Il porto vecchio di Olbia diventa completamente turistico 

Presentato il progetto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna

porto turisticoIl porto interno di Olbia – identificato con il molo Brin, il molo vecchio e il dente Bosazza – diventerà completamente turistico, aperto quindi solo alle barche da diporto. Il progetto per la sua realizzazione – chiamato Adeguamento Tecnico Funzionale del piano regolatore – è realizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna (l’ex Autorità portuale), titolare delle aree, e comporterà un investimento di oltre un milione di euro.

Il 22 dicembre 2020 il presidente dell’Autorità, Massimo Deiana, ha inviato l’avviso dell’Adeguamento Tecnico al comune di Olbia per “l’acquisizione della dichiarazione di non contrasto con i vigenti strumenti urbanistici e con il Puc adottato, propedeutica all’adozione da parte del Comitato di gestione portuale e per il successivo inoltro al Consiglio superiore dei Lavori Pubblici per il rispettivo parere di competenza”. Ottenuti i via libera, partiranno le opere.

“L’esigenza di procedere all’estensione della funzione nautica da diporto, già presente nella porzione settentrionale del Molo Brin, anche alla porzione meridionale dello stesso e alle banchine del Molo Vecchio nasce dalla volontà di sanare una situazione che vede tali aree utilizzate da 20 anni per l’ormeggio stagionale e saltuario di imbarcazioni da diporto - spiega l’Autorità -. Nella strategia di sviluppo della banchina sud del Molo Brin e della banchina orientale del Molo Vecchio, anche l’edificio ex officina Mameli, a oggi abbandonato e in cattivo stato di conservazione, sarà utilizzato per servizi portuali connessi alla nautica da diporto”.

Per la banchina meridionale del Molo Brin (lunga 305 metri e larga 61 metri) e per la banchina orientale del Molo Vecchio (larga 73 metri e lunga 130 metri) è prevista la realizzazione - analogamente all’altra banchina del Molo Brin già utilizzata per l’ormeggio delle imbarcazioni da diporto - di una passerella in legno dotata di tutti gli arredi necessari per consentire l’ormeggio con il sistema “a pendino” delle imbarcazioni da diporto (bitte, anelloni, corpi morti, catenaria, trappe di ormeggio e pendino) e la realizzazione di tutti gli impianti tecnici (idrico e antincendio, elettrico e di illuminazione) e dei relativi erogatori (colonnine di servizio). E’ inoltre prevista la realizzazione di un impianto per l’aspirazione delle acque nere delle imbarcazioni che verrà collocato in prossimità della testata del molo Brin.

Per la ristrutturazione del fabbricato delle ex Officine Mameli è prevista la demolizione e il completo rifacimento degli intonaci, sia all’interno che all’esterno, delle murature interne e delle pavimentazioni, di tutti gli impianti, della copertura (compresa la impermeabilizzazione), delle tinteggiature interne ed esterne e di tutti gli infissi e serramenti.

Le aree del Dente Bosazza, di larghezza pari a 26 metri e con banchine laterali lunghe 66 metri quella orientale e  58 metri quella occidentale, saranno destinate ad accogliere motovedette delle forze di Polizia, naviglio minore e diportistico.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna fa notare che -  In attesa del completamento dell’iter progettuale per la redazione del nuovo Piano Regolatore del porto di Olbia - l’attuale destinazione delle aree al traffico commerciale risulta in contrasto sia con la pianificazione del Comune di Olbia (il Puc indica quelle aree per il diporto turistico), sia con le strategie di sviluppo del complesso portuale di Olbia che hanno promosso il trasferimento di tutti i traffici commerciali nel porto industriale di Cocciani del Cipnes Gallura.

Con il nuovo progetto – spiega sempre l’Autorità – “non solo si elimina il rischio che un eventuale ripristino dei traffici commerciali in questa porzione del molo possa determinare un incremento dei possibili carichi ambientali ma si consente di contribuire alle strategie di sviluppo comunale, interpretate dal Puc, per realizzare una cerniera della porzione di competenza dell’Autorità con il lungomare cittadino al quale si innesta perfettamente”.

L’adeguamento tecnico-funzionale del molo Brin e del molo Vecchio – chiarisce sempre l’Autorità - può essere considerata pienamente compatibile anche con le strategie del Piano Regolatore Portuale, che è uno “strumento di programmazione che definisce l’ambito e l’assetto del porto, le aree destinate alle diverse attività che si svolgono al suo interno e le infrastrutture a servizio dell’attività portuale e che pianifica le ampiezze degli specchi acquei e le disposizioni di banchine e piazzali, tenendo conto delle necessità contingenti nel momento della redazione del piano e di quelle ragionevolmente prevedibili in futuro”.