L’INNOVAZIONE DELLE FUNZIONI DEI CONSORZI INDUSTRIALI PER LO SVILUPPO DEL SISTEMA PRODUTTIVO LOCALE

Ponendosi al diretto servizio degli operatori economici presenti nelle aree di sua competenza, i Consorzi industriali assumono il ruolo di fondamentale attore del progresso economico e sociale del territorio ove e collocato e opera per la realizzazione dei seguenti tre obiettivi strategici:

•   Qualificare progressivamente l'area industriale per la qualità delle condizioni materiali e immateriali offerte alle imprese e attraverso le quali queste possono migliorare la propria capacita di competere.

• Stimolare le condizioni favorevoli al consolidarsi di un efficace sistema reticolare che integri le risorse e le competenze esistenti nel territorio ed eventualmente, queste con competenze e risorse complementari collocate altrove, nella prospettiva del rafforzamento del grado di innovatività del sistema produttivo.

• Garantire al proprio territorio un contesto favorevole alla generazione di nuove idee e alla loro adozione nell'ambito delle strategie aziendali di innovazione.

Il CI ”inteIligenza" che partecipa alla gestione del proprio sistema territoriale

Sulla base di questi obiettivi, il consorzio industriale smette di essere semplicemente un"amministratore di condominio" e un ”venditore" di spazi, più o meno attrezzati per divenire una vera e propria "intelligenza", un centro di competenze di alto livello per la gestione del sistema territoriale1 di sua competenza. Questa "intelligenza" si esprime in primo luogo nella predisposizione di una serie di professionalità eminentemente tecniche che risultano essenziali per garantire condizioni di ottimale utilizzazione degli spazi e che spesso non sono disponibili presso altri soggetti.

Alcuni Consorzi dispongono di competenze particolarmente elevate nella progettazione e realizzazione di interventi di riqualificazione urbanistica ed edilizia per le attività produttive. Di conseguenza, svolgono un ruolo importante nello sviluppo urbanistico e infrastrutturale del proprio territorio, anche al di là delle aree di loro diretta competenza. In questo senso si spiega la partecipazione di alcuni consorzi a società di riqualificazione e sviluppo territoriale. Sulla base di queste competenze e di una adeguata capacita progettuale, i CI possono agire da "sviluppatori fondiari" di aree anche vaste del territorio ove sono collocati. A tal fine, essi possono predisporre precisi progetti di sviluppo delle aree che, nel quadro di un'adeguata soddisfazione di obiettivi di natura ambientale e sociale, delineano una strategia di valorizzazione del territorio a fini industriali ma anche commerciali, residenziali e di servizi.

_________________________

1 E’ utile precisare che con il termine " sistema territoriale " si indicano l’insieme di fattori materiali e immateriali e di attori che si trovano all’interno di un determinato territorio e le attività che sono svolte al suo interno dagli attori che ne sono parte.

Tale strategia sarebbe saldamente ancorata al raggiungimento di interessi pubblici ( e, in questo senso, risulta preferibile a proposte di matrice puramente privatistica) ma, essendo orientata alla creazione di opportunità economiche, e anche in grado di attrarre le risorse finanziarie necessarie per la sua realizzazione.

Ne consegue che, oltre che nell’elaborazione del progetto di sviluppo territoriale, il CI potrebbe acquisire un ruolo centrale nella aggregazione delle risorse finanziarie private necessarie per la sua attuazione, secondo la logica delle "public private partnership".

L'eterogeneità del sistema produttivo localizzato nell'area del consorzio è un ulteriore rilevante aspetto del potenziale che il Cl puo esprimere a favore della crescita del tessuto produttivo locale. Se collocata in un ambito caratterizzato da elevata intensità relazionale tra le imprese, tale eterogeneità può, infatti, stimolare significativi processi di rafforzamento competitivo delle stesse imprese. L'esistenza di una "comunità" (il consorzio) dove operano attori ”diversi" in termini, tra l’a|tro, di competenze (in particolare, immateriali), esperienze, schemi di ragionamento, modelli gestionali, rappresenta una condizione fondamentale per il manifestarsi di un efficace processo di creazione di nuove idee e, quindi, di innovazioni di prodotto, organizzative o addirittura di business. In questo senso, i Cl possono rappresentare luoghi che favoriscono il manifestarsi e la diffusione di processi creativi che rafforzano il potenziale di innovatività delle imprese che sono al suo interno.

L’erogazione di servizi alle imprese

La ”intelligenza” di cui sono portatori i CI si esprime poi nella fornitura di una ampia gamma di servizi a favore delle imprese locali, tra i quali i più rilevanti appaiono essere:

  • Assistenza tecnica alle imprese relativa alle problematiche amministrative connesse alla Ioro attività;
  • Trasferimento di tecnologia

Le azioni nell’ambito del trasferimento di tecnologia risultano particolarmente rilevanti data l’importanza che questo tema ha ormai assunto per lo sviluppo competitivo delle piccole e medie imprese. I CI possono costituire un "luogo naturale" per la progettazione e attuazione di programmi di collaborazione tra imprese e tra queste e i centri di ricerca, finalizzati alla ricerca applicata e all'innovazione tecnologica. Essi interpretano questo fondamentale ruolo nella misura in cui confermano di possedere, da un lato la capacita di "selezione" delle iniziative feconde e dei partner piu adatti; da|l'altro, Ia capacita di "integrazione" degli operatori aII’interno del consorzio e di questi con qualificati soggetti esterni, in particolare tra i dipartimenti universitari e i centri di ricerca.

Molti tra iconsorzi piu avanzati hanno addirittura attivato al proprio intemo un vero e proprio "centro servizi per Ie imprese” dotati  delle risorse materiali e delle conoscenze per fornire servizi

ad alto valore aggiunto agli operatori collocati nel|’area consortile (e in alcuni casi anche al suo esterno).

Le esperienze osservate confermano, inoltre, Ia capacita dei CI di erogare determinati servizi attraverso Ia collaborazione con soggetti specializzati esterni; gli esempi più significativi di tali servizi sono:

• Programmi di formazione professionale e manageriale;

• Studi e progetti per lo sviluppo produttivo del territorio

• Ricerche e studi per l’innovazione tecnologica

• Consulenza strategica ed organizzativa

• Certificazione di qualità delle imprese

L'ampiezza delle iniziative offerte attraverso l’intervento di partner esterni, sottolinea una particolare funzione che il CI di fatto svolge e che e molto importante ai fini del rafforzamento del tessuto produttivo locale. Esso agisce da aggregatore delle competenze specialistiche da cui derivano servizi rilevanti per Io sviluppo competitivo delle imprese. In altri termini, il consorzio rende agevole alle imprese collocate al suo interno l’accesso alle fonti di risorse (in particolare, a quelle immateriali) per loro rilevanti; un accesso che risulterebbe molto più complesso o, addirittura di fatto non possibile, per Ia singola impresa, in particolare se di piccole o piccolissime dimensioni.

II Cl può, dunque, essere un ”hub" importante della rete di attori che permea il sistema economico e sociale di un determinato contesto geografico. ll soggetto che da un Iato stabilisce i collegamenti tra le imprese locali e gli attori che producono le conoscenze di cui esse hanno necessita; dall’altro offre la sede fisica per il concreto manifestarsi di questi collegamenti e per l'attuazione dei relativi contenuti.

     La capacita del consorzio di erogare determinati servizi ad alto valore aggiunto o di facilitarne l’erogazione da parte di altri soggetti determina un duplice vantaggio per le aziende che sono al suo interno. Queste, in primo luogo vengono a disporre, con costi transazionali presumibilmente bassi, di un supporto esterno specializzato che incide in maniera significativa sull'efficienza dell’impresa e quindi sulla sua competitività. In secondo luogo, esse si trovano inserite in un     sistema di relazioni interne ed esterne essenziale per Io sviluppo delle proprie competenze, l'acquisizione degli input produttivi, l’allargamento delle opportunità di mercato.

Promotore di progetti di innovazione industrale

Il CI può anche essere il promotore della realizzazione nel territorio di grandi progetti di innovazione, coordinando il coinvolgimento delle imprese e delle istituzioni locali e gli eventuali apporti di soggetti esterni. Particolarmente rilevante in questo senso l'avvio di "acceleratori" di start-up innovative. La composizione tipica della sua compagine sociale, il presidio delle aree industriali, il diretto collegamento con le imprese del territorio, le possibili relazioni con il sistema finanziario e le competenze progettuali; tutti questi elementi rendono il CI il soggetto ideale per la elaborazione e successiva implementazione di questo tipo di progetti che, peraltro, sono il riferimento fondamentale della politica industriale nazionale in materia di sostegno all'innovazione.

     In tale prospettiva, l'esistenza di un organo nazionale di coordinamento dei CI costituisce una condizione favorevole sotto due profili da un Iato, per coinvolgere nella realizzazione del progetto le competenze eccellenti anche se non necessariamente collocate nella stessa area geografica. Dall'altro, per far si che i progetti attuati nel|’ambito di un consorzio possano consolidare i loro effetti a livello di sistema Paese.

     Nella predisposizione dei "progetti di innovazione industriale" previsti nella nuova politica industriale del governo, i CI possono giocare un triplice ruolo possono favorire l’aggregazione delle necessarie competenze imprenditoriali e scientifiche; possono poi rappresentare il luogo di incubazione dell’idea progettuale e di sua successiva sperimentazione. Infine, sono chiamati a svolgere un’azione di monitoraggio, selezione ed eventuale implementazione di programmi comunitari volti nel campo della ricerca applicata, de|l'innovazione e dello sviluppo della competitività delle PMI.A questo si aggiunge Ia circostanza che, per sua natura, il Cl appare un filtro efficace per mantenere attivo e consistente durante tutto il percorso progettuale l’ impegno delle forze pubbliche e private coinvolte.

Lo sviluppo di economie di tipo "distrettuale"

Con la sua azione, e con i progetti che promuove nel proprio contesto geografico, il CI attiva una serie di forze che favoriscono il radicamento delle Imprese locali nel proprio contesto geografico, Io sviluppo del loro capitale relazionale locale e della consuetudine alla reciproca collaborazione; in sostanza, tre degli elementi più rilevanti delle economie distrettuali.

     L'azione che il CI attua nella direzione dello sviluppo di tali economie nel proprio contesto geografico e potenzialmente molto efficace per la fondamentale circostanza che il Cl è esso stesso un attore di quel contesto, e anzi interlocutore diretto delle Imprese che ne sono parte. La sua è quindi un’azione "interna" e per tanto tendenzialmente più efficace, in particolare in quelle aree dove il tessuto produttivo non è in effetti compiutamente dl tipo distrettuale.

La capacità del CI di connettere le Imprese locali con Interlocutori esterni, anche a livello internazionale garantisce inoltre che neI|'area del consorzio si sviluppi un sistema produttivo distrettuale   ”aperto", in cui cioè  le Imprese sono fortemente radicate nel proprio contesto  di appartenenza ma sanno allo stesso tempo "connettersi" con le eccellenze nella propria filiera presenti nello scenario internazionale. Val Ia pena solo ricordare che l'evoluzione della concorrenza di questi anni ha chiaramente mostrato come solo distretti di tipo "aperto" possano continuare ad avere un'evoluzione fisiologica.

Del resto, nelle aree gestite dai CI non si riscontra normalmente (e comunque non necessariamente) quella elevatissima concentrazione delle imprese all’interno di uno stesso comparto produttivo che rappresenta forse il principale elemento caratterizzante un distretto.

A riguardo, va ricordato come il dibattito scientifico sui distretti industriali abbia da tempo evidenziato i vantaggi ma anche i rischi della forte specializzazione produttiva che distingue il distretto in senso tradizionale. Al tempo stesso, in questi anni, Ia realtà (riconosciuta anche da molte previsioni normative a livello regionale) ha avvalorato un nuovo modello di distretto che aggrega aree diverse e non necessariamente contigue dove si rilevano significative concentrazioni di attività relative ad una stessa filiera. Peraltro, Ia tendenziale eterogeneità della base produttiva localizzata nell'ambito di un CI non necessariamente rappresenta un elemento di debolezza, né esclude che nel suo ambito si possa comunque manifestare una concentrazione di imprese di un certo comparto, tale da includerlo nel territorio di un distretto dl dimensione "regionale".

II rilievo che i Cl possono assumere anche nel rafforzamento competitivo delle aree produttive di tipo distrettuale viene enfatizzato in quei casi in cui CI in aree geografiche sufficientemente vicine risultano legati da una intensa cooperazione da cui scaturiscono progetti "di sistema", i quali a loro volta stimolano l’integrazione strategica ed operativa di gruppi di imprese locali. Di particolare rilievo, risulta l'impegno che le aggregazioni di CI possono porre nella predisposizione di piani di marketing territoriale per Ia valorizzazione del|’area geografica su cui gravitano e delle attività produttive realizzate al suo interno.

In quanto organismo stabile sul territorio, ed espressione degli attori pubblici e delle forze economiche private locali, il CI ha le caratteristiche essenziali per svolgere la funzione di ispiratore e coordinatore dei programmi di sviluppo produttivo previsti per Ie aree distrettuali.

La realizzazione di infrastrutture ”di seconda generazione"

Un ulteriore ambito in cui il Cl esprime Ia sua funzione a favore del rafforzamento della competitività delle imprese locali è quello che potrebbe essere definito Ia ”infrastrutturazione di seconda generazione". Concerne Ia realizzazione all’interno dell'area consortile di strutture che favoriscono l’uso efficiente de||'energia e de|I'acqua e riducono l'impatto ambientale "sistemico" delle attività produttive presenti al suo interno e considerate nel loro insieme.

Le recenti evoluzioni degli scenari a livello sia macro che micro pongono due nodi (peraltro fortemente correlati) che appaiono sempre più critici per le dinamiche competitive delle imprese:

energia e ambiente. Le opportunità di sviluppo positivo di un'impresa sono e saranno sempre più condizionate dalla capacita di questa di dotarsi di fonti di energia affidabili e relativamente poco costose, e di svolgere le proprie attività con il miglior impatto ambientale in termini di utilizzo complessivo delle risorse fisiche e di limitazione dei fattori inquinanti. Sono e saranno allo stesso modo influenzate dalla misura in cui l'area ove e localizzata tale impresa offre condizioni di     contesto affinché impatto ambientale, efficienza e costi connessi all’attività produttiva trovino il   miglior punto di equilibrio. E, quindi, essenziale che vi siano iniziative di carattere strategico volte a creare e mantenere nel tempo tali condizioni di contesto.

     I CI mostrano di saper svolgere un ruolo decisivo a riguardo, poiché si fanno carico di porre in essere rilevanti programmi per il risparmio energetico, per la crescente utilizzazione di fonti di generazione deI|'energia cosi dette "alternative", per la riduzione dei vari tipi di inquinamento     prodotti dalle operazioni industriali.

     Tale aspetto e avvalorato dal manifestarsi a livello internazionale di significative esperienze di organismi che gestiscono le aree industriali proprio con l'obiettivo primario di ottimizzare l'impatto ambientale delle attività produttive collocate al loro interno, mettendo queste nelle condizioni di avvantaggiarsi di sinergie nell'utilizzazione delI'energia e delle risorse fisiche.

II rafforzamento della percezione delle imprese locali

     La localizzazione all'interno del Cl offre all’impresa l’opportunità di rafforzare Ia percezione che i suoi interlocutori, in primo luogo il mercato e il sistema dei fornitori hanno della sua identità e del relativo posizionamento. In una certa misura, infatti, Ia qualità delle infrastrutture e dei servizi all'interno dell'area consortile si traducono in una percezione di qualità delle imprese che sono localizzate nella stessa area. Allo stesso modo, la notorietà del Cl come area industriale di eccellenza ha un effetto "traino" sulla notorietà delle realtà produttive che ne fanno parte. Il CI può agire come un marchio ”ombrello" che caratterizza la stessa identità delle sue imprese e ne attesta il livello qualitativo almeno potenziale.

     Si intuisce quanto questo meccanismo sia importante per le aziende di dimensione minore che dispongono di risorse generalmente molto limitate per promuovere la propria immagine.

     Per funzionare in maniera efficace, questo meccanismo necessita di due condizioni, oltre ovviamente alla circostanza che il CI presenti effettivamente un’offerta infrastrutturale e di servizi di elevata qualità. In primo luogo, |’impegno in una politica di marketing dell'area che ne evidenzi le positività e il concreto riflesso sulle imprese collocate al suo interno. In secondo luogo, la previsione di regolamenti o comunque accordi interni al CI che spingano le imprese ad uniformarsi a determinati standard su questioni come I'ambiente, la sicurezza sul lavoro, la qualità dei processi produttivi, ecc.

In questo senso, il CI agirebbe da ”stimolatore" della maturazione non solo strutturale ma  anche manageriale e culturale delle aziende che sono collocate al suo interno.

IL RUOLO DI FICEI PER LO SVILUPPO DELLE OPPORTUNITA’ DEI CONSORZI INDUSTRIALI

L’eterogeneità delle esperienze consortili esistenti nel Paese in termini di risultati sulla competitività territoriale pone la necessita che sia attuato un processo di convergenza verso i livelli di eccellenza e comunque il raggiungimento da parte della maggior parte delle realtà di determinati standard minimi di efficienza/efficacia. Del resto, Ia volontà di basare le iniziative a sostegno dei Consorzi su un sistema premiante impone alle singole realtà di dotarsi rapidamente di una adeguata capacita di cambiamento; diviene dunque essenziale Ia presenza di un soggetto   che sia parte del sistema dei Consorzi e che, al tempo stesso, possa giocare il ruolo di "stimolatore" e "accompagnatore" del processo evolutivo dei singoli Consorzi.

La realizzazione di questo processo beneficia naturalmente della circostanza che esiste già una struttura di coordinamento a Iivello nazionale che appare dotata delle competenze per accompagnare tale processo.

La Federazione Italiana dei Consorzi e degli Enti di Industrializzazione ha infatti le professionalità e le strutture necessarie per sostenere lo sviluppo di tale processo, anche attraverso l'attività di Ficei Service, società operante nello svolgimento di studi, ricerche e progetti di formazione imprenditoriale inserita nella short list del Ministero delI' Economia servizi per le Politiche di Coesione e la Tecnoficei, società che effettua ricerche, studi e progettazione di territori con particolare riguardo alle infrastrutture e agli insediamenti industriali, nonché parchi scientifici e tecnologici.

Opportunamente sostenuta, tale struttura potrebbe in particolare attivare iniziative sui seguenti cinque piani:

  • trasferimento di competenze tra i Cl (in particolare da quelli ”eccellenti" a quelli impegnati nelprocesso di miglioramento), anche attraverso Ia realizzazione di Sistemi Informativi Territoriali (SIT) che attraverso il collegamento delle informazioni disponibili ad una descrizione geometrica del territorio, permettono |'integrazione di dati alfanumerici e cartografici. La struttura operativa che si occupa di questo aspetto, Ficei Service, é inoltre in grado di elaborare studi e applicazioni di connessioni telematiche per l’accesso e la gestione di banche dati distribuite in reti locali e geografiche;
  • assistenza nella fornitura di conoscenze organizzative e gestionali ai CI impegnati nel processo di miglioramento;

Ficei é attiva nell'erogazione di seminari in materia tributaria e fiscale, 0, più in generale ad argomenti di carattere civilistico o amministrativo, con riguardo anche ad opere pubbliche, espropri, concessioni e simili che investono l’attività dei CI, di aggiornamento rivolti almanagement dei CI su tematiche quali sicurezza, privacy, logistica ed altro.

•   ideazione e predisposizione di progetti di interesse nazionale realizzabili attraverso la collaborazione tra più CI o comunque replicabili in ambiti consortili diversi; in questo senso Ia rete Ficei opera una progettazione e una selezione di interventi di carattere regionale e transregionale, come ad esempio il nascente Parco Europeo del Mediterraneo, aggregazione territoriale e culturale di realtà fortemente significative da un punto di vista turistico- storico-ambientale.

•   partecipazione a progetti di carattere nazionale e europeo su tematiche che abbiano ricadute dirette sulla qualità e sulle competenze dei singoli CI: nello specifico Ficei è in grado di promuovere e gestire progetti a carattere comunitario, nei settori della formazione, - anche attraverso Ficei Service, struttura dedicata alla formazione imprenditoriale - degli studi e ricerche sull'innovazione - attraverso TecnoFicei, struttura che promuove innovazione         tecnologica nelle Pmi.

•    attuazione di strategie di marketing e di comunicazione del sistema consortile orientate a evidenziarne il ruolo propulsore nel tessuto produttivo ed economico locale. Ficei ha promosso, attraverso studi commissionati ad autorevoli centri di ricerca, Ia conoscenza e Ia comunicazione del sistema dei CI.