ultimo giorno del mese successivo alla data di assunzione) cada in una data antecedente al 31 luglio 2020 tale termine è prorogato al 31 luglio 2020. La seconda: qualora il termine finale di presentazione delle domande cada in una data successiva al 31 luglio 2020, le domande dovranno essere presentate "entro l'ultimo giorno del mese successivo alla data di assunzione".

L'incentivo può variare da un minino di 1.200 euro a un massimo di 16.000 euro a seconda della fascia di retribuzione e della tipologia di assunzione a tempo determinato/indeterminato. 

Se invece il destinatario dell'assunzione è un soggetto disabile, l'entità dell'incentivo varia da un minimo di 1.800 euro a un massimo 24.000 euro anche in questo caso calcolati in base alla fascia di inquadramento retributiva e alla tipologia contrattuale determinato/indeterminato.

La procedura di caricamento e presentazione della domanda sarà gestita attraverso il Sistema Informativo del Lavoro (SIL) sull’apposito portale www.sardegnalavoro.it

Maggiori informazioni sulla misura a questo indirizzo: https://bit.ly/3dqtQba 


Cipnes al lavoro nei suoi 10 ettari di verde pubblico

L'obbiettivo strategico è la riconversione in area produttiva ecologicamente attrezzata

Gli operai del Cipnes Gallura sono al lavoro per la manutenzione delle aree verdi, estese per 10 ettari, della zona industriale di Olbia.

Il Cipnes svolge infatti due importanti funzioni. Da una parte, gestisce le aree del verde attrezzato e di quelle a fruizione collettiva. Dall’altra, esegue la progettazione e la realizzazione dei nuovi parchi e delle aree a verde standard di sua competenza.

La sostenibilità ambientale è una delle mission del Cipnes: la salute, la sicurezza e l'ambiente hanno assunto un ruolo centrale nelle politiche dello sviluppo delle aree produttive e industriali e il consorzio si fa interprete convinto e attivo di questo nuovo corso. In questa ottica, per il Cipnes è prioritaria e strategica la riconversione della propria area industriale in Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA).

L’obbiettivo è quello di favorire e supportare l’insediamento ecologicamente sostenibile di nuove attività produttive in Gallura. Il Cipnes assicura una maggiore e permanente attenzione verso tutte le matrici ambientali, attua i principi di ecoefficienza e sostenibilità ambientale e garantisce una governance improntata su una gestione integrata delle tematiche ambientali, sanitarie e della sicurezza dell’intera area produttiva consortile.

In sintesi, gli obbiettivi del Cipnes sono i seguenti: perseguire prestazioni ambientali superiori rispetto alla somma dei benefici ottenibili dall’ottimizzazione dei processi produttivi di ciascuna impresa insediata; generare benefici socioeconomici e competitivi per le imprese che operano all’interno delle aree consortili; creare un’alleanza tra le imprese insediate coinvolgendole in un meccanismo virtuoso nell’essere competitive fornendo qualità a tutta la filiera produttiva insediata; avviare un’azione di marketing e di attrattiva su cui fondare il miglioramento dell’immagine e della reputazione dell’area grazie alla qualifica APEA; creare le condizioni per generare risparmi sui costi per le aziende insediate, migliorare la tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza dei lavoratori, quindi, favorire appetibilità ed attrattività verso le nuove aziende che si vorranno insediare nell’area CIPNES APEA; progettare e realizzare infrastrutture di produzione e distribuzione energetica da fonti rinnovabili nell’area industriale consortile quali piste ciclabili con copertura fotovoltaica, biometano da recupero rifiuti urbani ed organici, solare termodinamico

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 L'Agency del Cipnes al lavoro per le imprese

"Vi aiutiamo sui prestiti regionali per il turismo"

IMG 2175L’Agency di sviluppo territoriale del Cipnes Gallura è al lavoro per aiutare le imprese che intendono ricorrere ai finanziamenti e ai prestiti, sia nazionali che regionali, per contrastare gli effetti del Coronavirus.

Ideata come attività di supporto alla creazione, innovazione, aggregazione e internazionale delle aziende, l’Agency sta analizzando la legge regionale numero 8 del 9 marzo con cui vengono concessi prestiti chirografari alle attività sarde della filiera turistica. Il suo staff è a disposizione di tutti gli imprenditori per fornire assistenza e informazioni (chiamare il numero 0789.597125 o mandare una mail a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.)

I prestiti, per cui la Regione Sardegna ha già pubblicato l’avviso, sono rivolti alle micro imprese (meno di10 addetti e meno di 2 milioni di fatturato) e alle piccole imprese (meno di 50 addetti e di 10 milioni di fatturato) del turismo (* i relativi codici Ateco delle attività finanziabili sono in fondo all’articolo)

L’aiuto pubblico a sostegno dell'economia turistica sarda ha l'obiettivo di garantire la disponibilità di liquidità finanziaria e preservare la forza lavoro delle aziende.

Il prestito consiste in un finanziamento a tasso zero, con un periodo di restituzione ripartito in 72 mesi di cui 24 mesi di preammortamento. Non sono previste garanzie reali e/o personali.

L'importo ammissibile varia da un minimo di 30 mila euro sino a un massimo di 70 mila euro, calcolato in base al costo presunto degli addetti per il 2020 (che deve essere almeno pari o superiore al medesimo costo medio nel triennio precedente) e a seconda del regime di aiuto prescelto dall'impresa ai sensi dei Regolamenti UE 1407/2013 e 651/2014 della Commissione.

Il finanziamento della Regione Sardegna viene erogato a sportello: le domande verranno esaminate secondo l'ordine cronologico di presentazione. Le domande possono essere presentate dalle ore 9 del 29 aprile fino al 31 luglio 2020.

La procedura di caricamento e presentazione della domanda sarà gestita attraverso il Sistema Informativo del Lavoro (SIL) sul portale www.sardegnalavoro.it. Le imprese potranno effettuare la registrazione o accedere direttamente, qualora siano già registrate, utilizzando le credenziali d’accesso. La richiesta da compilare è denominata "Domanda di Finanziamento per l'accesso e il sostegno alla liquidità".

* Elenco codici Ateco finanziabili

47.78.32 Commercio al dettaglio di oggetti d'artigianato

49.32.20 Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente

50.10.00 Trasporto marittimo e costiero passeggeri "Traffico locale"

55.10.00 Alberghi

55.20.10 Villaggi turistici

55.20.20 Ostelli della gioventù

55.20.51 Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast

55.20.52 Attività di alloggio connesse alle aziende agricole

55.30.00 Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte

56.10.11 Ristorazione con somministrazione

56.10.12 Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole

56.10.30 Gelaterie e pasticcerie

56.10.41 Gelaterie e pasticcerie ambulanti

56.10.42 Ristorazione ambulante

56.30.00 Bar e altri esercizi simili senza cucina

77.11.00 Noleggio di autovetture ed autoveicoli leggeri

77.21.01 Noleggio di biciclette

77.21.02 Noleggio senza equipaggio di imbarcazioni da riporto (inclusi i pedalò)

77.21.09 Noleggio di altre attrezzature sportive e ricreative

77.34.00 Noleggio di mezzi di trasporto marittimo e fluviale

79.11.00 Attività delle agenzie di viaggio

79.90.19 Altri servizi di prenotazione ed altre attività di assistenza turistica non svolte delle agenzie di viaggio

79.90.20 Attività delle guide e degli accompagnatori turistici

91.02.00 Attività di musei

91.03.00 Gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili

93.21.00 Parchi di divertimento e parchi tematici

93.29.20 Gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali

49.39.09 Altri trasporti terrestri di passeggeri inca


 

 

Gallura, il reddito pro capite è di 15 mila euro

I dati del ministero dell'Economia sul 2018. Segno più per gli imprenditori

olbiaIl ministero dell’Economia ha pubblicato, giorni fa, le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi del 2018, gli ultimi disponibili e quindi precedenti alla crisi causata dal Coronavirus. È così possibile fotografare una parte importante dell’economia della Gallura, una delle aree più dinamiche della Sardegna con le sue 19 mila imprese attive, di cui 537 nell’area industriale del Cipnes Gallura.

Il numero totale di contribuenti Irpef della Gallura (intesa qui come l’insieme dei 26 Comuni della ex Provincia) è di 109 mila (per la precisione 108.693) e il reddito pro capite medio è di 15 mila euro (15.174, per l’esattezza).

Il maggior numero dei contribuenti è a Olbia (39.823), Arzachena (9428), Tempio (9366) e La Maddalena (7745). Il reddito pro capite più alto è a Golfo Aranci, pari a 18.754 euro; al secondo posto c’è La Maddalena, con 18.375 euro; al terzo Olbia, con 17.715 euro; al quarto Arzachena, con 17.618 euro; al quinto San Teodoro, con 17.071 euro.

I redditi per tipologia. I redditi dei galluresi da lavoro dipendente sono 61.025, quelli da fabbricati sono 41.631, quelli da pensione sono 31.940, quelli da partecipazione (in società di persone) sono 6134, quelli degli imprenditori (imprese individuali) sono 5427, quelli dei lavoratori autonomi sono 1770.

Il ministero dell’Economia, attraverso il Dipartimento delle Finanze, fa una doverosa precisazione: “E’ opportuno ribadire che per “imprenditori” nelle dichiarazioni Irpef si intendono i titolari di ditte individuali, escludendo pertanto chi esercita attività economica in forma societaria; inoltre la definizione di imprenditore non può essere assunta come sinonimo di “datore di lavoro” in quanto la gran parte delle ditte individuali non ha personale alle proprie dipendenze”. I redditi degli imprenditori, con dipendenti, saranno forniti a giugno.

Il reddito medio per categoria. Ora analizziamo i redditi dei galluresi in base alla categoria. I redditi dei 1770 autonomi galluresi ammontano a 67.895.312 euro: il reddito medio è di 38.358. I redditi degli imprenditori (titolari di ditte individuali) ammontano a 100.347.761 euro: il reddito medio dei 5427 contribuenti è di 18.490 (i contribuenti erano 4439 nel 2017). I redditi da lavoro dipendente ammontano in Gallura a 1 miliardo: il reddito medio dei 61.025 contribuenti è di 16.461 euro. I redditi degli imprenditori con partecipazione in società di persone ammontano a 81.625.207: il reddito medio dei 6134 contribuenti è di 13.307 euro.

I redditi per fascia. I contribuenti galluresi che dichiarano da 0 a 10 mila euro all’anno sono 37.690, quelli da 10 mila a 15 mila sono 17.411, quelli da 15 mila a 26 mila sono 30.779, quelli da 26 mila a 55 mila sono 17.176, quelli da 55 mila a 75 mila sono 1582, quelli da 75 mila a 120 mila sono 1145 e quelli oltre i 120 mila sono 440.

Confronto con il 2017. Come Cipnes Gallura abbiamo messo a confronto le dichiarazioni Irpef del 2018 rispetto a quelle del 2017. I contribuenti galluresi sono aumentati di 1435 unità: erano 107.258 nel 2017 e sono diventati 108.693 nel 2018 con una crescita percentuale pari all’1,3%. L’aumento più consistente in termini assoluti è stato registrato a Olbia, passata da 39.104 contribuenti a 39.823 (+1,8%). Ad Arzachena i contribuenti sono passati da 9306 a 9428 (+1,3%).

Le fasce di reddito dei galluresi cresciute di più sono quelle alte: i contribuenti oltre 120 mila euro sono passati da 388 a 440 (+13,4%); quelli tra 16 mila e 55 mila euro da 15.979 a 17.176 (+7,5%); i contribuenti tra i 75 mila e 120 mila euro da 1077 a 1145 (+6,3%); quelli tra 55 mila e 75 mila da 1508 a 1582 (+4,9) Il centro con maggiori contribuenti oltre i 29 mila euro è Olbia (180) seguito da Arzachena (90).