Apre in Gallura il primo Istituto tecnico superiore

Formerà professionisti del turismo e dei beni archeologici. Cipnes Gallura partner del piano

screencapture itstacsardegna it formazione 2020 12 18 16 23 31La Gallura ha da oggi l"ITS per il Turismo e le Attività culturali della Sardegna", una scuola professionalizzante post diploma che offre una formazione, alternativa all’Università, altamente qualificata per entrare nel mondo del lavoro. Gli Its (istituti tecnici superiori) della Sardegna sono 3 (a Sassari, Macomer, Cagliari); in Italia sono 93. Con quello di Olbia e Tempio – i corsi si terranno nelle due città e sono stati ufficializzati due giorni da dall’assessore regionale alla Pubblica istruzione Andrea Biancareddu – diventano dunque quattro.  C’è tempo fino al 21 dicembre per potersi iscrivere e per farlo sarà necessario andare sul sito www.itstcasardegna.it e navigare nella sezione “Corsi di formazione”.

Gli iscritti agli ITS sono circa 10 mila in Italia, a fronte di un milione nelle Fachhochschulen (scuole professionalizzati di alto livello) della Germania. L’Italia e la Sardegna lavorano così per recuperare il ritardo nei confronti della maggiore economica europea e offrire alle aziende le professioni che realmente cercano. Secondo i dati del portale pubblico degli ITS, l’80% degli studenti degli ITS trova infatti lavoro entro un anno; il 50% degli insegnanti proviene dalle aziende; il 30% della durata dei corsi viene svolto in aziende; il 50% dei percorsi utilizza le tecnologie di Industria 4.0.

La Fondazione che terrà i corsi, denominata "ITS per il Turismo e le Attività culturali Sardegna", cofinanziata  dal Fondo sociale europeo e alla quale il Cipnes Gallura ha  aderito come Socio non fondatore, si concentra la formazione sull’area delle "Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – turismo", come previsto dal bando pubblico Regione Sardegna e dalla programmazione nazionale del ministero dell’Istruzione.

Gli alunni ammessi saranno 50: di questi 25 frequenteranno le lezioni nella sede di Olbia, che è anche la sede legale della Fondazione, e 25 in quella di Tempio. Il percorso di studi farà conseguire il diploma di "Tecnico superiore per la comunicazione e il marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali" e la certificazione delle competenze corrisponde al V livello del Quadro europeo delle qualifiche – EQF. Sono i professionisti specializzti di cui l'economia della Gallura, molto legata al turismo, ha bisogno essere sempre competitiva sui mercati internazionali.

Il ruolo del CIPNES all'interno della Fondazione sarà strategico rispetto a due versanti operativi: da un lato grazie al programma Insula potrà favorire e promuovere una maggiore occupabilità e mobilità dei nuovi giovani dotati del titolo di "Tecnico Superiore" che, all'interno della PTE (Piattaforma tecnologica Europea) in via di costruzione a Cala Saccaia, potranno sperimentare in via preliminare percorsi formativi "on the job" nella programmazione, sviluppo e implementazione delle iniziative di marketing territoriale attivate con i distretti territoriali partner (GAL, Unioni di Comuni ecc.) e finalizzate alla promozione del patrimonio storico e culturale  della Sardegna; dall'altro, l'Agency "Invest in Galllura" potrà invece promuovere percorsi imprenditoriali supportando coloro i quali intendano avviare start up innovative nel settore "turismo-beni culturali" capitalizzando l'investimento formativo al termine del percorso accademico.


 

Turisti in Sardegna, -63% di stranieri ma +35% di sardi

La Regione ha pubblicato i dati sugli arrivi nelle strutture ricettive tra gennaio e settembre 2020 

Turisti per provincia dati 2020 gen settembreTuristi stranieri - 63%, turisti dal resto d’Italia - 2%, turisti sardi in Sardegna + 35%. Sono i dati del turismo in Sardegna nei primi nove mesi del 2020 rispetto a quelli del 2019, come è possibile leggere nell’ultimo report della Regione. Il mese più colpito dagli effetti del Covid-19, finito il periodo del primo lockdown (marzo-maggio), è stato quello di giugno (primo mese di riapertura graduale ai turisti): -93% di stranieri, -46% di italiani. Il mese più positivo è stato agosto: -55% di stranieri, ma addirittura +19% di italiani. Sufficientemente positivo luglio (-69% di stranieri e -4% di italiani) e molto positivo, visto il contesto e l'aumento di contagi a fine agosto, settembre (-54% di stranieri ma lo stesso numero di italiani).

Tra gennaio e settembre in Sardegna, per quanto riguarda l’Italia e in rapporto agli stessi mesi del 2019, sono arrivati meno turisti da Lazio (-21%), Lombardia (-17%), Emilia Romagna (-14%.) e Piemonte (-10%). Per via della possibilità di spostarsi più liberamente all’interno della propria regione - e anche del bisogno di sicurezza - i sardi che hanno scelto per la loro vacanza alberghi, residence e alloggi privati della Sardegna sono aumentati del 35%. Ricordiamo che i sardi, per numero di arrivi nelle strutture ricettive, sono già i primi turisti dell'Isola (557 mila arrivi nel 2019) e, per numero di presenze, i secondi (1 milione 200 mila notti subito dopo i lombardi con quasi 2 milioni di notti). L'aumento, oltre che dagli alberghi, è stato determinato dalle stanze in affitto, effetto di Airbnb. Sorprendente l’altro incremento: +7% di arrivi dal Friuli Venezia Giulia.

Per quanto riguarda gli stranieri, la Germania, primo mercato per Isola, ha segnato un calo di arrivi del 55%; la Francia del 62%, la Svizzera del 49%, l’Olanda del 58%, il Regno Unito del 60%, l’Austria del 61%, la Spagna dell’86%. Ancora più male due mercati sui quali ci sono state maggiori restrizioni alla libera circolazione: i turisti degli Stati Uniti hanno avuto un calo dell’82%, quelli della Russia del 92%.

La provincia di Sassari, che comprende anche le strutture della Gallura, ha accusato un calo di arrivi del 34% ma con la percentuale riferita ai soli stranieri molto alta (-65%). Le strutture che hanno registrato le peggiori performance sono quelle alberghiere: - 72% a giugno, - 39% a luglio, - 15% ad agosto e - 34% a settembre.

La Regione fornisce anche un altro dato finora inedito, quello degli arrivi nei porti. Nello scalo di Olbia Isola Bianca, tra marzo e settembre, c’è stato in crollo del 56% rispetto allo stesso periodo del 2019. Settembre è stato il mese peggiore (97 mila passeggeri contro 158 mila). Agosto il migliore (349 mila contro 401 mila).


 

Porto di Olbia, parte l'iter per l'escavo dei fondali

L'Autorità aggiudica i lavori di progettazione. Investimento da 50 milioni di euro, il più alto di sempre

pi8E’ partito oggi il percorso che porterà l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna (l’ex Autorità portuale) a dragare i fondali del porto di Olbia, sia all’Isola Bianca che a Cocciani, per un investimento di 50 milioni di euro. L’Autorità ha pubblicato il decreto con cui il presidente, Massimo Deiana, aggiudica alla società Seacon Srl la progettazione dell’imponente intervento di escavo che porterà la profondità della canaletta di accesso al porto a un minimo di 11 metri e degli specchi acquei antistanti alle banchine a non meno di 10 metri.

La Seacon srl, con un ribasso del 45,2 per cento sull’importo a base d’asta, che era di 350 mila euro, si è posizionata al primo posto in graduatoria rispetto alle altre due partecipanti, la Acquatecno Srl e la Technital Spa. Entro 120 giorni dalla firma del contratto, la Seacon srl dovrà produrre tutta la documentazione progettuale, finanziaria e amministrativa, propedeutica all’appalto dell’opera e consegnare all’Autorità un pacchetto corredato di tutti i nullaosta e degli atti di assenso da parte degli Enti competenti per la progettazione.

Le operazioni di escavo garantiranno al porto di Olbia, sia quello passeggeri che quello merci, la forte competitività sul mercato e offriranno la possibilità di attrarre nuovi investitori, anche nella prospettiva di decisa crescita delineata dalla prossima istituzione della Zes (Zona economica speciale) nelle aree del Cipnes Gallura. Il porto di Olbia è il primo in Italia per numero di passeggeri di linea (3 milioni nel 2019, 305 mila nei primi sei mesi del 2020), come dimostrano i dati di Assaporti. Nella classifica per incidenza del valore aggiunto prodotto dal “Sistema mare” sul totale dell’economia locale, stilata da Unioncamere, il porto di Olbia si posiziona al secondo posto a livello nazionale, con una quota del 13,9%, subito dopo quello di Trieste (15,4%).

“Il lungo percorso verso la realizzazione dei dragaggi nel porto di Olbia è ufficialmente giunto a una fase cruciale e fondamentale per il proseguo dell’iter autorizzativo – spiega Massimo Deiana, presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna –. Oggi è stata individuata della società che, nei prossimi 4 mesi, lavorerà alla redazione del progetto dell’escavo. Un iter la cui prima fase è già stata anticipata da studi e monitoraggi condotti dal nostro Ente con la preziosa collaborazione dell’ISPRA, i cui risultati sono stati presentati, nel mese di settembre, ai principali soggetti interessati. Tale procedura restituirà un pacchetto completo delle necessarie autorizzazioni e nullaosta previsti dalle norme, agevolando il lavoro dell’Ente e, auspico, garantendo tempi più celeri per la realizzazione dell’escavo. Un’opera ambiziosa, quella dei dragaggi nel golfo, considerata la più consistente per costo, pari a 50 milioni di euro, finora realizzata nel porto di Olbia”.


 

Fondi europei, la Sardegna avrà i maggiori benefici 

100 miliardi dal Next Generation EU. Nell'Isola forte aumento dell'occupazione

PNRR BOZZA per CdM 7 Dic2020Un piano di investimenti da 100 miliardi per il Sud d’Italia tra il 2021 e il 2026, con la Sardegna che avrà uno dei maggiori aumenti del Pil (5,3% contro l’1,1% della media nazionale) e uno dei più forti incrementi dell’occupazione (4% contro lo 0,9% della media nazionale). Sono le stime fatte dal Governo nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, il programma da realizzare con i finanziamenti dell’Unione Europea, pari a 196 miliardi, e meglio conosciuto come Recovery Plan o, più precisamente, come Next Generation EU.

I numeri sono contenuti nella bozza discussa due giorni fa dall’Esecutivo e non ancora approvata; lo sarà nei prossimi giorni. A gennaio del 2021, dopo una discussione approfondita, il Piano sarà presentato ufficialmente a Bruxelles per ottenere dalla Commissione l’approvazione e la conseguente erogazione dei fondi. Tuttavia, le linee di indirizzo sono state già fissate. I 196 miliardi saranno spesi in sei missioni strategiche: rivoluzione energetica verde (74,3 miliardi, pari al 37,9% del Piano), digitalizzazione (48,7 miliardi, 24,9%), infrastrutture (27,7 miliardi, 14,15), istruzione e ricerca (19,2 miliardi, 9,8%), parità di genere e coesione sociale e territoriale (17,1 miliardi, 8,7%) e sanità (9 miliardi, 4,6%). 

Il Piano Next Generation EU avrà una durata di cinque anni, dal 2021 al 2026, e sarà finanziato con prestiti (127,6 miliardi) e sovvenzioni a fondo perduto (65,4 miliardi). Complessivamente, aggiungendo le risorse ordinarie dei fondi europei, in questo periodo di tempo l’Italia avrà a disposizione 309 miliardi (una cifra rilevante, anche se occorre tenere a mente che l’Italia è anche uno dei principali contributori del bilancio Ue). 

In questo quadro finanziario si inseriscono i 100 miliardi previsti per le regioni del Sud, Sardegna compresa. Il Governo prevede che i finanziamenti produrranno un aumento del Pil - al 2023 - dell’1,1% in Italia; una percentuale molto più alta è ipotizzata per il Sud, con un incremento rispetto allo scenario di base del 5,3%. Anche per la Sardegna le previsioni sono positive: secondo l’Esecutivo, le misure avranno un effetto sul Pil dell’1,9% nel 2021 (anno un cui l’Italia avrà solo 18 miliardi), del 4,1% nel 2022, del 4,9% nel 2023 e del 5,3% nel 2024. 

All’impennata del Pil si accompagnerà, in base alle stime, anche un aumento consistente dell’occupazione. Nel 2023 la crescita sarà dello 0,8% in Italia e del 3,9% nelle regioni del Sud. La Sardegna avrà effetti benefici superiori alla media: l’incremento sarà dell’1,4% nel 2021, del 3,1% nel 2022, del 3,7% nel 2023 e del 4% nel 2024. 

Naturalmente, le stime andranno riviste  e aggiornate man mano che il Next Generation UE - pienamente operativo dal 2022 - sarà applicato alla realtà e anche sulla base degli investimenti fatti dai privati. Un’altra variabile di cui tenere conto sarà la capacità di spesa: nel 2019% l’Italia ha speso appena il 30,7% dei fondi europei, secondo la Corte dei Conti europea, contro una media del 40%. 


 

Il Cipnes potenzia i suoi 12 ettari di verde attrezzato

Alberi espiantati dai lotti produttivi e messi a dimora nelle aiuole consortili. Preservate le specie autoctone

DSC03133 copia 1Fermamente convinto della rilevanza dello sviluppo sostenibile, il Cipnes Gallura è attivamente impegnato a migliorare le aree verdi del distretto produttivo di Olbia, che coprono una superficie di 12 ettari. Da anni l'ente sta portando avanti un progetto di rimboschimento innovativo: gli alberi vengono espiantati dai lotti ancora liberi, o prossimi a essere sviluppati, e vengono reimpianti nei grandi spazi verdi consortili. In questo modo vengono raggiunti due obbiettivi strategici: vengono salvate le specie autoctone - in particolare sughere e olivastri - e viene arricchito il patrimonio ambientale che il Cipnes mette a disposizione di tutti, aziende e cittadini.

Ogni anno gli operai del Cipnes, dopo le analisi svolte dai tecnici sulla condizione fitosanitaria delle piante, compiono questa operazione con 200 alberi. Il risultato è un importante patrimonio arboreo che ora l’ente mapperà con un censimento al termine del quale di ogni albero si avrà una “certificato”: anni, caratteristiche, localizzazione passata e attuale.

In queste settimane il Cipnes sta potenziando la grande aiuola all’ingresso del distretto produttivo, alla fine di via dei Lidi. L’intervento assume anche una valenza simbolica. Quello è il primo polmone verde per chi entra nell’area industriale e le piante sono state prelevate dagli spazi oggi di proprietà del Cipnes e che appartenevano alla storica fabbrica Palmera. Sono stati espiantati e trapiantati 30 alberi di olivastro.

I lavori del Cipnes vengono fatti seguendo i dettami della legge 12 del 2013, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, che prevede anche la Giornata nazionale dell’albero il 21 novembre di ogni anno. Quest’anno, per le restrizioni imposte a causa del Covid, il Cipnes non ha celebrato l’evento con un cerimonia pubblica ma ha comunque portato avanti il progetto. L’ente continua a rendere il patrimonio arboreo consortile una fonte di ossigeno per tutta la città di Olbia e per tutti quelli che lavorano o visitano il distretto produttivo. La presenza di numerose piante è fonte di numerosi vantaggi: rende l’aria più pulita, l’aspetto dell’area più gradevole e attira l’avifauna, rendendo l’ecosistema più ricco di specie animali e vegetali.


 

Nel 2020 aumenta la popolazione della Gallura 

Nonostante il lockdwon, è positivo il tasso migratorio. Olbia si conferma attrattiva

POPOLAZIONE 2020La popolazione della Gallura, in modo particolare della Bassa Gallura, è cresciuta anche nel 2020. Secondo i dati anagrafici dei Comuni, tra gennaio e novembre a Olbia si sono registrati 304 residenti in più e ad Arzachena, secondo centro della Gallura, 54 residenti in più. Tempio, che è la terza città del nord est, ha invece avuto un calo: 134 residenti in meno. 

A Olbia i residenti sono a oggi 61.657, ad Arzachena 13.891, a Tempio 13.675. 

La crescita sia di Olbia che di Arzachena è stata determinata più che dal saldo naturale tra nati e morti, che è negativo, da quello migratorio, che è invece positivo. A Olbia sono emigrati 918 residenti ma gli immigrati sono stati 1271, con un saldo positivo di 353 residenti; il saldo naturale, con 357 nati e 386 morti, è stato negativo di 29 residenti. 

Ad Arzachena il saldo tra nati (67) e morti (76) è stato negativo (-9), ma quello migratorio è stato positivo: 213 emigrati, 276 immigrati per 63 residenti in più. 

L’aumento della popolazione, determinato in larga parte dal flusso migratorio, è un segnale di fiducia in un momento complessivamente difficile per la Sardegna. Nonostante la pandemia e il lockdown, Olbia e Arzachena (e la Bassa Gallura in generale) si sono confermate aree con forte capacità di attrazione per imprenditori e lavoratori delle altri parti della Sardegna e dell’Italia.

Tra gli elementi di richiamo, per chi sceglie di investire e vivere in Gallura, la buona qualità ambientale e la resistenza del sistema produttivo, con il nord est che ha fatto segnare, nel primo semestre 2020, un forte incremento di nuove imprese.


 

La PTE del Cipnes sarà pronta entro il 2021

Firmato l'Accordo istituzionale. Il parco tecnologico potenzierà e innoverà il sistema produttivo 

pte 5Olbia avrà un parco tecnologico per le imprese e le nuove professioni, un grande spazio aperto dell'innovazione, un ecosistema 4.0 per la trasformazione dell'economia. Si chiamerà PTE (Piattaforma tecnologica europea) e sarà la prima della Sardegna. È stata voluta dal Cipnes Gallura e la sua mission sarà quella di potenziare, oltre a quello della Sardegna, il sistema produttivo della Gallura, rendendolo digitale, attrattivo e competitivo sui mercati internazionali. In particolare studi e ricerche saranno applicati alle piccole e medie imprese e ai settori storici della nautica, della logistica, dell’agroalimentare, del turismo, del sughero e del granito. 

Già in costruzione a Cala Saccaia a Olbia, la PTE ha ottenuto il via libera della Regione per l'ottimizzazione dell'intervento. ll presidente della Regione Christian Solinas ha infatti approvato l’Accordo di Programma con la provincia di Sassari, il comune di Olbia e il Cipnes che prevede un finanziamento di 16 milioni 630 mila per il completamento della struttura. I lavori ripartiranno a breve e saranno conclusi nel 2021. 

Che cosa sono e che cosa fanno le PTE. Ideate dall’Unione Europa, la funzione delle PTE è quella di innovare tecnologicamente i settori industriali strategici dei Paesi membri. Le PTE mettono insieme istituzioni, aziende e università per fare ricerca e trasferire i risultati alle imprese, aiutandole a diventare digitali e competitive.

La mission della PTE del Cipnes. Il Cipnes Gallura – il cui compito istituzionale è lo sviluppo economico e sociale della Gallura - con la PTE opererà per rendere il sistema produttivo e sociale in linea con la rivoluzione digitale in corso. In particolare, da una parte, la PTE favorirà la nascita e il consolidamento di nuove iniziative imprenditoriali coerenti con la vocazione produttiva del territorio gallurese e regionale e, dall’altra, fungerà da “laboratorio per l’occupabilità” di giovani con profili professionali caratterizzati da competenze di alto livello sia di tipo manageriale, sia di tipo tecnico-professionale.

Come opererà la PTE. Nel contesto dell’istituenda Zes Sardegna e di quella della Gallura guidata dal Cipnes, la PTE si presenterà come uno spazio di programmazione e innovazione. Sarà un ecosistema aperto e inclusivo. Opererà aggregando e integrando il sistema istituzionale, il tessuto imprenditoriale, il mondo della finanza e il mondo e dell’innovazione e dell’alta formazione professionalizzante, come le Università e i Centri di ricerca.

Dove nascerà. La PTE sorgerà nel distretto produttivo del Cipnes, vicino al molo Cocciani, su un lotto di 10 ettari. In parte già in costruzione, la struttura, per quanto riguarda il primo lotto, ospiterà le due azioni istituzionali del Cipnes chiamate Insula e Agency di Sviluppo territoriale.

pte planimetriaInsula. Al piano terrà della PTE ci sarà Insula. Insula, che è la divisione Agrifood e Marketing territoriale del Cipnes, realizzerà una piattaforma tecnica di servizi alle imprese con un articolato programma di marketing territoriale denominato “Insula - Sardinia Quality World”. Due gli obiettivi strategici. Primo: Insula avvierà e consoliderà processi di aggregazione, qualificazione, innovazione ed internazionalizzazione delle filiere produttive identitarie della Sardegna, in particolare dell’agrifood, dell’artigianato artistico, della moda e del design. Secondo: con un processo di cooperazione regionale e locale, porterà avanti un’azione di marketing territoriale della destinazione (turistica) Sardegna, promuovendo i distretti territoriali (Unioni dei Comuni, GAL, Comunità Montane, Borghi autentici) e la loro integrazione con il sistema turistico. Insula, globalmente, sosterrà lo sviluppo del sistema delle imprese sarde e le promuoverà nei mercati internazionali come un unicum territoriale, riconoscibile, ricco di elementi di unicità.

Come sarà articolato lo spazio Insula. Il piano terrà sarà organizzato in aree tematiche per la promozione delle diverse filiere produttive dell’agrifood (filiera del latte, filiera del grano, filiera delle carni, filiera ittica, filiera ortofrutticola, filiera vitivinicola, filiera delle biodiversità), dell’artigianato artistico e del design. Ogni area tematica sarà a sua volta suddivisa in varie sezioni. Ci saranno le sezioni produttive, con i laboratori dell’agrifood ‘’Isole dei Sapori’’, e le sezioni produttive non-food, con i “Laboratori dei Maestri artigiani”. Ci saranno sezioni promo-espositive, chiamate ‘’Aree mercato’’. Ci saranno le unità di trasformazione enogastronomica, in posizione fronte mare, dedicata ai sentieri del gusto, un tour enogastronomico immersivo tra le isole di ristorazione tematica di filiera sarda (La Peschetteria, La Griglieria, La Norcineria, La Vineria). Ci sarà un’area promo-divulgativa multimediale, chiamata “Piazza degli eventi”, dedicata alla promozione multimediale delle singole filiere produttivee delle imprese associate e alla presentazione dei distretti territoriali.

Agency. Al primo piano della PTE ci sarà l’Agency Invest in Gallura. Il Cipnes, attraverso la Divisione “Supporto alle Imprese e sviluppo Territoriale”, avrà un’innovativa “struttura istituzionale”, l’Agency di Sviluppo Territoriale, già operativa e chiamata a creare nuove e migliori condizioni economiche per le piccole e medie imprese esistenti e per i nuovi investitori che intendano insediarsi nei distretti produttivi della Gallura, a cominciare da quello di Olbia del Cipnes, dove c’è una forte e qualificata presenza di aziende della cantieristica nautica, della logistica, dell’industria turistica e degli storici distretti industriali del sughero e del granito. L’Agency avrà quattro attività funzionali: Area creazione d’impresa, Area sviluppo d’impresa, Area innovazione d’impresa, Area internazionalizzazione d’impresa. Il supporto che fornirà agli imprenditori riguarderà le fasi di pre-investimento, insediamento, sviluppo innovativo, consolidamento produttivo e accesso a nuovi mercati fuori dalla Sardegna.

Come funzionerà l’Agency. L’Agency sarà l’agente istituzionale di connessione di tutti i soggetti, regionali e nazionali, interessati a creare un “Sistema Sardegna”, come le imprese e loro associazioni, i makers, le Università, i Centri di Ricerca, le Istituzioni pubbliche locali, regionali e nazionali, le agenzie governative di sviluppo e internazionalizzazione. L’Agency opererà in due modi. Primo: come un’antenna istituzionale che intercetta e mette a sistema le principali istanze del territorio e i bisogni delle imprese tradizionali locali e dei nuovi investitori. Secondo: in spazi configurati e interconnessi per accogliere un “ecosistema territoriale”, metterà a disposizione delle imprese un collegamento diretto e permanente con i partner istituzionali: Camere di Commercio, Sardegna Ricerche, Sfirs, Invitalia, Medio Credito Centrale, Ice, Università. In questo spazio le imprese avanzeranno le domande e troveranno le risposte, sia tecniche che finanziarie, alle loro richieste.

Parco Tecnologico. L’Agency promuoverà anche un incubatore e acceleratore di startup e imprese innovative che necessitano di soluzioni, strumenti e competenze che arrivano dall’esterno, a partire dalle università e dai centri di ricerca. Il Parco Tecnologico sarà il secondo padiglione della PTE, con una superficie di 32 mila quadri, e sorgerà al posto dell’attuale depuratore, che sarà delocalizzato. L’incubatore sarà funzionalmente integrato con il Polo Strategico per l’Innovazione ispirato al modello “Open Innovation” che verrà attivato e sviluppato in interconnessione con l’ecosistema dell’innovazione regionale, in particolare con il sistema universitario e della Ricerca (R&S). Il Polo Strategico, all’interno della PTE, avrà aree di laboratorio destinate alle attività di R&S e aree per le attività di co-working, tutoring e coaching, orientamento e assistenza al tessuto produttivo.

Polo tecnologico. Nel terzo padiglione della PTE, su una superficie di oltre 3 mila metri quadri, il Cipnes realizzerà il Polo tecnologico della nautica e delle filiere produttive. Qui troveranno posto le attività di innovazione, ricerca sperimentale applicata all’industria, incubazione ed accelerazione d’impresa per i settori produttivi storici della Gallura.

pt3 4UniOlbia e Olbi@inLab. Nella funzione di centro di ricerca, la PTE ospiterà alcune delle attività sia accademico-didattiche che di R&S del “Consorzio Polo Universitario di Olbia”, chiamato UniOlbia, che apporterà un valore aggiunto alla missione istituzionale della PTE attraverso le sue attività di promozione della ricerca scientifica applicata al settore produttivo e di formazione di nuovi manager e tecnici in grado di orientare e valorizzare i risultati della ricerca e i benefici dell’innovazione a favore del sistema produttivo gallurese. Sempre nella PTE, troverà posto Olbi@inLab, progetto già finanziato dal ministero dell’Istruzione, con aree dedicate agli uffici ed ai laboratori scientifici e tecnologici.

Hub logistico. Nelle aree della PTE, il Cipnes - per aiutare le piccole e medie imprese nell’attività di distribuzione dei loro beni - realizzerà il centro logistico Insula su una superficie di 1.000 metri quadri. L’hub logistico sarà dotato di un’area tecnica di ricevimento, controllo e pesa dei prodotti identitari (flussi in entrata e uscita), di un’area di stoccaggio, di corsie di preparazione degli ordini in uscita e relativi carrelli di preparazione e di un’area dedicata alle produzioni deperibili (freschi e surgelati). Sarà costruito anche un pontile d’attacco con elementi prefabbricati in legno.

Aree Expo e Meeting. In un’area all’aperto di 32 mila metri quadri, il Cipnes localizzerà aree espositive all’aperto di attività e attrezzature produttive nel settore dei servizi, centri di ricerca e per la formazione professionale, insediamenti terziari, attrezzature ricreative e spazi attrezzati per il gioco e lo sport di iniziativa pubblica e privata. Al centro dell’area fieristica, si prevede la realizzazione di un Auditorium costituito da due piani. Il piano terra è dedicato ai locali di servizio al foyer della sala, dal quale di può accedere alla sala per il pubblico, realizzata su un solaio inclinato a gradinata. I relatori saranno posizionati con le spalle al mare, in modo che il pubblico possa attraverso le vetrate godere anche del panorama naturale sull’acqua. La sala ha una capacità di circa 600 posti a sedere, e sarà predisposta per congressi, proiezioni, convention, piccoli eventi, annessi alle attività della fiera, ma anche per occasioni singole potendo gestire gli ingressi indipendentemente dall’attività fieristica.


 

In Gallura saldo positivo tra aziende aperte e chiuse

Nel primo semestre 2020 tasso di crescita superiore alla media nazionale

TASSO IMPRESE 2020La vivacità imprenditoriale della Gallura ha resistito anche nei primi sei mesi del 2020, caratterizzati dal lockdown e dalla lenta ripresa delle attività produttive. Il saldo tra aziende iscritte (595) e cancellate (452) è infatti positivo: + 143. Il tasso di crescita, + 0,65%, è nettamente superiore sia alla media regionale (+0,06%), sia a quella della provincia di Sassari senza i comuni della Gallura (+0,25%), sia a quella nazionale, che registra il segno negativo (-0,17%). I dati sono contenuti nella pubblicazione della Camera di Commercio di Sassari intitolata “Rapporto Imprese Nord Sardegna. Primo semestre 2020”.

Il tessuto produttivo del nord-est - che comprende i 26 Comuni della vecchia provincia di Olbia-Tempio - mostra dunque segni di grande resistenza e, con le sue perfomance, contribuisce in modo straordinario al saldo positivo tra aziende nate e chiuse di tutta la Sardegna. Provincia di Sassari a parte, tutte le altre Camera di Commercio registrano infatti meno aziende: il tasso di crescita di Nuoro è negativo (-0.01%), come quelli di Cagliari (-0,10%) e Oristano (-0,34%).

Dal punto di vista dei settori, il Rapporto della Camera di Commercio non distingue i territori del Sassarese e della Gallura ma analizza nel complesso le prestazioni delle imprese attive. Nel primo semestre, nel Nord Sardegna sono aumentate quelle dei servizi (+1,8%), del turismo (+0,8%), delle costruzioni (+0,75), dell’agricoltura (+0,3%) e sono diminuite quelle del commercio (-0,8%) e dell’industria (-0,2%).

Le attività manifatturiere sono quelle che hanno subito la maggiore flessione rispetto al primo semestre del 2019: -1,2%, passando 9.989 a 9.874. Entrando nello specifico, le divisioni maggiormente colpite sono state quelle dei prodotti derivanti dalla fabbricazione del petrolio (-25%), dalla fabbricazione di computer e prodotti elettronici (-14,3%), di apparecchiature elettriche (-13.3%). Tra le attività di maggiore peso per il Nord Sardegna, hanno subito una flessione sia le industrie alimentari (-2,5%), sia l’industria del legno e del sughero (-4,%).

Le attività di alloggio e ristorazione - nonostante l’incertezza sulla stagione turistica 2020 - sono invece aumentate dell’1,4%, passando da 12.870 a 13.048. Nello specifico, si è registrato un sensibile incremento delle attività di villaggi alloggi e B&B (+22%), mentre i ristoranti hanno subito una flessione (-0.85).

Nel settore dei servizi, che ha registrato un aumento delle imprese attive dell’1,8%, da segnalare l’incremento delle attività di direzione e di consulenza gestionale (+15,3%), delle attività immobiliari (+45) e - nonostante la crisi del turismo - delle agenzie di viaggio (+4,6%).


 

Resto al Sud, già approvati 6500 progetti 

Impennata di richieste per l'agevolazione riservata agli under 46 del Sud

invitalia restoL’agevolazione Resto al Sud - che finanzia al 100% le nuove imprese degli under 46 nel Mezzogiorno - è sempre più efficace e apprezzata. Nel mese di ottobre sono stati presentati 891 progetti, il numero più alto di sempre di richieste dell’incentivo pubblico avviato nel gennaio del 2018. Ne dà notizia Invitalia, l’agenzia governativa che approva i piani e di cui il Cipnes Gallura, con la sua Agency per lo sviluppo territoriale, è ente accreditato in Sardegna.

Complessivamente, Invitalia ha già approvato 6.519 progetti di startup o di sviluppo d’impresa (Resto al Sud può sostenere sia le imprese costituite dopo il 21 giugno 2017, sia quelle ancora da costituire, sia i liberi professionisti). Gli investimenti attivati sono pari a 443 milioni di euro. Gli occupati sono 25 mila. I crediti concessi, a tasso agevolato, sono 192 milioni, di cui 132 già anticipati. La dotazione complessiva di Resto al Sud è di 1 miliardo 250 milioni.

Resto al Sud copre il 100% dell’investimento e, dopo la riforma della misura partita nel luglio 2020, con una diverso mix: il finanziamento a fondo perduto è passato dal 35% al 50%; il restante 50% viene erogato con un finanziamento bancario a tasso agevolato e con gli interessi interamente a carico di Invitalia. In più, è stato introdotto un ulteriore contributo - sempre a fondo perduto - a copertura del fabbisogno di circolante delle imprese finanziate

"Le recenti modifiche normative hanno sicuramente concorso a determinare un aumento così consistente delle richieste - spiega Invitalia in una nota stampa - . Già nel bimestre agosto-settembre 2020, si era registrato un incremento dell’85% rispetto allo stesso periodo del 2019, a conferma della natura anticiclica e anticrisi dello strumento agevolativo".

Per scoprire come funziona Resto al Sud, per realizzare il progetto imprenditoriale e presentarlo a Invitalia, l'Agency del Cipnes Gallura è a disposizione degli imprenditori: per ottenere un appuntamento è sufficiente mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

Le scuole galluresi garantiscono subito un lavoro

Fondazione Agnelli: istituti tecnici e professionali tra i migliori in Italia

foto scuoleIl 50% degli istituti tecnici italiani garantisce ai loro diplomati di trovare un lavoro (almeno di sei mesi) entro due anni. Gli istituti superiori della Gallura hanno prestazioni ancora migliori: l’istituto alberghiero Costa Smeralda di Arzachena garantisce un’occupazione al 62% dei diplomati, l’istituto professionale Amsicora di Olbia al 60%, il tecnico Deffenu di Olbia al 56%, il tecnico Panedda di Olbia al 55%.

Sono i risultati di Eduscopio, l’indagine della Fondazione Agnelli per orientare famiglie e studenti nella scelta della scuola e dell’università più adatta alle loro esigenze e alle loro inclinazioni. Eduscopio analizza i dati, raccolti dai ministeri, delle carriere universitarie e lavorative dei singoli diplomati e con queste informazioni presenta degli indicatori, rigorosi ma comprensibili, che consentono di comparare le scuole in base ai risultati raggiunti dagli studenti.

L’edizione 2020 ha studiato i dati di circa 1.275.000 diplomati italiani in tre successivi anni scolastici (2014/15, 2015/16 e 2016/17) in circa 7.400 indirizzi di studio nelle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie. Emerge che gli istituti tecnici (sono stati analizzati 550 mila diplomati) garantiscono sempre la percentuale più alta di occupazione nei due anni successivi al diploma. La media è del 49,5%, in rialzo rispetto al 48% del 2019.

In questo quadro tre istituti tecnici galluresi - più due istituti professionali - hanno fatto registrare performance migliori del resto d’Italia. Al primo posto c’è l’istituto professionale alberghiero Costa Smeralda di Arzachena. L’indice di occupazione dei suoi diplomati nei successivi due anni è del 62% contro il 50% nazionale. Nel 69% dei casi è un lavoro coerente con il titolo di studio. Il contratto temporaneo ha una percentuale dell’80%, percentuale che risente della stagionalità delle professionisti turistiche.

Un ottimo risultato, che conferma e migliora quello degli anni precedenti, è quello raggiunto dall’istituto professionale industriale Amsicora di Olbia. Entro i due anni dal conseguimento del titolo di studio, trova un lavoro il 60% dei suoi diplomati. Molto confortante anche un altro dato: il 41% trova un’occupazione con contratto a tempo indeterminato, di cui il 25,5% con l’apprendistato.

Tra gli istituti tecnici, quelli di Olbia, Deffenu e Panedda, mostrano risultati molto positivi. L’istituto tecnico economico Deffenu garantisce nel 56% dei casi un lavoro, entro due anni, ai propri diplomati. Il 42% trova un lavoro coerente con il titolo di studio, un altro 42% nelle professioni trasversali, dimostrando la versatilità della sua offerta formativa. L'indirizzo tecnico tecnologico del Deffenu dà un lavoro entro due anni nel 52% dei casi, con un percentuale del 15% di occupazione a tempo indeterminato. L'istituto tecnico Panedda assicura un lavoro entro due anni al 55% dei propri diplomati: il 37% lo trova coerente con il titolo di studio e quasi il 35% nelle professioni trasversali.

L'istituto tecnico economico Falcone e Borsellino di Palau ha un indice di occupazione del 50%, di poco superiore alla media nazionale.

Come considerazione generale, la vivacità e pluralità dell’economia della Gallura - unita all’ottima preparazione fornita dalle scuole tecniche e professionali - continua a creare occupazione; un dialogo, quello scuola-lavoro, che il Cipnes - con la sua Agency e a breve con UniOlbia e la PTE - incoraggerà e rafforzerà.