Nota del Cipnes Gallura e dichiarazioni del Presidente

In riferimento all’articolo della Nuova Sardegna del 18 giugno 2021 dal titolo “Il Cipnes rischia un commissario”, il Cipnes Gallura precisa che nessun commissario ad acta è stato nominato dai giudici amministrativi. Si precisa che i 27.500 metri quadri in questione non riguardano minimamente le aree in cui sorgeva l’ex fabbrica del tonno Palmera ma quelli in cui è presente il McDonald’s. 

Dichiarazione del Presidente del Cipnes Gallura Gianni Sarti: “In quest'ultimo periodo sembra che ci sia, da parti di diversi media, la caccia al Cipnes Gallura. Ogni cosa che riguarda il Consorzio viene ampliata e spesso travisata con connotazioni tali da far passare il Cipnes in cattiva luce. Se molte persone questa mattina mi hanno chiamato allarmate, chiedendomi come mai il Cipnes rischiasse il commissariamento, vuol dire che qualcosa che faceva intendere questo c'era. Siamo certi che non ci sia nessun accanimento nei nostri confronti, ma gradiremmo un'attenzione maggiore e, come dovrebbe essere, auspichiamo che venga richiesta anche la nostra opinione, cosa che non è avvenuta, per una comunicazione corretta all’opinione pubblica. La stessa attenzione che abbiamo ogni volta ci spostiamo sul territorio isolano. Che si tratti di Camera di commercio, assessorati regionali o altri consorzi, riceviamo ampi consensi e complimenti per il lavoro svolto dal nostro consorzio – dai suoi dipendenti e dai suoi dirigenti – a favore del territorio”.

 


 

Partiti i lavori di riconversione dell'ex Palmera

Il gruppo SNO realizzerà un cantiere nautico. È uno dei tanti progetti di rilancio produttivo del Cipnes

Un progetto di riconversione industriale e urbanistica preso a esempio dalla Biennale di restauro architettonico e urbano, arrivata oggi alle quinta edizione. È quello realizzato dal Cipnes Gallura nell'ex fabbrica del tonno Palmera, dentro il distretto produttivo di Olbia.

Quando la Palmera cessò l’attività produttiva, il Cipnes Gallura - come prevede la sua missione istituzionale - avviò le procedure per la riacquisizione dell’area. Da una parte, bisognava rendere nuovamente produttivo quello spazio, per evitare che restasse un luogo di archeologica industriale e scongiurare il consumo di altro suolo per l’installazione delle fabbriche. Dall’altra, occorreva recuperare l’area - sul mare - sia paesaggisticamente che urbanisticamente per unirla alla città di Olbia.

L’operazione, dopo un lungo lavoro del Cipnes, è andata a buon fine. L’area è stata riassegnata un altro investitore. Sarà il gruppo SNO, leader della cantieristica nautica, a riconvertire l’ex Palmera in un marine center, dove verranno assemblati e arricchiti gli iconici yacht di Magnum Marine, con sede a Miami e resi famosi dalla serie televisiva Miami Vice.

Il nuovo stabilimento è unito, fisicamente e operativamente, agli altri della SNO lungo la fascia costiera del Cipnes. Complessivamente, sono 20 ettari di attività produttive: all’interno c’è il cantiere della Novamarine, un altro esempio di riconversione industriale e urbanistica nel distretto. “Tutti gli investimenti sono stati finora realizzati con le nostre risorse” spiega Francesco Pirro, uno dei due titolari del gruppo SNO. A regime, il marine center darà lavoro a 500 occupati.

Tutti i lotti in cui le attività produttive non esistono più, per chiusura o trasferimento, vengono salvati e riutilizzati dal Cipnes Gallura. Il caso della Palmera è solo l’ultimo della serie. Proprio in questi giorni il gruppo SNO ha fatto partire i lavori di bonifica, come si vede nel video. Un’operazione importantissima per il recupero di un’area fondamentale per lo sviluppo.


 

Il Cipnes abbatte del 70% le emissioni di C02 e risparmia sulla bolletta

Partiti i lavori per l'efficientamento energetico della sede di Cala Saccaia

efficientamentoMinore consumo di energia elettrica (-76%) e minori emissioni di C02 nell'aria (-71%). Sono i risultati a favore dell'ambiente e contro il riscaldamento globale che produrranno i lavori di efficientamento energetico nella sede del Cipnes Gallura, a Olbia, partiti in questi giorni.

Da tempo convintamente impegnato nella transizione energetica - dalla riconversione della discarica alla costruzione della pista ciclabile fotovoltaica fino alla produzione di energia solare - il Cipnes sta realizzando il nuovo progetto ecoostenibile che porta - oltre a un forte risparmio per l'ente e a un maggior benessere per i dipendenti - Olbia al passo con la rivoluzione verde in corso in Europa. 

Costruita nel 1999. la sede del Cipnes cambierà volto grazie ai finanziamenti ottenuti dal Cipnes con la partecipazione al bando della Regione Sardegna su “Energia sostenibile e qualità della vita”. La gara d'appalto se l'è aggiudicato la ditta Elettrotecnica srl di Viddalba, per un importo di 685 mila euro.

Tutte le opere saranno eseguite nel massimo rispetto dell’ambiente. I materiali di risulta verranno accatastati in area dedicata e correttamente smaltiti.

Gli interventi sulla palazzina del Cipnes saranno molteplici e complessi (nuovo impianto di illuminazione, nuovo impianto di condizionamento, pannelli solari per la produzione di energia). Vediamoli nel dettaglio.

Nuovo impianto elettrico. L'impianto illuminotecnico sarà totalmente sostituito con lampade a tecnologia LED, che permettono, rispetto alle lampade attualmente utilizzate e a parità di flusso luminoso, un’elevata riduzione di potenza assorbita. IInoltre ci saranno benefici anche dal fatto che il ciclo di vita delle lampade a LED è fino a 10 volte. I LED bianchi, poi, garantiscono un'illuminazione più gradevole e con una migliore resa dei colori rispetto alla luce gialla tipica delle sorgenti a vapori di sodio. Per ottimizzare il risparmio dell’energia elettrica, sono state previste negli uffici lampade dimmerabili, attraverso le quali è possibile regolare il flusso luminoso. È previsto anche un sistema per la rilevazione delle presenze all’interno dei locali, che permetterà un’ulteriore ottimizzazione dei consumi energetici.

Nuovo impianto di climatizzazione. L’intervento consiste nella sostituzione dei ventilconvettori in tutto l’edificio, in quanto risultano vetusti in termini di consumi di energia. I nuovi ventilconvettori avranno motori AC tipo Brushless a variazione continua 0-100% della velocità per garantire la migliore prestazione con livello sonoro molto basso. Verranno sostituiti 93 ventilconvettori con fabbisogno elettrico pari a 90/60/38 watt con i nuovi con fabbisogno elettrico pari a 18/10/5 watt.

Isolamento termico delle superfici. Si agirà sulla componente dell’isolamento termico con conseguente diminuzione degli scambi termici verso l’esterno. Le pareti verranno rivestite all'interno mediante pannelli in lana di roccia ad alta densità dello spessore di 100 millimetri, posizionati a contatto con i pannelli in cls sul lato interno.
I corpi scala, costituiti da setti in cls, verranno coibentati esternamente attraverso l’impiego di pannelli ad alta denistà in lana di roccia dello spessore di 100 millimetri. Le coibentazioni dei solai verranno realizzate mediante l’adagiamento di pannelli di lana di roccia dello spessore di 100 millimetri all’estradosso dei controsoffitti.

Impianto fotovoltaico. La sede del Cipnes utilizza attualmente come unica fonte di energia primaria l’energia elettrica prelevata dalla rete. Considerata la realizzazion della pista ciclopedonale con coertura fotovoltaica, è stato previsto di dedicare un tratto dei pannelli (492.48 kWp) ai consumi della palazzina.

Auto elettriche. È prevista l’installazione di 4 stazioni di ricarica per veicoli alimentati a energia elettrica. Per ognuna sono stati individuati due stalli di sosta per un totale di 8 posti auto. Verrà acquistata anche un’auto elettrica.

Tutti questi lavori permetteranno di avere energia pulita, sostenibile. Attualmente il consumo di energia elettrica della sede del Cipnes è pari a 4.586,14 kWh. Con l’intervento di efficientamento energetico, sarà di 1.076,42. Il risparmio sarà di 3.509,72 kWh all’anno. Una riduzione del 76,5%. Ma il progetto avrò un grande effetto sull’ambiente. In questo momento le tonnellate di C02 emesse all’anno sono pari a 238,4. Dopo i lavori saranno pari a 68,34. Una riduzione del 71,3%.

“Il Cipnes Gallura riconosce nell’efficienza energetica la priorità d'azione della sua politica energetica e attribuisce all'edilizia un notevole potenziale di efficientamento. Questo progetto – insieme agli altri, dalla riconversione della discarica di Spiritu Santu alla creazione della pista ciclabile – contribuiscono a portare Olbia al passo della transizione energetica in corso in Europa”.


 

Accordo tra Cipnes e Ministero per nuovi scavi nel nuraghe Belveghile

Concesso un ettaro sotto la circonvallazione per trovare nuovi elementi e rendere accessibile il sito

nuragheIl Cipnes Gallura ha messo a disposizione del ministero della Cultura un ettaro per effettuare nuovi scavi nell’area del nuraghe Belveghile, rinvenuto sotto la circonvallazione ovest di Olbia. L’accordo amministrativo con il ministero, rappresentato dal Segretariato per la Sardegna, prevede che gli archeologi lavorino fino al 2022. Il ministero ha finanziato l’intervento con un milione di euro. Il Cipnes Gallura ha rinunciato al premio di rinvenimento di ulteriori elementi. Ministero della Cultura e Cipnes hanno gli stessi obbiettivi: valorizzare il sito, renderlo facilmente accessibile al pubblico, verificare la presenza di altri reperti.

“Noi del Cipnes - ma credo tutti in Sardegna, in primis la Regione – sentiamo una grande responsabilità verso i beni archeologici: contribuiscono a definire la nostra identità e sono uno straordinario strumento di promozione culturale e turistica della Sardegna - dichiara il presidente del Cipnes Gallura, Gianni Sarti -. Nel caso del nuraghe Belveghile, vogliamo fare la nostra parte, augurandoci che gli archeologici possano – come siamo certi che sarà – arricchire ancor di più la nostra storia e trovare nuovi resti. Questo è il primo intervento di un piano strategico: il Cipnes, insieme al ministero della Cultura e al Segretariato regionale, intende lavorare a un progetto di recupero e valorizzazione di tutti i beni archeologici presenti nelle nostre aree”.

Il nuraghe Belveghile emerse a metà anni Ottanta durante la costruzione della circonvallazione di Olbia, finanziata dal Nucleo per l’industrializzazione di Olbia, l’attuale Cipnes. Nel 1987 la Soprintendenza archeologica di Sassari e Nuoro, con l’archeologo Antonio Sanciu, avviò lo scavo, sostenuto economicamente dal Nucleo di industrializzazione e realizzato dall’impresa Grassetto, che stava realizzando l’opera viaria.

Secondo le ricerche di Sanciu, “l’antropizzazione del sito di Belveghile ha inizio probabilmente in età eneolitica, come attesta il rinvenimento di un frammento ceramico di cultura Monte Claro, continua nel Bronzo Medio con l’impianto del nuraghe e nel Bronzo Recente e Finale con l’ampliamento dell’insediamento; prosegue poi anche in età romana come attestano alcuni materiali ritrovati durante lo scavo”. Costruito su una roccia, il nuraghe è costituito da blocchi poligonali di notevoli dimensioni realizzati in varie fasi. Prima c’è stata la costruzione della torre centrale in posizione dominante la piana con ingresso a est, con due corpi aggiunti formati da un poderoso bastione e un antemurale. Sucessivramente c’è stata la realizzazione di una torre di difesa nell’ingresso al bastione, di una scalinata che porta al di sopra del bastione e a una torretta con ingresso a nord. Infine la costruzione delle capanne del villaggio anche sopra le murature del bastione e dell’antemurale.

In base agli studi di tre ricercatori - Pietro Tamponi a fine Ottocento e Dionigi Panedda e Antonio Taramelli nel Novecento - nell’area dovrebbe esserci una tomba dei giganti; alcune pietre squadrate e allungate consentono di ipotizzare la sua presenza a pochi metri dalle capanne del villaggio che solo l’indagine stratigrafica potrà verificare.

Sebbene la strada abbia cambiato “mutato il contesto paesaggistico ambientale”, secondo il ministero, il Nuraghe, posto sotto la strada, ha visto “preservate le murature da gran parte degli effetti del degrado dovuti all’esposizione agli agenti atmosferici, in particolare al dilavamento e al traporto di sostanze chimiche disciolte nell’acqua piovana”.

Il lavoro degli archeologi, già avviato, servirà per l’eliminazione dei salti di quota tra il piano di calpestio moderno e quello antico (in modo da renderlo perfettamente visibile) e per il consolidamento delle strutture già messe in luce.  


 

Distretto nautico e deposito metano, deciderà un Comitato Scientifico

Il Cipnes Gallura conferma lo storico impegno per lo sviluppo sostenibile del territorio

sede cipnesFin dalla sua costituzione nel 1963, il Cipnes Gallura ha promosso lo sviluppo economico del territorio sostenendo i progetti sostenibili e così continuerà a fare. Fortemente impegnato nella transizione energetica, con il piano di riconversione della discarica consortile, la produzione di biometano dai rifiuti organici e dai pannelli fotovoltaici attualmente in funzione e da quelli della prossima pista ciclabile, il Cipnes pone il rispetto dell’ambiente al centro della sua azione strategica e lo farà sia per l’individuazione del distretto nautico, sia per il deposito del Gnl.

Consapevole della responsabilità economica e sociale della sua azione, il Cipnes Gallura annuncia che per il distretto della nautica, un settore fondamentale per lo sviluppo e l’occupazione di Olbia e della Gallura, si avvarrà della collaborazione delle Università di Sassari e Cagliari per lo studio ambientale, storico, paesaggistico e architettonico dell’intervento programmato a Cala Saccaia e Sa Testa e ancora tutto da definire nei dettagli. Sarà costituito un Comitato che – sulla base di quello del Consorzio Costa Smeralda – analizzerà sia l’impatto ambientale delle costruzioni, sia le linee architettoniche delle costruzioni, sia la stessa fattibilità del progetto.

Alle Università saranno richieste più proposte progettuali e un parere scientifico che consenta di garantire la massima imparzialità e autorevolezza sue due scelte che riguardano il futuro della Gallura: l’esigenza di creare economia duratura e quella di rispettare l’ambiente. 

In linea con l’incarico già affidato all’Università di Sassari per il ridisegno urbanistico del distretto produttivo consortile di Olbia, il Cipnes Gallura intende, in questo modo, mantenere fede alla sua missione istituzionale, contribuendo al dibattito – documentato e qualificato – su quali siano i settori produttivi più utili e sostenibili per il nostro territorio.

Per quanto riguarda il deposito del Gnl (metano), il Cipnes Gallura conferma le proprie valutazioni critiche in ordine all’area individuata dalla società proponente. Anche in questo caso il Cipnes chiederà alle Università un parere scientifico su una precisa domanda. Il deposito può creare danni ambientali o alla sicurezza? Se non ci saranno certezze, il Cipnes non potrà accogliere l’investimento. Noi crediamo che ci siano e opereremo per assicurare a Olbia e alla Gallura una risorsa strategica per lo sviluppo futuro delle aziende e delle famiglie. Le energie ecosostenibili saranno le uniche ammesse nel futuro e non averle vuol dire essere esclusi dal progresso economico e sociale.


 

Olbia e Arzachena unici Comuni della Sardegna a crescere nel 2020

Bilancio Istat, aumentato i nuovi residenti. L'economia della Gallura continua a essere attrattiva

demo lowNell’anno più duro per l’Italia dal Dopoguerra, ci sono solo due Comuni in Sardegna che hanno visto aumentare la popolazione e sono entrambi in Gallura: Olbia e Arzachena. Il dato emerge dal bilancio demografico per il 2020 pubblicato dall’Istat a fine marzo e consultato dal Cipnes Gallura.

Olbia è passata da 60.154 a 60.491 residenti, con un incremento dello 0,6%; Arzachena è passata da 13.445 a 13.452 residenti, con un aumento dello 0,1%. Nello stesso periodo, la Sardegna, complessivamente, ha perso lo 0,8% della popolazione, così come una diminuzione è stata registrata in tutte le città più grandi dell’Isola: Nuoro (-1,3%), Cagliari (-1%), Sassari (-0,9%), Alghero (-0,75) e Quartu Sant’Elena (-0,7%)  

Il decremento ha riguardato l’Italia in generale (-0,6% di popolazione, pari a 384 mila in meno) ed è stato accentuato dalla mortalità causata dal Covid-19. “Nel 2020 i decessi in totale ammontano a 746.146 – scrive l’Istat –, il numero più alto mai registrato dal secondo dopoguerra, con un aumento rispetto alla media 2015-2019 di oltre 100 mila unità (+15,6%)”. Tuttavia, come evidenzia sempre l’Istat, il declino demografico dell’Italia è cominciato nel 2015 e non si è mai arrestato.

In Sardegna i decessi totali del 2020 sono stati 18.994, con un aumento del 12,8% sulla media dei decessi nel periodo 2015-2019. I decessi per Covid-19 sono stati 858.

Anche a Olbia e Arzachena il saldo naturale (la differenza tra nati e morti) è stato negativo. A Olbia ci sono stati 394 nati e 452 morti, con un saldo di – 58; ad Arzachena 73 nati e 95 morti, con un saldo di – 22. Ma il saldo migratorio (la differenza tra immigrati ed emigrati) è stato positivo in tutt’e due i Comuni. A Olbia quelli che hanno preso la residenza nel 2020 sono stati 1381 e quelli che l’hanno lasciata 986, con un incremento di 395 residenti; ad Arzachena gli immigrati sono stati 281 e gli emigrati 255, con un aumento di 29 residenti.

Il saldo demografico è molto rilevante per misurare la capacità di attrazione di un territorio. Olbia e e Arzachena hanno confermato – anche nell’anno peggiore per la salute e l’economia, con due mesi di lockdown totale che ha impedito la libera circolazione – di essere centri che offrono opportunità di lavoro e di sviluppo economico e sociale non solo ai suoi “storici” residenti ma anche a quelli degli altri Comuni della Sardegna e dell’Italia.

La Gallura – con il suo sistema economico articolato (Costa Smeralda e turismo, blue economy del porto e della cantieristica nautica, aeroporto, distretto produttivo di Olbia del Cipnes, distretti industriali) – è risultata un’area produttiva resistente e proiettata al futuro.

[guido piga]


 

Addio a De Michele, il sindaco che salvò Olbia dalla raffineria

Fu uno dei padri del Nucleo di industrializzazione, ma si oppose al petrolio e scelse l'Aga Khan

de micheleSaverio De Michele è stato il sindaco del coraggio, il sindaco del futuro. La storia può già dirlo: è stato il sindaco che ha determinato, salvandolo, il destino di Olbia. Oggi che è volato in cielo, a 98 anni, di lui resteranno per sempre due cose: la straordinaria bontà, che migliaia di olbiesi hanno potuto apprezzare, e il suo no alla raffineria di petrolio a Olbia.

Nessuno fece così tanto in così poco tempo come De Michele. La sua famiglia era di Taranto e fu quella che importò l’allevamento delle cozze. Divenne olbiese, come tutti quelli che la città - la terra promessa contro l’emigrazione dei sardi – cominciò ad accogliere nel breve Novecento.

Democristiano, stimato, amato, divenne sindaco alla fine degli anni 50 e perse la fiducia del suo stesso partito. Si ripresentò alle elezioni con una lista civica e vinse.

Tra il 1961 e il 1962, si trovò a dover prendere delle decisioni che mai nessuno aveva dovuto prendere. Raffineria di petrolio a Olbia o turismo? Questo il sindaco di Olbia doveva decidere. De Michele apprezzava l’industria. E grazie anche a lui che Olbia divenne sede del Nucleo di industrializzazione, il padre dell’attuale Cipnes. Era il 31 maggio 1961 e il consiglio approvò la sua costituzione, “di indubbia utilità ai fini dello sviluppo economico e sociale”.

Ma quando nel settembre dello stesso anno in municipio si presentò Cippelletti per conto della Tirrena Petroli, la sua reazione fu dura. Cippelletti voleva costruire una raffineria di petrolio da 200 posti di lavoro. Prima a Fornaci, Golfo Aranci, poi a Posto Istana. Sul mare.

De Michele non la voleva. Mai l’avrebbe consentito. Temeva per l’impatto che avrebbe avuto sull’ambiente e sul turismo. Perché sapeva che poco più a nord, verso Arzachena, stava succedendo qualcosa di impensabile. I terreni sul mare comprati da stranieri, l’idea di avere uno sviluppo turistico.

Decise di prendere tempo. Inviò una commissione consiliare, più il cronista della Nuova Sardegna, a ispezionare gli impianti di Latina, Gaeta, Formia, Falconara, Ravenna, Pegli, Pisa. L’impressione fu terribile. Ovunque inquinamento, ovunque danni.

Olbia – sottoposta a pressioni indicibili – non si piegò. Quello sviluppo non era il futuro della città. Fu convocato un consiglio comunale. Non era una data qualsiasi. Era quella del 23 gennaio 1962. Prima De Michele e i consiglieri discussero della raffineria, poi il sindaco, insieme a quello Arzachena Giacomo Orecchioni, ricevette in municipio colui che avrebbe inventato una delle destinazioni turistiche più importanti al mondo: il Principe Karim Aga Khan.

L’Aga Khan presentò il suo piano turistico, non ancora chiamato Costa Smeralda, e poi ricevette da De Michele la cittadinanza onoraria di Olbia.

Non c’erano più dubbi. Olbia sarebbe stata l’unica città d’Italia, in piena industrializzazione, a dire di no all’industria. Il consiglio comunale votò e respinse la proposta della Tirrena Petroli  perché la petrolchimica non si concilia con l’industria turistica, è scritto nella delibera.

Quella scelta aprì le porte al turismo e alla Costa Smeralda. Quella scelta fu illuminata. Come illuminato è il cammino che ha accompagnato De Michele nella sua vita terrena e ora nel viaggio per andare dove riposano i giusti come lui.

[guido piga]


 

"La Gallura ha potenzialità enormi, il Cipnes mi ha sorpreso"

Intervista al Decano dei Gruppo consolare della Sardegna dopo la visita a Olbia

decanoRoberto Chessa, ingegnere di Cagliari, è il console della Finlandia in Sardegna ed è il Decano del Corpo consolare della Sardegna, in cui sono rappresentati 24 Paesi, tra cui Germania, Francia, Regno Unito, Spagna. Alcune settimane fa, una delegazione di consoli ha visitato la Gallura, incontrando il sindaco di Olbia Settimo Nizzi e i vertici del Cipnes con il presidente Gianni Sarti e il direttore generale Aldo Carta.

Il Decano spiega che cosa è successo in Gallura e come cambierà la linea del Corpo consolare nei prossimi mesi per favorire anche gli investimenti esteri in Sardegna. “In Gallura abbiamo fatto il primo passo – dice l'ingegner Chessa -: per la prima volta i consoli, che hanno sede a Cagliari, sono andati a conoscere le altre parti della Sardegna. Pensiamo che questa sia stata un’esperienza utile, da ripetere e consolidare. Di fatto stiamo ampliando l’azione che ci è stata assegnata dagli Stati che rappresentiamo: siamo vicini ai loro cittadini residenti in Sardegna per tutte le esigenze, ma siamo anche impegnati a far conoscere alle loro aziende le potenzialità della Sardegna sia sotto il punto di vista turistico, sia sotto quello delle opportunità per gli investimenti economici”.

Il programma del Corpo consolare è quello di incontrare tutti i sindaci della Sardegna e i prefetti, “a cominciare da quello di Sassari – dice Chessa – con i quale speriamo di poter parlare il prima possibile. Lo avremo voluto fare a Olbia, ma, purtroppo, non è stato possibile perché ha dovuto affrontare un’emergenza legata al periodo che stiamo vivendo”.  

Il passaggio della Sardegna da zona bianca a zona arancione ha bloccato anche una decisione strategica del Corpo consolare. “Quando eravamo in zona bianca, avevo organizzato un consiglio di decanato, composto da sei consoli, per sveltire le decisioni programmatiche – spiega Chessa –. Volevamo metterci nelle condizioni di essere vicini ai territori, in modo rapido. Abbiamo dovuto sospendere la riunione in attesa di capire come evolverà la situazione sanitaria. Ma, appunto, è solo un rinvio”.

Il Decano dice che, sotto un certo punto di vista, il Covid sta aiutando i consoli a modificare, in meglio, il loro rapporto e la loro azione. “Da un lato, il Covid ci sta mettendo a dura prova sanitariamente ed economicamente, dall’altro, grazie allo smart working, ai collegamenti video a distanza, alle app di messaggistica, sta rinsaldando il rapporto tra noi e consoli e con i Paesi che rappresentiamo. Ci scambiamo informazioni in tempo reale, abbiamo creato un gruppo su WhatsApp, siamo operativi. Il mio ambasciatore di Finlandia ha promosso una tavola rotonda sulla portualità Green e Digital, naturalmente in videoconferenza, e voglio che sia coinvolta anche Olbia. Durante la nostra visita in Gallura avevo detto che ci saremmo tenuti in contatto e sta avvenendo”.

Proprio sull’incontro di Olbia, promossa da Cristina Ricci, console dei Paesi Bassi, unico consolato con sede al di fuori di Cagliari, il Decano esprime un giudizio estremamente positivo. “Siamo stati accolti molto cordialmente, e speriamo di aver ricambiato – spiega Chessa .- Conoscevo il consorzio industriale della Gallura, ma non mi aspettavo, ed è stata una sorpresa piacevolissima, che le sue attività fossero così variegate. Io pensavo al consorzio come all’ente che si occupava di industrializzazione e invece sono stato meravigliato dalle attività nel cibo e nel vino con Insula, i cui prodotti sono buonissimi. Una realtà dinamica che rispecchia perfettamente la Gallura”.

Sulla Gallura arrivano le parole finali del Decano dei consoli. “La Gallura non è un posto qualunque in Sardegna: la Gallura è la Gallura ed è nota nel mondo per tante buone ragioni. E ha ancora potenzialità di crescita enormi”.


 

Cipnes e Università di Cagliari progetteranno la circonvallazione di Olbia

Intesa istituzionale per costruire un'opera innovativa e formare nuovi professionisti

circonvallazioneLa nuova circonvallazione di Olbia, lunga complessivamente undici chilometri e interamente a 4 corsie, sarà realizzata dal Cipnes Gallura, proprietario della strada, con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Università degli Studi di Cagliari (DICAAR).

L’intesa istituzionale sarà focalizzata sulla progettazione innovativa dell’opera, per la quale sono disponibili 1,8 milioni dei 91,8 milioni complessivi messi a disposizione dal Patto per lo sviluppo della Regione Sardegna per la realizzazione dell’infrastruttura strategica.

La progettazione comprenderà la realizzazione di percorsi ciclabili accanto all’asse stradale - dotando così Olbia di un’altra area sicura per l’attività fisica - e l’illuminazione dell’intero tracciato. La realizzazione della nuova circonvallazione a ovest della città -  che prevede il raddoppio per 5 chilometri dell’attuale tracciato e la costruzione di un nuovo tratto di 6 chilometri  tra l’attuale bivio per Santa Mariedda e l’area commerciale Basa - avverrà in quattro anni, a partire dall’indizione della procedura di gara.

Il Cipnes - all’interno del quadro giuridico che prevede e incentiva le collaborazioni tra amministrazioni pubbliche per l'elaborazione e trasmissione di conoscenze scientifiche e tecnologiche - ha scelto DICAAR perché ha sviluppato, con il settore “Strade Ferrovie ed Aeroporti”, numerose ricerche finalizzate allo studio delle infrastrutture di trasporto (viarie,portuali, ferroviarie e aeroportuali) e dispone del laboratorio ufficiale per le prove sui materiali. Possiede dunque le alte competenze e le metodologie scientifiche per poter affiancare il Cipnes nelle analisi necessarie allo realizzazione dell’opera.

La costruzione della nuova circonvallazione sarà anche un caso di studio in Sardegna perché il DICAAR intende sviluppare e implementare metodologie innovative per il progetto di infrastrutture stradali di interesse regionale e vuole formare nuove professionalità per questo tipo di interventi.

L’accordo tra Cipnes e DICAAR prevede cinque fasi: raccolta e organizzazione della documentazione esistenti, delle cartografie, dei dati e degli studi già disponibili (fase 1);individuazione dei principi metodologici di fondo e degli obiettivi delle fasi di progettazione (fase 2); individuazione dello scenario metaprogettuale e stesura del documento finale (fase 3); formazione di nuove professionalità per l’innovazione nelle infrastrutture di trasporto (fase 4); supporto per la definizione degli elaborati (fase 5).


 

Come creare in Gallura startup per nautica e turismo

Bando europeo con Toscana e Costa Azzurra, l'Agency partner istituzionale 

startup nauticaI settori economici del futuro: blue e green economy. Le imprese più innovative: le startup. I territori turistici più noti del Mediterraneo: Gallura e Costa Smeralda, Provenza e Costa Azzurra, Toscana. Uno dei progetti più performanti dell’Unione Europea: l’Interreg. Due partner istituzionali vocati alla crescita dei giovani imprenditori sardi: Sardegna Ricerche e Agency di sviluppo del Cipnes Gallura.

Tutti questi elementi messi insieme danno vita a “STEp-IN-UP - Servizi Trasfrontalieri per l'INnovazione e le startUP”, il bando che seleziona (e sostiene fino a 8 mila euro) le idee e i progetti delle micro imprese (meno di 10 addetti), delle piccole (meno di 50 addetti) e medie (meno di 250 addetti) per la nautica e la cantieristica navale, il turismo innovativo e sostenibile, le biotecnologie blu e verdi e le energie rinnovabili blu e verdi. La domanda può essere presentata entro il 9 aprile. L’Agency del Cipnes, a Olbia, è a disposizione per dare informazioni su come partecipare, basta inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Di “STEp-IN-UP - Servizi Trasfrontalieri per l'INnovazione e le startUP”, il Cipnes è uno stakeholder istituzionale ed è stato scelto per rappresentare i settori produttivi identitari della Gallura: nautica e turismo. Operativamente è invece coinvolta l’Agency di sviluppo Invest in Gallura, che da tempo ha un’importante collaborazione con lo Sportello “Startup” di Sardegna Ricerche, partner del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo. L’obbiettivo strategico del bando europeo, dell’Agency e di Sardegna Ricerche è unico: aiutare la nascita di startup in Gallura per l’economia green e blue. Possono partecipare al progetto le imprese costituite da non più di due anni e le imprese innovative costituite da non più di 3 anni. Quelle che parteciperanno riceveranno gratuitamente servizi di formazione offerti da esperti qualificati, in modo transfrontaliero. Gli imprenditori della Gallura si confronteranno con quelli della Provenza, quelli della Costa Smeralda con quelli della Costa Azzurra. 

Le idee imprenditoriali verranno sviluppate in tre passaggi. 

Audit: approfondimento individuale dei bisogni dell’impresa in relazione con il prodotto, servizio, soluzione innovativa, presentata in fase di candidatura, per identificare punti di forza e di debolezza, opportunità di ulteriore sviluppo, migliorie;

Servizi orizzontali: percorsi di sviluppo delle competenze, formazione e/o affiancamento individuale che potranno riguardare le attività di commercializzazione, la tutela della proprietà intellettuale, l’adeguamento del business plan, la gestione delle risorse umane;

Voucher: le imprese che avranno completato il percorso di audit e di sviluppo delle competenze potranno richiedere un voucher dell’importo massimo di 8 mila euro per una contribuzione nella misura massima del 95% delle spese sostenute, per lo sviluppo del proprio piano di business aziendale.