Imprese sarde, il 4% non riaprirà nel 2021 

Percentuale più alta della media nazionale. Scarso il ricorso allo smart working
covid e imprese
Per misurare gli effetti negativi del Covid sull’economia italiana, l’Istat sta analizzando continuamente le imprese. In un documentato rapporto diffuso recentemente, l’istituto di statistica ha registrato lo stato di attività delle aziende a novembre 2020 (chiuse, aperte, parzialmente aperte), l’utilizzo dello smart working e soprattutto le previsioni per il 2021 (crescita o calo del fatturato). E’ emerso che le imprese della Sardegna hanno una percentuale più alta di potenziali chiusure (il 4% contro un media nazionale dell’1,7% a fine 2020), hanno registrato un calo del fatturato più consistente (il 4% contro una media nazionale dell’1,9%) con una punta più alta per quelle che lavorano anche nel settore turismo (-32% di calo contro il – 29% nazionale) e ne registreranno uno negativo anche fino a febbraio 2021 (il 4,8% contro il 3,2%). Sul fronte dello smart working, le imprese sarde sono un po’ indietro: vi ha fatto ricorso il 7,1% contro l’11,1% della media nazionale. Per quanto riguarda la richiesta di finanziamenti, quelle sarde hanno richiesto quelli con garanzia pubblica in modo più sensibile della media nazionale (il 42,3% contro il 37,7%). Di seguito – rielaborati al Cipnes Gallura – tutti i dati dell’indagine dell’Istat, utili per capire le prospettive dell’economia e del mercato del lavoro della Sardegna. 

IMPATTO DEL COVID. Stato dell’impresa a novembre 2020. Totalmente aperta: 15.447 aziende sarde, pari al 65,6% (media nazionale del 68,9%). Parzialmente aperta: 5804, pari al 24,6% (media nazionale del 23,9%). Chiusa ma prevede di riaprire: 1314 aziende, pari al 5,5% (media nazionale del 5,4%). Chiusa e non prevede di riaprire: 961 aziende, pari al 4% (media nazionale dell’1,7%).

Variazione percentuale del fatturato nel periodo giugno-ottobre del 2020 rispetto a giugno-ottobre 2019. Non è stato conseguito fatturato: 933 aziende sarde, pari al 4% (media nazionale del l’1,9%). Si è ridotto oltre il 50%: 3684 aziende, pari al 15,7% (media nazionale 13,65%). Si è ridotto tra il 10 e il 50%: 10912 aziende, pari al 46,4% (media nazionale del 46,45). Si è ridotto meno del 10%: 1517 aziende, pari al 6,5% (media nazionale del 9,5%). Il fatturato non ha subìto variazioni: 4631 aziende, pari al 19,7% (media nazionale del 19,9%). È aumentato meno del 10%: 730 aziende, pari al 3,1% (media nazionale del 3,8%). È aumentato oltre il 10%: 1119 aziende, pari al 4,8% (media nazionale del 6%).

Motivazioni del calo del fatturato. Per il calo della domanda a seguito delle restrizioni: 9826 aziende sarde, pari al 41,8% (media nazionale del 41,4%). Per il calo della domanda nazionale dei beni o servizi (inclusa la domanda turistica): 7698 aziende, pari al 32,7% (media nazionale del 29%). Per il calo della domanda dall’estero dei beni o servizi (incisa la domanda turistica): 2147 aziende, pari al 9,1% (media nazionale del 9,7%).

Previsione di variazione del fatturato nel periodo dicembre 2020-febbraio 2021 rispetto a dicembre 2019-febbraio 2020. Non sarà conseguito fatturato: 1121 aziende sarde, pari al 4,8% (media nazionale del 3,2%). Diminuirà più del 50%: 3759 aziende, pari al 16% (media nazionale del 14,8%). Diminuirà tra il 10 e il 50%: 8569 aziende, pari al 36,4% (media nazionale del 39,4%). Diminuirà meno del 10%: 1499 aziende, pari al 6,4% (media nazionale del 6,3%). Rimarrà sostanzialmente invariato: 3019 aziende, pari al 12,8% (media nazionale del 14,8%). Aumenterà fino al 10%: 204 aziende, pari allo 0.9% (media nazionale dell’1,4%). Aumenterà più del 10%: 284 aziende, pari all’1,2% (media nazionale dello 0.9%).

MISURE DI GESTIONE DEL PERSONALE DA GIUGNO 2020 A NOVEMBRE 2020. Smart working: 1661 aziende sarde, pari al 7,1% (media nazionale dell’11,1%). Riduzione delle ore: 4987 aziende, pari al 21,2% (media nazionale del 22,2%). Aumento delle ore: 580 aziende, pari al 2,5% (media nazionale dell’1,7%). Utilizzo della Cassa integrazione: 9378 aziende, pari al 39,9% (media nazionale del 41,1%). Ferie obbligatorie: 4703 aziende, pari al 20% (media nazionale del 21%). Riduzione del personale a tempo determinato (i contratti non sono stati prorogati): 2616 aziende, pari all’11,1% (media nazionale del 7,4%). Riduzione del personale a tempo indeterminato (licenziamenti): 350 aziende, pari al all’1,5% (media nazionale dell’1,3%). Rinvio delle assunzioni previste: 4242 aziende, pari al 18% (media nazionale 12,5%). Assunzione di nuovo personale: 894 aziende,  pari l 3,8% (media nazionale del 4,2%). Formazione aggiuntiva del personale: 6210 aziende, pari al 14,2% (media nazionale del 13,1%).

EFFETTI DELLO SMART WORKING. Produttività del lavoro. Aumento: 92 aziende sarde, pari allo 0,4% (media nazionale dell’1%). Nessun effetto: 1140 aziende, pari al 4,9% (media nazionale del 6,9%), Diminuzione: 429 aziende, pari all’1,8% (media nazionale del 3,2%). Costi operativi. Aumento: 396 aziende, pari all’1,7% (media nazionale del 2,4%). Nessun effetto: 1072 aziedne, pari al 4,6% (media nazionale del 7%). Diminuzione: 193 aziende, pari allo 0.8% (media nazionale dell’1,7%).

FINANZIAMENTI. Ricorso alle attività liquide nel bilancio (depositi bancari): 6667 aziende sarde, pari al 28,3% (media nazionale del 24,8%). Smobilizzo di attività non liquide (vendita di beni immobili o strumentali): 405 aziende, pari all’1,7% (media nazionale dell’1,4%). Ricorso ai margini disponibili sulle linee di credito: 4185 aziende, pari al 17,8% (media nazionale del 18%). Modifiche delle condizioni di pagamento con i clienti: 1825 aziende, pari al 7,8% (media nazionale dell’8,3%). Modifiche delle condizioni di pagamento con i fornitori: 4746 aziende, pari al 20,2% (media nazionale del 19,2%). Accensione di nuovo debito bancario (anche con garanzia pubblica): 9185 aziende, pari al 39% (media nazionale del 35,4%). Ricorso a strumenti alternativi al debito bancario (obbligazioni): 409 aziende, pari all’1,7% (media nazionale dell’1,2%). Aumento di capitale da parte della proprietà: 463 aziende, pari al 2% (media nazionale del 2,9%). Aumento di capitale da parte di finanziatori esterni: 150 aziende, pari allo 0,6% (media nazionale dello 0,1%). Imprese che hanno richiesto da giugno a novembre 2020 prestiti assistiti da garanzia pubblica: 9944 aziende, pari al 42,3% (media nazionale del 37,7%).

Qui il link con il report completo dell'Istat: https://www.istat.it/it/archivio/251618


 

Formazione del personale, arrivano i contributi pubblici 

A disposizione delle imprese i 730 milioni dal Fondo nuove competenze

anpalÈ operativo il Fondo nuove competenze, lo strumento pensato per sostenere con fondi pubblici le imprese che vogliono fare formazione per il proprio personale e adeguare i propri modelli organizzativi per affrontare l’emergenza Covid-19. Istituito con il Decreto Rilancio, ha una dotazione di 730 milioni e la sua gestione è affidata all’Anpal. La divisione Supporto per le imprese e sviluppo territoriale del Cipnes è a disposizione degli imprenditori per fornire informazioni e dare aiuto sugli aspetti tecnici per presentare la domanda. 

L’Anpal ha pubblicato l’avviso per il riconoscimento di contributi finanziari in favore di tutti i datori di lavoro privati che abbiano stipulato, per mutate esigenze organizzative e produttive dell'impresa ovvero per favorire percorsi di ricollocazione dei lavoratori, accordi collettivi di rimodulazione dell'orario di lavoro per percorsi di sviluppo delle competenze dei lavoratori entro il 31 dicembre 2020, sottoscritti a livello aziendale o territoriale dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operative in azienda.

I percorsi formativi possono essere erogati da enti accreditati (soggetti privati, università, istituti di istruzione secondaria di secondo grado, Centri per l'istruzione per adulti, Istituti Tecnici superiori, centri di ricerca accreditati dal ministero dell'Istruzione) o organizzati in autonomia dall'impresa che ha presentato domanda di contributo (se previsto dall'accordo sindacale).

L'istanza per il riconoscimento di contributo, riferito alla quota di retribuzione e contribuzione oraria sino ad un massimo di 250 ore per lavoratore e dovrà essere inviata telematicamente all’Anpal. La procedura di valutazione delle domande avviene secondo il criterio cronologico tenuto conto della completezza della documentazione. L'Anpal, a seguito di eventuale valutazione positiva, comunica l'approvazione dei percorsi formativi ed eroga il contributo attraverso il meccanismo dello sgravio contributivo operato dall'Inps e copre il costo del personale relativo alle ore di frequenza dei percorsi di sviluppo delle competenze stabiliti dagli accordi collettivi. I percorsi formativi validati, dovranno necessariamente essere realizzati entro 90 giorni dall'approvazione della domanda.


Assunzioni in Sardegna, a gennaio calo del 27% 

Il rapporto mensile di Unioncamere sui contratti previsti dalle imprese

assunzioni gennaio 2021Le aziende italiane stimano di stipulare a gennaio 346 mila contratti, il 25% in meno di quanto preventivato a gennaio 2020. Tra gennaio e marzo i nuovi contratti subiranno un calo del 23% rispetto allo stesso trimestre del 2020. E’ l’analisi del Bollettino mensile Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal; le previsioni si basano sulle interviste realizzate, nella prima settimana di dicembre, su un campione di circa 108mila imprese con dipendenti. 

Le previsioni per la Sardegna sono peggiori. Le imprese sarde prevedono di attivare 5800 contratti a gennaio (quasi il 27% in meno rispetto al gennaio 2020) e 16.500 contratti tra gennaio e marzo (il 26,% in meno rispetto al periodo gennaio-marzo del 2020). 

Il 67% dei nuovi contratti previsti in Sardegna riguarderà i servizi, il 33% l’industria. A livello provinciale, le imprese della vecchia provincia di Sassari, all’interno della quale c’è la Gallura, prevedono di attivare 1500 contratti, quasi il 26% del totale regionale. Il 36% delle assunzioni delle imprese di Sassari riguarderà operai specializzati, poco più del 33% impiegati e addetti alle vendite, poco più del 21% dirigenti, professionisti, tecnici specializzati.

A livello nazionale, arrivano primi segnali di crescita dalle costruzioni (+2,6% di contratti a gennaio e +13,3% nel trimestre) e dai servizi informatici e delle telecomunicazioni (+4,0% nel trimestre). I profili tecnici diventano la prima categoria professionale per richiesta (71mila contratti nel mese di gennaio). Subiscono un calo contenuto le professioni intellettuali, scientifiche e a elevata specializzazione (-12,4%) e gli operai specializzati (-14,9%). Fra le figure maggiormente ricercate, gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (9mila i contratti da stipulare a gennaio, il 52,6% in più dello scorso anno). Molte figure sono legate alle digitalizzazione delle imprese. Per la ripresa dopo la pandemia, servono profili che in Italia, però, scarseggiano: secondo l’analisi di Unioncamere, per le aziende sono difficili da reperire il 43% delle professioni intellettuali, scientifiche ed a elevata specializzazione, il 43,5% delle professioni tecniche e il 43,6% degli operai specializzati. 

Numericamente, a gennaio le figure più richieste dalle aziende sono quelle degli addetti alle vendite, addetti alle pulizie, addetti alla ristorazione; quelle più difficili da reperire, per mancanza di figure sul mercato, sono quelle di fonditori e saldatori, spedizionieri, rappresentanti di commercio, assicuratori, fabbri ed estetiste. 


Il porto vecchio di Olbia diventa completamente turistico 

Presentato il progetto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna

porto turisticoIl porto interno di Olbia – identificato con il molo Brin, il molo vecchio e il dente Bosazza – diventerà completamente turistico, aperto quindi solo alle barche da diporto. Il progetto per la sua realizzazione – chiamato Adeguamento Tecnico Funzionale del piano regolatore – è realizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna (l’ex Autorità portuale), titolare delle aree, e comporterà un investimento di oltre un milione di euro.

Il 22 dicembre 2020 il presidente dell’Autorità, Massimo Deiana, ha inviato l’avviso dell’Adeguamento Tecnico al comune di Olbia per “l’acquisizione della dichiarazione di non contrasto con i vigenti strumenti urbanistici e con il Puc adottato, propedeutica all’adozione da parte del Comitato di gestione portuale e per il successivo inoltro al Consiglio superiore dei Lavori Pubblici per il rispettivo parere di competenza”. Ottenuti i via libera, partiranno le opere.

“L’esigenza di procedere all’estensione della funzione nautica da diporto, già presente nella porzione settentrionale del Molo Brin, anche alla porzione meridionale dello stesso e alle banchine del Molo Vecchio nasce dalla volontà di sanare una situazione che vede tali aree utilizzate da 20 anni per l’ormeggio stagionale e saltuario di imbarcazioni da diporto - spiega l’Autorità -. Nella strategia di sviluppo della banchina sud del Molo Brin e della banchina orientale del Molo Vecchio, anche l’edificio ex officina Mameli, a oggi abbandonato e in cattivo stato di conservazione, sarà utilizzato per servizi portuali connessi alla nautica da diporto”.

Per la banchina meridionale del Molo Brin (lunga 305 metri e larga 61 metri) e per la banchina orientale del Molo Vecchio (larga 73 metri e lunga 130 metri) è prevista la realizzazione - analogamente all’altra banchina del Molo Brin già utilizzata per l’ormeggio delle imbarcazioni da diporto - di una passerella in legno dotata di tutti gli arredi necessari per consentire l’ormeggio con il sistema “a pendino” delle imbarcazioni da diporto (bitte, anelloni, corpi morti, catenaria, trappe di ormeggio e pendino) e la realizzazione di tutti gli impianti tecnici (idrico e antincendio, elettrico e di illuminazione) e dei relativi erogatori (colonnine di servizio). E’ inoltre prevista la realizzazione di un impianto per l’aspirazione delle acque nere delle imbarcazioni che verrà collocato in prossimità della testata del molo Brin.

Per la ristrutturazione del fabbricato delle ex Officine Mameli è prevista la demolizione e il completo rifacimento degli intonaci, sia all’interno che all’esterno, delle murature interne e delle pavimentazioni, di tutti gli impianti, della copertura (compresa la impermeabilizzazione), delle tinteggiature interne ed esterne e di tutti gli infissi e serramenti.

Le aree del Dente Bosazza, di larghezza pari a 26 metri e con banchine laterali lunghe 66 metri quella orientale e  58 metri quella occidentale, saranno destinate ad accogliere motovedette delle forze di Polizia, naviglio minore e diportistico.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna fa notare che -  In attesa del completamento dell’iter progettuale per la redazione del nuovo Piano Regolatore del porto di Olbia - l’attuale destinazione delle aree al traffico commerciale risulta in contrasto sia con la pianificazione del Comune di Olbia (il Puc indica quelle aree per il diporto turistico), sia con le strategie di sviluppo del complesso portuale di Olbia che hanno promosso il trasferimento di tutti i traffici commerciali nel porto industriale di Cocciani del Cipnes Gallura.

Con il nuovo progetto – spiega sempre l’Autorità – “non solo si elimina il rischio che un eventuale ripristino dei traffici commerciali in questa porzione del molo possa determinare un incremento dei possibili carichi ambientali ma si consente di contribuire alle strategie di sviluppo comunale, interpretate dal Puc, per realizzare una cerniera della porzione di competenza dell’Autorità con il lungomare cittadino al quale si innesta perfettamente”.

L’adeguamento tecnico-funzionale del molo Brin e del molo Vecchio – chiarisce sempre l’Autorità - può essere considerata pienamente compatibile anche con le strategie del Piano Regolatore Portuale, che è uno “strumento di programmazione che definisce l’ambito e l’assetto del porto, le aree destinate alle diverse attività che si svolgono al suo interno e le infrastrutture a servizio dell’attività portuale e che pianifica le ampiezze degli specchi acquei e le disposizioni di banchine e piazzali, tenendo conto delle necessità contingenti nel momento della redazione del piano e di quelle ragionevolmente prevedibili in futuro”.


 

Geovillage vincolato all'utilizzo alberghiero e sportivo

La nota di trascrizione dell'aprile 2000 per garantire il futuro del complesso

geovillageC’è tempo fino al 1 marzo 2021 per presentare la manifestazione di interesse per i beni del Geovillage realizzati nella aree cedute nel 2000 alla società Sviluppo Olbia Spa, attualmente in fallimento, e per i quali il Cipnes Gallura ha avviato la procedura di riacquisizione per la successiva riassegnazione. Si tratta di un albergo, una club house, due piscine, un palasport, campi da tennis e da calcio. I beni saranno riassegnati dal Cipnes a un nuovo investitore dopo una selezione con procedura valutativa competitiva e sono vincolati all’utilizzo turistico-alberghiero e sportivo.

Lo scopo del Consorzio è quello di assicurare, coerentemente con la sua missione istituzionale, un’utile e solida gestione d’impresa non stagionale ma continuativa per l’intero periodo annuale con adeguato standard di qualità dell’insediamento produttivo del Geovillage. Questo secondo quanto stabilito da una nota di trascrizione registrata all’Agenzia delle Entrate il 10 aprile 2000, con cui l’acquirente si impegna a utilizzare l’area del Geovillage per la “realizzazione di un complesso ricettivo, di un centro congressi e di un centro sportivo”, e con cui si prescrive che “non è consentito alla parte acquirente di cedere (anche parzialmente) o in qualsiasi modo sostituire se stessa, nel godimento dell’immobile acquistato, senza previo esplicito consenso scritto del Consorzio col quale, al fine di garantire la destinazione industriale dell’immobile e la propria capacità tecnico-finanziaria, l’impresa subentrante dovrà instaurare nuovi rapporti sulla medesima base, anche economica, di quelli contenuti nel presente contratto”. Questi nello specifico i beni oggetto della riacquisizione da parte del Cipnes.

Albergo. E’ formato da tre piani, più uno interrato per l’autorimessa. Il primo piano è composto da hall, 19 camere, ristorante, bar, centro congressi, ludoteca, negozi e uffici amministrativi. Il secondo piano è composto da 68 camere. Il terzo piano da 70 camere. Complessivamente le camere sono 157. E’ presente una piscina e un bar a suo servizio.

Club House. E’ formata da diversi piani. Il piano interrato, suddiviso in due corpi, è composto da depositi, magazzino, spogliatoi. Il piano terra è formato da ristorante, sala fitness, area acque-fanghi-massaggi, uffici, portici, patii, passerella in legna. Il primo piano è composto da 34 camere.

Piscina. L’area è composta da due piscine, una interna, l’altra esterna.

Palasport, campi da tennis e campi da calcio. I beni consistono nel palazzetto dello sport, più i servizi annessi, nei campi da tennis - alcuni in terra, altri in GreenSet - e nei campi di calcio a 8 a e a 11.

Le manifestazioni di interesse per il complesso del Geovillage dovranno pervenire al Cipnes Gallura entro il 1 marzo 2021 tramite pec all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Qui tutta la documentazione https://bit.ly/2KR5AWP

Sovvenzioni a fondo perduto agli autotrasportatori 

Dalla Regione un aiuto per il calo del fatturato nei collegamenti con la Penisola

autotrasportatoriL’assessorato regionale ai Trasporti ha approvato un avviso per la concessione di sovvenzioni a fondo perduto per gli autotrasportatori sardi la cui attivitàdi movimentazione merci si svilluppa nei collegamenti da e per la Sardegna e che hanno registrato perdite tra il 1 marzo e il 30 giugno del 2020 rispetto allo stesso periodo del triennio precedente. Il provvedimento intende compensare il blocco dei servizi imposto dalle misure di contenimento del Covid e le domande per ottenere gli aiuti possono essere presentate dal 18 gennaio al 20 febbraio. L’Agency del Cipnes Gallura, nel cui distretto produttivo le aziende della logistica pesano per l’8%, la seconda quota più alta, è a disposizione degli imprenditori per fornire supporto e assistenza. 

Vediamo alcuni dei requisiti necessari per poter richiedere le sovvenzioni, sulla base dell'articolo 34 della legge regionale 22/2020. Le aziende devono essere regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese; essere iscritte all’albo nazionale degli autotrasportatori; avere almeno una sede operativa in Sardegna e svolgere attività nei collegamenti da e per la Sardegna; aver prodotto ricavi da vendite o prestazioni di servizi nei tre esercizi precedenti l’anno 2020; non essere state destinatarie, nel triennio antecedente la presentazione della domanda di sovvenzione, di provvedimenti di revoca totale di agevolazioni concesse dalla Regione Sardegna.

I sussidi saranno connessi per il numero dei mezzi totali imbarcati vuoti, eccedenti la media del triennio precedente per il medesimo periodo di osservazione, per i quali è possibile richiedere la sovvenzione. Il triennio precedente coincide con il triennio 2017-2019; il periodo di osservazione nel quale si è verificato lo squilibrio: quadrimestre 1° marzo-30 giugno 2020; la tariffa media riconosciuta per i mezzi imbarcati vuoti pari a 350 euro. 

L’agevolazione può essere richiesta con i “de minimis” del regolamento UE o con il regime del quadro temporaneo d’aiuti della Commissione europea; la prima è vincolata alla soglia prevista nel triennio di riferimento per un importo massimo di 100 mila euro, la seconda per una soglia massima pari a 800 mila euro, entro il periodo di vigenza attualmente fissato 30 giugno 2021.

Ai fini della ricevibilità della domanda l’impresa proponente dovrà avvalersi dell’utilizzo del sistema informatico SIPES della Regione Sardegna  raggiungibile al seguente indirizzo  https://sipes.regione.sardegna.it , fatta salva la possibilità di inoltrare la domanda a mezzo pec ai seguenti indirizzi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. esclusivamente nel solo caso in cui si verifichi un comprovato disservizio tale da non rendere possibile l’utilizzo del sistema informatico SIPES.


 

Recovery Plan, 27 miliardi per le imprese

Gli investimenti programmati per le PMI e la digitalizzazione

recovery 2Il Piano italiano per la ripresa dell’economia, chiamato Next Generation Italia e da realizzare dal 2021 al 2026, avrà una dotazione di 196,5 miliardi in arrivo dall’Unione Europea sotto forma di prestiti e di sovvenzioni a fondo perduto, secondo la bozza in votazione stasera nel Consiglio dei Ministri. Per le imprese – alla voce Digitalizzazione, innovazione, competitività del sistema produttivo – saranno destinati 26,7 miliardi, di cui 19 miliardi per Transizione 4.0, 4,2 miliardi per banda ultralarga e 5G, 3,3 miliardi per le connessioni veloci e 2 miiardi politiche industriali di filiera e internazionalizzazione.

Per il sistema delle imprese, per il quale sono previsti incentivi per agevolare la transizione digitale e verde, il Piano prevede di “stimolare la domanda di investimenti privati in beni strumentali per favorire sia la trasformazione digitale delle imprese che il necessario ammodernamento di macchinari e impianti in un’ottica di efficientamento produttivo ed energetico” e “sostenere prodotti e processi innovativi attraverso una misura dedicata alle attività di ricerca e sviluppo che portano all’adozione di soluzioni nuove per il settore o mercato di riferimento”. 

“Il nuovo progetto Transizione 4.0 prevede misure pluriennali per favorire la pianificazione delle strategie di investimento delle imprese – è scritto nella bozza del Piano italiano - . Introduce significativi potenziamenti, sia in termini di aliquote e massimali delle agevolazioni, sia in termini di semplificazione e accelerazione delle procedure di erogazione del vantaggio fiscale. L’estensione degli investimenti agevolabili, che a partire dal 2021 includono un bacino più ampio di beni strumentali immateriali, dovrebbe consentire il coinvolgimento maggiore delle piccole imprese”.

Il progetto si basa su un credito d’imposta articolato per spese in beni strumentali (materiali e immateriali 4.0), e per investimenti in ricerca e sviluppo, nonché in processi di innovazione e di sviluppo orientati alla sostenibilità ambientale e all’evoluzione digitale.

Sempre in favore delle piccole imprese, il Piano prevede un bacino più ampio di beni strumentali immateriali agevolabili e meccanismi semplificati e accelerati di compensazione dei benefici maturati per le aziende con fatturato annuo inferiore ai 5 milioni di euro. La possibilità di fruizione immediata del credito potrebbe favorire maggiori investimenti da parte delle PMI.

Uno specifico finanziamento di 180 milioni viene attribuito alle infrastrutture digitali per le filiere agroalimentari nelle regioni meridionali.


 

Il Cipnes riacquisisce il Geovillage per il suo rilancio

Invito agli investitori per presentare le manifestazioni di interesse

geoIl Cipnes ha avviato la procedura per la riacquisizione delle aree e delle strutture del Geovillage a Olbia, a suo tempo cedute alla società Sviluppo Olbia Spa attualmente in fallimento, e per lasuccessiva riassegnazione a un imprenditore, o gruppo di imprenditori, attraverso una selezione con proceduta valutativa competitiva. Le manifestazioni di interesse per il Geovillage dovranno pervenire al Cipnes entro il 1 marzo 2021 tramite pec all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. I beni andranno gestiti  dal nuovo investitore con l’attuale funzione produttiva di carattere turistico-alberghiero e sportivo. L’esproprio riguarderà una superficie di 18 ettari (di cui 6 di verde attrezzato) con una superficie coperta di 26 mila metri quadri per un volumetria edificata complessiva di circa 147 mila metri cubi.

La decisione del Cipnes, assunta sulla base della propria missione istituzionale e alla luce delle esigenze manifestate dalle associazioni sportive del territorio, è stata dettata dalla volontà di salvaguardare, rilanciare e valorizzare il grande patrimonio sportivo e sociale del Geovillage che - con un albergo, campi da tennis, campi da basket e volley, centri benessere, bar, ristoranti e aree verdi - ha notevolmente arricchito l’offerta del distretto produttivo di Olbia. È una scelta che rappresenta perfettamente l’esigenza di aprire il nuovo anno, dopo le grandi difficoltà del 2020 per la pandemia, con un segnale di forte speranza e ottimismo a favore delle iniziative imprenditoriali, dell’occupazione e del potenziamento della destinazione Gallura. 

Ecco, nel dettaglio, in che cosa consiste l’invito a presentare la manifestazione di interesse. Il Cipnes ha avviato la procedura amministrativa per la (ri)acquisizione dell’insediamento produttivo del Geovillage [comma 4 dell’art. 63 della legge n. 448 del 1998 («provvedimenti per favorire lo sviluppo industriale»]. Il Cipnes espropriò quei terreni per pubblica utilità e poi li cedette in via agevolata  [ex art. 53, comma 7, del DPR 218/78] alla società Sviluppo Olbia Spa, attualmente in fallimento,con convenzione amministrativa stipulata il 31 marzo 2000, per essere vincolati all’insediamento e allo svolgimento di servizi ricettivi, sportivi e altre iniziative imprenditoriali di utilità sociale nell’ambito del distretto consortile di Olbia pianificato, infrastrutturato e gestito dal Cipnes per favorire l’impianto e l’espansione della produzione industriale, commerciale, artigianale e dei servizi di pubblica utilità [legge regionale n. 10/2008, dell’art. 50 e s.s. del DPR 218/78 e dell’art. 36 della legge n. 317/1991].

La (ri)acquisizione immobiliare da parte del Cipnes - giustificata dall’intervenuto fallimento della Sviluppo Olbia spa e quindi dalla cessazione della peculiare attività imprenditoriale di valenza socioeconomica e di quella similare transitoriamente perseguita dall’affittuaria di ramo d’azienda Real Effegi Srl  - è finalizzata alla (ri)assegnazione (risolutivamente condizionata) del compendio immobiliare a qualificato operatore economico da selezionarsi, interessato a svolgervi continuativamente attività produttiva  conformemente ai vincolanti usi di pubblica utilità nel settore dei servizi ricettivi, sportivi e socio-ricreativi. Questo avverrà sulla base di un prezzo corrispettivo di trasferimento a favore dell’investitore prescelto, relativamente  alle edificazioni e ai fabbricati costruiti dalla cessionaria fallita Sviluppo Olbia Spa, corrispondente al valore stimato da perito indipendente, decurtato degli eventuali contributi pubblici attualizzati ricevuti dalla cessionaria Sviluppo Olbia Spa in fallimento per la realizzazione e l’esercizio dell’insediamento produttivo, oltre che sulla base del prezzo attualizzato sostenuto dalla esproprianda cessionaria per l’acquisizione (risolutivamente condizionata) dei terreni da essa edificati produttivamente [comma 3, art. 63, L. 448/98].

Gli investitori interessati all’acquisizione degli immobili e degli edifici sono invitati ad inoltrare al Cipnes formale manifestazione di interesse qualora siano inpossesso dei requisitidi ordine generale per contrattare con organismi pubblici [art. 80 del d.lgs. n. 50/2016 (codice contratti pubblici] nonché dei necessari requisiti professionali, implicanti una pluriennale esperienza ed affidabilità imprenditoriale e di management nella conduzione di similari strutture ricettivo-alberghiere e di impianti per servizi sportivi, ricreativi, e di utilità sociale, oltre che capacità  e solidità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa. Tutto questo per assicurare una utile e solida gestione d’impresa non stagionale ma continuativa per l’intero periodo annuale con adeguato standard di qualità dell’insediamento produttivo del Geovillage. 

Qui l'avviso con tutta la documentazione https://bit.ly/2KR5AWP


 

Al via la manutenzione del distretto produttivo di Olbia

Finanziamento regionale al Cipnes per la viabilità e la sicurezza idrogeologica

mappa interventi cipnesSu richiesta dei Consorzi industriali, la Regione Sardegna ha finanziato una serie di progetti infrastrutturali per le sei aree di sviluppo regionale. L’importo totale dell’investimento è di 12 milioni di euro. Al Cipnes Gallura sono stati destinati 2 milioni 279 mila euro, con i quali l’ente potenzierà il distretto produttivo di Olbia: rifarà il manto stradale di 10 vie, realizzerà una nuova rotatoria e costruirà una condotta delle acque bianche per la sicurezza idrogeologica. 

Il Cipnes ha richiesto i finanziamenti per lo stato di degrado in cui si trova attualmente la rete viaria dell’area industriale, a causa dell’intenso flusso veicolare di mezzi pesanti (e non)  proveniente dal centro di Olbia, in ingresso e uscita dai porti e dalla circonvallazione. Questo sta creando disagi sia al comfort di viaggio degli utenti, sia alla loro sicurezza. E’ stato registrato un aumento del numero degli interventi di manutenzione straordinaria per lo spazzamento meccanico e la riparazione di giunti e buche. Inoltre si è verificata la rapida usura del tappetino e la rottura o allentamento dei serraggi dei giunti di alcuni viadotti, che sono stati prontamente sostituiti. Vediamo nel dettaglio gli interventi, che saranno realizzati in tre mesi (nella foto la mappa dei lavori).

Manutenzione straordinaria della viabilità. L’intervento consiste nella scarifica e nel rifacimento della pavimentazione stradale delle seguenti vie: via Mincio, via Israele, via Congo, via Arabia Saudita, via Namibia, via Niger, via Uganda, via Ruanda, via Indonesia tratto est, via Indonesia tratto ovest, via Guinea. Il Cipnes realizzerà il nuovo strato, dopo la scarifica parziale o totale della pavimentazione esistente. Lo strato d’usura sarà costituito da un "conglomerato bituminoso modificato a tessitura ottimizzata”, impastato a caldo con bitume modificato di tipo Hard. Alla miscela di aggregati verrà aggiunto un modificante fisico strutturale e una microfibra in cellulosa-sintetica da recupero come stabilizzante del legante bituminoso nel conglomerato. Lo spessore medio minimo del tappetino sarà di 4 centimetri.Nelle vie interessate dall'intervento, il Cipnes rifarà anche la segnaletica orizzontale.

Messa in sicurezza idrogeologica della viabilità. Il Cipnes realizzerà una condotta delle acque bianche in via Arabia Saudita. Attualmente l’area dell’intervento, con molte attiività produttive presenti, è servita da un sistema di smaltimento composto da una condotta del diametro di 600 millimetri dove vanno a confluire una serie di caditoie esistenti lungo la viabilità. A seguito del notevole incremento delle utenze e dopo uno studio approfondito, il Cipnes ha ritenuto necessaria la realizzazione di una nuova condotta in sostituzione di quella esistente a partire dal pozzetto presente nell’intersezione con la via Congo percorrendo tutta via Arabia Saudita e andando a scaricare sulla condotta esistente situata lungo via Corea. La condotta verrà realizzata in Pead corrugato.

Nuova rotatoria. Il Cipnes realizzerà una nuova rotatoria in via Niger e via Namibia per il collegamento tra via Ruanda e via Niger, rendendo così più scorrevole il traffico all'interno del distretto produttivo. Verrano realizzate opere di sistemazione a verde delle aiuole spartitraffico e dell’isola centrale.


 

"L'università di Olbia è un'eccellenza da esportare"

Intervista al nuovo Magnifico Rettore Mariotti: "Sosteniamo la Gallura, ma mi aspetto proposte di alta qualità"

mariottiAppena eletto, il Magnifico Rettore dell’Università di Sassari, Gavino Mariotti, ha compiuto delle azioni che caratterizzano le sue idee: è andato nei territori e ha incontrato le istituzioni per capire di che cosa hanno bisogno. Perché il suo obbiettivo strategico è quello di essere un manager al servizio della comunità. Una filosofia radicalmente innovativa di cui anche Olbia e la Gallura potranno beneficiare.Abbiamo intervistato il Magnifico Rettore per farci spiegare che cosa intenda fare.

“Sto ascoltando gli stakeholder per garantire un rapporto forte fra l’Università e il territorio, ma soprattutto per garantire al territorio che i nostri studenti acquisiscano conoscenze e competenze che servono all’economia - ha risposto il Rettore - . Il nostro obbiettivo è comprendere le esigenze del mondo del lavoro, e fornire le necessarie professionalità. Allo stesso tempo,  con i miei incontri voglio capire come il territorio intende porsi con l’università. Chiedo che tutti presentino indicazioni all’Università perché possa organizzare la sua offerta formativa in base alle esigenze della Sardegna”.

Il nuovo rettorechiarisce perfettamente che cosa significhi essere comunità. “Non siamo l’università della città di Sassari, ma l’Università di Sassari, senza confini amministrativi - ha spiegato -. Il nostro perimetro naturale è la Sardegna: siamo forti in Sardegna ma aperti all’Italia e all’Europa. Noi teniamo conto di varie esigenze, di vari territori. Nuoro città e tutta la provincia, Alghero, Oristano, Olbia e la Gallura. Ai sindaci e al presidente della Regione Sardegna offriamo non solo didattica e ricerca ma anche il ruolo di progettisti della crescita e dello sviluppo della Sardegna. Anche per il Recovery Plan: siamo in campo non per i finanziamenti ma per concorrere a disegnare progetti. Ho incontrato i sindaci di Alghero, Nuoro, Arzachena, Porto Torres, Olbia e con tutti cerco di tracciare un’azione comune. Siamo un’istituzione attenta alla realtà. Abbiamo 10 Dipartimenti, 10 grandi professionalità. Due di questi, Agraria e Veterinaria, sono unici in Sardegna; Architettura lo è in parte. La nostra offerta formativa è ricca in tutti i campi”.

Qualche giorno fa il Rettore era a Olbia per incontrare il sindaco Settimo Nizzi e il presidente del Consorzio UniOlbia Aldo Carta. Era in corso l’assemblea di UniOlbia, di cui il Cipnes è membro fondatore. Sono emerse alcune novità. Gli uffici all’Expo di Olbia, che sarà la sede amministrativa e istituzionale di UniOl ia, saranno pronti entro febbraio 2021. Le aule dell’ex Sep a Olbia saranno pronte entro gennaio 2021. Per le aule dell’ex Upim i lavori sono stati finanziati e partiranno presto. Per Olbia l’Università e l’Ersu hanno in programma di costruire anche degli alloggi per gli studenti.

“L’Università a Olbia è un grande esempio delle cose fatte bene - ha detto il Rettore -. I miei colleghi che hanno operato a Olbia hanno fatto un lavoro di eccellenza a livello nazionale. Hanno svolto un grosso lavoro non solo sotto il profilo della didattica ma anche sotto quello umano. Si sono integrati in città, ne hanno condiviso le esigenze, l’hanno aiutata. La Disea ha portato il corso di laurea di Olbia a essere un modello organizzativo da esportare. Sono molto contento di questa eccellenza, e se uso la parola eccellenza lo faccio con piena consapevolezza e con rigore. Il lavoro continuerà con UniOlbia. Siamo sempre pronti a cogliere tutte le sollecitazioni. Con il Mater Olbia siamo impegnati a sincronizzare un’azione comune per la salute ai cittadini. Noi ci prepariamo a sostenere tutte i progetti che la Gallura ci vorrà proporre, ma ci aspettiamo proposte di alta qualità”.