Riapre il Centro per l'infanzia "i Folletti di Kines"

Massima sicurezza nelle strutture. Garantito il servizio mare

 

Asilo 1A partire da lunedì 6 luglio riapre il Centro per l’Infanzia del Cipnes-Gallura “i Folletti di Kines”.

Saranno riattivati - con orario 08.00 - 19.00 dal lunedì al venerdì - tutti i servizi per i bambini dai 3 mesi agli 11 anni di età (nido e centro estivo). Sarà confermato anche il servizio mare (due volte alla settimana) per i bambini di età compresa fra i 3 e gli 11 anni.

La struttura riapre, dopo lo stop dovuto alla emergenza del coronavirus, nel rispetto scrupoloso del complesso quadro normativo di riferimento e dell’assoluta osservanza delle precise disposizioni sulle misure di sicurezza per la prevenzione e il contenimento della diffusione di SARS-COV-2.

Le attività ludico-ricreative, laboratori e giochi, saranno svolti in modalità indoor e outdoor. Nelle attività previste in spiaggia ci si avvarrà della struttura del concessionario demaniale, conforme alle normative igienico-sanitarie e di sicurezza, il quale metterà a disposizione un numero di ombrelloni proporzionale ai bambini presenti. 

La spiaggia verrà raggiunta con i mezzi di una ditta esterna specializzata nel trasporto di persone, e gli accompagnatori garantiranno il distanziamento fisico sia all’interno del mezzo di trasporto sia nelle fasi di ingresso e di uscita dall’autobus, secondo le nuove disposizioni.

La struttura è dotata del servizio di cucina e mensa regolarmente autorizzato per la preparazione e somministrazione dei pasti, elaborati secondo il menu estivo autorizzato dalla ASL, e consumati nelle sezioni in cui ogni bambino potrà disporre di un proprio spazio/banco nel rispetto del distanziamento richiesto dalle norme.

Ogni giorno gli operatori, obbligati a indossare la mascherina durante le attività lavorative, saranno sottoposti alla misurazione della temperatura che, se fosse superiore ai 37.5°, determinerebbe l’allontanamento immediato dalla struttura. All’ingresso sarà predisposto il lavaggio delle mani con gel igienizzante.

Come previsto dalle recenti norme, per i bambini da 0 a 5 anni sarà rispettato il rapporto di 1 operatore/educatore/animatore ogni 5 bambini; per i bambini da 6 a 11 anni, 1 ogni 7 bambini.

Per qualsiasi informazione e per le iscrizioni si può chiamare ai seguenti numeri: 0789-53636, 331-6562071, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

 

Il prossimo miracolo dell’Italia passa dalla “locomotiva” Mezzogiorno

Un lavoro sul Meridione dell'Osservatorio Banche Imprese di Economia e Finanza (OBI)

 

20 2018

 

L’Osservatorio  Banche  Imprese  di  Economia  e  Finanza  (OBI)  di  Bari  insieme  all’Alleanza  Istituti Meridionalisti (AIM) di cui fa parte attiva insieme ad altre Associazioni,  ha promosso e lanciato l’idea di un documento programmatico sul Mezzogiorno, curandone una prima edizione, in un momento di grande difficoltà del Paese in seguito all’epidemia di coronavirus. Su questi temi l’Osservatorio si era già cimentato, in tempi recenti, con la pubblicazione di un libro edito dall’editore Rubbettino a fine 2019 dal titolo  “Mezzogiorno  in  Progress?  Non  siamo  meridionalisti”,  con  la  collaborazione  di  60  autori  fra imprenditori, accademici, economisti, operatori del sociale. L’obiettivo della ricerca, emblematicamente rappresentato dalla frase “non siamo meridionalisti”, era di  proporre con spirito critico e pragmatico, tematiche  di  sviluppo  integrate  a  livello  nazionale  ed  europeo.

Questo  lavoro  è  stato  presentato  a  Bruxelles  il  5  febbraio  2020  al  Parlamento Europeo  e  ha determinato  la  nascita  di  un  “cantiere”  che  prende  il  nome  dal  libro  “Mezzogiorno  in progress” aperto a tutte le collaborazioni scientifiche, professionali e di esperienza per contribuire ai processi di sviluppo. L’elaborazione di un pensiero e di una azione collettiva partendo da individualità culturali  e  geograficamente  diverse,  che  si  riconoscono  eticamente  in  un  progetto  comune,  pur  nel rispetto delle singole individualità, è il maggior contributo che gli autori intendono dare alla creazione di un sentiero virtuoso di coesione sociale, civile ed economica del Sud e dell’intero Paese.

 

 

 


 

Tutti i voli per Olbia dell'estate 2020

Via alle rotte internazionali: quelle con Monaco, Londra Gatwick e Amsterdam le più frequentate

alitalia olbiaL’isolamento internazionale dell’aeroporto di Olbia – già interrotto parzialmente dai jet privati – finisce oggi con il primo volo commerciale in arrivo da Monaco di Baviera, storicamente la rotta estera con il maggior numero di passeggeri (102 mila nel 2019).  Su tutto il territorio nazionale è infatti caduto a mezzanotte il divieto per i collegamenti aerei internazionali imposto dal Coronavirus, e anche la Gallura, con tutto il suo sistema produttivo, si riapre ai mercati europei, sia in entrata che in uscita. 

I voli per Olbia dell'estate 2020 toccano 15 Paesi europei e 63 destinazioni, ma andranno verificati giorno per giorno, consultando il sito dell'aeroporto e i siti delle compagnie aeree: l'incertezza legata al virus sta provocando numerose cancellazioni, anche nelle rotte per la Sardegna. Vediamo nel dettaglio il network dei voli. Comiciamo da quelli della continuità territoriale con gli scali di Roma Fiumicino e Milano Malpesa (Linate è ancora chiuso); il servizio è garantito da Alitalia (nella foto di John Karraca un aereo a Olbia)Tra Olbia e Roma ci sono attualmente quattro voli (tra andata e ritorno). Diventeranno otto al giorno a luglio e agosto; scenderanno a sei a settembre; a ottobre saranno quattro. Tra Olbia e Malpensa ci sono attualmente sei voli (tra andata e ritorno). Diventeranno dieci al giorno a luglio e agosto; a settembre torneranno a essere sei; a ottobre saranno quattro.  

Ora vediamo i voli internazionali di Olbia, in partenza da oggi, e le altre rotte nazionali. Il Paese maggiormente collegato con lo scalo del Costa Smeralda è la Germania, seguito da Francia, Svizzera e Gran Bretagna. Questo è l'elenco delle tratte. 

Dal 25 giugno. Volo da Monaco di Eurowings.

Dal 26 giugno. Volo da Parigi Orly di Transavia.

Dal 27 giugno. Voli da Düsseldorf (Eurowings), Hannover (Condor), Stoccarda (Eurowings), Genova (Volotea) e Verona (Neos).

Dal 28 giugno. Voli da Amburgo (Eurowings), Lussemburgo (Luxair) e Zurigo (Edelweiss).

Dal 1 luglio. Voli da Berlino (Condor), Düsseldorf (Condor), Salisburgo (Eurowings) e Trieste (Alitalia). I voli da Colonia (Eurowings), Copenaghen (Sas), Monaco (Condor), Oslo (Sas), Praga (Smartwings) sono stati inseriti nel timetable ma al momento non operativi.

Dal 3 luglio. Voli da Amsterdam (Transavia), Ancona (Volotea), Bari (Volotea), Basilea (easyJet), Berlino (easyJet), Bologna (Volotea), Nantes (Volotea), Napoli (easyJet), Palermo (Volotea), Pisa (Volotea). I voli da Nizza (easyJet) e Strasburgo (Volotea) sono stati inseriti nel timetable ma al momento non operativi.

Dal 4 luglio. Voli da Bologna (Alitalia), Francoforte (Lufthansa e Condor), Genova (Alitalia), Ginevra (easyJet e Swiss), Monaco (Lufthansa e Air Dolomiti), Parigi De Gaulle (Air France), Pisa (Volotea), Venezia (easyJet), Verona (Alitaloia), Zurigo (Helvetic).

Dall’8 luglio. Voli da Amsterdam (easyJet). Il volo da Londra Luton (easyJet) è stato inserito nel timetable ma al momento non è operativo.

Dal 17 luglio. Volo da Barcellona (Vueling).

Dal 18 luglio. Volo da Londra Heathrow (British Airways).

Dal 21 luglio. Volo da Parigi Orly (easyJet).

Dal 1 agosto. Voli da Lione (easyJet), Londra Gatwick (easyJet), Manchester (easyJet), Mosca (S7 Airlines), Parigi De Gaulle (easyJet), Vienna (Austrian).

Dal 3 agosto. Voli da Bordeaux (easyJet) e Nizza (easyJet). Dal 4 agosto. Voli da Bristol (easyJet), Tolosa (easyJet) e Zurigo (Helvetic).

Dal 5 settembre. Volo da Stoccolma (Norwegian).

Un milione e mezzo di stranieri. Adesso analizziamo la provenienza dei passeggeri e i mesi maggiormente interessati ai flussi. Nel 2019 – come si legge nel recente rapporto dell’Enac – l’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda ha registrato 2 milioni 960 mila passeggeri, consolidando la posizione di secondo scalo passeggeri della Sardegna. Come Cipnes Gallura abbiamo analizzato tutti i dati per fornire alle imprese un quadro completo su un’infrastruttura fondamentale per il sistema economico del nord est sardo. I passeggeri dei voli di linea e charter sono stati 2 milioni 900 mila di cui 1 milione 390 mila italiani (47% del totale) e 1 milione 545 mila internazionali (53%). Entrando ancora di più nel dettaglio, i passeggeri in arrivo a Olbia sono stati 1 milione 460 mila di cui 690 mila italiani e 768 mila internazionali.

Interessati anche i dati sui voli dei jet privati. I passeggeri degli aerotaxi sono stati oltre 17 mila e quelli dell’aviazione generale 7500. I movimenti (arrivi e partenze) di quest’ultima voce sono stati quasi 34 mila.

Ad agosto oltre 600 mila passeggeri. Per quanto riguarda il numero di passeggeri per mese dell’aeroporto di Olbia, al primo posto c’è agosto (618 mila), seguito da luglio (594 mila), giugno (425 mila), settembre (403 mila), maggio (249 mila), ottobre (201 mila), aprile (163 mila). I mesi con meno passeggeri sono stati quelli di gennaio e febbraio (50 mila a testa).

Tra Olbia e Malpensa 220 mila passeggeri. L’Enac riporta anche il numero dei passeggeri delle principali rotte dell’aeroporto di Olbia. Questa è la graduatoria di quelle nazionali: Olbia-Malpensa (221 mila), Malpensa-Olbia (212 mila), Olbia-Roma Fiumicino (155 mila), Roma Fiumicino-Olbia (154 mila), Milano Linate-Olbia (103 mila), Olbia-Milano Linate (96 mila), Verona-Olbia (54 mila), Olbia-Verona (54 mila).

Olbia-Monaco, Olbia-Londra Gatwick e Olbia-Amsterdam le rotte più frequentate. Questa è invece la graduatoria delle rotte internazionali (andata e ritorno): Olbia-Monaco di Baviera-Strauss (102 mila), Olbia-Londra Gatwick (94 mila), Olbia-Amsterdam Schiphol (92 mila), Olbia-Parigi Orly (77 mila), Olbia-Düsseldorf (72 mila), Olbia-Berlino Schoenefeld (66 mila), Olbia-Francoforte (61 mila), Olbia-Barcellona El Prat (56 mila), Olbia-Parigi De Gaulle (52 mila).


 

Riparte il sistema economico della Costa Smeralda

Aprono hotel, ville, porti. Al lavoro le imprese del distretto nautico del Cipnes Gallura

Yacht Club Costa SmeraldaRiparte il sistema ecomomico della Costa Smeralda, uno dei principali della Gallura. Nei giorni scorsi hanno riaperto l'hotel Luci di la Muntagna, inaugurato nel 1966, e lo Yacht Club Costa Smeralda, fondato nel 1967 dal Principe Karim Aga Khan. Da domani, a turno, sarà la volta degli storici alberghi Cala di Volpe, Cervo, Romazzino e Pitrizza, che faranno partire così la loro 57esima stagione, la più difficile di sempre per via del Coronavirus. Molte ville sono state già aperte dai rispettivi proprietari o da quelli a cui l'hanno data in affitto e un numero discreto di yacht, anche di grandi dimensioni, ha cominciato a incrociare nelle acque di Cala di Volpe e del Pevero.

La Costa Smeralda, con il suo indotto, è molto importante per numerose aziende della Gallura, in particolare per quelle del settore della nautica del Cipnes Gallura, e per molti lavoratori della Sardegna, che nelle attività di Porto Cervo trovano un'occupazione in molti casi stabile e annuale e in molti altri stagionale. 

"Abbiamo fortemente voluto riaprire tutte le nostre attività in anticipo rispetto alla maggior parte delle principali destinazioni turistiche del Mediterraneo – dichiara il CEO di Smeralda Holding, Mario Ferraro – per supportare il settore e fare ripartire l’economia locale in un momento molto difficile, anche se in realtà la destinazione inizierà a riempirsi soltanto dal 10 luglio in poi. Grazie alle sue caratteristiche, la Costa Smeralda, con la sua natura incontaminata e la bassa densità turistica con ampi spazi che non sono mai affollati, si propone come destinazione ideale per trascorrere una vacanza sicura e serena".

Controllata dal fondo sovrano del Qatar, Smeralda Holding è la principale consorziata e controlla quattro hotel (Cala di Volpe, Cervo, Romazzino e Pitrizza), la marina di Porto Cervo, il Pevero golf, negozi e 2300 ettari inedificati. "Abbiamo mediamente 1000 dipendenti in stagione e l'84% sono sardi - fanno sapere dalla società -. Paghiamo stipendi in Sardegna per 23 milioni all'anno e acquistiamo beni e servizi dalle imprese sarde per 26 milioni all'anno". 

Le presenze durante la stagione 2019 nei quattro alberghi sono state quasi 92 mila - ha comunicato il CEO Ferraro al Cipnes Gallura -, di cui oltre 23 mila al Cala di Volpe, oltre 22 mila al Cervo, quasi 22 mila al Romazzino e 14 mila al Pitrizza.

Un altro protagonista storico dell'economia della Costa Smeralda è lo Yacht Club Costa Smeralda, che si occupa del settore alberghiero e dell'organizzazione di regate di livello mondiale. "Abbiamo riaperto il 20 giugno la struttura e tutte le attività in sicurezza - ha dichiarato il Commodoro Riccardo Bonadeo -. Durante il periodo di chiusura forzata sono state implementate e adattate alla realtà dello YCCS tutte le disposizioni per assicurare ai soci, frequentatori della struttura, partner e staff, sicurezza e tranquillità durante il loro soggiorno in Costa Smeralda. È confermata inoltre l'estensione della stagione fino a fine ottobre, con l'auspicio che questa decisione possa avere una ricaduta positiva per il territorio e possa fare da traino per i vari servizi turistici locali. Il prolungamento del periodo di apertura dello YCCS consentirà anche lo svolgimento delle regate a ottobre inoltrato". 

Le banchine della lussuosa ed esclusiva Porto Cervo marina, dove ci sono numerose attività a cominciare da Insula, saranno dunque animate da una clientela internazionale dal 3 luglio (giorno di partenza della Coppa Europa Smeralda 888) fino al 15 ottobre (con Sailing Champions Leauge). In mezzo, ci sarannno le prestigiose Maxi Yacht Rolex Cup (30 agosto) e Rolex Swan Cup (6 settembre). 

La vela e la nautica sono tra le voci principali dell'economia della Costa Smeralda e anche della Gallura. La presenza di numerosi yacht - durante l'estate del 2019 il loro valore era di 4 miliardi - ha fatto crescere la dimensione delle aziende galluresi, molte delle quali si trovano nel distretto della nautica del Cipnes Gallura: in totale sono 62, pari all'11% del totale, la percentuale maggioritaria delle imprese insediate nell'area produttiva di Olbia. 


 

Mancano progettisti software, saldatori e meccanici

Le professioni difficili da trovare per le imprese, l'elenco di Excelsior 

professioni che mancanoLe imprese italiane (comprese, anche se in misura minore, quelle sarde) hanno difficoltà a trovare numerose figure professionali, alcune delle quali legate alla rivoluzione digitale (come i progettisti di software) e altre, invece, al mondo manifatturiero (saldatori e tecnici meccanici). È la mappa dei mestieri introvabili che disegna l'ultimo rapporto di Excelsior Unioncamere e Aspal, intitolato "Domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane nel 2019”.

Secondo le risposte delle aziende, la quota delle figure professionali di difficile reperimento sul totale delle assunzioni è stata del 26,4%, percentuale che scende al 20,9% per il Sud e le Isole. Al primo posto tra le figure per cui c'è più richiesta troviamo le Professioni intellettuali, scientifiche e con elevata specializzazione (38,2% a livello nazionale e 33,5% nel Mezzogiorno), seguite dalle Professioni tecniche (37,6% e 35,2%) e dagli Operai specializzati (37,2% e 26,5%).

Per andare incontro alle esigenze delle aziende e - più nello specifico - dei lavoratori in cerca di lavoro e degli studenti che stanno per diplomarsi, riportiamo l'elenco delle professioni difficili da trovare e molto richieste secondo Excelsior, che ha analizzato quelle con almeno 2000 entrate nel mondo produttivo programmate nel 2019:

Specialisti di saldatura elettrica (71,9%) Tecnici programmatori (64,3%) Analisti e progettisti di software (64,2%) Insegnanti di lingue e di altre discipline (62,6%) Saldatori e tagliatori a fiamma (60,7%) Meccanici collaudatori (60,3%) Tecnici meccanici (57,6%) Meccanici e montatori di apparecchi industriali termici e idraulici (56,3%) Disegnatori industriali e professioni assimilate (54,7%) Ingegneri elettrotecnici (54,3%) Ingegneri energetici e meccanici (53,9%) Tecnici esperti in applicazioni (53,95) Attrezzisti di macchine utensili e professioni assimilate (53,5%) Agenti immobiliari (53,35) Confezionatori, sarti, tagliatori e modellisti di abbigliamento (53%) Agenti assicurativi (52,9%) Biancheristi, ricamatori a mano e professioni assimilate (51,5%) Specialisti nelle pubbliche relazioni, dell'immagine e simili (51,3%) Dirigenti generali di aziende nell'industria e nelle public utilities (50,95) Rappresentanti di commercio (50,3%) Tessitori e maglieristi a mano e su telai manuali (49,8%) Installatori e riparatori di apparati elettrici ed elettromeccanici (49,1%) Elettrotecnici (49%) Tecnici della produzione manifatturiera (48,8%) Operai addetti a macchine utensili automatiche e semiautomatiche (47,8%) Progettisti e amministratori di sistemi informatici (47,3%) Tecnici elettronici (47,2%) Tappezzieri e materassai (47,2%) Approvvigionatori e responsabili acquisti (46,6%) Idraulici e posatori di tubazioni idrauliche e di gas (46,5%).


 

Presenze turistiche, Arzachena tra le prime 50 destinazioni d'Italia

Ha la leadership in Sardegna, Olbia al terzo posto. Tedeschi, lombardi e svizzeri al top

cannigioneLa Gallura è la “provincia” della Sardegna con la maggior percentuale di turisti stranieri. È quella che ha il maggior numero di hotel della categoria 5 stelle lusso ed extralusso. Ma è anche quella che ha la prima destinazione turistica, per numero di presenze, della Sardegna e tra le prime 50 in Italia: Arzachena.

È un primato legato alla Costa Smeralda ma anche alle altre località turistiche della costa: Poltu Quatu, Baja Sardinia, Cala Bitta e Cannigione (nella foto di Marcello Chiodino la foce del fiume San Giovanni). Un sistema dell'accoglienza consolidato e collaudato in sessant'anni di esperienza che rappresenta uno dei punti di forza del sistema produttivo della Gallura, perché coinvolge numerose aziende, in particolare quelle della nautica del distretto produttivo del Cipnes Gallura.

Vediamo nel dettaglio i dati. Le presenze turistiche ad Arzachena nella stagione 2019 – come indica il recente report della Regione Sardegna – sono state 1 milione 222 mila, con un aumento dell’1,2% sul 2018. Al secondo posto troviamo Alghero (1 milione 181 mila presenze) e al terzo il capoluogo della Gallura, Olbia, con 891 mila presenze. Arzachena è stata inserita dall’Istat nella top 50 delle destinazioni turistiche d’Italia, al 43esimo posto; è una speciale classifica in cui compare anche un’altra città della Sardegna, Alghero, al 49esimo posto.

Arzachena, dunque, è il posto in cui i turisti restano e spendono di più. Per capire chi sono i vacanzieri dobbiamo analizzare altri dati. Prima di tutto, la maggior parte dei turisti arriva dall’estero: il 66% delle presenze, secondo i dati della Regione Sardegna, che nel 2019 ha coperto il 70% delle presenze totali. Una percentuale molto alta, confermata anche dall’Istat nell’ultimo report “Movimento turistico in Italia” e riferito al 2018. “Nel Mezzogiorno, la presenza straniera è molto consistente a Sorrento (89,1%), Taormina (83,5%), Alghero e Arzachena (71,4% e 65,6%)” scrive l’Istituto nazionale di statistica.

Siamo in grado anche di stilare la graduatoria, per provenienza, dei turisti di Arzachena nel 2018, ultimo dato disponibile. Al primo posto – come si legge nel rapporto della Regione Sardegna - ci sono i tedeschi (289 mila presenze); poi, a seguire, lombardi (105 mila presenze), svizzeri (80 mila), britannici (77 mila), laziali (49 mila), francesi (47 mila), austriaci (44 mila), campani (36 mila), sardi (36 mila), emiliano-romagnoli (31 mila), piemontesi (30 mila), veneti (29 mila), olandesi (26 mila) e statunitensi (23 mila). Infine abbiamo anche la possibilità di sapere quali sono i mesi con la maggior presenza di turisti: agosto (300 mila presenze), luglio (267 mila), giugno (210 mila), settembre (214 mila) e maggio (117 mila).


 

Turismo, il primato della Gallura per gli hotel a 5 stelle

Istat e Federalberghi: ad Arzachena il 31% delle strutture di lusso in Sardegna

hotel cala di volpeLa Gallura è al terzo posto in Italia per densità dell’offerta alberghiera (ovvero il numero di camere ogni 1000 abitanti), ma dà alla Sardegna il primato nazionale per quella degli hotel a 5 e 4 stelle. Alla vigilia della stagione turistica più incerta di sempre – almeno da quando il turismo, più di sessant’anni fa, ha cominciato a essere una voce importante dell’economia – due pubblicazioni, una di Federalberghi, l’altra dell’Istat, mettono in luce lo straordinario contributo della Gallura al sistema sardo dell’accoglienza.

Cominciamo dal numero di camere ogni 1000 abitanti. Secondo il “Rapporto sul sistema alberghiero e turistico ricettivo in Italia”, pubblicato da Federalberghi nel 2015, al primo posto c’è Rimini con 223,2 camere, poi Bolzano con 140,2 camere e l’ex provincia di Olbia-Tempio con 107,6 (al quarto, per avere un’idea dei grandi numeri della Gallura, c’è Trento con 88,5 camere).

Sempre Federalberghi nel 2020 ha pubblicato uno studio, intitolato “Datatur. Trend e statistiche dell’economia del turismo”, che offre diverse chiavi di lettura. Una di queste analizza il peso delle strutture alberghiere di lusso ed evidenzia che la Sardegna è prima in Italia per questo tipo di segmento. La Sardegna – si legge nel report visionato dal Cipnes Gallura - ha 6.468 presenze alberghiere ogni 1000 abitanti e il 67% è distribuito negli alberghi a 5 e 4 stelle. Al secondo posto, in questa particolare classifica, c’è la Sicilia (66,9%) e al terzo la Campania (66,6%).

Il ruolo decisivo della Gallura in questo primato si può ricavare dalla lettura dei dati Istat sulla capacità ricettiva in Italia. La Gallura ha il 31,4% dei posti letto in Sardegna ma ha il 59,3% dei posti letto degli hotel a 5 stelle di tutta l’Isola. 6 hotel lusso ed extralusso su 10 sono dunque nel nord est. La sola Arzachena – con gli alberghi della Costa Smeralda – ha il 31,2% di tutti i 5 stelle della Sardegna. La maggior parte dei clienti - come abbiamo documentato - arriva dall'estero.

Vediamo i dati assoluti. Secondo l’Istat, in Sardegna ci sono 919 alberghi. Di questi, 405 sono a 3 stelle (44% del totale sardo), 279 a 4 stelle (30,3%) e 32 a 5 stelle (3,5%). Sempre secondo l’istituto nazionale di statistica, in Gallura (intesa qui come l’ex provincia con i suoi 26 Comuni) ci sono 289 alberghi. Di questi, 119 sono a 3 stelle (41% del totale gallurese), 107 a 4 stelle (37%) e 19 a 5 stelle (6,5%).

Ad Arzachena, su 73 hotel, ce ne sono dieci a 5 stelle (e lusso) e hanno 1975 posti letto. A Santa Teresa i 5 stelle sono 3 con 850 posti letto. A Olbia sono due con 519 posti letto. Un hotel 5 stelle è presente, a testa, a Palau (200 posti letto), La Maddalena (202 posti letto), San Teodoro (304 posti letto), Trinità d’Agultu (662 posti letto). Complessivamente, i posti letto lusso ed extralusso della Gallura sono 4.712. In Sardegna sono 7.839. Anche per i posti letto a 5 stelle, dunque, la Gallura possiede il 60% dell’offerta complessiva della Sardegna.

Un'offerta che - nonostante i limiti alla circolazione imposti dal Coronavirus - sarà di nuovo disponibile dal prossimo 26 giugno: da quel giorno riapriranno gradualmente gli hotel storici della Costa Smeralda (Cala di Volpe, Cervo, Romazzino e Pitrizza), tutti a 5 stelle lusso. 


 

Turismo, gli stranieri spendono 1 miliardo in Sardegna

Bankitalia: Gallura provincia più internazionale, tedeschi al primo posto

la maddalenaI turisti stranieri hanno fatto registrare 12 milioni 700 mila presenze nelle strutture alberghiere della Sardegna e hanno speso nell’Isola 1 miliardo e 120 milioni di euro. E’ quanto riporta la Banca d’Italia nel suo ultimo report riferito al 2019 e intitolato “Indagine sul turismo internazionale”. I pernottamenti sono in crescita del 22,1% su quelli del 2018, che erano stati pari a 10 milioni 400 mila. La spesa complessiva è in aumento del 14,4%; nel 2018 era attestata a 977 milioni di euro.

Quando manca poco alla riapertura dei voli internazionali per la Sardegna, prevista per il 25 giugno, il report di Bankitalia conferma dunque l’importanza dei flussi turistici stranieri per l’economia della Sardegna. Come Cipnes Gallura, nel quadro di una serie di servizi sul turismo, abbiamo incrociato diversi risultati ed è arrivata la conferma che questo vale in modo particolare per il tessuto produttivo della Gallura, il più internazionale.

Altri dati – nello specifico quelli diffusi alcuni giorni fa dall’Enac sul 2019 – evidenziano infatti la forte capacità del nord est di attrarre visitatori esteri. La maggior parte dei passeggeri degli aeroporti sardi (9 milioni totali) è di provenienza nazionale: ad Alghero il 70,9 % su 1 milione 385 mila passeggeri, a Cagliari sempre il 70,9% su 4 milioni 760 mila passeggeri. L’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda – che serve tutta la Gallura e una parte del Nuorese - segna invece una tendenza opposta: il 52,7% dei suoi 2 milioni 934 mila passeggeri arriva dall’estero.

I numeri di Enac entrano anche nel dettaglio delle nazionalità. Per l’aeroporto di Olbia, al primo posto ci sono i passeggeri della Germania (490 mila), seguiti al secondo da quelli della Francia (284 mila) e al terzo da quelli del Regno Unito (211 mila); poi arrivano quelli di Paesi Bassi (92 mila), Spagna (75 mila) e Austria (58 mila). I passeggeri europei extra Ue (per il 2019 il Regno Unito non è stato inserito in questo elenco) sono stati 227 mila.

Il peso dell’estero sulla Gallura turistica appare chiaramente anche dai dati della Regione Sardegna. In assenza di quelli del 2019, non ancora pubblicati, possiamo fare riferimento a quelli degli anni precedenti. Nel 2018 gli arrivi dall’estero nelle strutture alberghiere ed extra-alberghiere della Gallura sono stati il 59% del totale e le presenze straniere il 57% contro – rispettivamente – il 50% e il 51,6% della media sarda. Le stesse percentuali sono state registrate nel 2017. La graduatoria delle presenze rispecchia l’ordine degli arrivi in aeroporto: al primo posto in Gallura troviamo i tedeschi (958 mila), al secondo i francesi (678 mila) e al terzo i britannici (324 mila).

La Banca d’Italia ha calcolato che in media i turisti britannici spendono 106 euro al giorno nelle loro vacanze in Italia, i tedeschi 89 euro e i francesi 88 euro; i top spender sono invece i giapponesi (232 euro al giorno), i cinesi (151 euro) e i russi (146 euro); le presenze di quest’ultimi sono consistenti in Costa Smeralda. Il 25 giugno ripartiranno i voli internazionali per la Sardegna e dunque per Olbia, dove è in programma l’arrivo di un volo Eurowings da Monaco di Baviera. Molti imprenditori del settore turistico sperano che gli arrivi dall’estero – in questo caso dall’Europa e, in un secondo momento, anche dalla Russia e dagli Stati Uniti - mitighino l’impatto dei danni causati dal Coronavirus.


 

Riaperti tutti i collegamenti per Olbia

Nuovo decreto del ministro dei Trasporti, dal 5 giugno aumentano le rotte di aerei e navi

sharden tirreniaDa oggi, 5 giugno, Olbia è raggiungibile da tutti i porti e gli aeroporti del resto d’Italia. Lo ha deciso il ministro dei Trasporti, che ha così allargato i collegamenti, inizialmente limitati alle sole rotte della continuità territoriale. I voli internazionali, invece, riprenderanno il 25 giugno. Tutti i passeggeri dovranno registrarsi prima di arrivare a Olbia, sia in nave che in aereo. Vediamo che cosa bisogna fare.

Porto di Olbia. Lo sblocco permetterà ai passeggeri di prendere le navi in partenza da Civitavecchia, Genova e anche Livorno. Nella settimana dal 5 giugno all’11 giugno ci sono cinque collegamenti giornalieri (qui l’elenco).

Aeroporto di Olbia. L’apertura al traffico dai tutti gli aeroporti non ha prodotto, al momento, novità. I voli in programma da e per Olbia - come si legge nel sito dell’aeroporto - sono quelli della continuità territoriale con Milano Malpensa e Roma Fiumicino, assicurati da Alitalia. Il 15 giugno segna, per ora, l’inizio di un nuovo collegamento: quello con Milano Malpensa di easyJet.

Registrazione dei passeggeri. Tutti quelli che arrivano in Sardegna, sia in nave che in aereo, devono registrarsi e rispondere a un questionario (stato di salute, contatti con casi di Covid-19, provenienza, destinazione, durata della permanenza in Sardegna). Fino al 12 giugno, il modulo potrà essere compilato a bordo degli aerei e delle navi e consegnato all’arrivo al presidio medico sanitario del porto e dell’aeroporto (qui il documento da scaricare).


 

Aiuti alle imprese sarde, tre strade per il 2020

Prestiti e bonus occupazione: la guida del Cipnes per gli incentivi

incentiviTre aiuti per far ripartire, già dal 2020, gli investimenti delle imprese e l’occupazione in Sardegna: sono i prestiti alle imprese turistiche, il bonus occupazione e il contributo per la creazione di startup. Gli strumenti sono messi a disposizione dalla Regione Sardegna e il Cipnes Gallura, con la sua Agency di sviluppo territoriale, aiuta gli imprenditori a costruire i progetti e a presentare le domande. Vediamo come.

Prestiti al turismo

I prestiti della Regione Sardegna sono destinati alle micro imprese (meno di10 addetti e meno di 2 milioni di fatturato) e alle piccole imprese (meno di 50 addetti e di 10 milioni di fatturato) del turismo. Obbiettivo: garantire la disponibilità di liquidità finanziaria e preservare la forza lavoro delle aziende sarde. I prestiti sono a tasso zero, con un periodo di restituzione di 72 mesi. Non sono previste garanzie reali e/o personali. L'importo ammissibile varia da un minimo di 30 mila euro sino a un massimo di 70 mila euro. Le domande possono essere presentate fino al 31 luglio 2020.

Bonus occupazione

Il bonus occupazione della Regione Sardegna concede un contributo alle imprese sarde che assumono under 35, disoccupati e donne oltre i 35 anni, con incentivi da 1200 euro a 16.000 euro e copertura di un anno. La misura si chiama “T.V.B. Bonus Occupazionali” e finanzia le assunzioni dal 1 ottobre 2019 fino al 21 gennaio 2022. L'incentivo può variare da un minino di 1.200 euro a un massimo di 16.000 euro. Se invece il destinatario dell'assunzione è un soggetto disabile, l'entità dell'incentivo varia da un minimo di 1.800 euro a un massimo 24.000 euro.

Startup

Il contributo della Regione Sardegna per la creazione di startup, di qualsiasi settore economico, è di 10 mila euro. La misura si chiama “Insight – dall’idea al business model” ed è rivolta alle persone fisiche, organizzate in team operativi costituti da almeno 2 soggetti, che abbiano un'età superiore ai 18 anni e siano residenti nel territorio della Regione Sardegna al momento della presentazione della domanda, e che non siano titolari di P.IVA personale e/o di quote societarie in imprese, associazioni e/o enti che svolgono attività riconducibili/affini all'idea imprenditoriale che si intende proporre.

Per avere maggiori informazioni, è possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare il numero 0789.597125.