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Porti turistici e maxi yacht, il primato della Gallura

Nelle sue coste c'è il 46% dei posti barca della Sardegna. I giganti del mare creano un'economia milionaria

Nel sistema economico della Gallura assume un peso importante il settore della nautica e della cantieristica, strettamente legato a quello del turismo. Così come nell’accoglienza dei visitatori italiani e stranieri, anche nel mondo del mare la Gallura detiene il primato in Sardegna: nella sua linea di costa si concentra il 46% dei posti barca e il 44% dei porti turistici di tutta la Sardegna.

I dati del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, contenuti nell’annuale pubblicazione intitolata “Il diporto nautico in Italia”, ci fanno infatti sapere che su 13.800 porti turistici in Sardegna (in questo numero sono compresi anche approdi e punti di ormeggio), oltre 6.000 sono in Gallura, intesa come l’area dei 26 Comuni che componevano la vecchia provincia di Olbia-Tempio, e che su quasi 20.000 posti barca in Sardegna, oltre 9 mila sono in Gallura.

Molto interessante, per questo aspetto, è il dato sui posti barca oltre i 24 metri, quelli destinati ai maxi yacht, delle vere e proprie aziende per l’impatto che hanno sull’economia e l’occupazione. La Gallura ha 339 posti di questa grandezza su 528 della Sardegna, pari a oltre il 64% del totale.

Entrando nel dettaglio comunale, vediamo che il maggior numero di posti barca è in comune di Olbia: 2391 posti, pari a quasi il 26% di tutta la Gallura. Tra i porti, ci sono quelli di Porto Rotondo e Portisco. Subito dopo Olbia, c’è Arzachena con 1733 posti barca (quasi il 19% del totale gallurese); tra le marine, quella di Porto Cervo. Al terzo posto c’è La Maddalena con 1455 posti barca.

La pubblicazione del ministero delle Infrastrutture fornisce informazioni anche sul numero di imbarcazioni. Veniamo a sapere che in Sardegna sono iscritte 881 “unità da diporto a vela”: di queste 399 nel compartimento marittimo di Olbia (45% della Sardegna) e 93 in quello della Maddalena (10% del totale). Le “unità da diporto a motore” sono invece 2995 in tutta la Sardegna: di queste 1650 sono iscritte nel compartimento marittimo di Olbia (55% del totale sardo) e 292 in quello della Maddalena (10% del totale).

In questi giorni i mari della Gallura cominciano a essere solcati dai maxi yacht, molti dei quali ormeggiano in Costa Smeralda e a Porto Rotondo, come è avvenuto oggi con l'arrivo del Sailing Yacht A, il più grande a vela del mondo. È un segnale importante per l’economia turistica in senso stretto ma anche per quella del distretto della nautica del Cipnes Gallura. Nell’area produttiva di Olbia ci sono infatti ben 62 aziende della nautica e della cantieristica, pari all’11% di tutte le imprese del Cipnes, che occupano 374 addetti, pari all’8 dell’occupazione totale. La loro attività è concentrata sia nella costruzione, sia nel rimessaggio, sia nell’assistenza.

Questo settore, in continua crescita in tutto il mondo, è uno dei più incoraggianti per la ripresa e il potenziamento dell'economia gallurese. Come analizzato da uno studio di Carlo Marcetti e Francesca Palmas dell’Università di Sassari condotto su stime di Federagenti nel 2015 – “un superyacht dai 30 ai 60 metri di lunghezza, in media genera una spesa annuale di 2,35 milioni di euro, dà lavoro a 15 uomini di equipaggio e tra lavoratori della manutenzione, elettricisti, tecnici, fornitori di bordo, commercianti crea un indotto per circa 75 famiglie. Un superyacht dai 60 gli 80 metri, in media genera una spesa annuale di 3,95 milioni di euro, impiega una media di 25 uomini per l’equipaggio e crea un indotto di altri 140 lavoratori”.