Tre contributi regionali per gli artigiani

Aiuti per capannoni e macchinari. Maggiori informazioni all'Agency del Cipnes 

artigiani 2La Regione Sardegna ha reso operativi tre contributi a favore delle imprese artigiane. Si tratta di contributi in conto interessi, in conto capitale e in conto canoni. La divisione "Supporto per le Imprese e lo Sviluppo Territoriale" (Agency) del Cipnes Gallura, a Olbia, è a disposizione degli artigiani per fornire aiuto e ulteriori informazioni sulla presentazione delle domande di contributo (per avere un appuntamento, scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

I riferimenti normativi. 

La Regione Sardegna, con la delibera 40/36 del 4 agosto 2020, ha approvato le modalità operative per la concessione di contributi in conto interessi e in conto capitale relativi alle operazioni di credito agevolato (art. 37 della L. 25 luglio 1952 n° 949) e di contributi in conto canoni su operazioni di locazione finanziaria (art. 23, comma 1, della legge 21 maggio 1981, n° 240).

I beneficiari. 

Possono avere i contributi le imprese artigiane, costituite anche in forma cooperativa o consortile, annotate con la qualifica di impresa artigiana (sezione speciale) nel Registro delle Imprese ai sensi della leggere regionale 32 del 2016.

Quali sono le agevolazioni di credito artigiano agevolato.

1 - Contributo in conto interessi, determinato in misura percentuale del tasso di riferimento vigente alla data di stipula del contratto di finanziamento pari al 64%.
2 - Contributo in conto capitale, determinato nella misura del 40% (fermo restando i massimali "de minimis" di cui al Regolamento UE n° 1407/2013) del costo sostenuto per l'investimento.
3 - Contributo per la riduzione dei costi garanzia, quando il finanziamento per il quale si richiede il contributo in conto interessi è garantito per almeno il 50% da un Confidi; il contributo in tal caso è pari allo 0,50% annuo dell'importo dell'operazione, per un massimo di 5 anni.

Quali sono le agevolazioni per la locazione finanziaria.

1 - Contributo in conto canoni, determinato in misura percentuale del tasso di riferimento vigente alla data di stipula del contratto di locazione finanziaria pari al 64%.
2 - Contributo in conto capitale, il contributo è determinato nella misura del 40% della spesa ammissibile, riconosciuto in due quote.
3 - Contributo per la riduzione dei costi garanzia, quando l'operazione finanziaria per la quale si richiede il contributo in conto canoni è garantita per almeno il 50% da un Confidi; il contributo in tal caso è pari allo 0,50% annuo dell'importo dell'operazione, per un massimo di 5 anni.

Per che cosa si possono chiedere i contributi.
Il finanziamento per il quale si richiede il contributo regionale (in conto interessi e in conto capitale) deve essere finalizzato esclusivamente all'acquisto del terreno per la costruzione di locali funzionali all'attività artigiana, ristrutturazione di fabbricati al servizio dell'attività artigiana, acquisto di macchine poste al servizio dell'attività artigiana, acquisto di software, diritti di brevetto, acquisto di materie prime e prodotti finiti e altre specifiche voci di spesa contenute negli allegati alla delibera della giunta regionale n° 40/36 del 4 agosto 2020.

Dove presentare le domande.
La domanda di ammissione alle agevolazioni deve essere compilata e inoltrata via web all’ente gestore (allo stato attuale e fino a nuova selezione pubblica l’ente gestore individuato è Artigiancassa Sardegna) per il tramite delle Banche (art. 13 del D. L. n° 385/1993) e delle Associazioni Artigiane di categoria.


 

Resto al Sud, il contributo a fondo perduto sale al 50%

Spese ammissibili: innalzato il tetto. Novità per gli under 46

 

dmomande resto al sudImportanti novità per Resto al Sud, la misura che sostiene la nascita in Sardegna di imprese guidate dagli under 46. Il Decreto Rilancio ha innalzato il contributo a fondo perduto dal 35 al 50% dell’investimento. La nuova forma di agevolazione si applica ai progetti presentati dopo il 19 luglio 2020. È stato previsto anche un contributo extra al termine del completamento del primo progetto. Per la prima volta, sono ammessi anche finanziamenti per consolidare le attività delle società nate dopo il 21 giugno 2017.

Chiunque abbia un’idea imprenditoriale e la voglia vedere finanziata, può avvalersi dei servizi del Cipnes Gallura, che è stato riconosciuto dall'Agenzia Invitalia come Ente accreditato per l’incentivo. Lo staff della Divisione "Supporto per le Imprese e lo Sviluppo Territoriale", con sede a Olbia, è a disposizione per “sviluppare insieme a te la tua idea di impresa”. È possibile chiamare il numero 0789.597125 o mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Il servizio è totalmente gratuito.

Che cosa è Resto al Sud. E’ una misura che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno (quindi anche in Sardegna).

Chi può ottenere l’incentivo. Gli under 46 (non devono avere 46 anni compiuti). Dal punto di vista della forma giuridica, lo possono ottenere le ditte individuali e le società costituite dopo il 21 giugno 2017. Lo possono ottenere anche i liberi professionisti ma "nei dodici mesi che precedono la richiesta di agevolazione, non dovranno essere titolari di partita Iva per un'attività analoga a quella proposta per il finanziamento".

Quali settori sono finanziabili. Le produzioni di beni nei settori di industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli-agroalimentare, pesca e acquacoltura; la fornitura di servizi alle imprese e alle persone; il turismo.

Quali settori non sono finanziabili. Le attività di produzione agricola primaria e il commercio.

Quali sono le spese ammissibili. Le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività, incluse le spese di promozione aziendale.

La percentuale di sostegno. Resto al Sud copre il 100% delle spese ammissibili.

La percentuale a fondo perduto. Prima il contributo era del 35%. Dal 19 luglio la percentuale è salita al 50% dell’investimento complessivo.

Come viene finanziato il restante 50%. Con un finanziamento bancario, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi erogato da Invitalia.

I massimali nelle spese ammissibili. Sono finanziabili fino a 60 mila euro nel caso di impresa individuale e a 50 mila euro per ciascun componente in caso di società, con massimo 4 soci beneficiari per un totale di 200 mila euro.

Nuovi contributi. È previsto un ulteriore contributo a fondo perduto al termine del progetto ammesso e correttamente rendicontato. Il contributo extra - a copertura del fabbisogno di capitale circolante – è di 15 mila euro per le attività svolte in forma di ditta individuale e di 10 mila euro per ogni socio, fino ad un massimo di 40 mila euro per le attività esercitate in forma societaria.

Possono essere finanziate imprese già attive. Questa è un’altra novità. Alle imprese costituite e in esercizio dopo il 21 giugno 2017 è consentito d'ora in poi l'accesso alla misura anche attraverso programmi di spesa volti a consolidare, diversificare e migliorare i processi produttivi.


 

Arrivano i contributi per le assunzioni nel 2020

L'aiuto della Regione alle imprese turistiche. Informazioni al Cipnes Gallura

woman workUn aiuto alle imprese turistiche della Sardegna (e ai lavoratori) arriva dalla Regione Sardegna sotto forma di sovvenzioni per le assunzioni. È stato infatti pubblicato l’avviso “Destinazione Sardegna Lavoro 2020” che – in attuazione della legge regionale numero 8 del 2020 – sostiene finanziariamente le aziende che hanno subìto danni a causa del Coronavirus. Il settore del turismo è stato quello più colpito in Sardegna: solo negli alberghi ci sono state 26 mila assunzioni in meno rispetto al 2019, secondo l’ultimo report di Aspal Sardegna. Tuttavia ora ci sono segnali di ripresa – a luglio le assunzioni hanno superato quelle del 2019 – e l’aiuto pubblico servirà a rafforzare questa tendenza. Vediamo, nel dettaglio, chi ha diritto alla sovvenzioni e che cosa deve fare per ottenerele, anche con l’aiuto del Cipnes Gallura.

Forma dell’aiuto: sovvenzione diretta.

Importo dell’aiuto: da 400 euro a massimo 1700 euro per ciascuna assunzione.

Scadenza temporale dell’aiuto: viene concesso per le assunzioni dal 1 febbraio 2020 al 1 dicembre 2020.

Chi ne ha diritto (aziende): le imprese turistiche. Ecco alcune attività che possono essere finanziate: alberghi, villaggi turistici, affittacamere, ristorazione, bar, gelaterie e pasticcerie, catering, mediazione immobiliare, trasporto con taxi, trasporto mediante noleggio, attività connesse al trasporto aereo.

Requisiti: avere un’unità produttiva in Sardegna, avere stipulato contratti regolari, non aver licenziato se non per giusta causa, non aver ottenuto altri aiuti per gli stessi lavoratori.

Chi sono i destinatari della sovvenzione (lavoratori): i giovani di età inferiore ai 35 anni (under 35), i disoccupati di età superiore ai 35 anni e le donne di età superiore ai 35 anni (over 35); tutti residenti o domiciliari in Sardegna.

Quando presentare la domanda: dalle ore 10 del 4 agosto 2020 (inizialmente era a partire dal 30 luglio).

Come fare per ottenere le sovvenzioni: lo staff della divisione "Supporto per le Imprese e lo Sviluppo Territoriale" del Cipnes Gallura è a disposizione delle imprese, nella sede di Olbia, per ulteriori chiarimenti e per la presentazione della domanda alla Regione Sardegna. Qui il link per contattarci: https://bit.ly/3hEoYRO


 

Aspal: in Sardegna a luglio assunzioni superiori al 2019

Mercato del lavoro in ripresa, è la prima volta dopo il lockdown

ImpattoCovid19 MDL14.07.2020 6“In Sardegna, per la prima volta dall’inizio della crisi causata dal Coronavirus, le assunzioni del 2020 sono superiori a quelle dello stesso periodo del 2019”. E’ successo nelle prime settimane di luglio, "con un'accelerazione molto netta". A darne comunicazione è l’Aspal Sardegna, l’agenzia per le politiche attive del lavoro, nel suo periodico bollettino.

“Questo significa che la ripresa del mercato del lavoro è sempre più marcata e che alcune assunzioni rimandate nelle settimane precedenti si stanno finalmente concretizzando” scrive l’Agenzia. La ripresa è legata ai “contratti a tempo determinato, mentre quelli a tempo indeterminato non danno significativi segnali di miglioramento”.

L’analisi di Aspal Sardegna parte dal 19 febbraio e arriva al 14 luglio 2020. In questo periodo sono stati sottoscritti oltre 95 mila contratti. Ci sono state 66 mila assunzioni in meno rispetto al 2019. Di queste, ben 15.400 solo nell’area di Olbia.

Complessivamente, il settore con le maggiori perdite è stato quello di alberghi e ristoranti (- 25.600 assunzioni). La tipologia contrattuale più penalizzata è stata quella a tempo determinato (-52.000 assunzioni); le fasce di età con meno assunzioni sono state quelle 25-34 anni (-18.000) e 35-44 anni (-16.000).


 

Insula caposaldo del sistema produttivo della Sardegna

Accordo tra Cipnes e tre assessorati regionali per l'internazionalizzazione

Inaugurazione 9Il Cipnes Gallura e la Regione Sardegna con tre assessorati (Turismo come capofila, Agricoltura e Industria) hanno sottoscritto un accordo per la "promozione e l'internazionalizzazione delle filiere produttive identitarie e la promozione dei territori della Sardegna". L'intesa, che sarà resa operativa dalla piattaforma di marketing territoriale Insula nei prossimi tre anni, ha l'obiettivo di potenziare il sistema produttivo sardo, in particolare quello dell'agrifood, dell'artigianato e del turismo sostenibile. 

Sottoscritto con la delibera della giunta regionale del 9 luglio 2020, l'accordo è complementare al Programma strategico “Insula Sardinia Enterprise P.T.E.”, coordinato dalla divisione Agrifood e marketing territoriale del Cipnes Gallura, e al Piano Strategico del Turismo “Destinazione Sardegna 2018-2021”, coordinato dall’assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione. La mission è doppia: promuovere all'estero le eccellenze della Sardegna, offrendo alle aziende l'accesso a nuovi mercati, e promuovere all'estero una Sardegna turistica sostenibile, attirando nell'Isola nuovi visitatori. 

I punti da realizzare sono cinque. Il primo è legato all'agricoltura. Prevede l'"implementazione del programma di marketing territoriale regionale “Insula” per l'aggregazione, l'innovazione, la promozione e l'internazionalizzazione delle filiere produttive identitarie e dei territori della Sardegna, attraverso la piattaforma pubblica polifunzionale “Insula-Sardinia Enterprise P.T.E.”, in corso di realizzare nel distretto produttivo del Cipnes a Olbia, e le sue unità operative periferiche “Insula Sardinia Village”, come quelle di Porto Cervo (nella foto l'inaugurazione dell'anno scorso) e Forte Village.

Il secondo, sempre legato all'agrifood, è rivolto al turismo. Ha l'obbiettivo di implementare il "progetto di marketing territoriale ‘'Insula – Sardinia Quality World'' volto a sostenere un percorso di promozione, internazionalizzazione, sviluppo produttivo e distributivo delle filiere identitarie di qualità certificata della Sardegna e artistiche, avente quale obiettivo quello di innovare, diversificare e differenziare la Destinazione Sardegna anche attraverso nuovi tematismi, come i “Sentieri del turismo enogastronomico” e le creazioni artistiche dei “Maestri artigiani di Sardegna”.

Il terzo punto ha una forte valenza sociale e culturale. Lo scopo dell'accordo tra Cipnes e Regione Sardegna è infatti quello di "implementare il progetto istituzionale etico-solidale "Insula - Tottumpare... per una Sardegna unita e solidale", volto a sostenere le imprese del settore agroalimentare sardo attraverso un'azione promo-informativa strategica e una campagna etico-solidale che, coinvolgendo il sistema distributivo regionale, orienti le scelte di consumo verso le produzioni agroalimentari della Sardegna".

Il quarto è punto è essenzialmente turistico. Prevede l'"implementazione del Piano Strategico del turismo “Destinazione Sardegna 2018-2021”, con attenzione alla realizzazione congiunta di progetti istituzionali regionali di promozione turistica della Sardegna e a qualificare le eccellenze produttive locali attraverso lo svolgimento coordinato di qualificate attività di marketing, comunicazione, promozione e promo-commercializzazione".

Infine il quinto punto, che si fonda sul mercato fieristico. Ha come obbiettivo la "progettazione e la realizzazione di azioni promozionali fieristiche in ambito regionale, nazionale e internazionale per sostenere processi di sviluppo competitivo, cooperazione e internazionalizzazione del sistema regionale delle imprese, con focus sulle filiere produttive del turismo, dell'agrifood, dell'artigianato e design".

Grande soddisfazione per l'accordo con il Cipnes Gallura è stata espressa dall'assessore regionale al Turismo Gianni Chessa, che ha portato avanti il progetto. “Sono particolarmente fiero di aver completato questa prima fase della collaborazione fattiva con il Cipnes Gallura, le cui iniziative ho seguito fin dall’inizio del mio mandato, anche (ma non solo) con la partecipazione diretta ai sui eventi, non solo in Costa Smeralda - spiega l'assessore -. E’ mia convinzione che, attraverso queste intese strategiche, si possano valorizzare sempre di più i prodotti della nostra terra ed esportare il nome della Sardegna in tutto il mondo. Ora, insieme con i colleghi assessori all’Industria e all’Agricoltura, provvederemo a svolgere tutte le iniziative e gli atti finalizzati alla piena attuazione delle finalità previste dall’accordo quadro”. 


 

La pista ciclabile del Cipnes che produce energia

3,5 chilometri coperti con pannelli fotovoltaici: benefici per salute, paesaggio e costi 

pistaServe energia per percorrerla, produce energia per l’ambiente. Ai 1000 chilometri di piste ciclabili programmati dalla Regione Sardegna, quella del Cipnes Gallura aggiunge i suoi 3,5 chilometri tra Olbia e Pozzo Sacro (percorribili anche da pedoni e runner) con un intervento innovativo ed ecosostenibile: sarà realizzata con pannelli fotovoltaici. La pista del Cipnes, dunque, aiuterà il benessere fisico ma servirà anche a generare energia pulita e a far diminuire i costi dell’ente.

L’opera è stata finanziata dal fondo Jessica dell’Unione Europea con un mutuo ventennale di 5 milioni di euro a tasso zero e rimborsabile con il risparmio energetico. L’assessorato regionale all’Industria ha concesso al Cipnes l’autorizzazione unica per l’esecuzione dei lavori: i cantieri saranno aperti a settembre del 2020. La pista – che sarà interconnessa con quella progetta dal Comune di Olbia - partirà in via Indonesia (dove oggi c’è il McDonald’s) e poi si snoderà in via Guinea, sulla provinciale 82 (la via principale del distretto produttivo), in via Armenia e via Eritrea (all’altezza del Pozzo Sacro).

Il percorso – lungo 3,5 chilometri e largo 4 metri - verrà coperto da 18.000 metri quadfri di pannelli fotovoltaici colorati, composti da 7296 moduli con una potenza di 270 Wp ciascuno. La potenza complessiva sarà di di quasi 2 MWp suddivisi in tre punti differenti di connessione: il primo (1821 pannelli, pari a 492,48 kW) vicino al potabilizzatore; il secondo (3648 pannelli, 984,96 kW) nella zona del depuratore e il terzo (1824 pannelli. 492,48 Kw) nella sede del Cipnes Gallura.

La pista sarà riservata sia a chi vuole correre o camminare, sia a chi vuole andare in bicicletta. Sono previste delle stazioni per il bike sharing (condivisione della bicicletta), uno strumento di mobilità sostenibile a disposizione delle amministrazioni pubbliche che intendono sostenere l’utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto. Nelle stazioni saranno collocate le biciclette elettriche dopo l’utilizzo, per la ricarica delle batterie. Le bici saranno bloccate o saranno utilizzabili con una chiave o con una tessera magnetica. Il servizio dunque non è usufruibile da tutti ma richiede una registrazione.

La nuova infrastruttura fornisce importanti vantaggi per la collettività e il sistema economico. I panelli fotovoltaici produrranno energia a impatto ambientale zero e riqualificheranno esteticamente il distretto produttivo di Olbia. L’energia prodotta consentirà al Cipnes di diminuire notevolmente la bolletta energetica consortile che in questi anni ha fatto registrare significativi aumenti di spesa sia a causa dei maggiori costi degli idrocarburi, sia per l’incremento dei consumi dovuti a nuove implementazioni di servizi nelle varie fasi di gestione degli impianti e delle infrastrutture consortili.

Il progetto è nato da una innovativa idea dell’ingegner Giovanni Maurelli, dirigente del settore Igiene ambientale del Cipnes, e della Direzione generale del Cipnes, ed è stato predisposto dalla struttura tecnica del Cipnes (il progetto è dell’ingegner Giuseppe Mula, con la collaborazione di Bastianino Mariano, Fabrizio Palitta, Arturo Aramini, Oscar Cannas e Mario Chiapponi; l’ingegner Antonio Catgiu è il responsabile del procedimento) e condiviso dagli Enti locali consorziati e in particolare dal Comune di Olbia.


 

Mille chilometri di piste ciclabili in Sardegna

La Regione approva il progetto per la mobilità sostenibile e la promozione turistica

ciclabiliTra incentivo al benessere fisico e promozione turistica, la Regione Sardegna sostiene la realizzazione della “Ciclovia della Sardegna” (foto), un piano di 1046 chilometri che offre la “possibilità di collegare tutti i porti e tutti gli aeroporti della Sardegna - spiegano dalla giunta regionale - e consentire al cicloturista di poter scegliere, tra più alternative d'ingresso, l'itinerario prescelto per visitare, in bicicletta, la Sardegna in lungo e in largo”.

Il progetto va avanti da alcuni anni e, ora, è entrato nella fase operativa: la giunta regionale, con delibera del 26 maggio 2020, ha deciso di individuare come prioritaria, per la “Ciclovia della Sardegna”, la direttrice tra nord e sud, tra Alghero e Cagliari (la seconda direttrice è quella orientale e riguarda la Gallura, partendo da Santa Teresa e arrivando Cagliari).

Per l’asse prioritario, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha assegnato 16,6 milioni di euro e la giunta regionale ha sbloccato subito 2 milioni per il completamento e la progettazione degli itinerari Cagliari-Elmas-Barumini e Alghero-Porto Torres-Cagliari.

La “Ciclovia della Sardegna” prende dunque forma. E anche Olbia e la Gallura ne fanno parte. Per Olbia è previsto un collegamento tra la città e il porto dell’Isola Bianca e l’aeroporto Costa Smeralda: la Regione ha stralciato l’intervento e ha individuato il Comune di Olbia come soggetto attuatore. Un altro significativo progetto è quello dentro le aree del Cipnes Gallura di cui parleremo prossimamente.

Il lungo cammino della viabilità ciclistica, sostenibile e turistica, è cominciato cinque anni fa, quando la Regione Sardegna ha approvato la “Rete regionale itinerari ciclabili” con un finanziamento di 8 milioni (delibera del 7 maggio 2015). Successivamente, con delibera del 16 giugno 2016, ha destinato un ulteriore finanziamento di 7 milioni alla “Mobilità ciclabile nelle aree metropolitane (Cagliari, Sassari, Olbia)”.

Con delibera del 31 gennaio 2017, la Regione ha fatto più di un passo in avanti. Primo, ha individuato cinque itinerari prioritari: Alghero - Porto Torres - Sassari - Badesi (115,84 km); Ozieri/Chilivani - Illorai (Stazione Tirso) - Macomer - Bosa (164,17 km); Cagliari - Elmas - Assemini - San Gavino - Sanluri - Isili (113,78 km); Tharros - Oristano - Terralba e Oristano - Bosa (133,79 km); Santa Margherita di Pula - Cagliari - Villasimius - Villaputzu (149,75 km). Secondo, ha approvato i tre itinerari metropolitani, compreso lo stralcio per il piano di Olbia.

Sempre nel 2017, la Regione ha inserito la “Ciclovia della Sardegna” dentro il piano nazionale denominto “Sistema nazionale di Ciclovie turistiche”. Adesso, con la tranche di 2 milioni, ha dato il via libera alla costruzione dei primi tasselli del mosaico delle piste ciclabili nell’Isola, dentro cui ci sono i cinque itinerari (allegati 2 e 3 alla delibera del maggio 2020). La priorità, come detto, è stata data alla direttrice Occidentale Nord Sud.


 

Porti turistici e maxi yacht, il primato della Gallura

Nelle sue coste c'è il 46% dei posti barca della Sardegna. I giganti del mare creano un'economia milionaria

yacht 2Nel sistema economico della Gallura assume un peso importante il settore della nautica e della cantieristica, strettamente legato a quello del turismo. Così come nell’accoglienza dei visitatori italiani e stranieri, anche nel mondo del mare la Gallura detiene il primato in Sardegna: nella sua linea di costa si concentra il 46% dei posti barca e il 44% dei porti turistici di tutta la Sardegna.

I dati del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, contenuti nell’annuale pubblicazione intitolata “Il diporto nautico in Italia”, ci fanno infatti sapere che su 13.800 porti turistici in Sardegna (in questo numero sono compresi anche approdi e punti di ormeggio), oltre 6.000 sono in Gallura, intesa come l’area dei 26 Comuni che componevano la vecchia provincia di Olbia-Tempio, e che su quasi 20.000 posti barca in Sardegna, oltre 9 mila sono in Gallura.

Molto interessante, per questo aspetto, è il dato sui posti barca oltre i 24 metri, quelli destinati ai maxi yacht, delle vere e proprie aziende per l’impatto che hanno sull’economia e l’occupazione. La Gallura ha 339 posti di questa grandezza su 528 della Sardegna, pari a oltre il 64% del totale.

Entrando nel dettaglio comunale, vediamo che il maggior numero di posti barca è in comune di Olbia: 2391 posti, pari a quasi il 26% di tutta la Gallura. Tra i porti, ci sono quelli di Porto Rotondo e Portisco. Subito dopo Olbia, c’è Arzachena con 1733 posti barca (quasi il 19% del totale gallurese); tra le marine, quella di Porto Cervo. Al terzo posto c’è La Maddalena con 1455 posti barca.

La pubblicazione del ministero delle Infrastrutture fornisce informazioni anche sul numero di imbarcazioni. Veniamo a sapere che in Sardegna sono iscritte 881 “unità da diporto a vela”: di queste 399 nel compartimento marittimo di Olbia (45% della Sardegna) e 93 in quello della Maddalena (10% del totale). Le “unità da diporto a motore” sono invece 2995 in tutta la Sardegna: di queste 1650 sono iscritte nel compartimento marittimo di Olbia (55% del totale sardo) e 292 in quello della Maddalena (10% del totale).

In questi giorni i mari della Gallura cominciano a essere solcati dai maxi yacht, molti dei quali ormeggiano in Costa Smeralda e a Porto Rotondo, come è avvenuto oggi con l'arrivo del Sailing Yacht A, il più grande a vela del mondo. È un segnale importante per l’economia turistica in senso stretto ma anche per quella del distretto della nautica del Cipnes Gallura. Nell’area produttiva di Olbia ci sono infatti ben 62 aziende della nautica e della cantieristica, pari all’11% di tutte le imprese del Cipnes, che occupano 374 addetti, pari all’8 dell’occupazione totale. La loro attività è concentrata sia nella costruzione, sia nel rimessaggio, sia nell’assistenza.

Questo settore, in continua crescita in tutto il mondo, è uno dei più incoraggianti per la ripresa e il potenziamento dell'economia gallurese. Come analizzato da uno studio di Carlo Marcetti e Francesca Palmas dell’Università di Sassari condotto su stime di Federagenti nel 2015 – “un superyacht dai 30 ai 60 metri di lunghezza, in media genera una spesa annuale di 2,35 milioni di euro, dà lavoro a 15 uomini di equipaggio e tra lavoratori della manutenzione, elettricisti, tecnici, fornitori di bordo, commercianti crea un indotto per circa 75 famiglie. Un superyacht dai 60 gli 80 metri, in media genera una spesa annuale di 3,95 milioni di euro, impiega una media di 25 uomini per l’equipaggio e crea un indotto di altri 140 lavoratori”.  


 

Porto di Olbia, riaperti al traffico due moli

Completati i lavori sui fondali dell'Isola Bianca. In corso uno studio sull'impatto delle onde

porto olbia 2 copiaIl porto commerciale di Olbia torna a essere completamente operativo. L'intervento sui fondali ha riportato la profondità a meno 9 metri e traghetti e navi da crociera possono attraccare nuovamente nei moli 3 e 4 dell'Isola Bianca. I lavori sono stati svolti dalla società Appalti Generali Imag srl, che ha movimentato circa 3 mila metri cubi di materiale fangoso, livellandolo, come previsto dalla normativa, nelle aree adiacenti.

Ogni anno all'Isola Bianca si registrano 6 mila toccate, con quasi 3 milioni di passeggeri: numeri che fanno del porto di Olbia il primo in Italia. 

Da domani, 15 luglio, sono previsti 26 movimenti: 13 navi in arrivo e 13 in partenza (alcune di queste andranno al molo Cocciani, nel porto industriale del Cipnes).

Questo continuo movimento - appunto molto  intenso nel periodo estivo - produce l'interramento dei fondali. Un limite alla circolazione sicura delle imbarcazioni che è stato pianificato di abbattere. È  infatti in corso una campagna di rilevazione geomorfologica con Scan Sonar, eseguita dalla società Martech srl, sui fondali. I risultati dell’indagine verranno utilizzati le operazioni dragaggio che porteranno alle quote di meno 10 metri il golfo e a quella di meno 11 la canaletta di accesso all'Isola Bianca.

Non sarà l'unico studio. Dal 15 luglio l'Istituto per lo studio degli Impatti antropici e Sostenibilità in ambiente marino ha ottenuto l'autorizzazone, dalla Capitaneria di Porto di Olbia, a posare un corrontometro per misurare la velocità della corrente lungo il profilo verticale tra lo strumento e la superficie del mare.


 

"Turismo in Gallura, ad agosto numeri simili al 2019"

Le previsioni dell'aeroporto di Olbia. Il 60% dei passeggeri in arrivo dall'Italia

aeroporto passeggeri estate 2020Dalla metà di luglio aumenteranno i flussi turistici verso la Gallura, in particolare dall’Italia, e ad agosto la tendenza si consoliderà, con discreti numeri a settembre e quasi uguali a quelli del 2019 a ottobre. Sono le previsioni di Geasar, la società di gestione dell’aeroporto di Olbia controllata dal Principe Karim Aga Khan. Gli effetti del Coronavirus – viaggi e turismo sono fra i settori maggiormente colpiti – si faranno sentire anche nel nord est della Sardegna, ma ci sono segnali incoraggianti: i danni all’economia e all’occupazione saranno ridotti rispetto alle pessimistiche stime di fine maggio.

“A giugno era operativo il 50% del nostro network – spiega Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar, presentando il calendario dei voli per l’estate 2020 – ma il coefficiente di riempimento era del 70-75%”. Significa che i passeggeri sono diminuiti notevolmente (nel giugno del 2019 erano stati 425 mila), ma anche che gli aerei – continuità territoriale a parte, i voli dal resto d’Italia sono ripresi il 5 giugno – hanno volato abbastanza pieni. “Da metà luglio ci aspettiamo di avere il 70-80% dei collegamenti – chiarisce Pippobello – e ad agosto il 100%”.

Il Coronavirus cambia la vita quotidiana, le priorità e anche la geografia dei turisti. L’aeroporto di Olbia, il più internazionale della Sardegna con una quota del 53% di arrivi dall’estero, muterà fisionomia: il 60% dei potenziali passeggeri sarà infatti nazionale. “La maggior parte dei posti offerti dalle compagnie aeree per l'estate 2020 sarà dall’Italia – spiega Mario Garau, capo dello sviluppo delle rotte di Geasar -. Il 15% dei posti sarà dalla Germania, il 7% dalla Francia, il 5% dal Regno Unito”.

Sono previsti 340 mila posti offerti da Milano: 145 mila da Malpensa e 194 mila da Linate, che riaprirà il 13 luglio. Da Roma sono a disposizione 144 mila posti, da Verona 79 mila e da Venezia 77 mila. La compagnia principale per l’aeroporto di Olbia sarà easyJet con 360 mila posti offerti, seguita da Alitalia con 347 mila (assicura le rotte della continuità territoriale) e Volotea con 344 mila (aprirà le nuove rotte di Ancona, Pescara, Pisa, Trieste e soprattutto Bologna).

I posti offerti, ovviamente, non si traducono automaticamente in passeggeri. Ma le previsioni di Geasar, seppure fatte in un contesto difficile e in continua evoluzione (ci sono delle cancellazioni dell’ultimo momento), lasciano spazio a un ragionevole ottimismo. A luglio i posti offerti saranno 367 mila (il 48% in meno di un anno fa), ma già ad agosto le perdite diminuiranno: 569 mila posti offerti, il 22% in meno del 2019. Un mese - quello per certi versi più importante per l’economia della Gallura - quasi salvo.

Settembre sarà un po’ più negativo (370 mila posti, - 26%), mentre ottobre potrebbe essere la vera sorpresa, anche se è complicato fare previsioni a così lunga scadenza: 240 mila posti, 10% in meno del 2019.

Sul fronte dei passeggeri al porto di Olbia, il primo in Italia per numero di passeggeri (quasi 3 milioni nel 2019), non ci sono comunicazioni ufficiali: la perdita a giugno sarebbe stata intorno al 50% rispetto all’anno scorso.