Olbia di nuovo raggiungibile in nave e aereo

Collegamenti liberi dal 3 giugno. I passeggeri dovranno compilare un modulo

alitalia a olbiaDal 3 giugno, Olbia è di nuovo liberamente raggiungibile sia con le navi che con gli aerei. Un decreto del ministro dei Trasporti e un’ordinanza del presidente della Regione hanno sbloccato partenze e arrivi, introducendo alcuni obblighi per i passeggeri. Dopo i lunghi mesi del lockdown, questo passaggio segna la ripresa delle attività economiche a pieno regime. Vediamo nel dettaglio che cosa si può fare.

Porto di Olbia. Dal 3 giugno – come informa l’Autorità di sistema portuale Mare di Sardegna - i passeggeri possono viaggiare sulla tratta tra Olbia e Civitavecchia, operata da Tirrenia, e su quella tra Olbia e Genova, sempre operata da Tirrenia. Sono rotte della continuità territoriale marittima. Fino al 12 giugno, invece, ci sono limitazioni sui passeggeri per la rotta tra Olbia e Livorno, operata da Moby e Grimaldi.

Aeroporto di Olbia. Il 3 giugno l’aeroporto Olbia-Costa Smeralda è stata riaperto al traffico passeggeri, dopo quattro mesi di chiusura prima per i lavori alla pista e poi per il lockdown. I collegamenti garantiti sono quelli in continuità territoriale tra lo scalo olbiese e gli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa (l’aeroporto di Milano Linate è ancora chiuso). Tutte le tratte sono assicurate da Alitalia. Dal 13 giugno riprenderanno i voli per gli altri aeroporti italiani e dal 25 giugno quelli per gli aeroporti internazionali (nella foto il primo aereo Alitalia partito oggi dal Costa Smeralda; scatto di John Karraca).

Tariffa unica. Fino al 14 giugno, i voli da e per Olbia in continuità territoriale (Milano e Roma) saranno con la tariffa unica: il prezzo dei biglietti sarà dunque uguale per i residenti in Sardegna e i non residenti.

Obblighi per i passeggeri. Dal 3 giugno – come prevede l’ordinanza del presidente della Regione Sardegna del 2 giugno 2020 - tutti i passeggeri in arrivo in Sardegna, sia in aereo che in nave, devono registrarsi prima dell’imbarco, compilando un modulo da inviare in via telematica alla Regione Sardegna (sezione “Nuovo Coronavirus” della homepage regione.sardegna.it) o scaricando la app “Covid19 Regione Sardegna") da IOS e Android.

Deroghe fino al 12 giugno. Tuttavia, fino al 12 giugno, i passeggeri possono compilare il modulo di registrazione a bordo degli aerei e delle navi e consegnarlo, al loro arrivo, al presidio medico sanitario del porto e dell’aeroporto. I passeggeri che hanno già l’autorizzazione per arrivare in Sardegna sulla base delle precedenti ordinanze regionali non dovranno registrarsi.

Sempre dal 3 giugno, una volta arrivati in Sardegna, tutti i passeggeri dovranno sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea e dovranno - nel modulo di registrazione - rispondere anche a un questionario. Verrà richiesto il loro stato di salute negli ultimi 21 giorni e dovranno indicare con quale mezzo sono arrivati in Sardegna (nave, aereo) e dove soggiorneranno (casa, albergo). I dati verranno tenuti dalla Regione Sardegna, ai fini del monitoraggio per il Covid-19, per 14 giorni.


 

10 mila euro per creare delle startup

Un aiuto agli imprenditori sardi. Il Cipnes Gallura fornisce assistenza 

startupSardegna Ricerche, l’agenzia regionale per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico delle imprese, ha pubblicato un bando per aiutare gli imprenditori sardi a costituire delle startup. Si chiama “Insight – dall’idea al business model” e garantisce un contributo finanziario di 10 mila euro.

Il Cipnes Gallura, con la divisione "Supporto per le Imprese e lo Sviluppo Territoriale", fornisce assistenza e dà supporto agli imprenditori che abbiano idee con elevate potenzialità di generare business profittevoli, sostenibili e capaci di fornire soluzioni innovative a nuovi fabbisogni del mercato.

Chi può fare la domanda. Possono presentare domanda di finanziamento le persone fisiche, organizzate in team operativi costituti da almeno 2 soggetti, che abbiano un'età superiore ai 18 anni e siano residenti nel territorio della Regione Sardegna al momento della presentazione della domanda, e che non siano titolari di P.IVA personale e/o di quote societarie in imprese, associazioni e/o enti che svolgono attività riconducibili/affini all'idea imprenditoriale che si intende proporre.

Che cosa si può fare. Sono ammissibili a finanziamento idee imprenditoriali - in qualsiasi settore economico - con un alto contenuto innovativo e le idee imprenditoriali tese a creare e/o sviluppare prodotti e/o servizi che presentino caratteristiche di differenziazione rispetto a quelli già presenti nel mercato di riferimento. L’aiuto pubblico consiste in un voucher sotto forma di rimborso per le spese materialmente sostenute dal team di persone per l'esecuzione di un piano di attività finalizzato a individuare le migliori strategie di sviluppo dell'idea imprenditoriale e accompagnarla nel successivo passaggio verso un vero e proprio modello di business.

Che cosa può essere finanziato. Possono essere finanziate le spese sostenute per attività di rilevazione dei fabbisogni dei "clienti" target, analisi di mercato, progettazione della proposta di valore e delle sue caratteristiche differenziali rispetto ai prodotti e/o servizi presenti sul mercato, fattibilità tecnica della soluzione progettata e individuata, prototipazione della proposta e test di mercato, e infine anche per eventuali percorsi di validazione dell'idea da realizzarsi all'interno di incubatori/acceleratori di impresa.

Quando fare la domanda. La domanda di accesso e di partecipazione dovrà essere compilata, sottoscritta con firma e inviata esclusivamente via PEC all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro le ore 12 del 20 dicembre 2021, e dovrà riportare come oggetto la dicitura "Domanda di accesso alle opportunità - INSIGHT 2020".

 Maggiori informazioni. Per avere più dettagli, si può consultare il link di Sardegna Ricerche sul bando "Insight - Dall'idea al business model"


È il 10% della popolazione sarda, ha il 22% dei nuovi contratti

I numeri della Gallura nel report Aspal sul calo degli occupati per Covid-19

lavoratori hotelGarantiva il 22% dei nuovi contratti di lavoro sottoscritti in Sardegna nei primi cinque mesi del 2019. Ha accusato il 27% dei mancati occupati in Sardegna nello stesso periodo del 2020. Sono i numeri dell’ex provincia della Gallura, che rappresenta appena il 10% della popolazione totale in Sardegna. L’analisi emerge dalla lettura dei dati sulle assunzioni pubblicati dall’Aspal, l’agenzia del lavoro regionale. È la conferma della Gallura come polo attrattore di occupati dal resto della Sardegna sia con il suo distretto turistico, sia con gli altri distretti produttivi, a cominciare da quello del Cipnes a Olbia.

L’ultimo report dell’Aspal sugli effetti del Covid-19 in Sardegna fa riferimento al periodo dal 19 febbraio al 19 maggio. I nuovi contratti di lavoro sono stati 34.800: oltre 52 mila in meno dello stesso periodo del 2019 (-60%). Quasi la metà dei posti di lavoro cancellati è nel settore alberghiero: 4500 contratti sottoscritti contro i 28 mila del 2019. Oltre 23 mila posti di lavoro in meno, con un calo percentuale dell’84%.

A livello territoriale è la Gallura ad avere subito il calo maggiore. Il centro per il lavoro di Olbia – che comprende, oltre a Olbia, anche i comuni costieri di Santa Teresa, La Maddalena, Palau, Arzachena, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, San Teodoro, Budoni - ha registrato 4 mila contratti contro gli oltre 17 mila del 2019. Oltre 13 mila in meno, con una flessione del 77%. Il centro per il lavoro di Tempio – che ha competenza anche sui comuni costieri di Badesi, Aglientu, Trinità d’Agultu – ha registrato 1000 contratti in meno rispetto ai 1800 dell’anno scorso (-2%).

La Gallura, intesa come ex provincia, ha una popolazione di oltre 161 mila abitanti: il 9,8% di quella totale della Sardegna, pari a 1 milione 640 mila (dati al 31 dicembre 2018, gli ultimi disponibili). A fronte di questo, tra il 19 febbraio e il 19 maggio del 2019 in Gallura è stato sottoscritto il 22% di tutti i nuovi contratti della Sardegna, molti dei quali per addetti del settore turistico e molti dei quali di residenti fuori dalla Gallura. Una percentuale a cui si aggiunge, quest’anno, quella negativa dei mancati nuovi posti di lavoro: il 27% del calo totale in Sardegna è proprio in Gallura.


 

Auto nuove, -97% di vendite in Gallura e a Sassari

Ad aprile acquistate appena 19 macchine. La classifica delle marche

vendite auto

Uno dei settori economici maggiormente colpiti dall’epidemia Covid-19 è quello dell’automotive (produzione di auto e moto, produzione di pneumatici, concessionari). Secondo gli scenari tracciati da Cerved, leader in Italia nell’analisi dei bilanci, le aziende del comparto potrebbero perdere, tra il 2020 e il 2021, da 32 a 86 miliardi di fatturato. Per la sola Sardegna, le perdite potrebbero essere pari a 164 milioni nell’ipotesi base e a 433 milioni nell’ipotesi peggiore.

In questi giorni sono arrivati i primi numeri. Nel mese di aprile 2020, in Italia c’è stato un calo delle vendite di auto nuove del 97,5% rispetto allo stesso mese del 2019, come certificano i dati diffusi dal ministero dei Trasporti. Le auto vendute sono state poco più di 4 mila contro le oltre 174 mila di un anno prima.

La stessa percentuale negativa è stata registrata nella provincia di Sassari, all’interno della quale ci sono anche i dati della Gallura. Lo scorso mese di aprile nella provincia di Sassari sono state vendute appena 19 auto nuove, contro le 762 dell’aprile 2019, le 969 dell’aprile 2018 e le 736 dell’aprile 2017. 

Nello specifico, sono state vendute sei auto a marchio Fiat, due a testa per Citroën, Lancia, Renault e Opel, una a testa per Dacia, Kia, Mitsubishi, Peugeot, Tesla. Nel 2019 furono venduti nella provincia di Sassari 149 modelli di Renault, 87 di Fiat, 82 di Volkswagen, 55 di Ford, 53 di Citroën, 48 di Dacia. Nel 2018 furono venduti 360 modelli di Renault, 91 di Fiat, 89 di Volkswagen, 71 di Ford e 46 di Citroën.

Gli imprenditori del Nord Sardegna segnalano che alla fine dell’anno la metà delle concessionarie potrebbero essere chiuse, come spiegato da Luca Confalonieri, presidente della Sezione Metalmeccanici-Auto di Confindustria Centro Nord Sardegna (province di Sassari e Nuoro). Il comparto occupa 300 dipendenti diretti e 400 dipendenti indiretti e le aziende hanno un fatturato complessivo di 200 milioni di euro.


 

Cipnes Gallura, nuovi servizi per la rivoluzione digitale

Chiesto il parere sull'uso di internet alle aziende del distretto produttivo

computerIl Cipnes Gallura vuole conoscere quali sono i fabbisogni delle imprese del distretto produttivo di Olbia per l’uso di internet e la connettività. L’obbiettivo è quello di fornire un servizio adeguato alla rivoluzione digitale in corso a tutte le 537 aziende insediate nei suoi 760 ettari.

In questi giorni è stato inviato alle imprese un questionario, con un linguaggio semplice e che può essere compilato in pochi minuti, in cui viene chiesto loro di rispondere sullo stato attuale dell'accesso a Internet, il numero di dipendenti che utilizzano la connessione, l’uso di strumenti come la videoconferenza, lo smartworking, l’insegnamento di corsi a distanza, le trasmissioni audio/video. 

Alle imprese viene chiesto di segnalare eventuali criticità e di esprimere il loro parere sull’utilizzo di sistemi wireless (senza cavi); infine dovranno indicare i campi di applicazione che potrebbero migliorare la competitività della propria attività economica. 

Le risposte degli imprenditori - che vanno inviate via mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - sono fondamentali per aiutare il Cipnes a fornire ancora migliori servizi a tutte le aziende insediate.


 

Olbia aumenta la popolazione anche con il lockdown

Città sempre attrattiva: + 104 residenti nei primi 5 mesi del 2020

immigratiOlbia continua a essere attrattiva. Gli ultimi dati pubblicati dall'Istat e dal Comune confermano sia la crescita demografica della città, arrivata a maggio a contare 61.527 abitanti, sia l'ottimo saldo migratorio. La differenza tra chi prende la residenza a Olbia e chi la lascia è infatti positiva da decenni e, seppure con alcuni rallentamenti dopo la crisi finanziaria del 2008, la tendenza è rimasta tale anche negli ultimi cinque anni. Anzi, a cominciare dal 2019 l'arrivo di immigrati - sia italiani, da altri Comuni della Sardegna e dalle altre Regioni, sia stranieri - è tornato a essere consistente, come si può vedere nella tabella.

Nel 2016 ci sono stati 1461 immigrati e 1070 emigrati: saldo positivo di 391 unità. Nel 2017, 1370 immigrati e 1159 emigrati: + 211. Nel 2018, 1415 immigrati e 1061 emigrati: + 354. Nel 2019, 1671 immigrati e 1153 emigrati: +518. Nei primi cinque mesi del 2020 - fino al 20 maggio - ci sono stati 453 immigrati e 349 emigrati: saldo positivo di 104 unità. È un aumento consistente tenuto conto del lockdown di due mesi imposto dal Governo per contrastare l'epidemia Covid 19. Nel mese di aprile, infatti, il Comune di Olbia, come si legge nell'aggiornamento statistico sul suo sito internet, non ha registrato alcun immigrato. 

Olbia - con la sua buona qualità della vita e la sua economia alimentata dalle attività del distretto produttivo del Cipnes, dell'aeroporto, del porto e del settore dei servizi e del turismo -  continua a offrire ottime opportunità di lavoro a numerosi cittadini italiani e stranieri, confermandosi così una delle città più dinamiche non solo della Sardegna ma di tutta l'Italia. Ricordiamo che è la terza città, dopo Milano e Parma, a essere cresciuta di più nel difficile decennio 2009-2019. 

Gli ultimi aggiornamenti statistici forniscono altre indicazioni interessanti su Olbia. Gli stranieri residenti al 31 dicembre 2019 erano 6.519, pari al 10,6% della popolazione totale. La crescita percentuale degli stranieri è stata del 2,9% contro quella dell'1% della popolazione totale. 

Il quartiere più popoloso di Olbia è quello Ospedale (4.660 residenti), seguito da Baratta (3822 residenti) e San Nicola (3193 residenti). Nell'area industriale del Cipnes ci sono 205 residenti.


 

Partiti i lavori nelle strade dell'area produttiva del Cipnes

Dureranno 30 giorni. L'intervento è stato finanziato dalla Regione

mappa lavori strade 2020Sono cominciati oggi i lavori per la viabilità dell’area produttiva di Olbia del Cipnes Gallura. Le opere - che saranno eseguite in 30 giorni - prevedono la scarifica e il rifacimento della pavimentazione stradale nelle seguenti strade (come è visibile nella cartina): via Angola (area intervento 1), via Mincio tratto nord (1), via Madagascar e traverse (area intervento 2), viale Italia e relative rotatorie (3), rotonda Europa e rampe di collegamento (area intervento 4). Verrà anche rifatta la segnaletica orizzontale, ormai scarsamente visibile.

Gli interventi sono stati finanziati dalla Regione Sardegna con la delibera della giunta 11/09 del 11 marzo 2020 per un importo a base di gara di 706.551,86 (di cui 689.592,79 per lavori soggetti a ribasso e 16.959,79 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso d’asta).

lavori strade 2

L’appalto se l’è aggiudicato il 6 maggio 2020 la società Vitali spa che ha praticato il ribasso del 37,6 per cento corrispondente all’importo di 447.264,97 euro. 

In attesa di un ulteriore finanziamento regionale che avrà come oggetto la manutenzione e la messa in sicurezza dell’intera rete viaria dell’agglomerato, il Cipnes Gallura aveva richiesto da circa due anni di poter utilizzare economie di spesa finalizzate proprio a interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della viabilità, fortemente degradata per l’intenso traffico dei veicoli pesanti in entrata e in uscita dai porti, causa di disagi e incidenti. L’assessorato regionale ai Lavori Pubblici ha valutato positivamente la richiesta del Cipnes, che – una volta ottenuto il via libera – ha proceduto all’appalto dei lavori in via d’urgenza.


 

In Gallura il 27% in meno di assunzioni di tutta la Sardegna

Report di Aspal e Camera di Commercio sul Coronavirus. Olbia arriva a 110 mila abitanti in estate

report camera commercio 2020L'importanza strategica di Olbia e della Gallura per l’economia e l’occupazione della Sardegna emerge da due distinti studi recentemente pubblicati – uno dell’Aspal, l’altro della Camera di Commercio di Sassari –  sugli effetti prodotti nell’Isola dal Coronavirus.

L’Aspal della Sardegna, l’agenzia per le politiche attive del lavoro, ha analizzato il calo delle assunzioni tra il 2020 e il 2019 nel periodo compreso tra il 19 febbraio e il 5 maggio. Nel 2019 le assunzioni – a tempo determinato, a tempo indeterminato, apprendistato, parasubordinato, intermittente – erano state 70 mila (70.671, per la precisione). Nello stesso periodo del 2020 sono state quasi 42 mila in meno.

Il settore maggiormente colpito è stato quello del turismo e l’area più penalizzata è stata quella del nord-est della Sardegna. La Gallura nel 2019 aveva assicurato il 21% di tutte le assunzioni della Sardegna. In particolare l’area di Olbia – compresi i comuni di Santa Teresa, La Maddalena, Palau, Arzachena, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, San Teodoro, Budoni – aveva garantito il 19,2% delle assunzioni tra il 19 febbraio e il 5 maggio. L'area di Tempio, l'1,9%. In termini assoluti, i contratti sottoscritti a Olbia erano stati 13.601. Al secondo posto, nell’Isola, c’era Cagliari con 11.093 contratti. Nello stesso periodo del 2020, invece, ci sono stati quasi 42 mila contratti di lavoro in meno in tutta la Sardegna (41.823, per l’esattezza) e di questi 10.417 nella zona di Olbia e degli altri Comuni costieri della Gallura e 788 nella zona di Tempio. In Gallura si registra il 26,7% del calo dei contratti di tutta la Sardegna. 

Solo nel settore degli alberghi e dei ristoranti, per quanto riguarda tutta la Sardegna, sono stati firmati 18 mila contratti in meno. Gli effetti del Coronavirus, dunque, hanno danneggiato in modo particolare l’economia della Gallura, ma, in modo indiretto, di tutta la Sardegna: molti lavoratori che trovano un posto nel nord est della Sardegna arrivano da tutta l’Isola.

Il ruolo importante di Olbia e della Gallura per l’economia sarda viene evidenziato anche in un report della Camera di Commercio di Sassari che analizza le perdite economiche che ha causato il Coronavirus, con la divisione tra aziende sospese e attive. Lo studio riporta – basandosi sui dati Istat - che le unità locali sospese a Olbia sono 3082 (pari al 54% del totale) e quelle attive 2603 (46%). Gli addetti delle attività sospese sono 7541 (pari al 425) e quelli delle attività attive sono 10.427 (pari al 58%).

Un dato significativo è quello sulla crescita della popolazione determinata dall’arrivo dei turisti. La Camera di Commercio spiega che Olbia, che ha 60.731 residenti, passa a quasi 100 mila a giugno, a oltre 108 mila a luglio, a quasi 110 mila ad agosto e a quasi 100 mila a settembre. Gli effetti del Coronavirus colpiscono principalmente il turismo e la Camera di Commercio quantifica quanto questi incidano sul settore dei Servizi, stimando la flessione del fatturato a partire da marzo (mese considerato per 2/3).

Per le aziende di Olbia, tra marzo e aprile il calo è di 61,4 milioni di fatturato (-3,4%); tra marzo e maggio di 104,7 milioni (-5,95), tra marzo e giugno di 153,1 milioni (-8,6%), tra marzo e luglio di 205,7 milioni (-11,5%). Consistente anche il crollo del fatturato del settore industriale, secondo l’analisi della Camera di Commercio: -26,3 milioni (-5.4%) tra marzo e aprile, - 44,8 milioni (-9.3%) tra marzo e maggio, -65,5 milioni (-13,6%) tra marzo e giugno e 88 milioni (-18,2%) tra marzo e luglio. Interessante il dato sulla produzione annua.

La Camera di Commercio indica per i servizi un fatturato di 1 miliardo 800 milioni per Olbia e di 480 milioni per Arzachena e per l’industria di 482 milioni per Olbia e di 87 milioni per Arzachena.


 

Incentivi regionali per le assunzioni dal 2019 al 2022

Un bonus alle aziende per l'occupazione di giovani, donne e disoccupati 

operaiUn contributo regionale alle imprese sarde che assumono under 35, disoccupati e donne oltre i 35 anni, con incentivi da 1200 euro a 16.000 euro e copertura di un anno. È la misura a sostegno dell’occupazione chiamata “T.V.B. Bonus Occupazionali” che finanzierà le assunzioni dal 1 ottobre 2019 fino al 2022. 

L'Agency di sviluppo territoriale del Cipnes Gallura è a disposizione per fornire informazioni e supporto su un intervento destinato a tutte le imprese titolari di partita Iva (a eccezione di quelle di pesca e acquacoltura, produzione primaria di prodotti agricoli). E' possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare il numero 0789.597125.

L’incentivo consiste in un contributo finanziario concesso dalla Regione Sardegna la cui intensità e durata varia in base alla tipologia contrattuale attivata dall'impresa (tempo determinato 12 mesi o tempo indeterminato), alla retribuzione mensile lorda, e alla tipologia di destinatario assunto (con particolare riferimento ai soggetti svantaggiati, molto svantaggiati o disabili).


Potranno beneficiare del contributo le aziende che hanno fatto assunzioni a partire dal 1 ottobre 2019 fino al 21 gennaio 2022. Chi ha fatto assunzioni dal 1 ottobre  2019 al 31 gennaio 2020 dovrà presentare la domanda entro il 31 luglio 2020. 

Due sono le possibilità per le assunzioni fatte dopo il 1 febbraio 2020.

La prima: qualora il termine finale di presentazione della domanda (ossia l'ultimo giorno del mese successivo alla data di assunzione) cada in una data antecedente al 31 luglio 2020 tale termine è prorogato al 31 luglio 2020. La seconda: qualora il termine finale di presentazione delle domande cada in una data successiva al 31 luglio 2020, le domande dovranno essere presentate "entro l'ultimo giorno del mese successivo alla data di assunzione".

L'incentivo può variare da un minino di 1.200 euro a un massimo di 16.000 euro a seconda della fascia di retribuzione e della tipologia di assunzione a tempo determinato/indeterminato. 

Se invece il destinatario dell'assunzione è un soggetto disabile, l'entità dell'incentivo varia da un minimo di 1.800 euro a un massimo 24.000 euro anche in questo caso calcolati in base alla fascia di inquadramento retributiva e alla tipologia contrattuale determinato/indeterminato.

La procedura di caricamento e presentazione della domanda sarà gestita attraverso il Sistema Informativo del Lavoro (SIL) sull’apposito portale www.sardegnalavoro.it

Maggiori informazioni sulla misura a questo indirizzo: https://bit.ly/3dqtQba 


Cipnes al lavoro nei suoi 10 ettari di verde pubblico

L'obbiettivo strategico è la riconversione in area produttiva ecologicamente attrezzata

Gli operai del Cipnes Gallura sono al lavoro per la manutenzione delle aree verdi, estese per 10 ettari, della zona industriale di Olbia.

Il Cipnes svolge infatti due importanti funzioni. Da una parte, gestisce le aree del verde attrezzato e di quelle a fruizione collettiva. Dall’altra, esegue la progettazione e la realizzazione dei nuovi parchi e delle aree a verde standard di sua competenza.

La sostenibilità ambientale è una delle mission del Cipnes: la salute, la sicurezza e l'ambiente hanno assunto un ruolo centrale nelle politiche dello sviluppo delle aree produttive e industriali e il consorzio si fa interprete convinto e attivo di questo nuovo corso. In questa ottica, per il Cipnes è prioritaria e strategica la riconversione della propria area industriale in Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA).

L’obbiettivo è quello di favorire e supportare l’insediamento ecologicamente sostenibile di nuove attività produttive in Gallura. Il Cipnes assicura una maggiore e permanente attenzione verso tutte le matrici ambientali, attua i principi di ecoefficienza e sostenibilità ambientale e garantisce una governance improntata su una gestione integrata delle tematiche ambientali, sanitarie e della sicurezza dell’intera area produttiva consortile.

In sintesi, gli obbiettivi del Cipnes sono i seguenti: perseguire prestazioni ambientali superiori rispetto alla somma dei benefici ottenibili dall’ottimizzazione dei processi produttivi di ciascuna impresa insediata; generare benefici socioeconomici e competitivi per le imprese che operano all’interno delle aree consortili; creare un’alleanza tra le imprese insediate coinvolgendole in un meccanismo virtuoso nell’essere competitive fornendo qualità a tutta la filiera produttiva insediata; avviare un’azione di marketing e di attrattiva su cui fondare il miglioramento dell’immagine e della reputazione dell’area grazie alla qualifica APEA; creare le condizioni per generare risparmi sui costi per le aziende insediate, migliorare la tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza dei lavoratori, quindi, favorire appetibilità ed attrattività verso le nuove aziende che si vorranno insediare nell’area CIPNES APEA; progettare e realizzare infrastrutture di produzione e distribuzione energetica da fonti rinnovabili nell’area industriale consortile quali piste ciclabili con copertura fotovoltaica, biometano da recupero rifiuti urbani ed organici, solare termodinamico

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