Fondo (R)esisto, sovvenzioni per aziende e lavoratori autonomi

Arriva il sostegno della Regione per la perdita di fatturato causato dal Covid. L'aiuto dell'Agency

resistoLa Regione Sardegna ha approvato le modalità di accesso del Fondo (R)esisto, che concede sovvenzioni dirette a favore delle imprese e dei lavoratori autonomi della Sardegna che hanno subito una perdita del fatturato a causa del Covid-19. Il Fondo, istituito con la legge regionale numero 22 del 2020, prevede il sostegno per tre categorie: micro, piccole e medie imprese; lavoratori titolari di partita Iva; grandi imprese. La domanda per ottenere gli aiuti deve essere presentata dall'8 febbraio al 22 febbraio 2021. L’Agency del Cipnes, a Olbia, è a disposizione degli imprenditori per fornire supporto e informazioni sugli aspetti tecnici e normativi del Fondo. 

Micro, piccole e medie imprese. Ne hanno diritto  le micro, piccole e medie imprese, con almeno un dipendente, che nel periodo tra il 1 marzo 2020 e il 30 giugno 2020 abbiano subito una perdita di almeno il 30% del fatturato rispetto al medesimo periodo dell'anno 2019 e abbiano mantenuto almeno il 40% degli addetti e degli effettivi in servizio rispetto al medesimo periodo dell'anno 2019 in termini di Unità lavorative Annue (ULA). Le sovvenzioni saranno concesse sulla base del costo del lavoro annuo, così come risulta dalla certificazione unica 2020, per il 30% del costo del lavoro annuo nel caso di micro imprese, del 20% nel caso di piccole imprese, del 15% nel caso di medie imprese. In tutti i casi l'aiuto concesso non potrà superare l'importo di 500.000 euro per singola impresa. 

Settori beneficiari. Le imprese che possono richiedere le sovvenzioni devono operare nelle seguenti filiere produttive: filiera agroalimentare, filiera dell'artigianato, dell'industria turistica e culturale; filiera della conoscenza, dell'innovazione tecnologica, della meccatronica e dell'intelligenza artificiale; filiera dell'industria tradizionale chimica e della metallurgia non ferrosa; filiera del comparto edile per la realizzazione di un piano di infrastrutture pubbliche e di manutenzioni oltreché per la riqualificazione energetica, estetica e funzionale del patrimonio immobiliare pubblico e privato, filiera dei trasporti. 

Lavoratori autonomi e professionisti. Hanno diritto alle sovvenzioni i lavoratori titolari di partita iva residenti in Sardegna e i titolari di imprese senza dipendenti con sede operativa in Sardegna. Il contributo corrisponde al 30% del reddito imponibile annuo, e comunque non è superiore al 30 per cento dell'importo massimo del 1° scaglione di reddito.

Grandi imprese del turismo. Hanno diritto alle sovvenzioni le Grandi Imprese operanti nella Filiera Turistica, per le quali il contributo è ammesso fino al 60% della retribuzione mensile lorda del personale beneficiario ovvero in forza all'impresa alla data dell'11 marzo 2020. La sovvenzione per il pagamento dei salari viene concessa per un periodo non superiore a dodici mesi a decorrere dal 1 marzo 2020 per i dipendenti che altrimenti sarebbero stati licenziati a seguito della sospensione o della riduzione delle attività aziendali dovuta al Covid-19 e a condizione che il personale che ne beneficia continui a svolgere in modo continuativo l'attività lavorativa durante tutto il periodo per il quale è concesso l'aiuto. L'aiuto è concesso fino ad un importo di 1 milione per singola impresa.


 

Le imprese sarde puntano su web e social per il dopo Covid

Indagine dell'Istat sui comportamenti aziendali, nel 2021 in aumento il ricorso al digitale

info per sito e facebookL’Istat sta analizzando periodicamente l’impatto del Covid-19 sul sistema produttivo e sta elaborando rapidamente dei report. L’ultimo riguarda un periodo di tempo tra ottobre e novembre del 2020, e fornisce indicazione molto preziose sulle prospettive per il 2021 delle aziende. Il Cipnes ha consultato i dossier e ha realizzato questa analisi sull’uso del digitale delle imprese sarde confrontato con la media nazionale. Il comportamento delle aziende della Sardegna è sostanzialmente in linea con quello nazionale durante l’emergenza. Tuttavia, rispetto ai progetti per il 2021, gli imprenditori sardi hanno intenzione di puntare su web e social con più decisione rispetto ai colleghi della Penisola. Apriranno un sito internet l’8% di loro (contro la media italiana del 45) e i canali social il 6% (contro il 4%). Vediamo il rapporto nel dettaglio.

 Connessione a internet mediante fibra ottica a banda ultralarga. Già presente prima dell’emergenza: 10.582 aziende sarde pari al 45% (media nazionale del 45,5%). Migliorata a seguito dell’emergenza: 632 aziende pari al 2,7% (media nazionale del 4%). Introdotta a seguito dell’emergenza: 350 aziende pari all’1,5% (media nazionale 1,5%). Prevista nel prossimo anno: 2262 pari al 9,6% (media nazionale 6,5%. Non prevista: 8736 aziende pari al 36% (media nazionale 41%).

Sito web aziendale. Già presente prima dell’emergenza: 8662 aziende sarde pari al 36,8% (media nazionale del 40,1%). Migliorata a seguito dell’emergenza: 885 aziende pari al 3,8% (media nazionale del 6,5%). Introdotta a seguito dell’emergenza: 442 aziende pari all’1,9% (media nazionale 1,4%). Prevista nel prossimo anno: 1980 pari all’8,4% (media nazionale 4,3)%. Non prevista: 10597 aziende pari al 45% (media nazionale 46%).

Presenza sui canali social. Già presente prima dell’emergenza:  5930 aziende sarde pari al % 25,2 (media nazionale del 21,8 %). Migliorata a seguito dell’emergenza:  2020 aziende pari al 8,6% (media nazionale del 9,2 %). Introdotta a seguito dell’emergenza: 735 aziende pari al 3,1% (media nazionale 3,3 ). Prevista nel prossimo anno: 1488 aziende pari al 6,3% (media nazionale 4,3%). Non prevista: 12391 aziende pari al 52,7 % (media nazionale 59,7%).

Infrastrutture e hardware per i lavoro a distanza (cloud). Già presente prima dell’emergenza: 1987 aziende sarde pari al 8,4% (media nazionale del 9,6%). Migliorata a seguito dell’emergenza:  1124 aziende pari al 4,8% (media nazionale del 7,9%). Introdotta a seguito dell’emergenza: 850 aziende pari al 3,6 % (media nazionale 5,8). Prevista nel prossimo anno: 1363 aziende pari al 5,8% (media nazionale 3,4%). Non prevista: 17241 aziende pari al 73,3% (media nazionale 71,6%).

Apparecchiature per lo smartworking. Già presente prima dell’emergenza:  2101 aziende sarde pari al 8,9% (media nazionale del 10,1%). Migliorata a seguito dell’emergenza:  1350 aziende pari al 5,7% (media nazionale del 7,1%). Introdotta a seguito dell’emergenza: 889 aziende pari al 3,8% (media nazionale 6,2%). Prevista nel prossimo anno: 1497 aziende pari al 6,4% (media nazionale 4,6%). Non prevista: 16728 aziende pari al 71,1% (media nazionale 70%).

Infografica Instagram CipnesVendita diretta mediante il proprio sito (e-commerce). Già presente prima dell’emergenza: 2408 aziende sarde pari al 10,2% (media nazionale del 9%). Migliorata a seguito dell’emergenza:  518 aziende pari al 2,2% (media nazionale del 2,5%). Introdotta a seguito dell’emergenza: 302 aziende pari al 1,3% (media nazionale 1,4% ). Prevista nel prossimo anno: 1475 aziende pari al 6,3% (media nazionale 4,2%). Non prevista: 17862 aziende pari al 75,9% (media nazionale 81,2%).

Vendita mediante comunicazioni dirette (mail, Facebook, Instagram). Già presente prima dell’emergenza: 3744 aziende sarde pari al 16% (media nazionale del 15,4 %). Migliorata a seguito dell’emergenza:  1304 aziende pari al 5,5% (media nazionale del 6%). Introdotta a seguito dell’emergenza: 769 aziende pari al 3,3% (media nazionale 3%). Prevista nel prossimo anno: 1192 aziende pari al 5,1% (media nazionale 3%). Non prevista: 15526 aziende pari al 66% (media nazionale 70,9 %).

Vendita mediante piattaforme digitali (Amazon, Ebay). Già presente prima dell’emergenza: 852 aziende sarde pari al 3,6% (media nazionale 2,7 %). Migliorata a seguito dell’emergenza:  175 aziende pari al 0,7 % (media nazionale 1%). Introdotta a seguito dell’emergenza: 202 aziende pari al 0,9% (media nazionale 0,8%). Prevista nel prossimo anno: 562 aziende pari al 2,4% (media nazionale 2%). Non prevista: 20774 aziende pari al 88,3% (media nazionale 91,9%).

Qui il link con il report completo dell'Istat: https://www.istat.it/it/archivio/251618


 

La nuova continuità per la linea Olbia-Civitavecchia

Il ministero ha pubblicato i requisiti per ottenere il servizio in partenza il 1 aprile
cont terriIl ministero dei Trasporti ha pubblicato l’avviso con cui avvia la procedura per la nuova continuità territoriale marittima sulla linea Civitavecchia-Olbia, precedentemente prorogata fino al 28 febbraio. L’avviso si rivolge a tutti gli “armatori interessati all’esecuzione del servizio pubblico, sia per le persone che per le merci, nel periodo compreso tra il 1 ottobre e il 31 maggio di ogni anno quale condizione per operare anche nel periodo compreso tra il 1 giugno e il 30 settembre di ogni anno”. Le manifestazioni di interesse devono essere presentate entro il 25 febbraio.

L’avvio dell’operatività del servizio di continuità territoriale – è scritto nell’avviso - avverrà il "1° aprile 2021 per una durata di almeno 24 mesi”. Il collegamento fra Civitavecchia e Olbia “dovrà essere giornaliero nel periodo compreso tra il 1° ottobre e il 31 maggio” e il “viaggio deve essere effettuato in notturna.

I collegamenti dovranno essere operati con "unità navali, dichiarate idonee al servizio, di cui l’impresa di navigazione dispone in base a valido titolo giuridico (proprietà, noleggio o altro titolo contrattuale) - è sempre scritto nell’avviso del ministero -. Le unità navali da impiegare per lo svolgimento del servizio pubblico devono essere “di classe “A” e di tipo Tr (ro-ro) TP” con età non non superiore a 20 anni”. Dovranno avere una “capacità trasporto passeggeri espressa in posti fissi non inferiore a 600 persone, di cui 400 in cuccetta” e una “capacità trasporto trailers-auto minima di 820 veicoli e di 900 metri lineari di corsia per i mezzi pesanti”.


 

Imprese sarde, il 4% non riaprirà nel 2021 

Percentuale più alta della media nazionale. Scarso il ricorso allo smart working
covid e imprese
Per misurare gli effetti negativi del Covid sull’economia italiana, l’Istat sta analizzando continuamente le imprese. In un documentato rapporto diffuso recentemente, l’istituto di statistica ha registrato lo stato di attività delle aziende a novembre 2020 (chiuse, aperte, parzialmente aperte), l’utilizzo dello smart working e soprattutto le previsioni per il 2021 (crescita o calo del fatturato). E’ emerso che le imprese della Sardegna hanno una percentuale più alta di potenziali chiusure (il 4% contro un media nazionale dell’1,7% a fine 2020), hanno registrato un calo del fatturato più consistente (il 4% contro una media nazionale dell’1,9%) con una punta più alta per quelle che lavorano anche nel settore turismo (-32% di calo contro il – 29% nazionale) e ne registreranno uno negativo anche fino a febbraio 2021 (il 4,8% contro il 3,2%). Sul fronte dello smart working, le imprese sarde sono un po’ indietro: vi ha fatto ricorso il 7,1% contro l’11,1% della media nazionale. Per quanto riguarda la richiesta di finanziamenti, quelle sarde hanno richiesto quelli con garanzia pubblica in modo più sensibile della media nazionale (il 42,3% contro il 37,7%). Di seguito – rielaborati al Cipnes Gallura – tutti i dati dell’indagine dell’Istat, utili per capire le prospettive dell’economia e del mercato del lavoro della Sardegna. 

IMPATTO DEL COVID. Stato dell’impresa a novembre 2020. Totalmente aperta: 15.447 aziende sarde, pari al 65,6% (media nazionale del 68,9%). Parzialmente aperta: 5804, pari al 24,6% (media nazionale del 23,9%). Chiusa ma prevede di riaprire: 1314 aziende, pari al 5,5% (media nazionale del 5,4%). Chiusa e non prevede di riaprire: 961 aziende, pari al 4% (media nazionale dell’1,7%).

Variazione percentuale del fatturato nel periodo giugno-ottobre del 2020 rispetto a giugno-ottobre 2019. Non è stato conseguito fatturato: 933 aziende sarde, pari al 4% (media nazionale del l’1,9%). Si è ridotto oltre il 50%: 3684 aziende, pari al 15,7% (media nazionale 13,65%). Si è ridotto tra il 10 e il 50%: 10912 aziende, pari al 46,4% (media nazionale del 46,45). Si è ridotto meno del 10%: 1517 aziende, pari al 6,5% (media nazionale del 9,5%). Il fatturato non ha subìto variazioni: 4631 aziende, pari al 19,7% (media nazionale del 19,9%). È aumentato meno del 10%: 730 aziende, pari al 3,1% (media nazionale del 3,8%). È aumentato oltre il 10%: 1119 aziende, pari al 4,8% (media nazionale del 6%).

Motivazioni del calo del fatturato. Per il calo della domanda a seguito delle restrizioni: 9826 aziende sarde, pari al 41,8% (media nazionale del 41,4%). Per il calo della domanda nazionale dei beni o servizi (inclusa la domanda turistica): 7698 aziende, pari al 32,7% (media nazionale del 29%). Per il calo della domanda dall’estero dei beni o servizi (incisa la domanda turistica): 2147 aziende, pari al 9,1% (media nazionale del 9,7%).

Previsione di variazione del fatturato nel periodo dicembre 2020-febbraio 2021 rispetto a dicembre 2019-febbraio 2020. Non sarà conseguito fatturato: 1121 aziende sarde, pari al 4,8% (media nazionale del 3,2%). Diminuirà più del 50%: 3759 aziende, pari al 16% (media nazionale del 14,8%). Diminuirà tra il 10 e il 50%: 8569 aziende, pari al 36,4% (media nazionale del 39,4%). Diminuirà meno del 10%: 1499 aziende, pari al 6,4% (media nazionale del 6,3%). Rimarrà sostanzialmente invariato: 3019 aziende, pari al 12,8% (media nazionale del 14,8%). Aumenterà fino al 10%: 204 aziende, pari allo 0.9% (media nazionale dell’1,4%). Aumenterà più del 10%: 284 aziende, pari all’1,2% (media nazionale dello 0.9%).

MISURE DI GESTIONE DEL PERSONALE DA GIUGNO 2020 A NOVEMBRE 2020. Smart working: 1661 aziende sarde, pari al 7,1% (media nazionale dell’11,1%). Riduzione delle ore: 4987 aziende, pari al 21,2% (media nazionale del 22,2%). Aumento delle ore: 580 aziende, pari al 2,5% (media nazionale dell’1,7%). Utilizzo della Cassa integrazione: 9378 aziende, pari al 39,9% (media nazionale del 41,1%). Ferie obbligatorie: 4703 aziende, pari al 20% (media nazionale del 21%). Riduzione del personale a tempo determinato (i contratti non sono stati prorogati): 2616 aziende, pari all’11,1% (media nazionale del 7,4%). Riduzione del personale a tempo indeterminato (licenziamenti): 350 aziende, pari al all’1,5% (media nazionale dell’1,3%). Rinvio delle assunzioni previste: 4242 aziende, pari al 18% (media nazionale 12,5%). Assunzione di nuovo personale: 894 aziende,  pari l 3,8% (media nazionale del 4,2%). Formazione aggiuntiva del personale: 6210 aziende, pari al 14,2% (media nazionale del 13,1%).

EFFETTI DELLO SMART WORKING. Produttività del lavoro. Aumento: 92 aziende sarde, pari allo 0,4% (media nazionale dell’1%). Nessun effetto: 1140 aziende, pari al 4,9% (media nazionale del 6,9%), Diminuzione: 429 aziende, pari all’1,8% (media nazionale del 3,2%). Costi operativi. Aumento: 396 aziende, pari all’1,7% (media nazionale del 2,4%). Nessun effetto: 1072 aziedne, pari al 4,6% (media nazionale del 7%). Diminuzione: 193 aziende, pari allo 0.8% (media nazionale dell’1,7%).

FINANZIAMENTI. Ricorso alle attività liquide nel bilancio (depositi bancari): 6667 aziende sarde, pari al 28,3% (media nazionale del 24,8%). Smobilizzo di attività non liquide (vendita di beni immobili o strumentali): 405 aziende, pari all’1,7% (media nazionale dell’1,4%). Ricorso ai margini disponibili sulle linee di credito: 4185 aziende, pari al 17,8% (media nazionale del 18%). Modifiche delle condizioni di pagamento con i clienti: 1825 aziende, pari al 7,8% (media nazionale dell’8,3%). Modifiche delle condizioni di pagamento con i fornitori: 4746 aziende, pari al 20,2% (media nazionale del 19,2%). Accensione di nuovo debito bancario (anche con garanzia pubblica): 9185 aziende, pari al 39% (media nazionale del 35,4%). Ricorso a strumenti alternativi al debito bancario (obbligazioni): 409 aziende, pari all’1,7% (media nazionale dell’1,2%). Aumento di capitale da parte della proprietà: 463 aziende, pari al 2% (media nazionale del 2,9%). Aumento di capitale da parte di finanziatori esterni: 150 aziende, pari allo 0,6% (media nazionale dello 0,1%). Imprese che hanno richiesto da giugno a novembre 2020 prestiti assistiti da garanzia pubblica: 9944 aziende, pari al 42,3% (media nazionale del 37,7%).

Qui il link con il report completo dell'Istat: https://www.istat.it/it/archivio/251618


 

Formazione del personale, arrivano i contributi pubblici 

A disposizione delle imprese i 730 milioni dal Fondo nuove competenze

anpalÈ operativo il Fondo nuove competenze, lo strumento pensato per sostenere con fondi pubblici le imprese che vogliono fare formazione per il proprio personale e adeguare i propri modelli organizzativi per affrontare l’emergenza Covid-19. Istituito con il Decreto Rilancio, ha una dotazione di 730 milioni e la sua gestione è affidata all’Anpal. La divisione Supporto per le imprese e sviluppo territoriale del Cipnes è a disposizione degli imprenditori per fornire informazioni e dare aiuto sugli aspetti tecnici per presentare la domanda. 

L’Anpal ha pubblicato l’avviso per il riconoscimento di contributi finanziari in favore di tutti i datori di lavoro privati che abbiano stipulato, per mutate esigenze organizzative e produttive dell'impresa ovvero per favorire percorsi di ricollocazione dei lavoratori, accordi collettivi di rimodulazione dell'orario di lavoro per percorsi di sviluppo delle competenze dei lavoratori entro il 31 dicembre 2020, sottoscritti a livello aziendale o territoriale dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operative in azienda.

I percorsi formativi possono essere erogati da enti accreditati (soggetti privati, università, istituti di istruzione secondaria di secondo grado, Centri per l'istruzione per adulti, Istituti Tecnici superiori, centri di ricerca accreditati dal ministero dell'Istruzione) o organizzati in autonomia dall'impresa che ha presentato domanda di contributo (se previsto dall'accordo sindacale).

L'istanza per il riconoscimento di contributo, riferito alla quota di retribuzione e contribuzione oraria sino ad un massimo di 250 ore per lavoratore e dovrà essere inviata telematicamente all’Anpal. La procedura di valutazione delle domande avviene secondo il criterio cronologico tenuto conto della completezza della documentazione. L'Anpal, a seguito di eventuale valutazione positiva, comunica l'approvazione dei percorsi formativi ed eroga il contributo attraverso il meccanismo dello sgravio contributivo operato dall'Inps e copre il costo del personale relativo alle ore di frequenza dei percorsi di sviluppo delle competenze stabiliti dagli accordi collettivi. I percorsi formativi validati, dovranno necessariamente essere realizzati entro 90 giorni dall'approvazione della domanda.


Assunzioni in Sardegna, a gennaio calo del 27% 

Il rapporto mensile di Unioncamere sui contratti previsti dalle imprese

assunzioni gennaio 2021Le aziende italiane stimano di stipulare a gennaio 346 mila contratti, il 25% in meno di quanto preventivato a gennaio 2020. Tra gennaio e marzo i nuovi contratti subiranno un calo del 23% rispetto allo stesso trimestre del 2020. E’ l’analisi del Bollettino mensile Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal; le previsioni si basano sulle interviste realizzate, nella prima settimana di dicembre, su un campione di circa 108mila imprese con dipendenti. 

Le previsioni per la Sardegna sono peggiori. Le imprese sarde prevedono di attivare 5800 contratti a gennaio (quasi il 27% in meno rispetto al gennaio 2020) e 16.500 contratti tra gennaio e marzo (il 26,% in meno rispetto al periodo gennaio-marzo del 2020). 

Il 67% dei nuovi contratti previsti in Sardegna riguarderà i servizi, il 33% l’industria. A livello provinciale, le imprese della vecchia provincia di Sassari, all’interno della quale c’è la Gallura, prevedono di attivare 1500 contratti, quasi il 26% del totale regionale. Il 36% delle assunzioni delle imprese di Sassari riguarderà operai specializzati, poco più del 33% impiegati e addetti alle vendite, poco più del 21% dirigenti, professionisti, tecnici specializzati.

A livello nazionale, arrivano primi segnali di crescita dalle costruzioni (+2,6% di contratti a gennaio e +13,3% nel trimestre) e dai servizi informatici e delle telecomunicazioni (+4,0% nel trimestre). I profili tecnici diventano la prima categoria professionale per richiesta (71mila contratti nel mese di gennaio). Subiscono un calo contenuto le professioni intellettuali, scientifiche e a elevata specializzazione (-12,4%) e gli operai specializzati (-14,9%). Fra le figure maggiormente ricercate, gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (9mila i contratti da stipulare a gennaio, il 52,6% in più dello scorso anno). Molte figure sono legate alle digitalizzazione delle imprese. Per la ripresa dopo la pandemia, servono profili che in Italia, però, scarseggiano: secondo l’analisi di Unioncamere, per le aziende sono difficili da reperire il 43% delle professioni intellettuali, scientifiche ed a elevata specializzazione, il 43,5% delle professioni tecniche e il 43,6% degli operai specializzati. 

Numericamente, a gennaio le figure più richieste dalle aziende sono quelle degli addetti alle vendite, addetti alle pulizie, addetti alla ristorazione; quelle più difficili da reperire, per mancanza di figure sul mercato, sono quelle di fonditori e saldatori, spedizionieri, rappresentanti di commercio, assicuratori, fabbri ed estetiste. 


Il porto vecchio di Olbia diventa completamente turistico 

Presentato il progetto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna

porto turisticoIl porto interno di Olbia – identificato con il molo Brin, il molo vecchio e il dente Bosazza – diventerà completamente turistico, aperto quindi solo alle barche da diporto. Il progetto per la sua realizzazione – chiamato Adeguamento Tecnico Funzionale del piano regolatore – è realizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna (l’ex Autorità portuale), titolare delle aree, e comporterà un investimento di oltre un milione di euro.

Il 22 dicembre 2020 il presidente dell’Autorità, Massimo Deiana, ha inviato l’avviso dell’Adeguamento Tecnico al comune di Olbia per “l’acquisizione della dichiarazione di non contrasto con i vigenti strumenti urbanistici e con il Puc adottato, propedeutica all’adozione da parte del Comitato di gestione portuale e per il successivo inoltro al Consiglio superiore dei Lavori Pubblici per il rispettivo parere di competenza”. Ottenuti i via libera, partiranno le opere.

“L’esigenza di procedere all’estensione della funzione nautica da diporto, già presente nella porzione settentrionale del Molo Brin, anche alla porzione meridionale dello stesso e alle banchine del Molo Vecchio nasce dalla volontà di sanare una situazione che vede tali aree utilizzate da 20 anni per l’ormeggio stagionale e saltuario di imbarcazioni da diporto - spiega l’Autorità -. Nella strategia di sviluppo della banchina sud del Molo Brin e della banchina orientale del Molo Vecchio, anche l’edificio ex officina Mameli, a oggi abbandonato e in cattivo stato di conservazione, sarà utilizzato per servizi portuali connessi alla nautica da diporto”.

Per la banchina meridionale del Molo Brin (lunga 305 metri e larga 61 metri) e per la banchina orientale del Molo Vecchio (larga 73 metri e lunga 130 metri) è prevista la realizzazione - analogamente all’altra banchina del Molo Brin già utilizzata per l’ormeggio delle imbarcazioni da diporto - di una passerella in legno dotata di tutti gli arredi necessari per consentire l’ormeggio con il sistema “a pendino” delle imbarcazioni da diporto (bitte, anelloni, corpi morti, catenaria, trappe di ormeggio e pendino) e la realizzazione di tutti gli impianti tecnici (idrico e antincendio, elettrico e di illuminazione) e dei relativi erogatori (colonnine di servizio). E’ inoltre prevista la realizzazione di un impianto per l’aspirazione delle acque nere delle imbarcazioni che verrà collocato in prossimità della testata del molo Brin.

Per la ristrutturazione del fabbricato delle ex Officine Mameli è prevista la demolizione e il completo rifacimento degli intonaci, sia all’interno che all’esterno, delle murature interne e delle pavimentazioni, di tutti gli impianti, della copertura (compresa la impermeabilizzazione), delle tinteggiature interne ed esterne e di tutti gli infissi e serramenti.

Le aree del Dente Bosazza, di larghezza pari a 26 metri e con banchine laterali lunghe 66 metri quella orientale e  58 metri quella occidentale, saranno destinate ad accogliere motovedette delle forze di Polizia, naviglio minore e diportistico.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna fa notare che -  In attesa del completamento dell’iter progettuale per la redazione del nuovo Piano Regolatore del porto di Olbia - l’attuale destinazione delle aree al traffico commerciale risulta in contrasto sia con la pianificazione del Comune di Olbia (il Puc indica quelle aree per il diporto turistico), sia con le strategie di sviluppo del complesso portuale di Olbia che hanno promosso il trasferimento di tutti i traffici commerciali nel porto industriale di Cocciani del Cipnes Gallura.

Con il nuovo progetto – spiega sempre l’Autorità – “non solo si elimina il rischio che un eventuale ripristino dei traffici commerciali in questa porzione del molo possa determinare un incremento dei possibili carichi ambientali ma si consente di contribuire alle strategie di sviluppo comunale, interpretate dal Puc, per realizzare una cerniera della porzione di competenza dell’Autorità con il lungomare cittadino al quale si innesta perfettamente”.

L’adeguamento tecnico-funzionale del molo Brin e del molo Vecchio – chiarisce sempre l’Autorità - può essere considerata pienamente compatibile anche con le strategie del Piano Regolatore Portuale, che è uno “strumento di programmazione che definisce l’ambito e l’assetto del porto, le aree destinate alle diverse attività che si svolgono al suo interno e le infrastrutture a servizio dell’attività portuale e che pianifica le ampiezze degli specchi acquei e le disposizioni di banchine e piazzali, tenendo conto delle necessità contingenti nel momento della redazione del piano e di quelle ragionevolmente prevedibili in futuro”.


 

Geovillage vincolato all'utilizzo alberghiero e sportivo

La nota di trascrizione dell'aprile 2000 per garantire il futuro del complesso

geovillageC’è tempo fino al 1 marzo 2021 per presentare la manifestazione di interesse per i beni del Geovillage realizzati nella aree cedute nel 2000 alla società Sviluppo Olbia Spa, attualmente in fallimento, e per i quali il Cipnes Gallura ha avviato la procedura di riacquisizione per la successiva riassegnazione. Si tratta di un albergo, una club house, due piscine, un palasport, campi da tennis e da calcio. I beni saranno riassegnati dal Cipnes a un nuovo investitore dopo una selezione con procedura valutativa competitiva e sono vincolati all’utilizzo turistico-alberghiero e sportivo.

Lo scopo del Consorzio è quello di assicurare, coerentemente con la sua missione istituzionale, un’utile e solida gestione d’impresa non stagionale ma continuativa per l’intero periodo annuale con adeguato standard di qualità dell’insediamento produttivo del Geovillage. Questo secondo quanto stabilito da una nota di trascrizione registrata all’Agenzia delle Entrate il 10 aprile 2000, con cui l’acquirente si impegna a utilizzare l’area del Geovillage per la “realizzazione di un complesso ricettivo, di un centro congressi e di un centro sportivo”, e con cui si prescrive che “non è consentito alla parte acquirente di cedere (anche parzialmente) o in qualsiasi modo sostituire se stessa, nel godimento dell’immobile acquistato, senza previo esplicito consenso scritto del Consorzio col quale, al fine di garantire la destinazione industriale dell’immobile e la propria capacità tecnico-finanziaria, l’impresa subentrante dovrà instaurare nuovi rapporti sulla medesima base, anche economica, di quelli contenuti nel presente contratto”. Questi nello specifico i beni oggetto della riacquisizione da parte del Cipnes.

Albergo. E’ formato da tre piani, più uno interrato per l’autorimessa. Il primo piano è composto da hall, 19 camere, ristorante, bar, centro congressi, ludoteca, negozi e uffici amministrativi. Il secondo piano è composto da 68 camere. Il terzo piano da 70 camere. Complessivamente le camere sono 157. E’ presente una piscina e un bar a suo servizio.

Club House. E’ formata da diversi piani. Il piano interrato, suddiviso in due corpi, è composto da depositi, magazzino, spogliatoi. Il piano terra è formato da ristorante, sala fitness, area acque-fanghi-massaggi, uffici, portici, patii, passerella in legna. Il primo piano è composto da 34 camere.

Piscina. L’area è composta da due piscine, una interna, l’altra esterna.

Palasport, campi da tennis e campi da calcio. I beni consistono nel palazzetto dello sport, più i servizi annessi, nei campi da tennis - alcuni in terra, altri in GreenSet - e nei campi di calcio a 8 a e a 11.

Le manifestazioni di interesse per il complesso del Geovillage dovranno pervenire al Cipnes Gallura entro il 1 marzo 2021 tramite pec all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Qui tutta la documentazione https://bit.ly/2KR5AWP

Sovvenzioni a fondo perduto agli autotrasportatori 

Dalla Regione un aiuto per il calo del fatturato nei collegamenti con la Penisola

autotrasportatoriL’assessorato regionale ai Trasporti ha approvato un avviso per la concessione di sovvenzioni a fondo perduto per gli autotrasportatori sardi la cui attivitàdi movimentazione merci si svilluppa nei collegamenti da e per la Sardegna e che hanno registrato perdite tra il 1 marzo e il 30 giugno del 2020 rispetto allo stesso periodo del triennio precedente. Il provvedimento intende compensare il blocco dei servizi imposto dalle misure di contenimento del Covid e le domande per ottenere gli aiuti possono essere presentate dal 18 gennaio al 20 febbraio. L’Agency del Cipnes Gallura, nel cui distretto produttivo le aziende della logistica pesano per l’8%, la seconda quota più alta, è a disposizione degli imprenditori per fornire supporto e assistenza. 

Vediamo alcuni dei requisiti necessari per poter richiedere le sovvenzioni, sulla base dell'articolo 34 della legge regionale 22/2020. Le aziende devono essere regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese; essere iscritte all’albo nazionale degli autotrasportatori; avere almeno una sede operativa in Sardegna e svolgere attività nei collegamenti da e per la Sardegna; aver prodotto ricavi da vendite o prestazioni di servizi nei tre esercizi precedenti l’anno 2020; non essere state destinatarie, nel triennio antecedente la presentazione della domanda di sovvenzione, di provvedimenti di revoca totale di agevolazioni concesse dalla Regione Sardegna.

I sussidi saranno connessi per il numero dei mezzi totali imbarcati vuoti, eccedenti la media del triennio precedente per il medesimo periodo di osservazione, per i quali è possibile richiedere la sovvenzione. Il triennio precedente coincide con il triennio 2017-2019; il periodo di osservazione nel quale si è verificato lo squilibrio: quadrimestre 1° marzo-30 giugno 2020; la tariffa media riconosciuta per i mezzi imbarcati vuoti pari a 350 euro. 

L’agevolazione può essere richiesta con i “de minimis” del regolamento UE o con il regime del quadro temporaneo d’aiuti della Commissione europea; la prima è vincolata alla soglia prevista nel triennio di riferimento per un importo massimo di 100 mila euro, la seconda per una soglia massima pari a 800 mila euro, entro il periodo di vigenza attualmente fissato 30 giugno 2021.

Ai fini della ricevibilità della domanda l’impresa proponente dovrà avvalersi dell’utilizzo del sistema informatico SIPES della Regione Sardegna  raggiungibile al seguente indirizzo  https://sipes.regione.sardegna.it , fatta salva la possibilità di inoltrare la domanda a mezzo pec ai seguenti indirizzi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. esclusivamente nel solo caso in cui si verifichi un comprovato disservizio tale da non rendere possibile l’utilizzo del sistema informatico SIPES.


 

Recovery Plan, 27 miliardi per le imprese

Gli investimenti programmati per le PMI e la digitalizzazione

recovery 2Il Piano italiano per la ripresa dell’economia, chiamato Next Generation Italia e da realizzare dal 2021 al 2026, avrà una dotazione di 196,5 miliardi in arrivo dall’Unione Europea sotto forma di prestiti e di sovvenzioni a fondo perduto, secondo la bozza in votazione stasera nel Consiglio dei Ministri. Per le imprese – alla voce Digitalizzazione, innovazione, competitività del sistema produttivo – saranno destinati 26,7 miliardi, di cui 19 miliardi per Transizione 4.0, 4,2 miliardi per banda ultralarga e 5G, 3,3 miliardi per le connessioni veloci e 2 miiardi politiche industriali di filiera e internazionalizzazione.

Per il sistema delle imprese, per il quale sono previsti incentivi per agevolare la transizione digitale e verde, il Piano prevede di “stimolare la domanda di investimenti privati in beni strumentali per favorire sia la trasformazione digitale delle imprese che il necessario ammodernamento di macchinari e impianti in un’ottica di efficientamento produttivo ed energetico” e “sostenere prodotti e processi innovativi attraverso una misura dedicata alle attività di ricerca e sviluppo che portano all’adozione di soluzioni nuove per il settore o mercato di riferimento”. 

“Il nuovo progetto Transizione 4.0 prevede misure pluriennali per favorire la pianificazione delle strategie di investimento delle imprese – è scritto nella bozza del Piano italiano - . Introduce significativi potenziamenti, sia in termini di aliquote e massimali delle agevolazioni, sia in termini di semplificazione e accelerazione delle procedure di erogazione del vantaggio fiscale. L’estensione degli investimenti agevolabili, che a partire dal 2021 includono un bacino più ampio di beni strumentali immateriali, dovrebbe consentire il coinvolgimento maggiore delle piccole imprese”.

Il progetto si basa su un credito d’imposta articolato per spese in beni strumentali (materiali e immateriali 4.0), e per investimenti in ricerca e sviluppo, nonché in processi di innovazione e di sviluppo orientati alla sostenibilità ambientale e all’evoluzione digitale.

Sempre in favore delle piccole imprese, il Piano prevede un bacino più ampio di beni strumentali immateriali agevolabili e meccanismi semplificati e accelerati di compensazione dei benefici maturati per le aziende con fatturato annuo inferiore ai 5 milioni di euro. La possibilità di fruizione immediata del credito potrebbe favorire maggiori investimenti da parte delle PMI.

Uno specifico finanziamento di 180 milioni viene attribuito alle infrastrutture digitali per le filiere agroalimentari nelle regioni meridionali.