Così il Sud (e Olbia) guidano il rilancio economico dell’Italia

Verso Sud, verso il Futuro. Il Meridione d’Italia, Sardegna compresa, un tempo visto o percepito come un freno, oggi potrebbe essere il punto di forza per il rilancio dell’Italia. Con la transizione energetica e quella digitale, con la guerra contro l’Ucraina che sposta le rotte commerciali e del gas da terra sul mare, il Mediterraneo sta diventando ancora strategico per lo sviluppo dell’Europa. E la Sardegna – con Olbia e la Gallura – ha un ruolo di primo piano in questo nuovo scenario di crescita economica. È pienamente dentro questo nuovo futuro.

Verso Sud, dunque. “Oggi, forse per la prima volta, le istituzioni italiane trattano il Sud non come un problema del Paese ma come una soluzione per i problemi del Paese”: così ha detto il ministro Mara Carfagna presentando, a Sorrento, il Forum Verso Sud. In programma dal 13 al 14 maggio, fatto con il supporto di The European House-Ambrosetti, il Forum è stato fortemente voluto dalla Carfagna per lanciare un messaggio e avviare un percorso: il Sud è già attrattivo, dinamico, strategico e – come è illustrato nel Libro Bianco sul Meridione - può diventarlo ancora di più puntando su 8 aree.

Prima di tutto il Mediterraneo è uno degli hub più importanti al mondo per il traffico di merci, la produzione di energia (gas e rinnovabili), l’arrivo di turisti internazionali. Rappresenta solo l’1% della superficie dei mari del mondo, ma ha il 20% del traffico marittimo mondiale, il 30% del traffico petrolifero e il 27% dei servizi di linea container. I Paesi che si vi si affacciano – o che vi sono collegati, in quello che viene chiamato Mediterraneo Allargato – producono 13 trilioni di dollari (pari al 14,4% del Pil mondiale) e hanno una popolazione di 1,2 miliardi (pari al 15,5% della popolazione mondiale). I traffici container tra l’Europa e l’Asia sono cresciuti a un tasso medio annuo dell’8,2%, più delle due altre principali rotte: la rotta transatlantica (+4,4%) e la rotta transpacifica (+5,2%).

L’Italia, per posizione geografica e vocazione politica, è il punto di contatto tra il Mediterraneo e l’Europa. E l’asse – su energia, turismo, merci – alternativo a quello terrestre condizionato dalla guerra in Ucraina. Una condizione che favorisce il peso strategico dell’Italia in numerosi settori: Economia del mare con la nautica, turismo, produzione di energia rinnovabile, innovazione universitaria, logistica per le merci. Con Olbia che, in questi settori, vanta dei primati nazionali e ha ancora ampi margini di crescita imprenditoriale e occupazionale. Vediamo l’analisi di Ambrosetti per Verso Sud e tutte le potenzialità di Olbia. Compresa quella individuata come decisiva: la comunicazione del bello e del bene del Sud.

ECONOMIA DEL MARE. "Con i suoi sette settori, l’Economia del mare ha una particolare importanza per le Regioni del Sud Italia.

  • incide per il 4,4% del Pil del Sud (1,4 punti in più rispetto alla media nazionale);
  • contribuisce all’internazionalizzazione delle imprese locali, in quanto il 64% dell’import/export del Sud avviene via mare (contro il 36% del Centro-Nord)
  • coinvolge il 4,6% del totale imprese del Sud (1,2 punti in più in più rispetto alla media Italia), pari a 94 mila unità, con un tasso di crescita delle imprese del 20,1% tra il 2014 e il 2020 (contro il 14,7% della media nazionale);
  • produce 15,8 miliardi di Euro di PIL e contribuisce al 5,7% degli occupati (contro il 3,5% della media)". 
Punti di forza di Olbia. Come documentato dalle ricerche di Unioncamere, l’Economia del mare di Olbia e della sua provincia, intesa come l’ex provincia Olbia-Tempio, è al secondo posto in Italia, dopo quella di Trieste, per valore aggiunto rispetto all’economia complessiva e al primo posto per occupati. "Nelle prime dieci posizioni per quota di occupazione assorbita dalla blue economy sul totale della provincia (valori che superano tutti la soglia del 10%), in ragione del diverso mix di comparti interessato, si ritrovano la quasi totalità delle province evidenziate in precedenza, con cambiamenti nelle gerarchie: al primo posto si colloca Olbia-Tempio (16,8%), seguita dalla Spezia (14,3%) e Rimini (13,9%). Entra in decima posizione la provincia di Agrigento (10,7%)" scrive Unioncamere.

NAUTICA. "Tra i settori dell’Economia del mare, il peso maggiore è quello della cantieristica nautica. L’Italia è al 4° posto al mondo (rappresentando circa il 3% del totale mondiale) e Paese leader europeo per produzione navale, con ordini per 38 unità e 3,6 milioni di stazza lorda. L’Italia è anche al 2° posto in Europa e al 5° posto nel mondo per esportazioni, con un totale di oltre 5 miliardi di euro. In generale, la filiera italiana conta oltre 1.300 imprese, con un fatturato cumulato maggiore di 10 miliardi di euro, con una leadership mondiale nella fabbricazioni di navi da crociera".

Punti di forza di Olbia. L’analisi di Verso Sud individua una criticità: la produzione italiana è ancora fortemente concentrata nel Nord Italia. Secondo la classifica stilata per il 2022 dal Global Order Book, tra i 17 maggiori costruttori di imbarcazioni da diporto al mondo vi sono 7 cantieri navali italiani, tutti concentrati al Nord Italia. Olbia e la Gallura hanno il maggior numero di posti barca della Sardegna e i maggiori produttori di barche nel distretto produttivo del Cipnes Gallura. Ora serve far aumentare gli investimenti, con nuovi spazi per la cantieristica e il riconoscimento del Distretto nautico.

TRASPORTO MERCI. "La movimentazione di merci assume un ruolo cruciale alla luce della progressiva riconfigurazione delle catene del valore e della disruption impressa dalle tensioni geopolitiche in atto: i corridoi terrestri che collegano l’estremo oriente all’Europa sono infatti oggi compromessi dalla guerra, con l’Ucraina che ricopre una posizione di raccordo geografico tra le due aree; pertanto, il commercio via mare può candidarsi a diventare un’alternativa più sicura per garantire la costanza di questi flussi commerciali, spiega il rapporto.

In questo contesto l’Italia si posiziona al 3° posto nel Mediterraneo per traffico merci, pesando per il 13,1% del totale, dietro a Spagna (22,6%) e Turchia (15,2%).Considerato nel suo complesso, il Sud Italia rappresenta il settimo sistema portuale del Mediterraneo per traffico merci, movimentando il 5,1% del totale TEU, posizionandosi leggermente al di sotto della media dei Paesi “Core” della sponda Nord (che rappresentano in media il 6,8% del totale), nonostante le più ridotte dimensioni.

Il Mediterraneo risulta essere la prima destinazione al mondo per lo Short Sea Shipping - movimentando 659 milioni di tonnellate nel 2019 – e, grazie al contributo del Sud, l’Italia è al 1° posto in Europa e nel Mediterraneo per il trasporto marittimo a corto raggio, con un totale di 310,6 milioni di TEU movimentate".

Punti di forza di Olbia. Il porto di Olbia Isola Bianca e Cocciani è, in Sardegna, quello più vicino alla penisola ed è baricentrico nel Mediterraneo. Escludendo i prodotti del petrolio, è il primo in Sardegna per il trasporto delle merci ed è il primo in Italia per numero di passeggeri. Con l’istituzione dell Zes Sardegna – i cui punti caratterizzanti sono l’Economia del mare e la portualità – Olbia si candida a essere un importante hub per i traffici commerciali e l’avvio di nuove imprese nei 180 ettari destinati al Cipnes Gallura per la Zes.

TURISMO INTERNAZIONALE. "L’Italia è oggi il 3° Paese per arrivi turistici del Mediterraneo (14,2% dei flussi totali dell’area), superando destinazioni come la Grecia (5,1% del totale) e il Portogallo (2,6% del totale). Le prime due posi- zioni in classifica sono occupate da Francia e Spagna che rispettivamente attraggono il 32,4% e il 18,8% dei turisti.

Tuttavia, considerando le ripartizioni geografiche, il Sud attrae meno turisti rispetto al resto d’Italia. È, infatti, la macro-area che attrae meno turisti sia italiani che stranieri con un totale, rispettivamente, di 14,8 e di 9 milioni di persone al 2019, che rappresentano “solamente” il 18,5% dei turisti che visitano l’Italia.

Particolarmente deficitaria rispetto al resto d’Italia risulta essere la performance del Sud rispetto ai turisti stranieri. Gli stranieri costituiscono il 37,7% dei turisti al Sud (vs. 49,5% media Italia), che corrispondono a circa 9 milioni di persone di cui:

  •  il 62,3% viene da Paesi UE (contro il 57,7% della media Italia);
  •  Germania, Francia, Stati Uniti e Regno Unito costituiscono quasi la metà dei turisti stranieri al Sud (47,7% contro una media italiana del 41,4%);
  •  i turisti provenienti dai Paesi del Mediterraneo “Core” costituiscono circa il 23% dei turisti stranieri". 

Obiettivo di Verso Sud è quello di far aumentare l’arrivo di turisti internazionali, quelli che spendono maggiormente sul territorio, secondo le ricerche di Banca d’Italia.

Punti di forza di Olbia. Olbia e Arzachena, con la Costa Smeralda, hanno un grande vantaggio: sono le destinazioni più internazionali della Sardegna.

TURISMO E UNIVERSITÀ. Il Report Verso Sud spiega che "l’offerta turistica del Sud è caratterizzata da un’elevata qualità, con alberghi con oltre 4 stelle che rappresentano il 33% del totale, rispetto al 20,9% della media italiana, supportata da centri di alta formazione alberghiera, come l’università Napoli Parthenope in Campania e l’Università di Olbia in Sardegna, con corsi dedicati all’economia e al turismo delle imprese turistiche".

Punti di forza di Olbia. Olbia e la Gallura, con la Costa Smeralda, hanno già il maggior numero di alberghi lusso della Sardegna, che hanno la più alta capacità di produrre ricchezza nel territorio, secondo lo studio di Altagamma. E Olbia, con la nascita del Consorzio UniOlbia, ha le potenzialità per incrementare i già ottimi risultati dei corsi di laurea in Economia del turismo.

FORMAZIONE E INNOVAZIONE. "Da un lato, l’Italia registra una quota di laureati STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) simile ai principali benchmark ((24,9% nella fascia 25-34 anni contro 25,4% nei Paesi UE membri dell’OECD, 23,2% del Regno Unito, 26,8% della Francia e 27,5% della Spagna), più distante invece dalla Germania (32,2%). Dall’altro, emergono invece dei gap territoriali, con Centro e Sud che registrano rispettivamente quote del 23,7% e 23,0%, mentre il Nord raggiunge il 26,6%. In questo scenario, un ruolo chiave può essere giocato dall’ecosistema della formazione del Sud Italia, in primis grazie al rilancio degli atenei".

"Rispetto alla dinamica delle iscrizioni, gli atenei del Sud Italia, tra l’anno accademico 2010/2011 e l’anno accademico 2020/2021, hanno perso 85.673 studenti (gli atenei del Nord Italia nello stesso periodo ne hanno guadagnati 85.085). Nondimeno, dal 2016/2017 il Sud Italia ha, come il resto del Paese, invertito il trend negativo di iscrizioni universitarie: a crescere sono state soprattutto le Università telematiche, l’Università di Foggia (+16,4%), l’Università del Salento (+10,4%), l’Università di Catanzaro (+4,9%), Napoli l’Orientale (+4,9%), l’Università di Palermo (+4,6%) e l’Università di Sassari (+4,6%)".

Punti di forza di Olbia. Oltre a UniOlbia, la collaborazione strategica tra Università di Sassari, Cipnes Gallura, UniOlbia e Comune di Olbia ha portato alla presentazione del Polo dell’innovazione tecnoligica, un centro di ricerca per le imprese che avrà sede a Olbia e per la cui realizzazione sono stati richiesti i fondi del Pnrr.

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