potabilizzazione delle acque grezze

potabile_8L’impianto consortile attualmente è in grado di erogare acqua potabile all’interno dell’intero agglomerato industriale di Olbia e di soddisfare, durante il periodo estivo ed in condizioni di emergenza, il fabbisogno idrico di oltre il 70 % delle utenze civili di Olbia e frazioni limitrofe (Pittulongu – Suiles ecc.) considerando un consumo pro-capite di circa 250 l/gg.

Si specifica infatti che, con Ordinanze del Sindaco di Olbia n. 37/03, 39/03 e n. 31/05 tutt’ora vigenti, il Consorzio provvede ad effettuare l’erogazione di acqua potabile alla parte nord della città di Olbia nonché alla frazione di Pittulongu. Le quantità inviate risultano essere pari a circa 60 l/s verso la frazione di Pittulongu mentre verso la città di Olbia le quantità vengono inviate ad intervalli quando vi è necessità con portate di punta superiori anche a 90 l/s.

Il potabilizzatore consortile è attualmente approvvigionato di acqua grezza da sei fonti indipendenti ossia:

  • n. 5 opere di captazione idrica nella disponibilità a titolo di concessione demaniale idrica del CIP Gallura da corsi d’acqua demaniali –uso esclusivamente industriale ed irriguo;
  • dall’ENAS (Ente Acque della Sardegna) tramite la diga del Liscia – uso esclusivamente potabile.

In sostanza i processi di trattamento constano nella rimozione delle sostanze contaminanti dall'acqua grezza, proveniente da invasi artificiali (nello specifico dal Lago Liscia), per ottenere acqua potabile che sia pura abbastanza per il normale consumo domestico o per usi industriali, e viene applicata a monte delle reti di adduzione idrica facendo passare tali acque attraverso svariate tipologie impiantistiche di rimozione del materiale organico ed inorganico, attraverso metodi fisici, chimico-fisici in base al tipo di sostanza da eliminare dall’acqua in ingresso nell'impianto. Le sostanze che sono rimosse durante il procedimento comprendono parassiti come batteri, alghe, virus, funghi, alcuni minerali (incluso alcuni metalli pesanti), e alcune sostanze chimiche inquinanti prodotte dall'uomo. In generale la depurazione delle acque avviene per:

  • migliorare sapore, odore e colore;
  • diminuire la durezza;
  • rimuovere nutrienti quali azoto e fosforo;
  • ridurre il BOD, COD e TOC;
  • rimuovere solidi sospesi e sedimentabili;
  • rimuovere patogeni tramite disinfezione.

Tuttavia il fatto che l'acqua sia per natura sostanzialmente un solvente rende alquanto problematica l'efficace eliminazione di moltissime sostanze indesiderate.

potabile_2A valle dei processi di potabilizzazione vengono abitualmente impiegati i cloratori. Essi sono pompe dosatrici di cloro, solitamente sotto forma di ipoclorito di sodio; erogano quantità dosate di cloro per corrispettivi volumi di acqua in transito. Hanno l'importantissima funzione di rendere igienicamente sicura l'acqua immessa in distribuzione. Infatti, nelle zone dove l'acqua non viene clorata, attraverso di essa si trasmettono pericolose infezioni batteriche, che causano frequentemente la dissenteria. Per clororichiesta si intende la quantità necessaria di cloro per una completa depurazione dell'acqua. Il cloro (in quantità troppo elevate) dà però all'acqua sapore e odore sgradevoli e può, alla lunga, danneggiare l'apparato digerente. Va perciò eliminato dopo che ha svolto la sua azione.

A partire dal prossimo anno l’impianto consortile verrà dotato di lampade UV; questa tipologia di trattamento è efficace nel rimuovere germi patogeni a condizione che l'acqua sia sufficientemente limpida, e perciò i raggi luminosi possano permearla completamente. Il trattamento con raggi UV quindi viene utilizzato soventemente o come post-trattamento a liquami pre-trattati con processi biologici subito prima di essere immessi in distribuzione, oppure al punto di consumo, altrimenti non impedisce che successivamente l'acqua venga nuovamente contaminata. In ogni caso a per maggiore sicurezza verrà inserito a valle del processo di disinfezione delle acque dell’ipoclorito di sodio esclusivamente come tracciante.

Da rilevare che a monte della sezione di chiarificazione vi è un impianto di ozono che ossidando l’acqua grezza ne rimuove alcune tipologie di inquinanti. E’ da notare che in quasi tutti gli impianti di potabilizzazione l’ossidazione delle acque avviene a mezzo di alte concentrazioni di cloro causando, come detto, notevoli difficoltà di eliminazione dello stesso dalle acque nei successivi stadi di trattamento.

Ultimo aggiornamento (Martedì 17 Gennaio 2012 16:46)