L'Agency del Cipnes al lavoro per le imprese

"Vi aiutiamo sui prestiti regionali per il turismo"

IMG 2175L’Agency di sviluppo territoriale del Cipnes Gallura è al lavoro per aiutare le imprese che intendono ricorrere ai finanziamenti e ai prestiti, sia nazionali che regionali, per contrastare gli effetti del Coronavirus.

Ideata come attività di supporto alla creazione, innovazione, aggregazione e internazionale delle aziende, l’Agency sta analizzando la legge regionale numero 8 del 9 marzo con cui vengono concessi prestiti chirografari alle attività sarde della filiera turistica. Il suo staff è a disposizione di tutti gli imprenditori per fornire assistenza e informazioni (chiamare il numero 0789.597125 o mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

I prestiti, per cui la Regione Sardegna ha già pubblicato l’avviso, sono rivolti alle micro imprese (meno di10 addetti e meno di 2 milioni di fatturato) e alle piccole imprese (meno di 50 addetti e di 10 milioni di fatturato) del turismo (* i relativi codici Ateco delle attività finanziabili sono in fondo all’articolo)

L’aiuto pubblico a sostegno dell'economia turistica sarda ha l'obiettivo di garantire la disponibilità di liquidità finanziaria e preservare la forza lavoro delle aziende.

Il prestito consiste in un finanziamento a tasso zero, con un periodo di restituzione ripartito in 72 mesi di cui 24 mesi di preammortamento. Non sono previste garanzie reali e/o personali.

L'importo ammissibile varia da un minimo di 30 mila euro sino a un massimo di 70 mila euro, calcolato in base al costo presunto degli addetti per il 2020 (che deve essere almeno pari o superiore al medesimo costo medio nel triennio precedente) e a seconda del regime di aiuto prescelto dall'impresa ai sensi dei Regolamenti UE 1407/2013 e 651/2014 della Commissione.

Il finanziamento della Regione Sardegna viene erogato a sportello: le domande verranno esaminate secondo l'ordine cronologico di presentazione. Le domande possono essere presentate dalle ore 9 del 29 aprile fino al 31 luglio 2020.

La procedura di caricamento e presentazione della domanda sarà gestita attraverso il Sistema Informativo del Lavoro (SIL) sul portale www.sardegnalavoro.it. Le imprese potranno effettuare la registrazione o accedere direttamente, qualora siano già registrate, utilizzando le credenziali d’accesso. La richiesta da compilare è denominata "Domanda di Finanziamento per l'accesso e il sostegno alla liquidità".

* Elenco codici Ateco finanziabili

47.78.32 Commercio al dettaglio di oggetti d'artigianato

49.32.20 Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente

50.10.00 Trasporto marittimo e costiero passeggeri "Traffico locale"

55.10.00 Alberghi

55.20.10 Villaggi turistici

55.20.20 Ostelli della gioventù

55.20.51 Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast

55.20.52 Attività di alloggio connesse alle aziende agricole

55.30.00 Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte

56.10.11 Ristorazione con somministrazione

56.10.12 Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole

56.10.30 Gelaterie e pasticcerie

56.10.41 Gelaterie e pasticcerie ambulanti

56.10.42 Ristorazione ambulante

56.30.00 Bar e altri esercizi simili senza cucina

77.11.00 Noleggio di autovetture ed autoveicoli leggeri

77.21.01 Noleggio di biciclette

77.21.02 Noleggio senza equipaggio di imbarcazioni da riporto (inclusi i pedalò)

77.21.09 Noleggio di altre attrezzature sportive e ricreative

77.34.00 Noleggio di mezzi di trasporto marittimo e fluviale

79.11.00 Attività delle agenzie di viaggio

79.90.19 Altri servizi di prenotazione ed altre attività di assistenza turistica non svolte delle agenzie di viaggio

79.90.20 Attività delle guide e degli accompagnatori turistici

91.02.00 Attività di musei

91.03.00 Gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili

93.21.00 Parchi di divertimento e parchi tematici

93.29.20 Gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali

49.39.09 Altri trasporti terrestri di passeggeri inca


 

 

Gallura, il reddito pro capite è di 15 mila euro

I dati del ministero dell'Economia sul 2018. Segno più per gli imprenditori

olbiaIl ministero dell’Economia ha pubblicato, giorni fa, le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi del 2018, gli ultimi disponibili e quindi precedenti alla crisi causata dal Coronavirus. È così possibile fotografare una parte importante dell’economia della Gallura, una delle aree più dinamiche della Sardegna con le sue 19 mila imprese attive, di cui 537 nell’area industriale del Cipnes Gallura.

Il numero totale di contribuenti Irpef della Gallura (intesa qui come l’insieme dei 26 Comuni della ex Provincia) è di 109 mila (per la precisione 108.693) e il reddito pro capite medio è di 15 mila euro (15.174, per l’esattezza).

Il maggior numero dei contribuenti è a Olbia (39.823), Arzachena (9428), Tempio (9366) e La Maddalena (7745). Il reddito pro capite più alto è a Golfo Aranci, pari a 18.754 euro; al secondo posto c’è La Maddalena, con 18.375 euro; al terzo Olbia, con 17.715 euro; al quarto Arzachena, con 17.618 euro; al quinto San Teodoro, con 17.071 euro.

I redditi per tipologia. I redditi dei galluresi da lavoro dipendente sono 61.025, quelli da fabbricati sono 41.631, quelli da pensione sono 31.940, quelli da partecipazione (in società di persone) sono 6134, quelli degli imprenditori (imprese individuali) sono 5427, quelli dei lavoratori autonomi sono 1770.

Il ministero dell’Economia, attraverso il Dipartimento delle Finanze, fa una doverosa precisazione: “E’ opportuno ribadire che per “imprenditori” nelle dichiarazioni Irpef si intendono i titolari di ditte individuali, escludendo pertanto chi esercita attività economica in forma societaria; inoltre la definizione di imprenditore non può essere assunta come sinonimo di “datore di lavoro” in quanto la gran parte delle ditte individuali non ha personale alle proprie dipendenze”. I redditi degli imprenditori, con dipendenti, saranno forniti a giugno.

Il reddito medio per categoria. Ora analizziamo i redditi dei galluresi in base alla categoria. I redditi dei 1770 autonomi galluresi ammontano a 67.895.312 euro: il reddito medio è di 38.358. I redditi degli imprenditori (titolari di ditte individuali) ammontano a 100.347.761 euro: il reddito medio dei 5427 contribuenti è di 18.490 (i contribuenti erano 4439 nel 2017). I redditi da lavoro dipendente ammontano in Gallura a 1 miliardo: il reddito medio dei 61.025 contribuenti è di 16.461 euro. I redditi degli imprenditori con partecipazione in società di persone ammontano a 81.625.207: il reddito medio dei 6134 contribuenti è di 13.307 euro.

I redditi per fascia. I contribuenti galluresi che dichiarano da 0 a 10 mila euro all’anno sono 37.690, quelli da 10 mila a 15 mila sono 17.411, quelli da 15 mila a 26 mila sono 30.779, quelli da 26 mila a 55 mila sono 17.176, quelli da 55 mila a 75 mila sono 1582, quelli da 75 mila a 120 mila sono 1145 e quelli oltre i 120 mila sono 440.

Confronto con il 2017. Come Cipnes Gallura abbiamo messo a confronto le dichiarazioni Irpef del 2018 rispetto a quelle del 2017. I contribuenti galluresi sono aumentati di 1435 unità: erano 107.258 nel 2017 e sono diventati 108.693 nel 2018 con una crescita percentuale pari all’1,3%. L’aumento più consistente in termini assoluti è stato registrato a Olbia, passata da 39.104 contribuenti a 39.823 (+1,8%). Ad Arzachena i contribuenti sono passati da 9306 a 9428 (+1,3%).

Le fasce di reddito dei galluresi cresciute di più sono quelle alte: i contribuenti oltre 120 mila euro sono passati da 388 a 440 (+13,4%); quelli tra 16 mila e 55 mila euro da 15.979 a 17.176 (+7,5%); i contribuenti tra i 75 mila e 120 mila euro da 1077 a 1145 (+6,3%); quelli tra 55 mila e 75 mila da 1508 a 1582 (+4,9) Il centro con maggiori contribuenti oltre i 29 mila euro è Olbia (180) seguito da Arzachena (90).


 

 

Gallura e Cipnes, ogni giorno al lavoro 21 mila addetti

Attualmente sospesi in 20 mila. L'elenco delle attività che ripartono il 4 maggio

lavoratori attivi e sospesiOgni giorno 21 mila galluresi vanno al lavoro nelle imprese che continuano a essere in attività nel nord est della Sardegna, comprese quelle dell'area industriale del Cipnes Gallura. Di questi, oltre 10 mila lavorano a Olbia, il cui numero di addetti attivi è pari al 58% del totale, una percentuale più alta della media sia regionale (52%) che nazionale (55,7%). Sono i risultati di uno studio dell’Istat sui settori produttivi (industria, servizi) sospesi e attivi dopo i decreti del presidente del Consiglio per l’emergenza Coronavirus.

Il numero dei lavoratori attivi è destinato a crescere dal prossimo 4 maggio, quando l’ultimo decreto del presidente del Consiglio, firmato il 26 aprile, sbloccherà alcuni settori attualmente sospesi: sughero, manifattura, lapideo, tessile, vetro. In questo momento 19.981 sono gli addetti galluresi fermi perché le aziende da cui dipendono, o le attività che conducono, sono sospese.

L’istituto nazionale di statistica ha svolto l’analisi a livello comunale, per tutta l’Italia, verificando le attività economiche in base ai codici Ateco; la ricerca è stata fatta sugli ultimi dati disponibili, quelli del 2017. Nel conteggio non sono inclusi i lavoratori della pubblica amministrazione (forze di polizia, sanitari, dipendenti delle amministrazioni comunali), dell'agricoltura, delle banche e delle assicurazioni.

Dopo la pubblicazione del decreto del 22 marzo, in Italia risultano attive il 55,7% delle aziende, in Sardegna il 52% e in Gallura il 51,7%. Nell’area gallurese sono al lavoro 21.434 addetti nelle attività consentite.  Nello specifico, risultano attivi 3830 lavoratori nel settore industriale e 17.604 in quello dei servizi; sono invece fermi 5945 lavoratori nel settore industriale e 14.036 nei servizi.

A livello comunale, Olbia ha 10.426 addetti attivi, di cui 1931 nel settore industria e 8495 in quello dei servizi e tra questi ci sono anche quelli delle aziende dell'area industriale del Cipnes; gli addetti sospesi sono 7540, di cui 2072 nel settore industria e 5468 nel settore servizi. Arzachena ha 2350 lavoratori attivi, di cui 316 nel settore industria e 2034 nel settore servizi; gli addetti sospesi sono 2945, di cui 710 nel settore industria e 2235 nel settore servizi. Arzachena, che è il secondo centro della Gallura per numero di lavoratori ed è caratterizzata da un forte economia turistica, ha una percentuale di aziende attive del 44,3%, più bassa della media regionale e di quella nazionale.

Il 4 maggio il quadro normativo cambierà ancora e anche l’economia di Olbia e della Gallura ripartirà in modo significativo. Qui di seguito l’elenco di tutte le attività consentite. Sono 99 e sono quasi venti in più di quelle permesse in questo momento:

01 coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi; 02 silvicoltura ed utilizzo di aree forestali; 03 pesca e acquacoltura; 05 estrazione di carbone (esclusa torba); 06 estrazione di petrolio greggio e di gas naturale; 07 estrazione di minerali metalliferi; 08 estrazione di altri minerali da cave e miniere; 09 attività dei servizi di supporto all'estrazione; 10 industrie alimentari; 11 industria delle bevande; 12 industria del tabacco; 13 industrie tessili; 14 confezione di articoli di abbigliamento; confezione di articoli in pelle e pelliccia; 15 fabbricazione di articoli in pelle e simili; 16 industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili); fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio; 17 fabbricazione di carta e di prodotti di carta; 18 stampa e riproduzione di supporti registrati; 19 fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio; 20 fabbricazione di prodotti chimici; 21 fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici; 22 fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche; 23 fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi; 24 metallurgia; 25 fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature); 26 fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e di orologi; 27 fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche; 28 fabbricazione di macchinari ed apparecchiature nca; 29 fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi; 30 fabbricazione di altri mezzi di trasporto; 31 fabbricazione di mobili; 32 altre industrie manifatturiere;  33 riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature; 35 fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata; 36 raccolta, trattamento e fornitura di acqua; 37 gestione delle reti fognarie;  38 attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali; 39 attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti; 41 costruzione di edifici; 42 ingegneria civile; 43 lavori di costruzione specializzati; 45 commercio all'ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli; 46 commercio all'ingrosso (escluso quello di autoveicoli e di motocicli); 49 trasporto terrestre e trasporto mediante condotte; 50 trasporto marittimo e per vie d'acqua; 51 trasporto aereo; 52 magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti; 53 servizi postali e attività di corriere; 55 alberghi e strutture simili 58 attività editoriali; 59 attività di produzione, post-produzione e distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, registrazioni musicali e sonore; 60 attività di programmazione e trasmissione; 61 telecomunicazioni; 62 produzione di software, consulenza informatica e attività connesse; 63 attività dei servizi d'informazione e altri servizi informatici; 64 attività di servizi finanziari (escluse le assicurazioni e i fondi pensione); 65 assicurazioni, riassicurazioni e fondi pensione (escluse le assicurazioni sociali obbligatorie); 66 attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative; 68 attività immobiliari; 69 attività legali e contabilità; 70 attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale; 71 attività degli studi di architettura e d'ingegneria; collaudi ed analisi tecniche; 72 ricerca scientifica e sviluppo; 73 pubblicità e ricerche di mercato; 74 altre attività professionali, scientifiche e tecniche; 75 servizi veterinari; 78 attività di ricerca, selezione, fornitura di personale; 80 servizi di vigilanza e investigazione; 81.2 attività di pulizia e disinfestazione; 81.3 cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole); 82 attività di supporto per le funzioni d'ufficio e altri servizi di supporto alle imprese; 84 amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria (nota: le attivita' della p.a. qui previste non comportano l'iscrizione al registro delle imprese); 85 istruzione; 86 assistenza sanitaria; 87 servizi di assistenza sociale residenziale; 88 assistenza sociale non residenziale; 94 attività di organizzazioni associative; 95 riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa; 97 attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; 99 organizzazioni ed organismi extraterritoriali

 


 

 

Nuova industria alimentare a Olbia: un investimento strategico

L'area industriale sarà al bivio per Trudda, vicino a porto e aeroporto

nuova zes 1Ecco, nelle due mappe che alleghiamo, dove sorgerà la nuova area industriale del Cipnes Gallura destinata ad accogliere a Olbia un gruppo economico internazionale che opera nel settore alimentare. 

Estesa per 19 ettari, si trova in una zona completamente pianeggiante, lungo la strada a 4 corsie nella direzione da Olbia a Nuoro, all’altezza del bivio per Trudda. La nuova fabbrica è stata dunque individuata in un punto strategico, ben collegato sia al porto e all’aeroporto di Olbia, sia al resto della Sardegna.

nuova zes 2La scelta è stata determinata dal fatto che l’azienda produttrice – come è scritto nell’accordo amministrativo tra Cipnes e Comune di Olbia per la realizzazione della nuova area industriale – non è “collocabile nelle attuali dotazioni urbanistiche a scopo edificatorio contemplate dalla strumentazione urbanistica consortile e comunale”.

Cipnes e Comune di Olbia hanno già avviato la procedure per la Conferenza di Servizi: i 19 ettari rientrano nell’area della Zes.

La Zona economica speciale del Cipnes diventerà complessivamente di 194 ettari, e l’intesa con il Comune di Olbia rappresenta in pieno la missione dell’ente, che è quella di attrarre nei propri poli produttivi investitori italiani e internazionali nei settori della nautica, dell’agroalimentare, della logistica e del settore lapideo e di quello sughericolo.

 


 

 

Agroalimentare: accordo Cipnes-Comune per un'altra ZES

Un'area di 19 ettari a ridosso dell'aeroporto di Olbia. Interessato un gruppo internazionale

 

aeroporto olbiaPrende corpo la Zes (Zona economica speciale) del Cipnes Gallura. L’ente e il Comune di Olbia hanno sottoscritto un accordo amministrativo che prevede la creazione di una nuova aerea industriale, di 19 ettari, in un’area completamente pianeggiante lungo la strada a quattro corsie Olbia-Nuoro, all’altezza del chilometro 138 (poco prima del bivio per Trudda).

La scelta è stata dettata dall’opportunità di localizzare nel territorio di Olbia un investimento produttivo “strategico nel settore della produzione alimentare”, prospettato da un gruppo industriale internazionale e “non altrimenti collocabile nelle attuali dotazioni urbanistiche a scopo edificatorio contemplate dalla strumentazione urbanistica consortile e comunale”.

L’area, che non ha destinazione urbanistica residenziale, è stata individuata come ammissibile per gli investimenti previsti dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri numero 12 del 2018, che regola le Zone economiche speciali, in quanto è economicamente connessa sia alle altre aree industriali gestite dal Cipnes già delimitate dalla Zes, sia che all’hub portuale e aeroportuale  di rilevanza strategica di Olbia-Golfo Aranci e alla rete degli altri porti della Zes della Sardegna.

Cipnes e Comune di Olbia hanno dunque avviato le procedure per la Conferenza dei servizi sull’importante investimento industriale per Olbia e la Gallura.

Le aree del Cipnes rappresentano una delle otto Zes della Sardegna per rilanciare in modo straordinario il sistema economico della Sardegna. A disposizione degli imprenditori ci sono lotti per 175 ettari a cui, ora, si aggiungono i 19 per il progetto di un’industria internazionale attiva nel campo alimentare.

Il ruolo del Cipnes Gallura è quello di facilitatore per attrarre nei propri poli produttivi investitori italiani e internazionali nei settori della nautica, dell’agroalimentare, della logistica e del settore lapideo e di quello sughericolo. Il suo obbiettivo è quello di essere l’unico interlocutore delle imprese, che già operano e che vorranno operare nelle aree del Cipnes Gallura, per i rapporti con le pubbliche amministrazioni, l’ottenimento delle autorizzazioni e degli incentivi finanziari e la semplificazione degli oneri amministrativi e burocratici.

 

Rassegna stampa

  • Cipnes, la zona industriale si espande a Vena Fiorita

La Nuova Sardegna 23 aprile 2020

  • Il Cipnes si allarga: un'area di 19 ettari per un'imprea agroalimentare

L'Unione Sarda 23 aprile 2020

  • Olbia, una nuova zona industriale su 131 DCN: primo accordo comune-Cipnes

Olbia.it 21 aprile 2020

  • A Olbia la nuova area per un'industria internazionale del campo alimentare

Galluraoggi.it 23 aprile 2020


 

 

Smaltimento rifiuti: studenti del "Pira" di Siniscola visitano gli impianti del Cipnes

 

IMG 20200218 103157 3Un gruppo di studenti delle classi IV dell'Istituto di Istruzione Superiore Michelangelo Pira di Siniscola, accompagnati dal professor Giovanni Sanna Passino e dalla professoressa Anna Maria Del Galdo si sono recati al CIPNES di Olbia in visita didattica nell’ambito del Progetto “ResponsabilAmbiente” per conoscere da vicino le procedure di trattamento, smaltimento e gestione dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi provenienti principalmente dall'ambito dell'ex Provincia di Olbia-Tempio.

Il progetto, articolato in varie fasi, ha offerto agli studenti la possibilità di seguire le procedure della gestione dei rifiuti e delle acque reflue confrontandosi con i Responsabili del Settore Igiene Ambientale del Consorzio, a partire dal dirigente Ingegner Gianni Maurelli, visualizzando le discariche, i sistemi di differenziazione, trattamento e riciclo dei rifiuti.

Lo scopo del progetto è quello di illustrare agli studenti i vari cicli di trattamento, le procedure di prevenzione dell'impatto ambientale richieste sia alle aziende produttive che al destinatario del trattamento finale, confrontandosi con la normativa specifica del settore.

L'Istituto Pira da sempre è impegnato a collaborare con le Aziende e con gli Enti che possano essere da guida per gli studenti. L’ultima esperienza ha riguardato la collaborazione con la Grimaldi che offre ai ragazzi la possibilità di svolgere imbarchi-stages sulle navi di linea, al fine di fornire ai suoi studenti un’ampia prospettiva di quelle che sono le realtà produttive, favorendo il contatto con il mondo del lavoro e con il territorio e sensibilizzandoli alle tematiche di salvaguardia ambientale.

Altri istituti delle province di Sassari e Nuoro hanno richiesto al Cipnes di visitare gli impianti di smaltimento dei rifiuti e di apprendere le varie fasi del processo.


 

 

L'Economia del Mare nell'alto Mediterraneo: Focus Sardegna (IT-FR)

 

Prima Leconomia del mare Focus sardegna webIl rapporto è stato realizzato nell'ambito del progetto BlueConnect finanziato dal Programma di Cooperazione Italia-Francia Marittimo 2014-2020. 

L’obiettivo generale del Progetto è quello di facilitare l’accesso delle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) ai mercati legati alle attività navali e portuali in forte crescita.
Con BlueConnect si vuole intensificare e sostenere direttamente lo sviluppo delle MPMI appartenenti ai settori della Blue Economy della zona di cooperazione.
In questo ambito di studio è stato analizzato il comparto nautico della regione Sardegna grazie alla partecipazione attiva degli operatori portuali ed esperti del settore, i quali, tramite la compilazione di un questionario, hanno fornito importanti informazioni confluite nell’Osservatorio Economico Portuale che ha generato circa 50 indicatori. Il rapporto economico sociale accompagna i risultati degli indicatori attraverso analisi più approfondite volte a fornire un quadro rappresentativo del comparto nautico isolano.
All'analisi del contesto regionale segue il confronto fra i territori dell'Area di Cooperazione: Sardegna, Corsica, Var, Alpi Marittime, Liguria, Toscana.

Per maggiori informazioni:
http://www.promocamera.it/news/leconomia-del-mare-nellalto-mediterraneo-focus-sardegna


 

 

Presentato il volume sul Cipnes-Gallura: dalla nascita (1963) alle nuove sfide e alla sua capacità di rinnovarsi

 

Notevole successo dell'affollatissima serata al Geovillage di Olbia

 

Foto Volume 2foto volume 1Ha riscosso un notevole successo la presentazione del volume “Il Cipnes-Gallura per lo sviluppo economico del nord-est della Sardegna”, avvenuta il 13 dicembre al Geovillage di Olbia.

Un pubblico assai numeroso (oltre 200 persone), formato da imprenditori, liberi professionisti, artigiani, esponenti del mondo della finanza e della cultura, manager, ha seguito con molto interesse l’evento, che si è aperto con i saluti all’assemblea del presidente del Cipnes-Gallura Mario Gattu, e del sindaco di Olbia Settimo Nizzi.

E’ toccato al professor Matteo Caroli, ordinario di Gestione delle Imprese all’università Luiss “Guido Carli” di Roma, curatore della pubblicazione, illustrare i contenuti dello studio.

Le radicali innovazioni tecnologiche, i crescenti problemi ambientali e sociali, i rapidi cambiamenti del mercato e della concorrenza – ha rimarcato il professor Caroli - richiedono alle imprese grande resilienza e al tempo stesso capacità di rinnovarsi. I consorzi industriali che ospitano le attività produttive devono quindi evolvere per quanto riguarda sia la loro dotazione infrastrutturale, sia i servizi offerti alle aziende. La questione riguarda, naturalmente, anche la Sardegna e la parte nord-orientale dell’isola. E’ quindi necessario pensare e immaginare quale futuro, ovvero quale visione strategica coltivare per rilanciare il distretto industriale di Olbia (e degli altri poli di sviluppo consortile programmati nel Comune di Buddusò e di Monti) in cui  storicamente opera il CIPNES – Gallura, popolato da una alta concentrazione di piccolissime, piccole - medie imprese che spesso rappresentano l’intreccio tra il progetto di vita dell’imprenditore – fondatore e il business; un cluster imprenditoriale che ha per altro mostrato nel recente periodo della Grande Crisi esplosa nel 2008 una straordinaria capacità di resilienza, anche se nuove ed impegnative sfide l’attendono”.Foto Volume 4

Dopo l’ampia relazione del professor Vanni Maciocco (ex preside della Facoltà di Architettura dell’università di Sassari) sugli scenari urbanistico-ambientali dell’agglomerato industriale, il pubblico ha seguito con interesse la tavola rotonda alla quale hanno preso parte gli assessori regionali Giuseppe Fasolino (Programmazione e Bilancio) e Quirico Sanna (Urbanistica, Enti Locali e Finanze), il direttore generale del Cipnes Aldo Carta, il pro rettore dell’Ateneo sassarese Luca Deidda, Gianluca Dettori (Primomiglio Sgr, società di Venture capital, e consigliere d’amministrazione di Sardex), il presidente della Camera di Commercio di Sassari Gavino Sini e l’amministratore delegato della Geasar Silvio Pippobello.

La serata si è conclusa con gli interventi dei consiglieri regionali galluresi Angelo Cocciu (Forza Italia) e Giuseppe Meloni (Pd).

Il volume di 190 pagine, diviso in 8 capitoli, più una sezione dedicata alla presenza nei media del Cipnes-Gallura e un’ampia appendice con numerosi infogrammi e tabelle, contiene articoli sulla storia del Cipnes (nato nel 1963), sulle attività dell’ente (sono 537 le aziende insediate sui 750 ettari di territorio, con 4500 addetti), e soprattutto sui nuovi progetti fino al 2025. Il lavoro contiene anche un focus sulle tre attività su cui il Cipnes punta in modo particolare: la nautica (62 imprese insediate a tutt’oggi), l’agroalimentare (piattaforma di marketing territoriale Insula) e il settore dei trasporti-logistica.

Di particolare interesse le schede (con interviste ai titolari) riservate a tre aziende per settore.

Scarica la locandina...


 

 

"Il CIPNES-Gallura per lo sviluppo economico sostenibile della Sardegna nord-orientale"

Venerdì alle 15.30 la presentazione della monografia al Geovillage  

 

001 immagine copertinaSarà presentato venerdì 13 dicembre (dalle 15,30 alle 19,00), nella sala convegni del Geovillage di Olbia, il volume monografico “Il CIPNES-Gallura per lo sviluppo economico sostenibile della Sardegna nord-orientale". Si tratta di uno studio sull’agglomerato industriale di Olbia che, partendo dalla sua storia (il Consorzio è nato nel 1963), illustra l’attività dell’Ente e le sfide future che l’attendono.

“Le radicali innovazioni tecnologiche, i crescenti problemi ambientali e sociali, i rapidi cambiamenti del mercato e della concorrenza - sostengono i dirigenti del Cipnes – richiedono alle imprese grande resilienza e al tempo stesso capacità di rinnovarsi. I consorzi industriali che ospitano le attività produttive devono quindi evolvere per quanto riguarda sia la loro dotazione infrastrutturale, sia i servizi offerti alle aziende. La questione riguarda, naturalmente, anche la Sardegna e la parte nord-orientale dell’isola. E’ quindi necessario pensare e immaginare quale futuro, ovvero quale visione strategica coltivare per rilanciare il distretto industriale di Olbia (e degli altri poli di sviluppo di Buddusò e di Monti)”.

I lavori si apriranno con l'illustrazione dell'opera da parte del curatore, prof. Matteo Caroli, Ordinario di Gestione delle Imprese presso l'Università Luiss "Guido Carli" di Roma.

Come da locandina allegata, è in programma una tavola rotonda alla quale, tra gli altri, parteciperanno il Presidente della Regione Christian Solinas, il Sindaco di Olbia Settimo Nizzi e il Rettore dell'Università di Sassari Massimo Carpinelli.

Sono previsti gli interventi degli Assessori regionali alla Programmazione Giuseppe Fasolino e agli Enti Locali e Urbanistica Quirico Sanna, e una relazione del prof. Vanni Maciocco sullo scenario urbanistico-ambientale dell'agglomerato industriale di Olbia. Concluderà i lavori l'Assessora regionale all'Industria Anita Pili.

Scarica la locandina...


 

 

L'Unione Sarda di oggi, 15 novembre 2019, dedica, nella rubrica "In primo piano", un ampio spazio a un'inchiesta sulle Zes in Sardegna

 

2019 11 15 unionesarda
 
Primo Piano
venerdì 15 novembre
Tra sgravi fiscali e aiuti alle aziende: l'Isola vuole le Zes
Le altre regioni corrono: in Campania, Calabria e Puglia le zone economiche speciali - cioè: sgravi fiscali, agevolazioni e burocrazia limitata, per sintetizzare - sono già state riconosciute e muovono i primi passi. La Sardegna, partita insieme al resto del Mezzogiorno alla fine del 2017, deve ancora percorrere l'ultimo miglio. La Regione ha individuato i perimetri delle sei zone industriali e portuali che faranno parte della rete delle Zes: «Abbiamo raccolto tutti i dati richiesti dal ministero e venerdì prossimo saremo a Roma per partecipare alla cabina di regia. Speriamo sia l'ultima», racconta Giuseppe Fasolino, assessore regionale alla Programmazione.
Le sei aree
Nell'Isola sono stati individuati quasi 2.700 ettari di terra in cui le aziende potranno sfruttare le agevolazioni previste dalla legge nazionale. La fetta più grande riguarda Cagliari: dentro i confini della Zes ricadono il porto canale, la zona industriale di Macchiareddu, alcune aree della Sogaer nell'aeroporto di Elmas e il polo di Sarroch. Nella zona di Carbonia le agevolazioni riguarderanno lo scalo e le aziende di Portovesme (110 ettari), stesso discorso per il porto industriale di Oristano (219 ettari). Nel Sassarese le aree di riferimento sono quelle del Consorzio industriale, che mette insieme i terreni dello scalo di Porto Torres, di Truncu reale e di San Marco ad Alghero (500 ettari). Per la Gallura sono state inserite nei confini della Zes sarda le aree del Cipnes: oltre alla zona industriale di Olbia, anche quelle di Monti e Buddusò (180 ettari). Infine l'Ogliastra, con il porto di Arbatax (56 ettari).
Le agevolazioni
Il vantaggio più importante riguarda il credito d'imposta: il 50 per cento degli investimenti fatti dalle aziende in queste zone ritorneranno a disposizione sotto forma di rimborso da parte del Fisco. E poi ancora: incentivi per l'occupazione, la possibilità di sottoscrivere contratti di sviluppo e di partecipare ai bandi finanziati o co-finanziati dall'Unione europea. A tutto questo si aggiunge una burocrazia che - almeno nelle promesse - sarà decisamente più snella di quella con cui combattono tutti giorni le altre imprese: le procedure amministrative e autorizzative saranno semplificate e verrà istituito uno sportello unico dedicato alle aziende della Zes. Un sogno? Quasi: «Se la Zona economica speciale fosse già istituita il porto canale di Cagliari sarebbe molto più competitivo. Avremmo qualche cartuccia da poter utilizzare per il rilancio dello scalo. Gli altri, nel Mediterraneo, corrono: penso a Tangeri, in Marocco, ma anche alle altre regioni d'Italia dove le Zes sono già realtà», dice il presidente dell'autorità portuale del Mar di Sardegna Massimo Deiana.
I rischi
La Regione ha presentato il Piano strategico delle zone economiche speciali un anno fa - lo firmò la Giunta Pigliaru - mentre negli ultimi mesi l'assessorato al Bilancio ha completato l'opera integrando il dossier con i confini precisi delle aree industriali. «Ora tocca al Governo», spiega Fasolino. Nel frattempo i fondi destinati alle Zes rischiano di sparire. O - nella migliore delle ipotesi - di diminuire. Nella bozza di Manovra nazionale, denuncia il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, mancherebbero 300 milioni di euro destinati alle Zes e al credito d'imposta. Sarebbe uno scherzo non da poco.
Michele Ruffi