Assunzioni in Sardegna, a gennaio calo del 27% 

Il rapporto mensile di Unioncamere sui contratti previsti dalle imprese

assunzioni gennaio 2021Le aziende italiane stimano di stipulare a gennaio 346 mila contratti, il 25% in meno di quanto preventivato a gennaio 2020. Tra gennaio e marzo i nuovi contratti subiranno un calo del 23% rispetto allo stesso trimestre del 2020. E’ l’analisi del Bollettino mensile Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal; le previsioni si basano sulle interviste realizzate, nella prima settimana di dicembre, su un campione di circa 108mila imprese con dipendenti. 

Le previsioni per la Sardegna sono peggiori. Le imprese sarde prevedono di attivare 5800 contratti a gennaio (quasi il 27% in meno rispetto al gennaio 2020) e 16.500 contratti tra gennaio e marzo (il 26,% in meno rispetto al periodo gennaio-marzo del 2020). 

Il 67% dei nuovi contratti previsti in Sardegna riguarderà i servizi, il 33% l’industria. A livello provinciale, le imprese della vecchia provincia di Sassari, all’interno della quale c’è la Gallura, prevedono di attivare 1500 contratti, quasi il 26% del totale regionale. Il 36% delle assunzioni delle imprese di Sassari riguarderà operai specializzati, poco più del 33% impiegati e addetti alle vendite, poco più del 21% dirigenti, professionisti, tecnici specializzati.

A livello nazionale, arrivano primi segnali di crescita dalle costruzioni (+2,6% di contratti a gennaio e +13,3% nel trimestre) e dai servizi informatici e delle telecomunicazioni (+4,0% nel trimestre). I profili tecnici diventano la prima categoria professionale per richiesta (71mila contratti nel mese di gennaio). Subiscono un calo contenuto le professioni intellettuali, scientifiche e a elevata specializzazione (-12,4%) e gli operai specializzati (-14,9%). Fra le figure maggiormente ricercate, gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (9mila i contratti da stipulare a gennaio, il 52,6% in più dello scorso anno). Molte figure sono legate alle digitalizzazione delle imprese. Per la ripresa dopo la pandemia, servono profili che in Italia, però, scarseggiano: secondo l’analisi di Unioncamere, per le aziende sono difficili da reperire il 43% delle professioni intellettuali, scientifiche ed a elevata specializzazione, il 43,5% delle professioni tecniche e il 43,6% degli operai specializzati. 

Numericamente, a gennaio le figure più richieste dalle aziende sono quelle degli addetti alle vendite, addetti alle pulizie, addetti alla ristorazione; quelle più difficili da reperire, per mancanza di figure sul mercato, sono quelle di fonditori e saldatori, spedizionieri, rappresentanti di commercio, assicuratori, fabbri ed estetiste.