Cnr e Arzachena fanno rivivere la Gallura della preistoria

Verrà ricostruita virtualmente la vita a Li Muri e La Prisgiona. L'impegno del Cipnes per il Belveghile

cnrLa vita quotidiana in Gallura nella preistoria rivivrà online, con una fedele ricostruzione virtuale fatta con l’utilizzo della realtà aumentata e - forse - anche di un serious game, un videogioco formativo e informativo. Questo viaggio millenario indietro nel tempo sarà possibile grazie alla collaborazione istituzionale sottoscritta tra il Comune di Arzachena e l’Istituto di scienze del patrimonio culturale (Ispc) del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche).

Gli obbiettivi strategici dell’accordo sono due. Primo: fornire un racconto multimediale coordinato della Gallura quanto più fedele ai ritrovamenti archeologici e alle fonti a disposizione oggi - spiegano dal Cnr - per delineare in modo oggettivo il panorama storico e culturale del territorio in epoca preistorica e nuragica. Il digitale consentirà di rivivere la vita quotidiana nei nuraghe, i rituali di sepoltura, la lavorazione delle ceramiche e della lana, le colture. Secondo obbiettivo: potenziare l’offerta culturale e turistica per far convergere nuove e diverse fasce di pubblico in Gallura - spiegano sempre dal Cnr -, avvicinare i cittadini al patrimonio locale, incuriosire turisti a visitare l’entroterra, offrire materiale di studio a studiosi e professionisti del settore culturale, stimolare i giovani a conoscere le antiche storie e tradizioni del territorio.

I tecnici del Cnr lavoreranno su due siti del comune di Arzachena: la necropoli “Li Muri”, un cimitero neolitico fra le più antiche testimonianze della preistoria nel Mediterraneo, e il nuraghe “La Prisgiona”, un complesso e articolato complesso nuragico dalle frequentazioni stratificate nel tempo. I primi rilievi, grazie alla disponibilità del sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda e del presidente del consiglio comunale Rino Cudoni, sono stati fatti a luglio. Poi sono cominciati i lavori di rilievo e digitalizzazione. Archeologi, rilevatori, modellatori 3D, videomaker, storyteller, esperti di comunicazione e di ricostruzione del paesaggio antico hanno lavorato - e stanno lavorando - per farci vedere come era la Gallura nel periodo compreso tra 4000 anni e 900 prima di Cristo, un affascinante viaggio indietro nel tempo utile anche per il potenziamento dell'economia turistica della Gallura.

Il recupero del patrimonio archeologico è una delle missioni che persegue anche il Cipnes Gallura, come ente di sviluppo del territorio. Proprio recentemente è stato siglato un accordo tra l'ente e il ministero per la valorizzazione del nuraghe Belveghile, nel distretto produttivo di Olbia. 

Qui l'approfondimento su Belveghile 


 

Nota del Cipnes Gallura sullo stato dell'aria nel distretto produttivo di Olbia 

Il Cipnes Gallura, di concerto con il Comune di Olbia, ha affidato già da giorni a un ingegnere e a un legale l’analisi dello stato dell’aria nel distretto produttivo di Olbia. Ha preso questa decisione immediatamente dopo aver ricevuto segnalazioni da imprese insediate sulla presenza di miasmi. Il Cipnes Gallura è al servizio delle oltre 500 imprese presenti nel distretto ed è costantemente impegnato nella difesa dell’ambiente e nel miglioramento della qualità della vita dell’area. Respingendo i torni allarmistici e preoccupandosi di fornire informazioni precise all’opinione pubblica, il Cipnes Gallura - come avviene dalla sua costituzione nel 1963 - offre la massima collaborazione alle istituzioni e assicura la più totale trasparenza sulla propria azione a favore della comunità e dell’ambiente.


  

Il Bilancio 2020 del Cipnes Gallura

Valore della produzione di 24 milioni. L'impegno strategico a favore dell'ambiente

BILANCIO CIPNES GALLURA 2020Valore della produzione di oltre 24 milioni di euro, utile di 118 mila euro e quasi 8 milioni di stipendi e salari sul territorio pagati a oltre 200 dipendenti. Sono i numeri del bilancio 2020 del Cipnes Gallura, approvato dall’Assemblea Generale e che confermano l’ente come una delle prime imprese della Gallura.

Tra le voci più importanti del Bilancio c’è lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Questo è uno dei servizi fondamentali svolti dal Consorzio industriale a favore del territorio e dell’ambiente: nell’impianto di Spiritu Santu, a Olbia, conferiscono i rifiuti ben 24 Comuni della Gallura. Nel 2020 i ricavi di questo ramo economico sono stati pari a 9 milioni di euro.

Un altro servizio strategico per il territorio in capo al Cipnes Gallura è quello della vendita di acqua industriale, di acqua potabile e dei servizi di depurazione nel distretto produttivo di Olbia in cui sono insediate oltre 500 imprese. I ricavi di questo settore sono stati pari a 5,7 milioni. La vendita di lotti industriali per l’installazione di nuove attività produttive a Olbia - una missione fondamentale per il Consorzio fin dalla sua costituzione nel 1963 - ha portato ricavi per 1,2 milioni.

Nel campo della transizione energetica verso fonti rinnovabili, in cui il Cipnes Gallura è convintamente attivo da anni per garantire un futuro sostenibile all'economia gallurese, ci sono da registrare sia l’aumento dei ricavi per la vendita di energia prodotta dai pannelli solari dell’ente (pari a 560 mila euro), sia la conferma dell'implementazione di Energy Community nel distretto produttivo consortile di Olbia condiviso dal RSE (Ricerca Sistema Energetico), una società con 70 anni di esperienza del GSE (Gestore Servizi Energetici). 

Altri ricavi per servizi diversi (centro per l’infanzia, bar, Insula) ammontano a 1,4 milioni.

Nel corso del 2020 il Cipnes Gallura ha avuto un organico di 207 dipendenti e ha pagato 7,9 milioni di stipendi e salari.

Qui il link al Bilancio 2020


 

Record storico di conferimenti alla discarica di Spiritu Santu

Quasi 18 mila tonnellate di rifiuti del secco residuo. Forte riduzione delle segnalazioni

disTra il 1 maggio e il 15 settembre 2021 la discarica del Cipnes Gallura a Spiritu Santu, in comune di Olbia, ha accolto 17.800 tonnellate di rifiuti del secco residuo (non riciclabili). I numeri segnano il record storico della struttura, con un aumento pari al 17.3% sul 2019, l’anno precedente alla pandemia causata dal Covid-19. Nella settimana centrale di agosto sono state conferite 1700 tonnellate di rifiuti contro le 1000 tonnellate dello stesso periodo del 2019. Numeri da primato sono stati registrati anche per i conferimenti di Forsu (l’umido) e verde: tra il 1 maggio e il 15 settembre sono state 11.900 le tonnellate trattate dalla piattaforma di Spiritu Santu contro le 11.600 del 2019 (+2,5%).

Le cifre sono fornite dalla divisione Igiene ambientale, servizio idrico integrato e depurazione reflui industriali, diretta dall’ingegner Gianni Maurelli. E certificano due fatti di assoluto rilievo. Primo: l’aumento dei rifiuti attesta che la stagione turistica della Gallura, una delle destinazioni d’eccellenza del Mediterraneo, ha segnato (e continua a segnare) presenze da record negli appartamenti, nelle ville e negli alberghi. Due: la struttura del Cipnes ha garantito la piena e perfetta funzionalità di un servizio fondamentale sia per la reputazione turistica, sia per la difesa del territorio.

24 Comuni serviti. La piattaforma di Spiritu Santu è al servizio di numerosi Comuni, molti dei quali prevalentemente turistici: in alta stagione smaltisce i rifiuti di una popolazione pari a 800 mila abitanti. Conferiscono nella piattaforma del Cipnes 14 comuni della Bassa Gallura e del Monte Acuto (Olbia, Arzachena, Telti, Berchidda, Buddusò, Budoni, Golfo Aranci, Lori Porto San Paolo, Monti, Padru, Palau, Sant’Antonio di Gallura, San Teodoro, La Maddalena), 5 comuni dell’Alta Gallura (Tempio, Santa Teresa Gallura, Badesi, Trinità d’Agultu, Vignola) più, per altri rifiuti, i comuni di Luras, Luogosanto, Aggius, Bortigiadas, Calangianus.

Soddisfazione per aver evitato i rifiuti nelle strade. Grazie alla piena intesa con la Provincia, alla collaborazione con i Comuni della Gallura e allo straordinario lavoro di dirigenti, impiegati e operai della piattaforma di Spiritu Santu, il Cipnes Gallura ha fatto in modo che al grande aumento nella produzione di rifiuti non sia seguito un blocco del loro trattamento e smaltimento, con l’accumulo di rifiuti nelle strade della Gallura, come purtroppo avviene in altre aree d'Italia. Ciò avrebbe causato enormi danni ambientali, economici e di immagine per la Gallura.

Niente odori. Per il Cipnes Gallura - che svolge lo strategico servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani e speciali sulla base dell’Autorizzazione lntegrata Ambientale della Provincia (Determinazione 3946 del 23 dicembre 2019) e delibera della giunta regionale numero 42139 del 22 ottobre 2019  - questa è una grande soddisfazione ed è un motivo di orgoglio. Anche perché rispetto agli anni precedenti - grazie a nuovi sistemi gestionali e alla certificazione di eccellenza – si sono sensibilmente ridotte, se non azzerate, le segnalazioni di cattivi odori provocati dalla discarica. Un risultato eccezionale sotto molti punti di vista che gratifica gli ingenti investimenti fatti dall'ente.

Lo smaltimento Covid. Ma c’è anche un altro aspetto economicamente e socialmente rilevante: la discarica del Cipnes Gallura ha trattato anche i rifiuti Covid, svolgendo un servizio fondamentale per il territorio e abbattendo i costi di trasferimento e smaltimento a carico delle strutture pubbliche. Nel 2021, fino al 15 settembre, ha accolto 154 tonnellate di rifiuti Covid, debitamente trasportati con le massime garanzie di sicurezza. I maggiori produttori sono stati i comuni di Olbia (46 tonnellate), Arzachena (26 tonnellate) e Tempio (18 tonnellate).

La dismissione. La discarica del Cipnes Gallura, che rappresenta il 10% della piattaforma di trattamento e smaltimento di Spiritu Santu, è considerata residuale dal piano regionale sui rifiuti. Già quest’anno la maggior parte dei rifiuti non riciclabili (circa il 75%) è stata inviata a Chilivani e, successivamente, sarà inviata a Tossilo.

La copertura. Nel 2012 il Cipnes Gallura ha poi avviato la sua chiusura, un processo per cui spenderà 27,9 milioni di euro. Nella vecchia discarica, estesa per 12 ettari, il capping (la copertura) è al 55%, con il materiale di compostaggio, proveniente dalla stessa piattaforma, che ha coperto 2,5 ettari, segnando un perfertto riciclo. Lavori sono in programma anche nella nova discarica, estesa per 1,7 ettari. La discarica sarà tenuta solo per le emergenze, una strategia determinata dall’esigenza di proteggere il territorio da eventuali impennate nella produzione di rifiuti.


 

Gallura leader in Sardegna dell'Economia del mare

Aspal: 78% di assunzioni in più. Le aziende-guide nel distretto del Cipnes

gigacharter 238424910 2679592192341008 2248645123941208980 nNel 2021, in Sardegna, gli occupati dell’Economia del mare - nautica, alberghi, prodotti ittici - sono aumentati del 78%. Su 4 assunzioni, una è stata fatta in quel settore. Sono i dati forniti da Aspal Sardegna, l’agenzia che si occupa del mercato del lavoro sardo, e per la Gallura è un’ottima notizia. 

La Gallura è infatti, di gran lunga, la principale area dell’Economia del mare, la locomotiva di tutta la Sardegna. Dati e fatti sono chiarissimi. In Gallura c’è il 44% dei posti barca della Sardegna: 6000 posti su 13.800. In Gallura c’è il 66% dei posti per i max yacht (quelli oltre i 24 metri): 339 posti su 528 [fonte ministero dei Trasporti].

E in Gallura sono presenti le più importanti aziende dell’Economia del mare della Sardegna. Come Cipnes Gallura possiamo delineare con più precisione il profilo di questo settore strategico. Per la perimetrazione della Blue economy abbiamo adottato i criteri di Unioncamere, l’associazione delle Camere di Commercio, concentrando l’attenzione su tre filiere: nautica, alberghi, ittica. Grazie ad Atoka di Cerved, il servizio sui bilanci delle imprese, abbiamo invece potuto analizzare nel dettaglio i risultati delle principali società; un servizio che ci permetterà nei prossimi mesi di presentare all’opinione pubblica uno studio organico sul settore.

Nella costruzione di imbarcazioni (codice Ateco 30.12.00), al primo posto in Sardegna, per ricavi, c’è la B-Shiver, la società de gruppo Sno che produce a Olbia, nel distretto del Cipnes, gli iconici gommoni Novamarine: oltre 10 milioni di ricavi nel 2019. 

Nelle altre attività di servizi connessi al trasporto marittimo (codice Ateco 52.22.09), al primo posto c’è la Porto Cervo Marina, la srl del gruppo Costa Smeralda che gestisce i posti barca di Porto Cervo: 11,4 milioni di ricavi. A seguire, nella classifica dei ricavi, altre due aziende della Gallura: la Sinergest di Olbia (servizi al porto di Olbia, 10,8 milioni di ricavi) e la Marina di Porto Rotondo (gestione di posti barca, 9,6 milioni di ricavi). 

Nella lavorazione e conservazione di pesce (codice Ateco 10.20.00), al primo posto, in Sardegna, c’è la Generale Conserve, la spa che produce nel suo stabilimento di Olbia, nel distretto del Cipnes, il tonno As do Mar, giudicato il migliore d’Italia da Altroconsumo. 

Nella gestione di alberghi (codice Ateco 55.10.00), al primo posto, in Sardegna, c’è la Sardegna Resorts, la srl del gruppo Costa Smeralda con sede ad Arzachena che gestisce gli hotel 5 stelle extralusso (Cala di Volpe, Cervo, Romazzino, Pitrizza): 88.3 milioni di ricavi. Al terzo posto la Delphina, sede a Palau, con 71,7 milioni di ricavi. 

Questi i dati. La Gallura esercita la guida dell’Economia del mare, ma ci sono ancora ampi margini di crescita. In questo senso si orienta il progetto europeo Med New Job, che ha l’obiettivo di formare nuovi imprenditori dell’economia del mare, formando i disoccupati o i lavoratori a rischio espulsione. I partecipanti sono 13 e, proprio nelle scorse settimane, hanno visitato le aziende di Olbia, tra cui la Sno (Novamarine) e la Generale Conserve (As do Mar), accompagnati dai funzionari di Aspal e Cipnes Gallura, partner del progetto europeo, con l’ente di Olbia chiamato alla formazione teorica e sul campo. 


 

Med New Job, seconda fase nelle aziende del distretto di Olbia

I partecipanti al percorso di formazione hanno fatto lezione nelle imprese della blue economy

  • Nome del progetto: Med New Job
  • Mission: creare imprenditori della blue economy in Gallura
  • Finanziamento: Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020
  • Sviluppo del progetto. Cipnes Gallura e Aspal
  • Destinatari: 13 aspiranti imprenditori sardi
  • Imprese per la formazione: 6, tutte del distretto produttivo consortile di Olbia
  • Outlook: creazione del Distretto della Nautica in Gallura

med new jobQuesto è Med New Job. Un percorso di orientamento per capire che cosa si può fare, che cosa non si deve fare e che cosa si deve studiare se si vuole diventare un imprenditore dell’economia del mare, definizione in cui sono racchiuse - per restare a Olbia - sia le attività di cantieristica navale che quelle della produzione alimentare. Un cammino voluto dall’Europa per riqualificare lavoratori in cerca di occupazione o a rischio espulsione dal mercato del lavoro. Una poderosa opera di reskilling, ovvero la riqualificazione delle loro competenze e abilità. Imparare a fare cose nuove, a tutte le età: una scelta obbligata e necessaria. Secondo il World Economic Forum, entro il 2025 il 50% di tutti i lavoratori avrà infatti bisogno di reskilling.

Forte della legge sui Consorzi industriali, chiamati alla “promozione della ricerca, dell'innovazione tecnologica e assistenza tecnica, organizzativa e di mercato connessa all'innovazione tecnologica e alla creazione di nuove iniziative imprenditoriali e al loro consolidamento”, il Cipnes ha sostenuto il progetto Interreg di cui Aspal è partner per un settore, l’economia del mare, in cui Olbia è al secondo posto in Italia per valore aggiunto sull’economia locale (13.9%) dopo Trieste (15.4%). Una scelta chiara per un futuro sostenibile.

Dopo le lezioni teoriche (on desk), è stata la volta di quelle pratiche, sul campo (on the job). I 13 aspiranti imprenditori hanno fatto visita alle imprese del distretto produttivo consortile di Olbia che hanno aderito all’invito del Cipnes Gallura. I titolari e i dirigenti hanno presentato le loro aziende e hanno risposto alle domande dei partecipanti. Il giro ha toccato gli stabilimenti di SNO (commercializzazione di yacht e produzione di battelli), Cloto (arredamenti d’interni per yacht), As do Mar (produzione di tonno in scatola), Elica Yachts (commercializzazione e refitting di yacht), Seastarshipping (agenzia marittima e yacht service), Yachting in Sardinia (charter e yacht service).

Accompagnati dalle squadre del Cipnes e dell’Aspal, i 13 partecipanti al bando Med New Job hanno fatto un’esperienza unica. Hanno visto come funziona un cantiere o una fabbrica; hanno sentito quali sono le maggiori difficoltà, in Sardegna, per la blue economy; hanno appreso informazioni utili sui requisiti per fare l’imprenditore (avere visione, essere perseveranti, conoscere l’inglese); hanno ricevuto consigli su che cosa è meglio fare e che cosa no.

Tutti avevano una loro precisa idea imprenditoriale. Dopo le visite, alcuni l’hanno confermata; altri l’hanno calibrata meglio; altri ancora l’hanno rivista. “Questi giorni ci sono serviti molto, abbiamo imparato cose nuove” hanno detto i partecipanti.

Lo stesso è stato per le aziende ospitanti (hanno avuto il piacere di presentare chi sono e che cosa fanno), per l’Aspal (ha approfondito il tema delle professioni maggiormente richieste) e per il Cipnes (ha raffinato le conoscenze sulle esigenze delle aziende). Un percorso win win, in cui tutti hanno imparato qualcosa, scambiandosi conoscenze ed esperienze, rinsaldano rapporti e collaborazioni.

Fin dal primo momento, il Cipnes Gallura ha creduto in questo percorso e, con la sua Agency di sviluppo, vi ha preso parte con convinzione e determinazione, stringendo un accordo amministrativo con Aspal (Agenzia Sarda per le Politiche Attive del Lavoro), partner del progetto, seguendo la normativa che prevede il coinvolgimento, da parte dei beneficiari pubblici dei finanziamenti europei, anche di altri soggetti pubblici con la missione di realizzare, in collaborazione, specifiche attività. Che per il Cipnes Gallura sono la creazione di nuove condizioni socioeconomiche per la nascita di micro, piccole e medie imprese e l’attrazione di nuovi investitori. Per l’Aspal, l’elaborazione e il finanziamento di strumenti adeguati alla formazione di professionalità effettivamente richieste dal mercato del lavoro in un settore strategico, la nautica e la blue economy.

Ma per il Cipnes Gallura la sfida è stata anche un’altra. Coerentemente con il proprio ruolo di ente pubblico per lo sviluppo socioeconomico del territorio, il Cipnes vuole porre le basi per la creazione, lo sviluppo, l’innovazione, l’internazionalizzazione e il riconoscimento istituzionale del “Distretto della Nautica del Nord Est della Sardegna”. Il progetto Med New Job è un tassello, formativo, di questo cammino.


 

La Maxi Yacht Rolex Cup riafferma l'importanza della nautica

Una settimana di sfide a Porto Cervo: l'economia del mare nel futuro della Gallura

yccsC’è la Deep Blue di Wendy Schmidt, moglie dell’ex capo di Google, filantropa e da anni impegnata in difesa dei mari. C’è laViriella di Vittorio Moretti, il patron dello spumante Bellavista e, da qualche anno, delle cantine Sella & Mosca di Alghero. C’è la Proteus dell’imprenditore leader in Usa delle energie rinnovabili. C’è la Magic Carpet del Ceo di L’Oréal, sir Lindsay Owen-Jones, e c’è la Highland Fling XI di Lord Irvine Laidlaw, filantropo scozzese.

Sangue blu, anima verde, bilanci delle società in nero, i protagonisti della 31esima edizione della Maxi Yacht Rolex Cup – cominciata oggi a Porto Cervo, organizzata come sempre dallo Yacht Club Costa Smeralda del Principe Karim Aga Khan – non sono solo grandi appassionati del mare e della vela. Sono alcuni dei grandi protagonisti mondiali dell’economia, della finanza e della cultura.

Americani, australiani, tedeschi, francesi, britannici: in tutto, divisi in tre divisioni (Super Maxi, Maxi, Mini Maxi), sono 44 le barche che si danno battaglia nelle acque della Costa Smeralda e dell’Arcipelago della Maddalena, con quasi mille ospiti tra componenti degli equipaggi e armatori (da 797 a 850, secondo i calcoli dello YCCS). Sono numeri pre-Covid, un grande segnale di ripresa.

La Maxi Yacht Rolex Cup è, del resto, una delle massime competizioni mondiali della vela ed è una dei più importanti eventi della Sardegna, con importanti ricadute economiche sul territorio, in particolare di Olbia e di Arzachena. La conferma che l’economia del mare è uno dei settori strategici per il futuro della Gallura.

La Rolex Cup non è infatti un evento isolato o sporadico. Arriva da lontano e vuole andare sempre più lontano. La vela, dopotutto, è stato uno dei successi della Costa Smeralda, un settore che ne ha definito l’identità a livello internazionale. Dal molo vecchio di Porto Cervo aperto nel 1964 al porto nuovo inaugurato nel 1976, la Costa Smeralda ha contributo a creare, di fatto, ancora non di diritto, il Distretto nautico della Gallura. Oggi la Gallura possiede il 46% dei posti barca della Sardegna e il 66% dei posti per i maxi yacht, la classe principale della Rolex Cup. Le grandi barche vengono a Olbia e in Costa Smeralda. Sono numeri che permettono alla nautica di essere uno dei settori principali del distretto produttivo consortile del Cipnes a Olbia: sono 62 le imprese attive, l’11% del totale, con quasi 400 addetti.

C’è un filo, così, che lega Porto Cervo a Olbia, la Rolex Cup ai cantieri nautici: quel filo è rappresentato dall’economia del mare. Blu, verde, sostenibile, proiettata nel futuro. La Rolex Cup fa parlare della Costa Smeralda nel mondo; la settimana scorsa il New York Times, considerato il giornale più autorevole al mondo, ha dedicato ben due servizi alla 31esima edizione della regata. La Rolex Cup aiuta a consolidare la conoscenza della destinazione Costa Smeralda (e Gallura) nel mondo e apre interessanti scenari sui possibili investimenti in Gallura. Gli armatori delle barche della Rolex Cup sono industriali impegnati nella tecnologia e nell’energia sostenibile. Digital&Green, il binomio a fondamento del futuro dell'Europa post-Covid e - per le sua mission - del Cipnes Gallura.

L’americana Wendy Schmidt, moglie di Eric, padre di Google, di cui è stato Ceo e presidente, è nota per le sue battaglie a favore del mare. Quella che vedrà in questi giorni è una destinazione sana, pulita, sostenibile, internazionale; le condizioni ottimali per fare un investimento.

E sarà anche per tutti gli altri: Vittorio Moretti con la barca Viriella,  il britannico Sir Lindsay Owen-Jones (ceo L’Oréal)  con  Magic Carpet Cubed, il finanziere americano David M. Leuschen con Galateia, l’imprenditore tedesco Claus Peter Offen con Y3K, l’imprenditore americano delle tecnologie George David con Rambler 88, l’investitore e filantropo scozzese Lord Irvine Laidlaw con Highland Fling XI, l’imprenditore americano e finanziatore dell’America’s Cup Hap Fauth con Bellamente, l’imprenditore americano delle energie rinnovabili George Sakellaris con Proteus (ex Ran V), l’imprenditore australiano Jim Cooney con Comanche.

Non solo sport, non solo bellezza, anche se Valsheda, un J-Class costruito nel 1933 per l’America’s Cup, vale tutta la regata. La Maxi Yacht Rolex Cup – con i suoi equipaggi e armatori che soggiornano negli hotel lusso della Costa Smeralda, con tutte le attività che mette in movimento per una settimana, tra cui il nostro hub Insula a Porto Cervo Marina per la promozione dei prodotti sardi di qualità – riafferma l’importanza di avere Distretto della nautica: dalle aziende che fanno rimessaggio a quelle che fanno assistenza a quelle che le barche le costruiscono. Un settore che ha bisogno di investimenti e che crea nuove e qualificate figure professionali. Una risorsa fondamentale per uno sviluppo equilibrato e duraturo.

Foto www.yccs.it


 

Il Cipnes Gallura presenta il programma Insula a Porto Cervo

Sarti: "Partiamo dalle eccellenze sarde per rivolgerci alle eccellenze mondiali"

insulaIl Cipnes Gallura ha presentato a Porto Cervo il programma “Insula Sardinia Quality World”, finanziato dalla Regione Sardegna, con l’assessorato al Turismo, per la promozione della “Destinazione Sardegna” attraverso i sistemi produttivi d’eccellenza del food&wine e dell’artigianato artistico. Con il payoff “Alla scoperta di un modo chiamato Sardegna”, il Cipnes, con la sua divisione Agrifood e Marketing Territoriale, promuove “I Sentieri del turismo enogastronomico” e “Arte e design”, un percorso di esperienze made in Sardinia che sarà possibile fare in 50 punti Insula in Italia e all’estero. Alla presentazione hanno partecipato Cristina Usai (vicesindaco di Arzachena), Gianni Sarti (presidente del Cipnes Gallura), Massimo Masia (responsabile Insula, che ha illustrato il progetto) e Maria Amelia Lai (vicepresidente della Camera di Commercio di Sassari, che insieme a Insula sta selezionando 100 imprese per l'internazionalizzazione). 

“Come Cipnes Gallura siamo vicini alla Sardegna terribilmente colpita dagli incendi - ha detto il presidente Gianni Sarti, parlando a Porto Cervo -. Nei prossimi giorni anche noi vedremo come poter contribuire per aiutare i territori danneggiati. Partendo da qui, vogliamo spiegare il nostro progetto “Insula Sardinia Quality World”. La Sardegna non deve essere conosciuta solo per il mare, bellissimo. Ma anche per i suoi prodotti, cibo, vino, di alta qualità. E sono di qualità non solo perché hanno un gusto gradevole ma anche perché hanno un trattamento naturale, biologico. In questo siamo unici.

Noi del Cipnes - grazie al contributo strategico della Regione Sardegna con l’Assessorato al Turismo, al Commercio, all’Artigianato - siamo il collegamento tra i piccoli produttori di qualità della Sardegna e i grandi mercati internazionali. Li aiutiamo a crescere e a internazionalizzarsi. E facendo questo, vogliamo evitare la desertificazione dei paesi dell’interno, che sono un grande patrimonio. Il nostro obbiettivo è anche quello di far innamorare i turisti del nostro vino del nostro cibo e farli venire a conoscere la Sardegna. Partiamo dalle eccellenze per rivolgerci a un pubblico di eccellenza, e infatti siamo qui a Porto Cervo proprio per questa ragione”. 

L'adesione al programma Insula è aperto a tutte le imprese con sede legale in Sardegna. Per aderire alla rete è necessario scaricare e compilare un modulo di adesione. 

Modulo di adesione a Insula 

Avviso programma istituzionale Insula


 


 

Formazione blue economy, coinvolte le imprese del distretto di Olbia

Pubblicato l'avviso del Cipnes Gallura per il progetto "Med New Job"

Il Cipnes Gallura intende acquisire la manifestazione di interesse da parte delle imprese della nautica e della blue economy insediate nel distretto produttivo consortile di Olbia a ospitare visite guidate per gli ammessi alla formazione del progetto “Med New Job”. Finanziato con risorse del Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020, al percorso Med New Job, realizzato in partnership da Aspal e Cipnes Gallura, partecipano 15 aspiranti imprenditori. 

È già stato avviato il percorso formativo in aula. Da una parte, la formazione è finalizzata a far acquisire agli ammessi conoscenze socioeconomiche sul settore della blue economy. Dall’altra, le lezioni serviranno a dare agli ammessi le conoscenze preliminari all’avvio di nuove imprese. Una volta concluse queste due fasi, prenderà avvio la fase di Job Discovery” (visite guidate), una soluzione che permetterà ai partecipanti di fare un percorso di conoscenza esplorativa “sul campo” delle diverse realtà aziendali della nautica. 

Il Cipnes Gallura intende promuovere un coinvolgimento attivo e partecipativo del tessuto produttivo della propria area consortile di Olbia, avviando un’attività istituzionale di scouting finalizzata a individuare le aziende della filiera della “blue economy” che si rendano disponibili a ospitare presso le proprie sedi operative le visite aziendali guidate. Per candidarsi alla partecipazione sarà necessario registrare la propria azienda entro il 20 agosto 2021 compilando un modulo online inserito nel sito istituzionale www.cipnes.eu

Coerentemente con il proprio ruolo di ente pubblico per la promozione dello sviluppo socioeconomico del territorio, il Cipnes Gallura intende infatti porre le basi per la creazione, lo sviluppo, l’innovazione, l’internazionalizzazione e il riconoscimento istituzionale del “Distretto della Nautica del Nord Est della Sardegna”, partendo dalla promozione di un sistema istituzionale di networking collaborativo permanente tra le imprese regionali e gli organismi pubblici preposti alla programmazione, elaborazione e implementazione di politiche attive per il lavoro rispondenti ai fabbisogni collettivi del tessuto produttivo.      

Manifestazione di interesse

Modulo di adesione per le aziende

Sezione dedicata 


 

Il Cipnes incontra il Tag Gallura sul programma Insula

Al via la selezione per l'internazionalizzazione di 100 imprese del food&wine

Nel solco della sua politica di vicinanza al territorio, i vertici del Cipnes Gallura hanno incontrato il Tag Gallura, che rappresenta le principali organizzazioni produttive e sindacali galluresi, per coinvolgerlo nel programma di marketing territoriale Insula e nella selezione di 100 micro, piccole e medie imprese del food&wine per la promozione dei loro prodotti nel mercato nazionale e in quelli internazionali.

"Facciamo squadra". Nell’introduzione il presidente Gianni Sarti ha sottolineato che, in una situazione incerta per le aziende come quella attuale, è più che mai necessario mantenere e rinforzare la cooperazione tra i diversi attori del sistema economico della Gallura. Il responsabile della divisione Agrifood e Marketing Territoriale del Cipnes, Massimo Masia, ha illustrato al Tag Gallura il programma Insula Sardinia Quality World, finanziato dall’assessorato regionale al Turismo con due obbiettivi: da una parte, promuovere la destinazione Sardegna attraverso i sistemi produttivi d’eccellenza del food&wine e dell’artigianato artistico; dall’altra aggregare e portare sui mercati internazionali le micro, piccole e medie imprese della Sardegna dei due settori economici. Il Cipnes è lo strumento attraverso cui produttori e albergatori vengono messi in contatto.

Il network regionale. Nato con la PTE, la Piattaforma Tecnologica Europea in fase di realizzazione nel distretto produttivo di Olbia, il programma Insula ha successivamente sviluppato un network di valorizzazione dei prodotti sardi con l’apertura dei centri a Porto Cervo e al Forte Village, due destinazioni con clientela prevalentemente internazionale, al cui interno vengono promossi i prodotti delle aziende sarde associate al programma Insula, attualmente 108.  “A Porto Cervo è stato ristrutturato un locale di 900 metri quadri, con una spesa di 640 mila euro e con un mutuo agevolato a 12 anni - ha spiegato Massimo Masia -. Per tre anni non è previsto un affitto, mentre successivamente sarà pagato un affitto di 30 mila euro all’anno. Un investimento importante”.

50 punti Insula. Il programma Insula si amplierà fino a raggiungere il numero di 50 centri di promozione. “Attualmente sono 22 alberghi sardi che hanno aderito al programma Insula – ha chiarito Masia –: a Baja Sardinia, Porto Rotondo, Porto Cervo, Cagliari, Villasimius. Dal 1 settembre e fino al 31 dicembre, apriremo uno spazio al Diana Majestic di Milano. La nostra attività consisterà in eventi, brunch, cocktail e party. Ai clienti degli hotel, in camera e al check out, sarà fornito materiale informativo sui prodotti sardi e ci sarà un invito ad acquistarli sulla piattaforma Insulasardinia.com”. In autunno altri centri Insula saranno aperti a Bruxelles (dal 1 ottobre), Mosca e Berlino. Sarà avviata anche una campagna social per Insula con food blogger da 50 mila fan e oltre.

100 imprese da selezionare. Il Cipnes Gallura ha voluto incontrare il Tag Gallura, vista la sua alta funzione di rappresentanza degli imprenditori e dei lavoratori, per coinvolgerlo direttamente in un altro progetto del programma Insula realizzato con la Camera di Commercio di Sassari: la selezione di 100 imprese del food&wine del nord Sardegna per l’internazionalizzazione dei loro prodotti. Verranno aiutate solo le micro, piccole e medie imprese, attraverso una manifestazione di interesse. La promozione verrà fatta da luglio a dicembre 2021 nei sei centri Insula di Porto Cervo, Forte Village, Milano, Bruxelles, Mosca e Berlino. Le imprese avranno la possibilità di presentare i loro prodotti in show cooking e degustazioni beverage indirizzati a ristoratori, retailer, broker, distributori, giornalisti e blogger.

Il ruolo della Camera di Commercio. Il presidente della Camera di commercio di Sassari Stefano Visconti ha spiegato che “la giunta camerale ha deliberato di sostenere il progetto per due ragioni: perché crediamo nella filiera turistica e perché crediamo nella valenza di promozione dei nostri prodotti food&wine”.

"Confronto utile". I rappresentanti del Tag hanno espresso soddisfazione per l’incontro, avanzato richieste di chiarimenti, dato suggerimenti e auspicato di entrare nella fase operative per poter coinvolgere i loro associati nella selezione delle 100 aziende. Il presidente Sarti ha ringraziato calorosamente le associazioni, spiegando che loro critiche costruttive, le loro richieste e le loro indicazioni sono state utilissime per il potenziamento del programma Insula.