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Tre giorni di Maker Island, la fiera dell'innovazione 

A Olbia i progetti avveniristici degli artigiani digitali. Il sostegno del Cipnes

Mario GattuC’è una parte di Olbia che lavora in silenzio - in garage, studi condivisi, capannoni, loft - per farla diventare una città innovativa, digitale, attraente. E’ l’Olbia dei maker, il nome con cui vengono definiti gli artigiani digitali, quelli che elaborano un’idea, la disegnano al pc e la costruiscono con la stampante 3D. E’ l’Olbia del Fab Lab, il laboratorio, l’”officina” in cui i maker si incontrano, usano gli strumenti digitali, sperimentano, condividono esperienze.

In una città e in una provincia, la Gallura, in cui le imprese sono cresciute dell’1,4% nel 2019 contro lo 0,8% della Sardegna e lo 0,4% dell’Italia, le imprese digitali cominciano ad avere un certo peso. Quelle iscritte al registro delle startup innovative sono adesso 10, e molte di queste sono state costituite tra il 2019 e il 2020, in piena pandemia, come reazione coraggiosa alle sfide del futuro prossimo.

Ora questo mondo sommerso, creativo, geniale, emergerà e dialogherà con tutto ciò che gli sta intorno. Merito proprio del Fab Lab di Olbia, nato del 2014, che ha organizzato il “Maker Island - L'isola dei Maker”, il primo evento della Sardegna che presenta e celebra i maker, la fabbricazione digitale, l’innovazione che parte dal basso e dialoga e con imprese e istituzioni. Per tre giorni - dal 16 al 18 ottobre - Olbia sarà dunque dentro il futuro: e sarà un futuro visibile a tutti quelli che vogliono capire che cosa è - concretamente - l’economia digitale. L'appuntamento è al Museo Archeologico, scelta non casuale sia logisticamente che simbolicamente: l’ingresso sarà libero e gratuito e nel rispetto delle regole per il contrasto del Covid-19 (per avere informazioni, scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Tutti gli appuntamenti saranno visibili anche in streaming (www.makerislandsardinia.com): qui il programma completo.

A che cosa si potrà assistere? Ai progetti digitali sviluppati dalle scuole con laboratori altamente innovativi, dalle imprese con attività dell’Industria 4.0, dagli enti e dalle associazioni che abbiano in corso progetti di innovazione - come il Cipnes Gallura - e naturalmente dai maker e dai Fab Lab di tutta l’Italia e anche dal resto d’Europa.

“Maker Island è un’occasione unica, di respiro internazionale, per conoscere da vicino un modo che oggi ha rivelato tutto il suo potenziale mettendo a disposizione innovazione, idee e tecnica al servizio di industria, cucina, moda, scienza, medicina” dice Antonio Burrai, creatore del Fab Lab di Olbia e ideatore dell'evento.

Un po’ campus universitario americano, un po’ Esposizione universale, entrare al Museo Archeologico sarà come fare un viaggio dentro quello che si muove nella rete digitale: tra macchinari supertecnologici, visioni avveniristiche, prodotti rivoluzionari, maker impegnati nell’attività creativa. Un ambiente informale in cui sarà possibile ascoltare, in agili talks, le esperienze di chi ha innovato partendo da un pc e una stampante 3D. Come Cristian Fracassi, per esempio, l’inventore e stampatore della valvola con cui le maschere da snorkeling della Decathlon sono state adattate per salvare i contagiati del Covid-19.

L’obbiettivo è duplice: far conoscere al grande pubblico l’economia prodotta dagli artigiani digitali e mettere in contatto maker e Fab Lab con le imprese e le istituzioni. In questo senso si muove il Cipnes Gallura, partner opertivo di Maker Island (ne parleremo diffusamente nei prossimi giorni).

“Il Cipnes ha aderito all’importante iniziativa perché ne condivide la mission strategica di promozione e diffusione della cultura dell’innovazione digitale quale driver per diversificare e rendere più competitivo il tessuto produttivo del nostro territorio e del nostro distrutto produttivo di Olbia, in cui ospitiamo il Fab Lab” dicono Mario Gattu, presidente del Cipnes (nella foto alla presentazione dell'iniziativa), e Aldo Carta, direttore generale.