Partiti i lavori nelle strade dell'area produttiva del Cipnes

Dureranno 30 giorni. L'intervento è stato finanziato dalla Regione

mappa lavori strade 2020Sono cominciati oggi i lavori per la viabilità dell’area produttiva di Olbia del Cipnes Gallura. Le opere - che saranno eseguite in 30 giorni - prevedono la scarifica e il rifacimento della pavimentazione stradale nelle seguenti strade (come è visibile nella cartina): via Angola (area intervento 1), via Mincio tratto nord (1), via Madagascar e traverse (area intervento 2), viale Italia e relative rotatorie (3), rotonda Europa e rampe di collegamento (area intervento 4). Verrà anche rifatta la segnaletica orizzontale, ormai scarsamente visibile.

Gli interventi sono stati finanziati dalla Regione Sardegna con la delibera della giunta 11/09 del 11 marzo 2020 per un importo a base di gara di 706.551,86 (di cui 689.592,79 per lavori soggetti a ribasso e 16.959,79 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso d’asta).

lavori strade 2

L’appalto se l’è aggiudicato il 6 maggio 2020 la società Vitali spa che ha praticato il ribasso del 37,6 per cento corrispondente all’importo di 447.264,97 euro. 

In attesa di un ulteriore finanziamento regionale che avrà come oggetto la manutenzione e la messa in sicurezza dell’intera rete viaria dell’agglomerato, il Cipnes Gallura aveva richiesto da circa due anni di poter utilizzare economie di spesa finalizzate proprio a interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della viabilità, fortemente degradata per l’intenso traffico dei veicoli pesanti in entrata e in uscita dai porti, causa di disagi e incidenti. L’assessorato regionale ai Lavori Pubblici ha valutato positivamente la richiesta del Cipnes, che – una volta ottenuto il via libera – ha proceduto all’appalto dei lavori in via d’urgenza.


 

In Gallura il 27% in meno di assunzioni di tutta la Sardegna

Report di Aspal e Camera di Commercio sul Coronavirus. Olbia arriva a 110 mila abitanti in estate

report camera commercio 2020L'importanza strategica di Olbia e della Gallura per l’economia e l’occupazione della Sardegna emerge da due distinti studi recentemente pubblicati – uno dell’Aspal, l’altro della Camera di Commercio di Sassari –  sugli effetti prodotti nell’Isola dal Coronavirus.

L’Aspal della Sardegna, l’agenzia per le politiche attive del lavoro, ha analizzato il calo delle assunzioni tra il 2020 e il 2019 nel periodo compreso tra il 19 febbraio e il 5 maggio. Nel 2019 le assunzioni – a tempo determinato, a tempo indeterminato, apprendistato, parasubordinato, intermittente – erano state 70 mila (70.671, per la precisione). Nello stesso periodo del 2020 sono state quasi 42 mila in meno.

Il settore maggiormente colpito è stato quello del turismo e l’area più penalizzata è stata quella del nord-est della Sardegna. La Gallura nel 2019 aveva assicurato il 21% di tutte le assunzioni della Sardegna. In particolare l’area di Olbia – compresi i comuni di Santa Teresa, La Maddalena, Palau, Arzachena, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, San Teodoro, Budoni – aveva garantito il 19,2% delle assunzioni tra il 19 febbraio e il 5 maggio. L'area di Tempio, l'1,9%. In termini assoluti, i contratti sottoscritti a Olbia erano stati 13.601. Al secondo posto, nell’Isola, c’era Cagliari con 11.093 contratti. Nello stesso periodo del 2020, invece, ci sono stati quasi 42 mila contratti di lavoro in meno in tutta la Sardegna (41.823, per l’esattezza) e di questi 10.417 nella zona di Olbia e degli altri Comuni costieri della Gallura e 788 nella zona di Tempio. In Gallura si registra il 26,7% del calo dei contratti di tutta la Sardegna. 

Solo nel settore degli alberghi e dei ristoranti, per quanto riguarda tutta la Sardegna, sono stati firmati 18 mila contratti in meno. Gli effetti del Coronavirus, dunque, hanno danneggiato in modo particolare l’economia della Gallura, ma, in modo indiretto, di tutta la Sardegna: molti lavoratori che trovano un posto nel nord est della Sardegna arrivano da tutta l’Isola.

Il ruolo importante di Olbia e della Gallura per l’economia sarda viene evidenziato anche in un report della Camera di Commercio di Sassari che analizza le perdite economiche che ha causato il Coronavirus, con la divisione tra aziende sospese e attive. Lo studio riporta – basandosi sui dati Istat - che le unità locali sospese a Olbia sono 3082 (pari al 54% del totale) e quelle attive 2603 (46%). Gli addetti delle attività sospese sono 7541 (pari al 425) e quelli delle attività attive sono 10.427 (pari al 58%).

Un dato significativo è quello sulla crescita della popolazione determinata dall’arrivo dei turisti. La Camera di Commercio spiega che Olbia, che ha 60.731 residenti, passa a quasi 100 mila a giugno, a oltre 108 mila a luglio, a quasi 110 mila ad agosto e a quasi 100 mila a settembre. Gli effetti del Coronavirus colpiscono principalmente il turismo e la Camera di Commercio quantifica quanto questi incidano sul settore dei Servizi, stimando la flessione del fatturato a partire da marzo (mese considerato per 2/3).

Per le aziende di Olbia, tra marzo e aprile il calo è di 61,4 milioni di fatturato (-3,4%); tra marzo e maggio di 104,7 milioni (-5,95), tra marzo e giugno di 153,1 milioni (-8,6%), tra marzo e luglio di 205,7 milioni (-11,5%). Consistente anche il crollo del fatturato del settore industriale, secondo l’analisi della Camera di Commercio: -26,3 milioni (-5.4%) tra marzo e aprile, - 44,8 milioni (-9.3%) tra marzo e maggio, -65,5 milioni (-13,6%) tra marzo e giugno e 88 milioni (-18,2%) tra marzo e luglio. Interessante il dato sulla produzione annua.

La Camera di Commercio indica per i servizi un fatturato di 1 miliardo 800 milioni per Olbia e di 480 milioni per Arzachena e per l’industria di 482 milioni per Olbia e di 87 milioni per Arzachena.


 

Incentivi regionali per le assunzioni dal 2019 al 2022

Un bonus alle aziende per l'occupazione di giovani, donne e disoccupati 

operaiUn contributo regionale alle imprese sarde che assumono under 35, disoccupati e donne oltre i 35 anni, con incentivi da 1200 euro a 16.000 euro e copertura di un anno. È la misura a sostegno dell’occupazione chiamata “T.V.B. Bonus Occupazionali” che finanzierà le assunzioni dal 1 ottobre 2019 fino al 2022. 

L'Agency di sviluppo territoriale del Cipnes Gallura è a disposizione per fornire informazioni e supporto su un intervento destinato a tutte le imprese titolari di partita Iva (a eccezione di quelle di pesca e acquacoltura, produzione primaria di prodotti agricoli). E' possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare il numero 0789.597125.

L’incentivo consiste in un contributo finanziario concesso dalla Regione Sardegna la cui intensità e durata varia in base alla tipologia contrattuale attivata dall'impresa (tempo determinato 12 mesi o tempo indeterminato), alla retribuzione mensile lorda, e alla tipologia di destinatario assunto (con particolare riferimento ai soggetti svantaggiati, molto svantaggiati o disabili).


Potranno beneficiare del contributo le aziende che hanno fatto assunzioni a partire dal 1 ottobre 2019 fino al 21 gennaio 2022. Chi ha fatto assunzioni dal 1 ottobre  2019 al 31 gennaio 2020 dovrà presentare la domanda entro il 31 luglio 2020. 

Due sono le possibilità per le assunzioni fatte dopo il 1 febbraio 2020.

La prima: qualora il termine finale di presentazione della domanda (ossia l'ultimo giorno del mese successivo alla data di assunzione) cada in una data antecedente al 31 luglio 2020 tale termine è prorogato al 31 luglio 2020. La seconda: qualora il termine finale di presentazione delle domande cada in una data successiva al 31 luglio 2020, le domande dovranno essere presentate "entro l'ultimo giorno del mese successivo alla data di assunzione".

L'incentivo può variare da un minino di 1.200 euro a un massimo di 16.000 euro a seconda della fascia di retribuzione e della tipologia di assunzione a tempo determinato/indeterminato. 

Se invece il destinatario dell'assunzione è un soggetto disabile, l'entità dell'incentivo varia da un minimo di 1.800 euro a un massimo 24.000 euro anche in questo caso calcolati in base alla fascia di inquadramento retributiva e alla tipologia contrattuale determinato/indeterminato.

La procedura di caricamento e presentazione della domanda sarà gestita attraverso il Sistema Informativo del Lavoro (SIL) sull’apposito portale www.sardegnalavoro.it

Maggiori informazioni sulla misura a questo indirizzo: https://bit.ly/3dqtQba 


Cipnes al lavoro nei suoi 10 ettari di verde pubblico

L'obbiettivo strategico è la riconversione in area produttiva ecologicamente attrezzata

Gli operai del Cipnes Gallura sono al lavoro per la manutenzione delle aree verdi, estese per 10 ettari, della zona industriale di Olbia.

Il Cipnes svolge infatti due importanti funzioni. Da una parte, gestisce le aree del verde attrezzato e di quelle a fruizione collettiva. Dall’altra, esegue la progettazione e la realizzazione dei nuovi parchi e delle aree a verde standard di sua competenza.

La sostenibilità ambientale è una delle mission del Cipnes: la salute, la sicurezza e l'ambiente hanno assunto un ruolo centrale nelle politiche dello sviluppo delle aree produttive e industriali e il consorzio si fa interprete convinto e attivo di questo nuovo corso. In questa ottica, per il Cipnes è prioritaria e strategica la riconversione della propria area industriale in Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA).

L’obbiettivo è quello di favorire e supportare l’insediamento ecologicamente sostenibile di nuove attività produttive in Gallura. Il Cipnes assicura una maggiore e permanente attenzione verso tutte le matrici ambientali, attua i principi di ecoefficienza e sostenibilità ambientale e garantisce una governance improntata su una gestione integrata delle tematiche ambientali, sanitarie e della sicurezza dell’intera area produttiva consortile.

In sintesi, gli obbiettivi del Cipnes sono i seguenti: perseguire prestazioni ambientali superiori rispetto alla somma dei benefici ottenibili dall’ottimizzazione dei processi produttivi di ciascuna impresa insediata; generare benefici socioeconomici e competitivi per le imprese che operano all’interno delle aree consortili; creare un’alleanza tra le imprese insediate coinvolgendole in un meccanismo virtuoso nell’essere competitive fornendo qualità a tutta la filiera produttiva insediata; avviare un’azione di marketing e di attrattiva su cui fondare il miglioramento dell’immagine e della reputazione dell’area grazie alla qualifica APEA; creare le condizioni per generare risparmi sui costi per le aziende insediate, migliorare la tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza dei lavoratori, quindi, favorire appetibilità ed attrattività verso le nuove aziende che si vorranno insediare nell’area CIPNES APEA; progettare e realizzare infrastrutture di produzione e distribuzione energetica da fonti rinnovabili nell’area industriale consortile quali piste ciclabili con copertura fotovoltaica, biometano da recupero rifiuti urbani ed organici, solare termodinamico

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 L'Agency del Cipnes al lavoro per le imprese

"Vi aiutiamo sui prestiti regionali per il turismo"

IMG 2175L’Agency di sviluppo territoriale del Cipnes Gallura è al lavoro per aiutare le imprese che intendono ricorrere ai finanziamenti e ai prestiti, sia nazionali che regionali, per contrastare gli effetti del Coronavirus.

Ideata come attività di supporto alla creazione, innovazione, aggregazione e internazionale delle aziende, l’Agency sta analizzando la legge regionale numero 8 del 9 marzo con cui vengono concessi prestiti chirografari alle attività sarde della filiera turistica. Il suo staff è a disposizione di tutti gli imprenditori per fornire assistenza e informazioni (chiamare il numero 0789.597125 o mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

I prestiti, per cui la Regione Sardegna ha già pubblicato l’avviso, sono rivolti alle micro imprese (meno di10 addetti e meno di 2 milioni di fatturato) e alle piccole imprese (meno di 50 addetti e di 10 milioni di fatturato) del turismo (* i relativi codici Ateco delle attività finanziabili sono in fondo all’articolo)

L’aiuto pubblico a sostegno dell'economia turistica sarda ha l'obiettivo di garantire la disponibilità di liquidità finanziaria e preservare la forza lavoro delle aziende.

Il prestito consiste in un finanziamento a tasso zero, con un periodo di restituzione ripartito in 72 mesi di cui 24 mesi di preammortamento. Non sono previste garanzie reali e/o personali.

L'importo ammissibile varia da un minimo di 30 mila euro sino a un massimo di 70 mila euro, calcolato in base al costo presunto degli addetti per il 2020 (che deve essere almeno pari o superiore al medesimo costo medio nel triennio precedente) e a seconda del regime di aiuto prescelto dall'impresa ai sensi dei Regolamenti UE 1407/2013 e 651/2014 della Commissione.

Il finanziamento della Regione Sardegna viene erogato a sportello: le domande verranno esaminate secondo l'ordine cronologico di presentazione. Le domande possono essere presentate dalle ore 9 del 29 aprile fino al 31 luglio 2020.

La procedura di caricamento e presentazione della domanda sarà gestita attraverso il Sistema Informativo del Lavoro (SIL) sul portale www.sardegnalavoro.it. Le imprese potranno effettuare la registrazione o accedere direttamente, qualora siano già registrate, utilizzando le credenziali d’accesso. La richiesta da compilare è denominata "Domanda di Finanziamento per l'accesso e il sostegno alla liquidità".

* Elenco codici Ateco finanziabili

47.78.32 Commercio al dettaglio di oggetti d'artigianato

49.32.20 Trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente

50.10.00 Trasporto marittimo e costiero passeggeri "Traffico locale"

55.10.00 Alberghi

55.20.10 Villaggi turistici

55.20.20 Ostelli della gioventù

55.20.51 Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast

55.20.52 Attività di alloggio connesse alle aziende agricole

55.30.00 Aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte

56.10.11 Ristorazione con somministrazione

56.10.12 Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole

56.10.30 Gelaterie e pasticcerie

56.10.41 Gelaterie e pasticcerie ambulanti

56.10.42 Ristorazione ambulante

56.30.00 Bar e altri esercizi simili senza cucina

77.11.00 Noleggio di autovetture ed autoveicoli leggeri

77.21.01 Noleggio di biciclette

77.21.02 Noleggio senza equipaggio di imbarcazioni da riporto (inclusi i pedalò)

77.21.09 Noleggio di altre attrezzature sportive e ricreative

77.34.00 Noleggio di mezzi di trasporto marittimo e fluviale

79.11.00 Attività delle agenzie di viaggio

79.90.19 Altri servizi di prenotazione ed altre attività di assistenza turistica non svolte delle agenzie di viaggio

79.90.20 Attività delle guide e degli accompagnatori turistici

91.02.00 Attività di musei

91.03.00 Gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili

93.21.00 Parchi di divertimento e parchi tematici

93.29.20 Gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali

49.39.09 Altri trasporti terrestri di passeggeri inca


 

 

Gallura, il reddito pro capite è di 15 mila euro

I dati del ministero dell'Economia sul 2018. Segno più per gli imprenditori

olbiaIl ministero dell’Economia ha pubblicato, giorni fa, le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi del 2018, gli ultimi disponibili e quindi precedenti alla crisi causata dal Coronavirus. È così possibile fotografare una parte importante dell’economia della Gallura, una delle aree più dinamiche della Sardegna con le sue 19 mila imprese attive, di cui 537 nell’area industriale del Cipnes Gallura.

Il numero totale di contribuenti Irpef della Gallura (intesa qui come l’insieme dei 26 Comuni della ex Provincia) è di 109 mila (per la precisione 108.693) e il reddito pro capite medio è di 15 mila euro (15.174, per l’esattezza).

Il maggior numero dei contribuenti è a Olbia (39.823), Arzachena (9428), Tempio (9366) e La Maddalena (7745). Il reddito pro capite più alto è a Golfo Aranci, pari a 18.754 euro; al secondo posto c’è La Maddalena, con 18.375 euro; al terzo Olbia, con 17.715 euro; al quarto Arzachena, con 17.618 euro; al quinto San Teodoro, con 17.071 euro.

I redditi per tipologia. I redditi dei galluresi da lavoro dipendente sono 61.025, quelli da fabbricati sono 41.631, quelli da pensione sono 31.940, quelli da partecipazione (in società di persone) sono 6134, quelli degli imprenditori (imprese individuali) sono 5427, quelli dei lavoratori autonomi sono 1770.

Il ministero dell’Economia, attraverso il Dipartimento delle Finanze, fa una doverosa precisazione: “E’ opportuno ribadire che per “imprenditori” nelle dichiarazioni Irpef si intendono i titolari di ditte individuali, escludendo pertanto chi esercita attività economica in forma societaria; inoltre la definizione di imprenditore non può essere assunta come sinonimo di “datore di lavoro” in quanto la gran parte delle ditte individuali non ha personale alle proprie dipendenze”. I redditi degli imprenditori, con dipendenti, saranno forniti a giugno.

Il reddito medio per categoria. Ora analizziamo i redditi dei galluresi in base alla categoria. I redditi dei 1770 autonomi galluresi ammontano a 67.895.312 euro: il reddito medio è di 38.358. I redditi degli imprenditori (titolari di ditte individuali) ammontano a 100.347.761 euro: il reddito medio dei 5427 contribuenti è di 18.490 (i contribuenti erano 4439 nel 2017). I redditi da lavoro dipendente ammontano in Gallura a 1 miliardo: il reddito medio dei 61.025 contribuenti è di 16.461 euro. I redditi degli imprenditori con partecipazione in società di persone ammontano a 81.625.207: il reddito medio dei 6134 contribuenti è di 13.307 euro.

I redditi per fascia. I contribuenti galluresi che dichiarano da 0 a 10 mila euro all’anno sono 37.690, quelli da 10 mila a 15 mila sono 17.411, quelli da 15 mila a 26 mila sono 30.779, quelli da 26 mila a 55 mila sono 17.176, quelli da 55 mila a 75 mila sono 1582, quelli da 75 mila a 120 mila sono 1145 e quelli oltre i 120 mila sono 440.

Confronto con il 2017. Come Cipnes Gallura abbiamo messo a confronto le dichiarazioni Irpef del 2018 rispetto a quelle del 2017. I contribuenti galluresi sono aumentati di 1435 unità: erano 107.258 nel 2017 e sono diventati 108.693 nel 2018 con una crescita percentuale pari all’1,3%. L’aumento più consistente in termini assoluti è stato registrato a Olbia, passata da 39.104 contribuenti a 39.823 (+1,8%). Ad Arzachena i contribuenti sono passati da 9306 a 9428 (+1,3%).

Le fasce di reddito dei galluresi cresciute di più sono quelle alte: i contribuenti oltre 120 mila euro sono passati da 388 a 440 (+13,4%); quelli tra 16 mila e 55 mila euro da 15.979 a 17.176 (+7,5%); i contribuenti tra i 75 mila e 120 mila euro da 1077 a 1145 (+6,3%); quelli tra 55 mila e 75 mila da 1508 a 1582 (+4,9) Il centro con maggiori contribuenti oltre i 29 mila euro è Olbia (180) seguito da Arzachena (90).


 

 

Gallura e Cipnes, ogni giorno al lavoro 21 mila addetti

Attualmente sospesi in 20 mila. L'elenco delle attività che ripartono il 4 maggio

lavoratori attivi e sospesiOgni giorno 21 mila galluresi vanno al lavoro nelle imprese che continuano a essere in attività nel nord est della Sardegna, comprese quelle dell'area industriale del Cipnes Gallura. Di questi, oltre 10 mila lavorano a Olbia, il cui numero di addetti attivi è pari al 58% del totale, una percentuale più alta della media sia regionale (52%) che nazionale (55,7%). Sono i risultati di uno studio dell’Istat sui settori produttivi (industria, servizi) sospesi e attivi dopo i decreti del presidente del Consiglio per l’emergenza Coronavirus.

Il numero dei lavoratori attivi è destinato a crescere dal prossimo 4 maggio, quando l’ultimo decreto del presidente del Consiglio, firmato il 26 aprile, sbloccherà alcuni settori attualmente sospesi: sughero, manifattura, lapideo, tessile, vetro. In questo momento 19.981 sono gli addetti galluresi fermi perché le aziende da cui dipendono, o le attività che conducono, sono sospese.

L’istituto nazionale di statistica ha svolto l’analisi a livello comunale, per tutta l’Italia, verificando le attività economiche in base ai codici Ateco; la ricerca è stata fatta sugli ultimi dati disponibili, quelli del 2017. Nel conteggio non sono inclusi i lavoratori della pubblica amministrazione (forze di polizia, sanitari, dipendenti delle amministrazioni comunali), dell'agricoltura, delle banche e delle assicurazioni.

Dopo la pubblicazione del decreto del 22 marzo, in Italia risultano attive il 55,7% delle aziende, in Sardegna il 52% e in Gallura il 51,7%. Nell’area gallurese sono al lavoro 21.434 addetti nelle attività consentite.  Nello specifico, risultano attivi 3830 lavoratori nel settore industriale e 17.604 in quello dei servizi; sono invece fermi 5945 lavoratori nel settore industriale e 14.036 nei servizi.

A livello comunale, Olbia ha 10.426 addetti attivi, di cui 1931 nel settore industria e 8495 in quello dei servizi e tra questi ci sono anche quelli delle aziende dell'area industriale del Cipnes; gli addetti sospesi sono 7540, di cui 2072 nel settore industria e 5468 nel settore servizi. Arzachena ha 2350 lavoratori attivi, di cui 316 nel settore industria e 2034 nel settore servizi; gli addetti sospesi sono 2945, di cui 710 nel settore industria e 2235 nel settore servizi. Arzachena, che è il secondo centro della Gallura per numero di lavoratori ed è caratterizzata da un forte economia turistica, ha una percentuale di aziende attive del 44,3%, più bassa della media regionale e di quella nazionale.

Il 4 maggio il quadro normativo cambierà ancora e anche l’economia di Olbia e della Gallura ripartirà in modo significativo. Qui di seguito l’elenco di tutte le attività consentite. Sono 99 e sono quasi venti in più di quelle permesse in questo momento:

01 coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi; 02 silvicoltura ed utilizzo di aree forestali; 03 pesca e acquacoltura; 05 estrazione di carbone (esclusa torba); 06 estrazione di petrolio greggio e di gas naturale; 07 estrazione di minerali metalliferi; 08 estrazione di altri minerali da cave e miniere; 09 attività dei servizi di supporto all'estrazione; 10 industrie alimentari; 11 industria delle bevande; 12 industria del tabacco; 13 industrie tessili; 14 confezione di articoli di abbigliamento; confezione di articoli in pelle e pelliccia; 15 fabbricazione di articoli in pelle e simili; 16 industria del legno e dei prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili); fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio; 17 fabbricazione di carta e di prodotti di carta; 18 stampa e riproduzione di supporti registrati; 19 fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio; 20 fabbricazione di prodotti chimici; 21 fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici; 22 fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche; 23 fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi; 24 metallurgia; 25 fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature); 26 fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e di orologi; 27 fabbricazione di apparecchiature elettriche ed apparecchiature per uso domestico non elettriche; 28 fabbricazione di macchinari ed apparecchiature nca; 29 fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi; 30 fabbricazione di altri mezzi di trasporto; 31 fabbricazione di mobili; 32 altre industrie manifatturiere;  33 riparazione, manutenzione ed installazione di macchine ed apparecchiature; 35 fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata; 36 raccolta, trattamento e fornitura di acqua; 37 gestione delle reti fognarie;  38 attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali; 39 attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti; 41 costruzione di edifici; 42 ingegneria civile; 43 lavori di costruzione specializzati; 45 commercio all'ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli; 46 commercio all'ingrosso (escluso quello di autoveicoli e di motocicli); 49 trasporto terrestre e trasporto mediante condotte; 50 trasporto marittimo e per vie d'acqua; 51 trasporto aereo; 52 magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti; 53 servizi postali e attività di corriere; 55 alberghi e strutture simili 58 attività editoriali; 59 attività di produzione, post-produzione e distribuzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, registrazioni musicali e sonore; 60 attività di programmazione e trasmissione; 61 telecomunicazioni; 62 produzione di software, consulenza informatica e attività connesse; 63 attività dei servizi d'informazione e altri servizi informatici; 64 attività di servizi finanziari (escluse le assicurazioni e i fondi pensione); 65 assicurazioni, riassicurazioni e fondi pensione (escluse le assicurazioni sociali obbligatorie); 66 attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative; 68 attività immobiliari; 69 attività legali e contabilità; 70 attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale; 71 attività degli studi di architettura e d'ingegneria; collaudi ed analisi tecniche; 72 ricerca scientifica e sviluppo; 73 pubblicità e ricerche di mercato; 74 altre attività professionali, scientifiche e tecniche; 75 servizi veterinari; 78 attività di ricerca, selezione, fornitura di personale; 80 servizi di vigilanza e investigazione; 81.2 attività di pulizia e disinfestazione; 81.3 cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole); 82 attività di supporto per le funzioni d'ufficio e altri servizi di supporto alle imprese; 84 amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria (nota: le attivita' della p.a. qui previste non comportano l'iscrizione al registro delle imprese); 85 istruzione; 86 assistenza sanitaria; 87 servizi di assistenza sociale residenziale; 88 assistenza sociale non residenziale; 94 attività di organizzazioni associative; 95 riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa; 97 attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; 99 organizzazioni ed organismi extraterritoriali

 


 

 

Nuova industria alimentare a Olbia: un investimento strategico

L'area industriale sarà al bivio per Trudda, vicino a porto e aeroporto

nuova zes 1Ecco, nelle due mappe che alleghiamo, dove sorgerà la nuova area industriale del Cipnes Gallura destinata ad accogliere a Olbia un gruppo economico internazionale che opera nel settore alimentare. 

Estesa per 19 ettari, si trova in una zona completamente pianeggiante, lungo la strada a 4 corsie nella direzione da Olbia a Nuoro, all’altezza del bivio per Trudda. La nuova fabbrica è stata dunque individuata in un punto strategico, ben collegato sia al porto e all’aeroporto di Olbia, sia al resto della Sardegna.

nuova zes 2La scelta è stata determinata dal fatto che l’azienda produttrice – come è scritto nell’accordo amministrativo tra Cipnes e Comune di Olbia per la realizzazione della nuova area industriale – non è “collocabile nelle attuali dotazioni urbanistiche a scopo edificatorio contemplate dalla strumentazione urbanistica consortile e comunale”.

Cipnes e Comune di Olbia hanno già avviato la procedure per la Conferenza di Servizi: i 19 ettari rientrano nell’area della Zes.

La Zona economica speciale del Cipnes diventerà complessivamente di 194 ettari, e l’intesa con il Comune di Olbia rappresenta in pieno la missione dell’ente, che è quella di attrarre nei propri poli produttivi investitori italiani e internazionali nei settori della nautica, dell’agroalimentare, della logistica e del settore lapideo e di quello sughericolo.

 


 

 

Agroalimentare: accordo Cipnes-Comune per un'altra ZES

Un'area di 19 ettari a ridosso dell'aeroporto di Olbia. Interessato un gruppo internazionale

 

aeroporto olbiaPrende corpo la Zes (Zona economica speciale) del Cipnes Gallura. L’ente e il Comune di Olbia hanno sottoscritto un accordo amministrativo che prevede la creazione di una nuova aerea industriale, di 19 ettari, in un’area completamente pianeggiante lungo la strada a quattro corsie Olbia-Nuoro, all’altezza del chilometro 138 (poco prima del bivio per Trudda).

La scelta è stata dettata dall’opportunità di localizzare nel territorio di Olbia un investimento produttivo “strategico nel settore della produzione alimentare”, prospettato da un gruppo industriale internazionale e “non altrimenti collocabile nelle attuali dotazioni urbanistiche a scopo edificatorio contemplate dalla strumentazione urbanistica consortile e comunale”.

L’area, che non ha destinazione urbanistica residenziale, è stata individuata come ammissibile per gli investimenti previsti dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri numero 12 del 2018, che regola le Zone economiche speciali, in quanto è economicamente connessa sia alle altre aree industriali gestite dal Cipnes già delimitate dalla Zes, sia che all’hub portuale e aeroportuale  di rilevanza strategica di Olbia-Golfo Aranci e alla rete degli altri porti della Zes della Sardegna.

Cipnes e Comune di Olbia hanno dunque avviato le procedure per la Conferenza dei servizi sull’importante investimento industriale per Olbia e la Gallura.

Le aree del Cipnes rappresentano una delle otto Zes della Sardegna per rilanciare in modo straordinario il sistema economico della Sardegna. A disposizione degli imprenditori ci sono lotti per 175 ettari a cui, ora, si aggiungono i 19 per il progetto di un’industria internazionale attiva nel campo alimentare.

Il ruolo del Cipnes Gallura è quello di facilitatore per attrarre nei propri poli produttivi investitori italiani e internazionali nei settori della nautica, dell’agroalimentare, della logistica e del settore lapideo e di quello sughericolo. Il suo obbiettivo è quello di essere l’unico interlocutore delle imprese, che già operano e che vorranno operare nelle aree del Cipnes Gallura, per i rapporti con le pubbliche amministrazioni, l’ottenimento delle autorizzazioni e degli incentivi finanziari e la semplificazione degli oneri amministrativi e burocratici.

 

Rassegna stampa

  • Cipnes, la zona industriale si espande a Vena Fiorita

La Nuova Sardegna 23 aprile 2020

  • Il Cipnes si allarga: un'area di 19 ettari per un'imprea agroalimentare

L'Unione Sarda 23 aprile 2020

  • Olbia, una nuova zona industriale su 131 DCN: primo accordo comune-Cipnes

Olbia.it 21 aprile 2020

  • A Olbia la nuova area per un'industria internazionale del campo alimentare

Galluraoggi.it 23 aprile 2020


 

 

Smaltimento rifiuti: studenti del "Pira" di Siniscola visitano gli impianti del Cipnes

 

IMG 20200218 103157 3Un gruppo di studenti delle classi IV dell'Istituto di Istruzione Superiore Michelangelo Pira di Siniscola, accompagnati dal professor Giovanni Sanna Passino e dalla professoressa Anna Maria Del Galdo si sono recati al CIPNES di Olbia in visita didattica nell’ambito del Progetto “ResponsabilAmbiente” per conoscere da vicino le procedure di trattamento, smaltimento e gestione dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi provenienti principalmente dall'ambito dell'ex Provincia di Olbia-Tempio.

Il progetto, articolato in varie fasi, ha offerto agli studenti la possibilità di seguire le procedure della gestione dei rifiuti e delle acque reflue confrontandosi con i Responsabili del Settore Igiene Ambientale del Consorzio, a partire dal dirigente Ingegner Gianni Maurelli, visualizzando le discariche, i sistemi di differenziazione, trattamento e riciclo dei rifiuti.

Lo scopo del progetto è quello di illustrare agli studenti i vari cicli di trattamento, le procedure di prevenzione dell'impatto ambientale richieste sia alle aziende produttive che al destinatario del trattamento finale, confrontandosi con la normativa specifica del settore.

L'Istituto Pira da sempre è impegnato a collaborare con le Aziende e con gli Enti che possano essere da guida per gli studenti. L’ultima esperienza ha riguardato la collaborazione con la Grimaldi che offre ai ragazzi la possibilità di svolgere imbarchi-stages sulle navi di linea, al fine di fornire ai suoi studenti un’ampia prospettiva di quelle che sono le realtà produttive, favorendo il contatto con il mondo del lavoro e con il territorio e sensibilizzandoli alle tematiche di salvaguardia ambientale.

Altri istituti delle province di Sassari e Nuoro hanno richiesto al Cipnes di visitare gli impianti di smaltimento dei rifiuti e di apprendere le varie fasi del processo.