Il Cipnes potenzia i suoi 12 ettari di verde attrezzato

Alberi espiantati dai lotti produttivi e messi a dimora nelle aiuole consortili. Preservate le specie autoctone

DSC03133 copia 1Fermamente convinto della rilevanza dello sviluppo sostenibile, il Cipnes Gallura è attivamente impegnato a migliorare le aree verdi del distretto produttivo di Olbia, che coprono una superficie di 12 ettari. Da anni l'ente sta portando avanti un progetto di rimboschimento innovativo: gli alberi vengono espiantati dai lotti ancora liberi, o prossimi a essere sviluppati, e vengono reimpianti nei grandi spazi verdi consortili. In questo modo vengono raggiunti due obbiettivi strategici: vengono salvate le specie autoctone - in particolare sughere e olivastri - e viene arricchito il patrimonio ambientale che il Cipnes mette a disposizione di tutti, aziende e cittadini.

Ogni anno gli operai del Cipnes, dopo le analisi svolte dai tecnici sulla condizione fitosanitaria delle piante, compiono questa operazione con 200 alberi. Il risultato è un importante patrimonio arboreo che ora l’ente mapperà con un censimento al termine del quale di ogni albero si avrà una “certificato”: anni, caratteristiche, localizzazione passata e attuale.

In queste settimane il Cipnes sta potenziando la grande aiuola all’ingresso del distretto produttivo, alla fine di via dei Lidi. L’intervento assume anche una valenza simbolica. Quello è il primo polmone verde per chi entra nell’area industriale e le piante sono state prelevate dagli spazi oggi di proprietà del Cipnes e che appartenevano alla storica fabbrica Palmera. Sono stati espiantati e trapiantati 30 alberi di olivastro.

I lavori del Cipnes vengono fatti seguendo i dettami della legge 12 del 2013, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, che prevede anche la Giornata nazionale dell’albero il 21 novembre di ogni anno. Quest’anno, per le restrizioni imposte a causa del Covid, il Cipnes non ha celebrato l’evento con un cerimonia pubblica ma ha comunque portato avanti il progetto. L’ente continua a rendere il patrimonio arboreo consortile una fonte di ossigeno per tutta la città di Olbia e per tutti quelli che lavorano o visitano il distretto produttivo. La presenza di numerose piante è fonte di numerosi vantaggi: rende l’aria più pulita, l’aspetto dell’area più gradevole e attira l’avifauna, rendendo l’ecosistema più ricco di specie animali e vegetali.


 

Nel 2020 aumenta la popolazione della Gallura 

Nonostante il lockdwon, è positivo il tasso migratorio. Olbia si conferma attrattiva

POPOLAZIONE 2020La popolazione della Gallura, in modo particolare della Bassa Gallura, è cresciuta anche nel 2020. Secondo i dati anagrafici dei Comuni, tra gennaio e novembre a Olbia si sono registrati 304 residenti in più e ad Arzachena, secondo centro della Gallura, 54 residenti in più. Tempio, che è la terza città del nord est, ha invece avuto un calo: 134 residenti in meno. 

A Olbia i residenti sono a oggi 61.657, ad Arzachena 13.891, a Tempio 13.675. 

La crescita sia di Olbia che di Arzachena è stata determinata più che dal saldo naturale tra nati e morti, che è negativo, da quello migratorio, che è invece positivo. A Olbia sono emigrati 918 residenti ma gli immigrati sono stati 1271, con un saldo positivo di 353 residenti; il saldo naturale, con 357 nati e 386 morti, è stato negativo di 29 residenti. 

Ad Arzachena il saldo tra nati (67) e morti (76) è stato negativo (-9), ma quello migratorio è stato positivo: 213 emigrati, 276 immigrati per 63 residenti in più. 

L’aumento della popolazione, determinato in larga parte dal flusso migratorio, è un segnale di fiducia in un momento complessivamente difficile per la Sardegna. Nonostante la pandemia e il lockdown, Olbia e Arzachena (e la Bassa Gallura in generale) si sono confermate aree con forte capacità di attrazione per imprenditori e lavoratori delle altri parti della Sardegna e dell’Italia.

Tra gli elementi di richiamo, per chi sceglie di investire e vivere in Gallura, la buona qualità ambientale e la resistenza del sistema produttivo, con il nord est che ha fatto segnare, nel primo semestre 2020, un forte incremento di nuove imprese.


 

La PTE del Cipnes sarà pronta entro il 2021

Firmato l'Accordo istituzionale. Il parco tecnologico potenzierà e innoverà il sistema produttivo 

pte 5Olbia avrà un parco tecnologico per le imprese e le nuove professioni, un grande spazio aperto dell'innovazione, un ecosistema 4.0 per la trasformazione dell'economia. Si chiamerà PTE (Piattaforma tecnologica europea) e sarà la prima della Sardegna. È stata voluta dal Cipnes Gallura e la sua mission sarà quella di potenziare, oltre a quello della Sardegna, il sistema produttivo della Gallura, rendendolo digitale, attrattivo e competitivo sui mercati internazionali. In particolare studi e ricerche saranno applicati alle piccole e medie imprese e ai settori storici della nautica, della logistica, dell’agroalimentare, del turismo, del sughero e del granito. 

Già in costruzione a Cala Saccaia a Olbia, la PTE ha ottenuto il via libera della Regione per l'ottimizzazione dell'intervento. ll presidente della Regione Christian Solinas ha infatti approvato l’Accordo di Programma con la provincia di Sassari, il comune di Olbia e il Cipnes che prevede un finanziamento di 16 milioni 630 mila per il completamento della struttura. I lavori ripartiranno a breve e saranno conclusi nel 2021. 

Che cosa sono e che cosa fanno le PTE. Ideate dall’Unione Europa, la funzione delle PTE è quella di innovare tecnologicamente i settori industriali strategici dei Paesi membri. Le PTE mettono insieme istituzioni, aziende e università per fare ricerca e trasferire i risultati alle imprese, aiutandole a diventare digitali e competitive.

La mission della PTE del Cipnes. Il Cipnes Gallura – il cui compito istituzionale è lo sviluppo economico e sociale della Gallura - con la PTE opererà per rendere il sistema produttivo e sociale in linea con la rivoluzione digitale in corso. In particolare, da una parte, la PTE favorirà la nascita e il consolidamento di nuove iniziative imprenditoriali coerenti con la vocazione produttiva del territorio gallurese e regionale e, dall’altra, fungerà da “laboratorio per l’occupabilità” di giovani con profili professionali caratterizzati da competenze di alto livello sia di tipo manageriale, sia di tipo tecnico-professionale.

Come opererà la PTE. Nel contesto dell’istituenda Zes Sardegna e di quella della Gallura guidata dal Cipnes, la PTE si presenterà come uno spazio di programmazione e innovazione. Sarà un ecosistema aperto e inclusivo. Opererà aggregando e integrando il sistema istituzionale, il tessuto imprenditoriale, il mondo della finanza e il mondo e dell’innovazione e dell’alta formazione professionalizzante, come le Università e i Centri di ricerca.

Dove nascerà. La PTE sorgerà nel distretto produttivo del Cipnes, vicino al molo Cocciani, su un lotto di 10 ettari. In parte già in costruzione, la struttura, per quanto riguarda il primo lotto, ospiterà le due azioni istituzionali del Cipnes chiamate Insula e Agency di Sviluppo territoriale.

pte planimetriaInsula. Al piano terrà della PTE ci sarà Insula. Insula, che è la divisione Agrifood e Marketing territoriale del Cipnes, realizzerà una piattaforma tecnica di servizi alle imprese con un articolato programma di marketing territoriale denominato “Insula - Sardinia Quality World”. Due gli obiettivi strategici. Primo: Insula avvierà e consoliderà processi di aggregazione, qualificazione, innovazione ed internazionalizzazione delle filiere produttive identitarie della Sardegna, in particolare dell’agrifood, dell’artigianato artistico, della moda e del design. Secondo: con un processo di cooperazione regionale e locale, porterà avanti un’azione di marketing territoriale della destinazione (turistica) Sardegna, promuovendo i distretti territoriali (Unioni dei Comuni, GAL, Comunità Montane, Borghi autentici) e la loro integrazione con il sistema turistico. Insula, globalmente, sosterrà lo sviluppo del sistema delle imprese sarde e le promuoverà nei mercati internazionali come un unicum territoriale, riconoscibile, ricco di elementi di unicità.

Come sarà articolato lo spazio Insula. Il piano terrà sarà organizzato in aree tematiche per la promozione delle diverse filiere produttive dell’agrifood (filiera del latte, filiera del grano, filiera delle carni, filiera ittica, filiera ortofrutticola, filiera vitivinicola, filiera delle biodiversità), dell’artigianato artistico e del design. Ogni area tematica sarà a sua volta suddivisa in varie sezioni. Ci saranno le sezioni produttive, con i laboratori dell’agrifood ‘’Isole dei Sapori’’, e le sezioni produttive non-food, con i “Laboratori dei Maestri artigiani”. Ci saranno sezioni promo-espositive, chiamate ‘’Aree mercato’’. Ci saranno le unità di trasformazione enogastronomica, in posizione fronte mare, dedicata ai sentieri del gusto, un tour enogastronomico immersivo tra le isole di ristorazione tematica di filiera sarda (La Peschetteria, La Griglieria, La Norcineria, La Vineria). Ci sarà un’area promo-divulgativa multimediale, chiamata “Piazza degli eventi”, dedicata alla promozione multimediale delle singole filiere produttivee delle imprese associate e alla presentazione dei distretti territoriali.

Agency. Al primo piano della PTE ci sarà l’Agency Invest in Gallura. Il Cipnes, attraverso la Divisione “Supporto alle Imprese e sviluppo Territoriale”, avrà un’innovativa “struttura istituzionale”, l’Agency di Sviluppo Territoriale, già operativa e chiamata a creare nuove e migliori condizioni economiche per le piccole e medie imprese esistenti e per i nuovi investitori che intendano insediarsi nei distretti produttivi della Gallura, a cominciare da quello di Olbia del Cipnes, dove c’è una forte e qualificata presenza di aziende della cantieristica nautica, della logistica, dell’industria turistica e degli storici distretti industriali del sughero e del granito. L’Agency avrà quattro attività funzionali: Area creazione d’impresa, Area sviluppo d’impresa, Area innovazione d’impresa, Area internazionalizzazione d’impresa. Il supporto che fornirà agli imprenditori riguarderà le fasi di pre-investimento, insediamento, sviluppo innovativo, consolidamento produttivo e accesso a nuovi mercati fuori dalla Sardegna.

Come funzionerà l’Agency. L’Agency sarà l’agente istituzionale di connessione di tutti i soggetti, regionali e nazionali, interessati a creare un “Sistema Sardegna”, come le imprese e loro associazioni, i makers, le Università, i Centri di Ricerca, le Istituzioni pubbliche locali, regionali e nazionali, le agenzie governative di sviluppo e internazionalizzazione. L’Agency opererà in due modi. Primo: come un’antenna istituzionale che intercetta e mette a sistema le principali istanze del territorio e i bisogni delle imprese tradizionali locali e dei nuovi investitori. Secondo: in spazi configurati e interconnessi per accogliere un “ecosistema territoriale”, metterà a disposizione delle imprese un collegamento diretto e permanente con i partner istituzionali: Camere di Commercio, Sardegna Ricerche, Sfirs, Invitalia, Medio Credito Centrale, Ice, Università. In questo spazio le imprese avanzeranno le domande e troveranno le risposte, sia tecniche che finanziarie, alle loro richieste.

Parco Tecnologico. L’Agency promuoverà anche un incubatore e acceleratore di startup e imprese innovative che necessitano di soluzioni, strumenti e competenze che arrivano dall’esterno, a partire dalle università e dai centri di ricerca. Il Parco Tecnologico sarà il secondo padiglione della PTE, con una superficie di 32 mila quadri, e sorgerà al posto dell’attuale depuratore, che sarà delocalizzato. L’incubatore sarà funzionalmente integrato con il Polo Strategico per l’Innovazione ispirato al modello “Open Innovation” che verrà attivato e sviluppato in interconnessione con l’ecosistema dell’innovazione regionale, in particolare con il sistema universitario e della Ricerca (R&S). Il Polo Strategico, all’interno della PTE, avrà aree di laboratorio destinate alle attività di R&S e aree per le attività di co-working, tutoring e coaching, orientamento e assistenza al tessuto produttivo.

Polo tecnologico. Nel terzo padiglione della PTE, su una superficie di oltre 3 mila metri quadri, il Cipnes realizzerà il Polo tecnologico della nautica e delle filiere produttive. Qui troveranno posto le attività di innovazione, ricerca sperimentale applicata all’industria, incubazione ed accelerazione d’impresa per i settori produttivi storici della Gallura.

pt3 4UniOlbia e Olbi@inLab. Nella funzione di centro di ricerca, la PTE ospiterà alcune delle attività sia accademico-didattiche che di R&S del “Consorzio Polo Universitario di Olbia”, chiamato UniOlbia, che apporterà un valore aggiunto alla missione istituzionale della PTE attraverso le sue attività di promozione della ricerca scientifica applicata al settore produttivo e di formazione di nuovi manager e tecnici in grado di orientare e valorizzare i risultati della ricerca e i benefici dell’innovazione a favore del sistema produttivo gallurese. Sempre nella PTE, troverà posto Olbi@inLab, progetto già finanziato dal ministero dell’Istruzione, con aree dedicate agli uffici ed ai laboratori scientifici e tecnologici.

Hub logistico. Nelle aree della PTE, il Cipnes - per aiutare le piccole e medie imprese nell’attività di distribuzione dei loro beni - realizzerà il centro logistico Insula su una superficie di 1.000 metri quadri. L’hub logistico sarà dotato di un’area tecnica di ricevimento, controllo e pesa dei prodotti identitari (flussi in entrata e uscita), di un’area di stoccaggio, di corsie di preparazione degli ordini in uscita e relativi carrelli di preparazione e di un’area dedicata alle produzioni deperibili (freschi e surgelati). Sarà costruito anche un pontile d’attacco con elementi prefabbricati in legno.

Aree Expo e Meeting. In un’area all’aperto di 32 mila metri quadri, il Cipnes localizzerà aree espositive all’aperto di attività e attrezzature produttive nel settore dei servizi, centri di ricerca e per la formazione professionale, insediamenti terziari, attrezzature ricreative e spazi attrezzati per il gioco e lo sport di iniziativa pubblica e privata. Al centro dell’area fieristica, si prevede la realizzazione di un Auditorium costituito da due piani. Il piano terra è dedicato ai locali di servizio al foyer della sala, dal quale di può accedere alla sala per il pubblico, realizzata su un solaio inclinato a gradinata. I relatori saranno posizionati con le spalle al mare, in modo che il pubblico possa attraverso le vetrate godere anche del panorama naturale sull’acqua. La sala ha una capacità di circa 600 posti a sedere, e sarà predisposta per congressi, proiezioni, convention, piccoli eventi, annessi alle attività della fiera, ma anche per occasioni singole potendo gestire gli ingressi indipendentemente dall’attività fieristica.


 

In Gallura saldo positivo tra aziende aperte e chiuse

Nel primo semestre 2020 tasso di crescita superiore alla media nazionale

TASSO IMPRESE 2020La vivacità imprenditoriale della Gallura ha resistito anche nei primi sei mesi del 2020, caratterizzati dal lockdown e dalla lenta ripresa delle attività produttive. Il saldo tra aziende iscritte (595) e cancellate (452) è infatti positivo: + 143. Il tasso di crescita, + 0,65%, è nettamente superiore sia alla media regionale (+0,06%), sia a quella della provincia di Sassari senza i comuni della Gallura (+0,25%), sia a quella nazionale, che registra il segno negativo (-0,17%). I dati sono contenuti nella pubblicazione della Camera di Commercio di Sassari intitolata “Rapporto Imprese Nord Sardegna. Primo semestre 2020”.

Il tessuto produttivo del nord-est - che comprende i 26 Comuni della vecchia provincia di Olbia-Tempio - mostra dunque segni di grande resistenza e, con le sue perfomance, contribuisce in modo straordinario al saldo positivo tra aziende nate e chiuse di tutta la Sardegna. Provincia di Sassari a parte, tutte le altre Camera di Commercio registrano infatti meno aziende: il tasso di crescita di Nuoro è negativo (-0.01%), come quelli di Cagliari (-0,10%) e Oristano (-0,34%).

Dal punto di vista dei settori, il Rapporto della Camera di Commercio non distingue i territori del Sassarese e della Gallura ma analizza nel complesso le prestazioni delle imprese attive. Nel primo semestre, nel Nord Sardegna sono aumentate quelle dei servizi (+1,8%), del turismo (+0,8%), delle costruzioni (+0,75), dell’agricoltura (+0,3%) e sono diminuite quelle del commercio (-0,8%) e dell’industria (-0,2%).

Le attività manifatturiere sono quelle che hanno subito la maggiore flessione rispetto al primo semestre del 2019: -1,2%, passando 9.989 a 9.874. Entrando nello specifico, le divisioni maggiormente colpite sono state quelle dei prodotti derivanti dalla fabbricazione del petrolio (-25%), dalla fabbricazione di computer e prodotti elettronici (-14,3%), di apparecchiature elettriche (-13.3%). Tra le attività di maggiore peso per il Nord Sardegna, hanno subito una flessione sia le industrie alimentari (-2,5%), sia l’industria del legno e del sughero (-4,%).

Le attività di alloggio e ristorazione - nonostante l’incertezza sulla stagione turistica 2020 - sono invece aumentate dell’1,4%, passando da 12.870 a 13.048. Nello specifico, si è registrato un sensibile incremento delle attività di villaggi alloggi e B&B (+22%), mentre i ristoranti hanno subito una flessione (-0.85).

Nel settore dei servizi, che ha registrato un aumento delle imprese attive dell’1,8%, da segnalare l’incremento delle attività di direzione e di consulenza gestionale (+15,3%), delle attività immobiliari (+45) e - nonostante la crisi del turismo - delle agenzie di viaggio (+4,6%).


 

Resto al Sud, già approvati 6500 progetti 

Impennata di richieste per l'agevolazione riservata agli under 46 del Sud

invitalia restoL’agevolazione Resto al Sud - che finanzia al 100% le nuove imprese degli under 46 nel Mezzogiorno - è sempre più efficace e apprezzata. Nel mese di ottobre sono stati presentati 891 progetti, il numero più alto di sempre di richieste dell’incentivo pubblico avviato nel gennaio del 2018. Ne dà notizia Invitalia, l’agenzia governativa che approva i piani e di cui il Cipnes Gallura, con la sua Agency per lo sviluppo territoriale, è ente accreditato in Sardegna.

Complessivamente, Invitalia ha già approvato 6.519 progetti di startup o di sviluppo d’impresa (Resto al Sud può sostenere sia le imprese costituite dopo il 21 giugno 2017, sia quelle ancora da costituire, sia i liberi professionisti). Gli investimenti attivati sono pari a 443 milioni di euro. Gli occupati sono 25 mila. I crediti concessi, a tasso agevolato, sono 192 milioni, di cui 132 già anticipati. La dotazione complessiva di Resto al Sud è di 1 miliardo 250 milioni.

Resto al Sud copre il 100% dell’investimento e, dopo la riforma della misura partita nel luglio 2020, con una diverso mix: il finanziamento a fondo perduto è passato dal 35% al 50%; il restante 50% viene erogato con un finanziamento bancario a tasso agevolato e con gli interessi interamente a carico di Invitalia. In più, è stato introdotto un ulteriore contributo - sempre a fondo perduto - a copertura del fabbisogno di circolante delle imprese finanziate

"Le recenti modifiche normative hanno sicuramente concorso a determinare un aumento così consistente delle richieste - spiega Invitalia in una nota stampa - . Già nel bimestre agosto-settembre 2020, si era registrato un incremento dell’85% rispetto allo stesso periodo del 2019, a conferma della natura anticiclica e anticrisi dello strumento agevolativo".

Per scoprire come funziona Resto al Sud, per realizzare il progetto imprenditoriale e presentarlo a Invitalia, l'Agency del Cipnes Gallura è a disposizione degli imprenditori: per ottenere un appuntamento è sufficiente mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


 

Le scuole galluresi garantiscono subito un lavoro

Fondazione Agnelli: istituti tecnici e professionali tra i migliori in Italia

foto scuoleIl 50% degli istituti tecnici italiani garantisce ai loro diplomati di trovare un lavoro (almeno di sei mesi) entro due anni. Gli istituti superiori della Gallura hanno prestazioni ancora migliori: l’istituto alberghiero Costa Smeralda di Arzachena garantisce un’occupazione al 62% dei diplomati, l’istituto professionale Amsicora di Olbia al 60%, il tecnico Deffenu di Olbia al 56%, il tecnico Panedda di Olbia al 55%.

Sono i risultati di Eduscopio, l’indagine della Fondazione Agnelli per orientare famiglie e studenti nella scelta della scuola e dell’università più adatta alle loro esigenze e alle loro inclinazioni. Eduscopio analizza i dati, raccolti dai ministeri, delle carriere universitarie e lavorative dei singoli diplomati e con queste informazioni presenta degli indicatori, rigorosi ma comprensibili, che consentono di comparare le scuole in base ai risultati raggiunti dagli studenti.

L’edizione 2020 ha studiato i dati di circa 1.275.000 diplomati italiani in tre successivi anni scolastici (2014/15, 2015/16 e 2016/17) in circa 7.400 indirizzi di studio nelle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie. Emerge che gli istituti tecnici (sono stati analizzati 550 mila diplomati) garantiscono sempre la percentuale più alta di occupazione nei due anni successivi al diploma. La media è del 49,5%, in rialzo rispetto al 48% del 2019.

In questo quadro tre istituti tecnici galluresi - più due istituti professionali - hanno fatto registrare performance migliori del resto d’Italia. Al primo posto c’è l’istituto professionale alberghiero Costa Smeralda di Arzachena. L’indice di occupazione dei suoi diplomati nei successivi due anni è del 62% contro il 50% nazionale. Nel 69% dei casi è un lavoro coerente con il titolo di studio. Il contratto temporaneo ha una percentuale dell’80%, percentuale che risente della stagionalità delle professionisti turistiche.

Un ottimo risultato, che conferma e migliora quello degli anni precedenti, è quello raggiunto dall’istituto professionale industriale Amsicora di Olbia. Entro i due anni dal conseguimento del titolo di studio, trova un lavoro il 60% dei suoi diplomati. Molto confortante anche un altro dato: il 41% trova un’occupazione con contratto a tempo indeterminato, di cui il 25,5% con l’apprendistato.

Tra gli istituti tecnici, quelli di Olbia, Deffenu e Panedda, mostrano risultati molto positivi. L’istituto tecnico economico Deffenu garantisce nel 56% dei casi un lavoro, entro due anni, ai propri diplomati. Il 42% trova un lavoro coerente con il titolo di studio, un altro 42% nelle professioni trasversali, dimostrando la versatilità della sua offerta formativa. L'indirizzo tecnico tecnologico del Deffenu dà un lavoro entro due anni nel 52% dei casi, con un percentuale del 15% di occupazione a tempo indeterminato. L'istituto tecnico Panedda assicura un lavoro entro due anni al 55% dei propri diplomati: il 37% lo trova coerente con il titolo di studio e quasi il 35% nelle professioni trasversali.

L'istituto tecnico economico Falcone e Borsellino di Palau ha un indice di occupazione del 50%, di poco superiore alla media nazionale.

Come considerazione generale, la vivacità e pluralità dell’economia della Gallura - unita all’ottima preparazione fornita dalle scuole tecniche e professionali - continua a creare occupazione; un dialogo, quello scuola-lavoro, che il Cipnes - con la sua Agency e a breve con UniOlbia e la PTE - incoraggerà e rafforzerà.


 

Uno spazio Dsa nel Centro per l'infanzia del Cipnes

Lezioni destinate agli alunni dagli 8 ai 19 anni, anche in videoconferenza

kinesIl Centro per l’infanzia del Cipnes “I Folletti di Kines”, nel distretto produttivo di Olbia, attiva “Spazio DSA”, un servizio a supporto degli alunni con certificazione di Disturbo Specifico di Apprendimento (dislessia, disgrafia e disortografia, discalculia). È destinato ai bambini e ai ragazzi dagli 8 ai 19 anni in possesso di diagnosi e certificazione di DSA. Ma, grazie all’ausilio di programmi all’avanguardia e di un sistema di app specifiche e monitorate, il servizio può essere esteso come potenziamento anche ai bambini a rischio di DSA, non ancora certificati, a partire dal primo anno della scuola primaria.

Attraverso la formula del laboratorio-doposcuola e grazie ai più moderni software di supporto, l’alunno viene accompagnato da un pedagogista qualificato con formazione specifica in psicopatologia dell’apprendimento nell’individuazione attiva del percorso personalizzato più adatto alle proprie caratteristiche ed esigenze. L’obbiettivo finale è il raggiungimento della maggiore autonomia possibile nello svolgimento dei compiti e l’uso consapevole di strumenti e strategie compensative in grado di rafforzare l’autostima.

Le attività riguardano le aree della lettura, scrittura e del calcolo, e sono svolte in sessioni di lavoro 1:2 o 1:3, con un massimo di 3 alunni. E’ prevista una frequenza di 2/3 pomeriggi a settimana, in turni della durata di un’ora e mezza o due ore ciascuno. Il servizio sarà disponibile per tutto l’anno scolastico anche a distanza con l’ausilio delle più comuni piattaforme di videoconferenza.

Per qualunque informazione è possibile rivolgersi a “I Folletti di Kines” al numero 0789/53636, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., o direttamente alla referente del progetto dottoressa Beatrice Puggioni al numero 366/6679876 o all'email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..


 

E' operativa UniOlbia, l'università per l'economia 4.0

Firmato l'Accordo di programma tra Regione, Provincia e Comune di Olbia: stanziati 6,5 milioni per la sede dei corsi

uniolbiaCon la firma di un Accordo di programma fra Regione, Provincia di Sassari e Comune di Olbia, è ufficialmente operativo il “Consorzio polo universitario Olbia”, chiamato UniOlbia e che ha la mission di concorrere alla piena trasformazione digitale dell’economia e della società del Nord Est Sardegna. UniOlbia nasce infatti con l’ambizione di valorizzare le forti specializzazioni produttive della Gallura – turismo, nautica, blue economy, alimentare – inserendole a pieno titolo nel mondo 4.0 dell’innovazione tecnologica. Sono previsti sei Corsi di laurea (uno completamente in inglese) ed è programmata l’attrazione di mille studenti.

UniOlbia avrà più sedi in città. La Regione Sardegna - con una delibera approvata lo scorso luglio - ha dato al Consorzio 6,5 milioni per la riqualificazione di un immobile, l’ex Upim in corso Umberto, da destinare a sede operativa del nuovo polo universitario."L’intervento rientra nell’Agenda Urbana delle politiche di sviluppo territorializzate che individua in Cagliari, Sassari e Olbia le tre principali aree urbane cui sono prioritariamente destinati gli interventi di sviluppo sostenibile", spiega la Regione. “La costituzione del polo universitario di Olbia rappresenta un importante risultato per il territorio Gallurese e per tutta la Sardegna: darà agli studenti una più ampia possibilità di scelta nella loro formazione accademica e di conseguenza, una nuova opportunità di guardare al futuro nella loro terra” ha detto il Presidente della Regione Christian Solinas. “La crescita delle competenze attraverso l’organizzazione di nuovi percorsi formativi qualificati daranno un ulteriore impulso allo sviluppo del sistema produttivo del Nord-Est della Sardegna” ha spiegato l’assessore della Programmazione e Bilancio, Giuseppe Fasolino.

Che cosa è UniOlbia. Costituito come associazione no profit, il Consorzio UniOlbia è stato fondato per volontà del Comune di Olbia, dell’Università degli Studi di Sassari, del Cipnes Gallura, dell’Aspo, della Geasar, della Sinergest Olbia, del Consorzio per la gestione dell’area marina protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo e dell’Istituto Euromediterraneo (ISSR Scuola internazionale di Formazione, Ricerca e Specializzazione). Oltre ai fondatori, lo statuto prevede l’ingresso nel Consorzio di nuovi soggetti pubblici e privati.

La Mission. Il Consorzio vuole svolgere un’alta funzione sociale ed economica per il territorio della Gallura e della Sardegna in generale. Vuole promuovere e diffondere la cultura universitaria; favorire e sviluppare la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico nei settori turismo, ambiente, salute, governance pubblica, risorse umane; promuovere e diffondere la cooperazione interregionale, nazionale e internazionale, in un quadro di integrazione con le realtà produttive e dei servizi; sostenere accordi di partenariato accademico rivolti all'attivazione di double degree e joint degree; promuovere e diffondere la produzione e la qualità delle pubblicazioni scientifiche frutto della cooperazione accademica a più livelli; creare e la gestire corsi di formazione universitaria e iniziative manageriali post laurea.

Un consorzio per l’economia 4.0. La sua mission prevede la formazione, la ricerca e l'innovazione del Nord Est della Sardegna, in stretta sinergia con il sistema produttivo del territorio e con tutti i soggetti, pubblici e privati, che vogliono investire in un'ottica di Smart District Urban e Smart Community. UniOlbia, dunque, accetta e rilancia la sfida sulle radicali trasformazioni che l'economia manifatturiera, artigianale e dei servizi stanno affrontando. L’economia 4.0, la digital transformation impongono l'acquisizione di nuove e rinnovate competenze che non possono solamente scaturire dagli insegnamenti tradizionali; queste skills richiedono un continuo trasferimento di know how, un sapere adeguato alle incessanti accelerazioni imposte dell’economia digitale. UniOlbia vuole essere un attore che concorre alla creazione di  policy che consentano di governare utilmente i fenomeni in corso di profonda trasformazione, evitando il disallineamento tra le  abilità richieste dal mondo del lavoro e quelle offerte dal mondo della formazione. UniOlbia, in coerenza con le sue linee statutari, vuole essere un punto di riferimento per tutta la Sardegna e ha la speranza di diventare un polo attrattivo sia a livello nazionale che  internazionale.

Green e Digital. Con la cornice di 9 grandi aree tematiche - Turismo, Ambiente, Cultura, Salute, Agroalimentare, Sostenibilità, lnformation Communication Technology, Trasporti, Cantieristica Nautica – UniOlbia poggia la sua azione su 3 pilastri. La Formazione, con strutturazione, innovazione e incremento dei corsi universitari, triennali e magistrali. La Ricerca, correlata ai corsi universitari. L'innovazione, che si concretizzerà a breve con il funzionamento della Piattaforma Tecnologica Europea (P.T.E.), un ecosistema capace di favorire il trasferimento tecnologico a favore del sistema produttivo locale. La P.T.E è infatti un’infrastruttura istituzionale, finanziata dalla Regione Sardegna, in via di realizzazione nel distretto produttivo di Olbia del CIPNES e che fungerà da Polo per la ricerca industriale e l'innovazione d'impresa e da incubatore e acceleratore di startup innovative. UniOlbia, così, valorizzando le peculiarità territoriali e le specializzazioni imprenditoriali del sistema socio-economico del Nord Est della Sardegna, può evolvere in un ecosistema open innovation propulsivo di nuove imprese innovative e creatore di un ambiente favorevole per la crescita economica sostenibile.

Piano triennale. Il consiglio di amministrazione di UniOlbia ha approvato il Piano triennale delle attività, che prevede il rafforzamento dei corsi universitari gemmati dell’Università di Sassari con la DiSea (Corso in Economia e Management del Turismo - Laurea Triennale; Corso di Laurea in Economia Aziendale: Tourism Management) e l’attivazione di nuovi corsi universitari (Corso di Laurea triennale in infermieristica che sarà diretto dall'Università di Sassari in partnership con il Mater Olbia;  Corso di Laurea Magistrale lnnovation Management for Sustainable Tourism in lingua inglese; 
Corso di Laurea Magistrale in Gestione dell'Ambiente Marino e Costiero con il supporto operativo e finanziario del Consorzio Area Marina Protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo; Scuola di Formazione Euromediterranea a iniziativa dell'Istituto ISSR- Istituto Euromediterraneo ISSR - Scuola Internazionale di Formazione, Ricerca e Specializzazione).

Mille studenti, sette sedi. Con l’attuazione del piani strategico del Consorzio - che ha la gestione amministrativa e tecnico-logistica di supporto al regolare svolgimento dei corsi di Laurea - si prevede l’attrazione di oltre mille studenti a Olbia, che saranno ospitati in una serie di edifici recuperati o creati ex novo dal comune di Olbia e dagli altri soci. La sede sarà in centro a Olbia, neli locali dell’Olbia Expo; le sedi didattiche saranno nel palazzo, sempre in centro a Olbia, ex Upim ed ex Standa; nei locali Ex Sep nel distretto produttivo di Olbia; nell’aeroporto di Olbia; nella P.T.E.; al Mater Olbia e all’Istituto Euromediterraneo.


 

Pmi della Gallura con un basso livello di digitalizzazione

Analisi di Cerved: le tecnologie 4.0 e le strategie green fondamentali per la ripresa

province digitalizzazioneIl Rapporto Cerved PMI 2020 non offre solo un’analisi sulle grandi difficoltà incontrate dalle aziende italiane e sarde durante la pandemia. Offre anche una prospettiva di crescita. Dovrà essere indirizzata su due linee strategiche, green e digitale, su cui si sta muovendo da tempo il Cipnes Gallura.

Cerved, analizzando il piano europeo Next Generation EU, che dovrebbe partire nella seconda parte del 2021, spiega che gli “incentivi dovranno concentrarsi su digitalizzazione delle imprese e transizione verso un sistema più sostenibile. Per promuovere la digitalizzazione, è necessario da un lato intervenire sugli ostacoli che anche in passato hanno frenato l’adozione delle tecnologie da parte delle imprese italiane: pratiche manageriali inadeguate, alta presenza di imprese piccole e familiari, scarso peso degli investitori istituzionali. Dall’altro si potrebbe rafforzare il piano di Industria 4.0, che in passato ha fortemente incentivato gli investimenti in innovazione delle imprese. La transizione verso un’economia più sostenibile richiederà nei prossimi anni forti investimenti da parte del nostro sistema industriale. La regolamentazione finanziaria cambierà e in molti settori le aziende si troveranno di fronte a un bivio: ristrutturarsi in ottica di sostenibilità o non riuscire a finanziarsi sul mercato”.

Green. I dati di Cerved sulle società di capitale indicano che la riqualificazione energetica avrà “impatti molto significativi: vi rientrano quasi 200 mila società di capitale, che impiegano poco meno di 2 milioni di addetti e che generano ricavi per 392 miliardi di euro”.

Più digital. “La scarsa digitalizzazione delle imprese italiane è, secondo molti osservatori, alla radice della bassa produttività e crescita che ha caratterizzato l’Italia nel corso dell’ultimo decennio - spiega il Rapporto di Cerved -. Dal 1995, la produttività è cresciuta in Italia solo dello 0,1% medio annuo, contro l’1,1% della Germania e l'+1,4% degli Stati Uniti. Questo è coinciso con una lenta adozione di tecnologie digitali: il capitale IT è cresciuto di un fattore pari a 1,5X in Italia contro multipli pari a 4X in Germania e 4,6X negli Stati Uniti". Sommare le azioni dirette verso il green a quelle indirizzate alla digitalizzazione porterebbe, secondo la società di analisi, enormi vantaggi alle aziende italiane e sarde, in particolare alle Mpmi (micro, piccole e medie imprese), che sono l'ossatura dell'economia dell'Italia e anche del distretto produttivo di Olbia del Cipnes Gallura.

aziende digitalizzazioneMicro e piccole in difficoltà. Un’analisi basata sul Cerved Growth Index – un indice che sintetizza le potenzialità di crescita delle imprese italiane, tenendo conto anche del loro grado di innovazione digitale – indica infatti che sono solo 14 mila (il 9%) le Pmi con digital capabilities elevate. Il Digital Capability Index, che è la componente del Growth Index che misura il livello di digitalizzazione delle aziende, ci dice le più penalizzate sono proprio le micro imprese: il 78% ha una molto bassa Digital Capability.

Sardegna e Gallura indietro. L’analisi territoriale fatta da Cerved mostra come la Sardegna – a parte la parziale eccezione di Cagliari – ha ancora una quota molto bassa, intorno al 5%, di Pmi con un’Elevata digital capability. La Gallura è in linea con la media regionale, secondo le mappe di Cerved.  

Un problema italiano. In base al Digital Capability Index, in Italia sono presenti 14.506 Pmi (il 9,1%) con un’elevata propensione alla digitalizzazione e 32.182 Pmi (il 20,3%) con una propensione alla digitalizzazione moderata. La quota restante di oltre due terzi evidenzia bassi livelli di digitalizzazione. La percentuale di aziende con elevate digital capabilities è più elevata tra le medie imprese (15,9%), mentre le piccole fanno registrare percentuali più basse di imprese digitalizzate (7,8%). Nel complesso, i livelli di digitalizzazione delle Pmi risultano ancora molto inferiori rispetto alle grandi imprese (9,1% contro 31%). Una delle strade indicata da Cerved per superare la crisi causata dal Covid è appunto la digitalizzazione, un fenomeno complesso, che va dall'innovazione del prodotto e dei servizi al nuovo modo di comunicare. 


 

Fatturati 2020, le Pmi reggono l'urto del Covid

Le piccole si salvano se riescono a usare gli aiuti pubblici. Il ruolo dell'Agency 

Sardegna 2 scenario softLa maggior parte delle Pmi italiane, nonostante gli effetti negativi del Covid-19 sui fatturati, chiuderà i bilanci del 2020 con un pareggio o – in alcuni casi – anche con un utile. È la stima che fa Cerved, la maggiore società italiana di analisi dei bilanci, nel "Rapporto Cerved PMI 2020". Una previsione per certi versi sorprendente, e anche incoraggiante per le 537 imprese insediate nel distretto produttivo di Olbia del Cipnes, 534 delle quali sono Pmi (piccole e medie imprese) o Mpmi (micro, piccole e medie imprese).

Le società che avranno un calo maggiore dei ricavi saranno le piccole, quelle sotto i 50 dipendenti: Cerved spiega che in Italia sono quelle che hanno più difficoltà nell’accesso agli aiuti pubblici. Un ritardo che proprio il Cipnes Gallura vuole colmare rapidamente, con l’azione messa in campo dall'Agency di sviluppo territoriale che aiuta le imprese a scegliere i migliori incentivi nazionali e regionali.

L’analisi. Cerved ha studiato i bilanci di 159 mila Pmi italiane classificate come società di capitale, di cui 132 mila Piccole (10-50 addetti, 2-10 milioni di fatturato) e 27 mila Medie (50-250 addetti, 10-10 milioni). Prima di tutto, Cerved sottolinea che nel 2019 i ricavi delle Pmi sono tornati oltre i livelli del 2007 (+2%), l’anno di inizio della recessione mondiale. Ma a questo recupero si accompagna una minore capacità di generare redditività: le Pmi hanno perso il 19,4% del Mol (margine operativo lordo) e il ROE (Return on equity) si è ridotto dal 13,9% del 2007 al 10,8% del 2019. 

In questo contesto, Cerved prevede una flessione dei fatturati delle Pmi intorno all’11% nel 2020. Con un secondo lockdown in autunno, come quello cominciato venerdì 6 novembre, i bilanci delle Pmi potrebbero crollare del 16,3%.

Male gli hotel, benissimo l'ecommerce. Entrando nello specifico dei comparti produttivi, Cerved stima che le Pmi del settore Alberghi avranno il maggior calo di fatturato (-47,1% sul 2019); a seguire Agenzie di viaggi (- 51,3%) e Fiere e convegni (- 39,8%). Ma la crisi economica causata dalla pandemia non è uguale per tutti. Ci sono anzi alcuni settori che avranno benefici. Vedranno un aumento del loro fatturato le Pmi del commercio online (+23,85 sul 2019), delle specialità farmaceutiche (+7,6%), della pasta (+4,7%), della distribuzione alimentare moderna (+6,6%), dei prodotti per la detergenza (3,1%).

Meno nascite di case editrici. Anche la natalità delle imprese è stata duramente colpita dagli effetti del Covid e, anche in questo caso, non in tutti i settori. Cerved ha messo a confronto il primo semestre del 2020 con quello del 2019. “Se si restringe il campo di analisi alle "vere" nuove società di capitale, ovvero le nuove aziende non riconducibili a società preesistenti – è scritto nel Rapporto – c’è stato un calo di nuove aziende nell’editoria di libri (-87,5%), nelle strutture ricettive extra alberghiere (-70,2%),  nella vendita di energia elettrica (-70,1%), nei giochi e scommesse (-69,7%) e nella pelletteria e valigeria (-67.2%). In aumento, invece, la nascita di aziende di apparecchi medicali (+20,5%), ingrosso prodotti farmaceutici (+8,8%) e facility management (+2,6%)".

Italia più "piccola" della Germania. Secondo i dati della Commissione europea, le Pmi europee sono 1 milione 700 mila - escluse le micro imprese – e rappresentano il 7% del totale delle imprese dell’Europa a 28.

In Italia le Pmi sono 191 mila, pari al 5% del totale delle imprese italiane e al 7% delle imprese dell’Europa a 28.  L’ossatura del sistema produttivo italiano è rappresentato dalle micro imprese: sono 3 milioni 600 mila e rappresentano il 95% del totale, una percentuale più alta di quella della media Ue (93%) e soprattutto della Germania (82%). Anche nel distretto produttivo di Olbia le micro imprese sono quelle maggiormente rappresentate: su 537 aziende, 399 sono micro, pari al 75% del totale.

Le micro imprese e gli aiuti. A maggior ragione è importante leggere l’analisi di Cerved. Secondo le previsioni per 2020, le piccole imprese (- 11,7% del fatturato) patiranno più delle medie (- 10.4%) e questo “un po’ a causa della specializzazione settoriale – spiega la società di analisi - e un po’ a causa della maggiore difficoltà nell’accesso agli aiuti pubblici”. Nonostante la crisi, la maggior parte delle Pmi italiane chiuderà il 2020 “in pareggio o con un utile d’esercizio e gli indici di redditività, pur crollando rispetto al 2019, risulteranno in media ancora positivi”. Questo perché, oltre alla capacitò di resistenza delle Pmi, ci sono stati gli aiuto della cassa integrazione, delle garanzie pubbliche per la liquidità, gli incentivi. Il mancato accesso agli aiuti pubblici è uno dei problemi delle piccole aziende e, in modo ancora più acuto, delle micro: un target a cui l’Agency di sviluppo territoriale del Cipnes Gallura si rivolge per mettere a disposizione degli imprenditori consulenza e aiuto per ottenere i numerosi aiuti pubblici attivi in questo momento.

Da Newco a Pmi. Questa dell’Agency non è l’unica missione: c’è anche quella di aiutare le aziende a nascere, crescere di dimensione e, successivamente, internazionalizzarsi. Anche su questo versante arrivano indicazioni utili dal Rapporto di Cerved. Emerge che le imprese giovani, se ben concepite, sono le più resistenti e le più capaci di diventare delle Pmi. “In base agli ultimi bilanci depositati, sono 4.493 le newco del 2015 diventate piccole imprese a tre anni dalla nascita (+9,1%) e 472 quelle diventate medie imprese (+1,5%). Risulta in crescita anche il numero di newco del 2017 diventate Pmi a un anno dalla nascita, con 3.212 nuove piccole imprese (+1,5%) e 388 nuove medie imprese (+9,6%)”.

Startup con più occupazione. Le imprese giovani hanno anche una maggiore capacità di generare occupazione. “Prendendo in considerazione le società di capitale, i dati mostrano che negli ultimi anni le imprese più giovani (età inferiore ai 5 anni) hanno sempre garantito un contributo occupazionale maggiore rispetto alle imprese con età compresa tra i 5 e i 9 anni e alle imprese con età superiore ai 10 anni – è scritto nel Rapporto di Cerved -. Il contributo netto all’occupazione delle startup è rimasto in terreno positivo anche negli anni delle due crisi (2009-2010 e 2012-2014) che hanno colpito il sistema produttivo italiano, a differenza di quanto fatto registrare dalle altre classi di età.

Nel 2019 il contributo netto all’occupazione delle 380 mila società di capitale con età inferiore ai 5 anni (il 25,3%) è stato di 257 mila addetti, per effetto dell’incremento di 187 mila nuove unità garantito dalle società operative in entrambi gli anni e a un saldo tra entrate e uscite positivo di 70 mila unità. Nello stesso anno, le 295 mila società con età tra i 5 e i 9 anni (il 19,7%) hanno invece fatto registrare un contributo negativo all’occupazione di 31 mila addetti, a causa del saldo negativo tra entrare e uscite (-37 mila addetti), mentre le 826 mila con più di 10 anni (il 55,1%) hanno evidenziato un andamento sostanzialmente stabile (+ 400 unità), con un saldo occupazionale positivo per le società operative nei due anni (+108 mila) e un andamento negativo del saldo entrate-uscite (107 mila)”.