Poteri, incentivi e aree della Zes della Sardegna

Tutte le leggi speciali per la crescita delle aziende nei 180 ettari assegnati al Cipnes Gallura

ZES 2Le Zone economiche speciali (Zes) sono aree geografiche – in larga parte zone o distretti industriali – in cui le aziende godono di speciali vantaggi amministrativi e fiscali, in deroga alle leggi ordinarie. Strutturate come agenzie di marketing territoriale, la Zes hanno la missione di rivitalizzare il sistema produttivo di aree arretrate o depresse, sia sostenendo le imprese già presenti, sia attirando nuovi investitori, in particolare internazionali.

Le Zes attive nel mondo sono oltre 5000, secondo un'analisi di Ispi. Il dossier più completo e aggiornato sulla loro utilità è quello delle Nazioni Unite, pubblicato nel 2019 in lingua inglese. Per l'Italia le Zes rappresentano uno strumento con cui, anche con gli ingenti fondi del Pnrr, progettae e realizzare il rilancio del Mezzogiorno. Quelle istituite sono 8: Abruzzo, Calabria, Campania, Ionica Puglia Basilicata, Adriatica Puglia-Molise, Sicilia Orientale, Sicilia Orientale, Sardegna. Quella della Sardegna - il cui Commissario è Aldo Cadau - è policentrica; alla Gallura sono stati destinati 180 ettari nelle aree coordinate dal Cipnes Gallura. 

Piano di sviluppo strategico della Zes e aree del Cipnes Gallura

Nascita e missione della Zes. Le Zes sono state istituite con il decreto 91 del 2017, meglio conosciuto come Decreto Mezzogiorno, nel corso degli anni successivi più volte modificato e integrato. La Zona economica speciale “è definita come un'area geograficamente delimitata e chiaramente identificata (…), costituita anche da aree non territorialmente adiacenti, purché presentino un nesso economico funzionale, e che comprenda almeno un'area portuale (…)”.

Il requisito fondamentale è che la Zes abbia un porto; nel caso di Olbia, quello della Gallura. Il Decreto Mezzogiorno fissa chiaramente lo scopo delle Zes, che “(…) è quello di creare condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese”.  La Zes è gestita da un Comitato di indirizzo.

Decreto legge 91 del 2017 convertito, con modificazioni, dalla legge 123 del 2017

Regolamento per l’istituzione e il funzionamento delle Zes. Un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri - il numero 12 del 2018 - determina le modalità per l’istituzione delle Zes, la loro durata, i criteri che ne disciplinano l'accesso e le condizioni speciali di beneficio, il coordinamento degli obbiettivi. Il decreto definisce la durata delle Zes: non può essere inferiore a 7 anni e superiore a 14 ed è prorogabile fino a un massimo di ulteriori sette anni su richiesta delle Regioni. Il decreto regola anche i criteri per l'identificazione e la delimitazione dell'area della Zes; i compiti del Comitato di indirizzo; i requisiti delle proposte e il loro coordinamento con il Piano di sviluppo strategico.

Dpcm numero 12 del 2018

Un Commissario alla guida delle Zes. La legge di Bilancio 2020 ha stabilito che il Comitato di indirizzo delle Zes sia guidato da un Commissario straordinario.

Legge 160 del 2019, articolo 1, comma 316

Poteri del commissario. Nel 2020, con il decreto legge 76, il Governo ha definito e precisato i compiti del Commissario straordinario delle Zes. Il Commissario

  1. a) assicura il coordinamento e l'impulso, anche operativo, delle iniziative volte a garantire l'attrazione, l'insediamento e la piena operatività delle attività produttive nelle Zes

  2. b) opera quale referente esterno del Comitato di indirizzo per l'attrazione e l'insediamento degli investimenti produttivi nelle aree Zes;

  3. c) contribuisce a individuare, tra le aree identificate all'interno del piano di sviluppo strategico, le aree prioritarie per l'implementazione del piano, e ne cura la caratterizzazione necessaria a garantire gli insediamenti produttivi.

Decreto legge 76 del 2020, articolo 46

IL PNRR PER LE ZES/1

Per la rapida ed efficace gestione dei fondi del Pnrr, il Governo - con il decreto 77 del 2021 meglio noto come Semplificazioni - ha modificato la governance del Comitato d’indirizzo, aprendolo alla partecipazione di un rappresentante dei consorzi industriali; ha disciplinato la modalità di nomina del Commissario; ha attribuito nuovi poteri al Commissario; ha introdotto l’Autorizzazione Unica e altre semplificazioni; ha definito il ruolo dell’Agenzia per la coesione.

Decreto legge 77 del 2021, articolo 57

Consorzi industriali nel Comitato di indirizzoIl decreto 77 ha stabilito che il Comitato di indirizzo delle Zes è composto - oltre che dal Commissario straordinario del Governo, che lo presiede, dal Presidente dell'Autorità di sistema portuale, da un rappresentante della Regione, da un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri, da un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - anche da “un rappresentante dei Consorzi di sviluppo industriale”.

Nomina del Commissario delle Zes. Il decreto 77 ha previsto che la nomina del Commissario avviene con “decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro per il Sud e la coesione territoriale, d'intesa con il Presidente della Regione interessata”.

Commissario come stazione appaltante delle Zes. Il decreto 77 ha stabilito che - per assicurare la più efficace e tempestiva attuazione degli interventi del Pnrr relativi alla infrastrutturazione delle Zes - il Commissario straordinario possa assumere le funzioni di stazione appaltante fino al 31 dicembre 2026 e operare con poteri straordinari in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici; le Regioni devono adeguare la propria programmazione o la riprogrammazione dei fondi strutturali alle esigenze di funzionamento e sviluppo della Zes

Autorizzazione Unica nelle Zes. Il decreto 77 ha introdotto l’Autorizzazione Unica. I progetti delle attività economiche e l'insediamento di attività industriali, produttive e logistiche all'interno delle Zes, non soggetti a segnalazione certificata di inizio attività, sono soggetti ad Autorizzazione unica, nel rispetto delle normative vigenti in materia di valutazione di impatto ambientale. L'Autorizzazione Unica, ove necessario, costituisce variante agli strumenti urbanistici e di pianificazione territoriale, ad eccezione del piano paesaggistico regionale”. Nell’Autorizzazione Unica “confluiscono tutti gli atti di autorizzazione, assenso e nulla osta comunque denominati,  al progetto da approvare o all'attività da intraprendere”  ed è rilasciata dal Commissario straordinario della Zes, dopo la conferenza di servizi (…) Il rilascio dell’Autorizzazione Unica sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione e parere comunque denominati e consente la realizzazione di tutte le opere, prestazioni e attività previste nel progetto.

Agenzia per la Coesione in supporto del Commissario delle Zes. Il decreto 77 ha stabilito che l’Agenzia per la Coesione territoriale “supporta l'attività dei Commissari e garantisce (…) il coordinamento  della  loro  azione nonché della pianificazione nazionale degli  interventi nelle Zes, tramite proprio personale amministrativo e tecnico (…)”.

IL PNRR PER LE ZES/2

Sempre nel 2021 e sempre per spendere in modo efficace e rapido i fondi del Pnrr, il Governo, con il decreto legge, il numero 152, ha digitalizzato le procedure delle Zes e dotato di personale la struttura del Commissario straordinario.

Decreto legge 152 del 2021, articolo 11

Sportello unico digitale delle ZesIl decreto 152 ha introdotto lo sportello unico digitale per la presentazione dei progetti di nuove attività nelle Zes. “Presso ogni Commissario straordinario opera uno sportello unico digitale al quale i soggetti interessati ad avviare una nuova attività soggetta all'autorizzazione unica (…) presentano il proprio progetto. Lo sportello unico è reso disponibile anche in lingua inglese e opera secondo i migliori standard tecnologici (…). Nelle more della piena operatività dello sportello unico digitale, le domande di autorizzazione unica sono presentate allo sportello unico per le attività  produttive (Suap) territorialmente  competente (…). 

Personale per il Commissario. Il decreto 152 ha dotato il Commissario di ciascuna Zes di una “struttura di supporto composta da un contingente massimo di personale di 10 unità, di cui 2 di livello dirigenziale di seconda fascia amministrativo e tecnico, e 8 di  livello non dirigenziale, appartenenti ai ruoli delle amministrazioni pubbliche”

LE AGEVOLAZIONI FISCALI DELLE ZES

Oltre ai vantaggi amministrativi, le aziende che operano nelle Zes – o che vi aprono un’attività - godono anche di vantaggi fiscali. Qui vengono illustrate le due principali misure previste dalla legislazione nazionale, ma Regioni e Comuni possono prevedere ulteriori agevolazioni fiscali.  

IRES ridotta del 50% per le nuove imprese nelle Zes. La legge di Bilancio 2021 ha stabilito che per le imprese che “intraprendono una nuova iniziativa economica nelle Zes (…) l'imposta sul reddito derivante dallo svolgimento dell'attività nella Zes è ridotta del 50 per cento a decorrere dal periodo d'imposta nel corso del quale è stata intrapresa la nuova attività e per i sei periodi d'imposta successivi”.

Legge 178 del 2020, articolo 1, comma 173

IRES ridotta del 50% anche per le imprese già insediate nelle Zes. L’Agenzia delle Entrate, con una nota, ha chiarito che “l’agevolazione del 50% spetta, oltre che alle nuove imprese che si insediano nelle ZES, “anche alle imprese già operanti nei territori interessati, purché procedano ad avviare una nuova attività in precedenza non esercitata, da cui discenda la creazione di nuovi posti di lavoro”

Agenzia delle Entrate, risposta 771/2021.

Credito di imposta fino a 100 milioni per le imprese nelle Zes. Sempre il decreto 77 del 2021 ha stabilito che il credito d'imposta è “commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2022 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro”.  Il credito d'imposta viene esteso  all'acquisto di immobili strumentali agli investimenti.

Decreto legge 77 del 2021, articolo 57 


 

Nominato il Commissario della Zes Sardegna

Prima riunione con il ministro Carfagna. In Gallura 180 ettari nel distretto del Cipnes, l'elenco dei vantaggi fiscali

commissario zes lightAldo Cadau è il Commissario della Zes (Zona economica speciale) della Sardegna. Il professionista - il decreto di nomina del Governo è stato già trasmesso al Dipartimento per il coordinamento amministrativo - ha partecipato al primo vertice con tutti i commissari delle otto Zes italiane convocato a Roma dal ministro per il Sud Mara Carfagna (foto).

La Zes della Sardegna entra dunque nella fase operativa. Il prossimo passaggio sarà la costituzione del Comitato di indirizzo, che è composto - oltre che dal Commissario -  dal Presidente dell'Autorità di sistema portuale, da un rappresentante della Regione Sardegna, da un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri, da un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e da un rappresentante degli otto Consorzi industriali della Sardegna. 

Il commissario Cadau e il Comitato di indirizzo ora realizzeranno - anche modificandolo e integrandolo con le disposizioni del Pnrr - il Piano strategico approvato dalla giunta regionale nel giugno 2021. La Zes della Sardegna è stata concepita come una rete di porti, suddivisa in sei aree la cui gestione è affidata ai Consorzi industriali: Cagliari, Gallura, Oristanese, Sassari, Carbonia-Iglesias, Ogliastra. La superficie totale della Zes Sardegna è di 2600 ettari, 180 dei quali in Gallura assegnati al Cipnes Gallura. Alla Zes della Gallura hanno già manifestato l’intenzione di aderire i Comuni di Calangianus e Arzachena e la Geasar, società di gestione dell’aeroporto Costa Smeralda. 

Per Olbia e la Gallura - in particolare le aree interne - la Zes è una grande opportunità per crescita e il potenziamento del sistema produttivo. La Zes ha diversi obiettivi strategici. Grazie ai vantaggi fiscali e amministrativi, punta ad attrarre nel distretto produttivo di Olbia nuovi investitori e - allo stesso tempo - incentivare le aziende già esistenti. In virtù della sua logica di sistema portuale, la Zes ha come mission quella di far aumentare l’export dei settori principali dell’economia: nautica, agroalimentare, sughero, granito, ceramica, sostenendo così i distretti della Gallura interna.

Economicamente e socialmente, la Zes si prefigge il compito di coordinare - con il Cipnes Gallura e tutti gli altri partner istituzionali e privati - una crescita economica sostenibile in chiave green e digital. 

Proprio per la rapida approvazione dei piani del Pnrr, il Governo Draghi - con il decreto legge 77 del 2021 - ha attribuito al Commissario delle Zes poteri straordinari nelle materie amministrative. Fino al 2026 il Commissario può assumere le funzioni di stazione appaltante e operare in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici.

Il Commissario rilascerà anche l’Autorizzazione Unica, uno strumento in cui confluiscono tutti gli atti di autorizzazione, assenso e nulla osta per attività industriali, produttive e logistiche. Il rilascio avverrà dopo la conferenza di servizi e - se necessario - costituirà variante agli strumenti urbanistici e di pianificazione territoriale, ad eccezione del piano paesaggistico regionale. 

Dal punto di vista fiscale, per le imprese ci sono numerosi vantaggi. La legge 178 del 2020 (legge di Bilancio 2021) ha stabilito una forte agevolazione per le imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica nelle Zone economiche speciali: “l’imposta sul reddito derivante dallo svolgimento dell'attività nella Zes è ridotta del 50% a decorrere dal periodo d'imposta nel corso del quale è stata intrapresa la nuova attività e per i sei periodi d'imposta successivi”. 

Lo sgravio fiscale del 50% è stato successivamente esteso dall’Agenzia delle entrate - con la risposta 771 del 2021 - “anche alle imprese già operanti nei territori interessati, purché procedano ad avviare una nuova attività in precedenza non esercitata, da cui discenda la creazione di nuovi posti di lavoro”. 

Infine, nel 2021, sempre con il decreto 77, il Governo ha modificato il credito di imposta per le imprese delle Zes: per ciascun progetto di investimento il credito aumenta da 50 a 100 milioni e viene allargato anche all’acquisto di “immobili strumentali agli investimenti, anche mediante contratti di locazione finanziaria”.

Decreto Legge istitutivo delle Zes, articoli 4, 5, 5 bis (2017)

Regolamento sull'istituzione delle Zes (2018)

Piano di sviluppo strategico della Zes Sardegna (2021)

Poteri del Commissario e semplificazioni amministrative delle Zes (2021)

Sezione del sito Cipnes Gallura con documentazione sulla Zes Sardegna


 

I crediti di imposta del 2022 per l'acquisto di macchinari tecnologici e software

È l'ultimo anno con aiuti consistenti agli imprenditori per avviare e potenziare la digitalizzazione delle aziende

beni strumentali lowPer trasformare tecnologicamente le aziende di Olbia e della Gallura - rendendole 4.0 con robot, internet, cloud - il 2022 è l’ultimo anno con cospicue agevolazioni pubbliche. Il credito di imposta riconosciuto dallo Stato agli imprenditori per l’acquisto di beni strumentali, sia materiali che immateriali, avrà infatti percentuali ancora alte, dal 6 al 40%; dal 2023 diminuiranno progressivamente fino al 2025, l'ultimo anno in cui la misura sarà in vigore. 

Per le imprese che ancora non l’abbiano sfruttata, l’agevolazione - introdotta nel 2015 con “Industria 4.0” e poi più volte rifinanziata e modificata, passando dall'iperammortamento e dal superammortamento al credito di imposta - è dunque un’opportunità da valutare con la massima attenzione. La possono sfruttare le aziende di tutte le dimensioni, dalle micro alle grandi, e di tutti i settori, dall’industria al turismo. 

Come consorzio industriale della Gallura - chiamato dalla legge nazionale 317 del 1991 a fornire “servizi reali alle imprese" - siamo a disposizione degli imprenditori, anche con l’Agency di sviluppo territoriale a Olbia, per offrire tutte le informazioni necessarie per il potenziamento digitale delle loro aziende.

Siamo consapevoli che rendere tecnologiche le imprese - sia per la produzione di beni che per la fornitura di servizi - è il modo più efficace per renderle sempre competitive sul mercato. Siamo certi che le imprese del distretto produttivo di Olbia - dove il Cipnes Gallura ha fattivamente collaborato per installazione del collegamento internet in fibra ottica da 1000 Mb (1 Giga), requisito fondamentale per l'industria 4.0 - e di tutta la Gallura siano perfettamente convinte dell’importanza di dotarsi delle tecnologie abitanti 4.0: macchine intelligenti, internet delle cose, stampanti 3D, realtà aumentata, realtà virtuale.

Analizziamo, quindi, i crediti di imposta per l’acquisto di tecnologie abilitanti previsti per il 2022 e, in parte, per il 2023.

Per l’acquisto di beni strumentali materiali 4.0 - macchinari il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e sono interconnesse con la rete internet, come i robot, le macchi utensili per la realizzazione o deformazione di prodotti (foto) - alle aziende è riconosciuto un creduto di imposta del 40% per investimenti fino 2,5 milioni, del 20% fino 10 milioni e del 10% fino a 20 milioni. 

Elenco dei beni strumentali materiali 4.0

Per l’acquisto di beni strumenti immateriali 4.0 - software per Industrial Internet of Things, Cloud computing, Cybersecurity, Data Analytics - è riconosciuto un credito di imposta del 20% per investimenti fino a 1 milione. 

Elenco dei beni strumentali  immateriali 4.0

Per gli altri beni strumentali materiali e immateriali che non rientrano nelle prime due tipologie il credito di imposta è del 6%. Il credito d’imposta arriva al 15% se i beni riguardano investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione  dello smart working. 

Il credito di imposta per tutti i beni strumentali è riconosciuto alle imprese per gli investimenti fatti fino al 31 dicembre 2022, o entro il 30 giugno 2023 a condizione, peròche entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. 

Gli imprenditori che vogliono godere dell’agevolazione fiscale devono presentare la domanda al ministero dello Sviluppo economico, trasmettendo il Modello di comunicazione - scaricabile qui - alla Pec Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Approfondimento sul credito di imposta sui beni strumentali


 

Il 2022 proclamato "Anno europeo dei giovani"

Tutti gli impegni del Cipnes Gallura a sostegno delle attività imprenditoriali delle nuove generazioni 

giovani imprenditoriLa Commissione Europea ha proclamato il 2022 “Anno Europeo dei Giovani”, un ambizioso programma che impegna tutte le istituzioni pubbliche europee, tra cui il Cipnes Gallura, a lavorare con ancora più convinzione per un'economia sostenibile. “L'Europa ha bisogno della visione, dell'impegno e della partecipazione di tutti i giovani per costruire un futuro migliore, un futuro che sia più verde, più digitale e più inclusivo - ha spiegato la Commissione guidata dal Presidente Ursula von der Leyen -. Con questa proposta l'Europa si impegna a offrire ai giovani maggiori e migliori opportunità per il futuro”. 

In collaborazione con il Parlamento europeo, gli Stati membri, le autorità regionali e locali e i giovani, la Commissione Europea ha 4 obiettivi. 

  • Primo: sostenere i giovani, i più penalizzati dalla pandemia, infondendo loro forza, speranze e fiducia nel futuro ed evidenziando come la transizione verde e quella digitale offrano nuove prospettive e opportunità.
  • Secondo: aiutare i giovani - in particolare quelli con minori opportunità, provenienti da contesti svantaggiati, da regioni rurali, remote, periferiche e meno sviluppate - ad acquisire conoscenze e competenze. 
  • Terzo: accompagnare i giovani nell’acquisizione di una migliore comprensione delle varie opportunità rese disponibili dalle politiche pubbliche a livello di Unione, nazionale, regionale e locale. 
  • Quarto: trarre ispirazione dalle azioni, dalla visione e dalle idee dei giovani per continuare a rafforzare e rivitalizzare il progetto comune europeo. 

Seguendo la sua mission istituzionale e in linea con le richieste di collaborazione dell’Unione Europea, il Cipnes Gallura intende partecipare attivamente alla celebrazione dell’”Anno Europeo dei Giovani”. I Consorzi industriali - come detta la legge nazionale sui loro compiti, la 317 del 1991, articolo 36 - sono infatti chiamati a realizzare e gestire, “in collaborazione con le associazioni imprenditoriali e con le Camere di commercio (...) le iniziative per l'orientamento e la formazione dei giovani imprenditori”.  E proprio per questo il Cipnes Gallura - il consorzio industriale per tutta l’area omogenea Olbia-Tempio - continuerà, potenziandole, con le azioni istituzionali da tempo intraprese a favore delle nuove generazioni (foto).

Tra queste c’è la gestione, affidata all’Agency di sviluppo, di Resto al Sud, la misura rivolta agli under 56 che vogliono avviare un’attività in Sardegna e che godono di un aiuto per il 50% a fondo perduto e per il restante 50% con un finanziamento senza interessi. Tra le altre azioni strategiche del Cipnes Gallura c’è, poi, l’orientamento dei giovani imprenditori - sempre con l’Agency e con le altre divisioni del consorzio industriale - sugli incentivi e le agevolazioni per la creazione di nuove imprese o il potenziamento di quelle esistenti. 

Una delle misure rivolte ai giovani - sulla quale fanno affidamento la Commissione Europea e il Governo italiano e sulla il Cipnes Gallura fornisce informazioni - è SELFIEmployment, che finanzia con prestiti a tasso zero fino a 50 mila euro l'avvio di piccole iniziative imprenditoriali promosse da NEET (giovani che non studiano e non lavoro) e disoccupati di lungo periodo (tra cui i giovani). 

Tra i progetti strategici della Commissione Europea per i giovani, i più importanti sono tre: Erasmus per gli studenti (ormai una vera istituzione) e Alma (un Erasmus dei lavoratori rivolto ai giovani non impegnati nello studio né nel lavoro che intendano fare esperienze professionali temporanee in un altro Paese dell’Unione) e il Corpo europeo di solidarietà (un’opportunità di volontariato nel proprio paese o all’estero per aiutare comunità o popolazioni in Europa). 

Diversi, infine, sono gli aiuti a favore dei giovani previsti dal Governo e dalla Regione Sardegna. Nella legge di bilancio 2022 sono contenuti il bonus prima casa per gli under 36, il bonus affitto per i giovani che vanno a vivere da soli e il bonus cultura di 500 euro. Nei 744 milioni del Fondo sociale europeo affidati alla Sardegna la quota destinata per l’occupazione giovanile passa dal 13,5% al 16% per una dotazione di 119 milioni da investire nel 2022. 

Il piano della Commissione Europea per il "2022 Anno europeo dei giovani"

I contatti dell'Agency del Cipnes Gallura per l'orientamento imprenditororiale dei giovani


 

Contribuzione Sud estesa fino al 30 giugno 2022

Prevede un esonero contributivo del 30% per i datori di lavoro. In Sardegna è un boom

decontruzione lowLa misura Decontribuzione Sud a favore delle imprese della Sardegna, introdotta nel 2020, è stata estesa fino al 30 giugno 2022. Lo ha annunciato il ministro per il Sud, Mara Carfagna, spiegando che la Commissione Europea ha approvato la proroga dell’agevolazione oltre il 2021, come richiesto dal Governo italiano. Con Decontribuzione Sud i datori di lavoro - sia per le nuove assunzioni, sia per la variazioni contrattuali dei lavoratori già assunti - hanno diritto all’esonero del 30% dei versamenti dei contributiprevidenziali per ciascun dipendente agevolato. 

Decontribuzione Sud - come chiarito dall’Inps in un recente report - ha prodotto risultati efficaci. Nei primi nove mesi del 2021, il 67% delle assunzioni e delle variazioni contrattuali con agevolazioni è dovuto alla misura che taglia il 30% dei contributi previdenziali nelle regioni del meridione (Abruzzo,  Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). In termini assoluti, su 1 milione 385 mila contratti agevolati, 934 mila sono stati fatti con Decontribuzione Sud. 

In Sardegna si è registrato in risultato nettamente migliore della media. Su 112 mila contratti agevolati nei primi nove mesi del 2021 (apprendistato, esoneri giovani, incentivo donne, decontribuzione sud), ben il 93% (quasi 106 mila rapporti di lavoro) è stato originato da Decontribuzione Sud. 

Visti i dati, il Governo è ancora più determinato a estendere la misura, come giù previsto dalle legge di Bilancio 2021, fino al 2029 con una variazione delle percentuali di sgravio per i datori di lavoro: al 30% fino al 31 dicembre 2025; al 20% per il 2026 e il 2027; al 10% per il 2028 e il 2029.

Il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, ha spiegato che “resta aperto il confronto con la Commissione europea per far proseguire la decontribuzione anche oltre la scadenza del 30 giugno, cogliendo l'opportunità di un legame con le priorità indicate da Next Generation EU in merito agli obiettivi di sostenibilità ambientale e di digitalizzazione".

"Personalmente - ha detto il ministro Carfagna - resto impegnata perché l'agevolazione sia 'stabilizzata' nel medio periodo, così da rappresentare un sostegno strutturale al rilancio dell'occupazione nel Mezzogiorno, in particolare di quella giovanile e femminile".

Il Report 2021 dell'Inps su Decontribuzione Sud


 

Olbia, la Gallura e la provincia di Sassari attraggono nuovi investitori esteri

Al terzo posto in Italia per numero di visti rilasciati dal programma “Investor Visa for Italy”

investitori lowIl territorio della provincia di Sassari, con Olbia e la Gallura, è uno dei più attraenti in Italia per gli investitori stranieri. È infatti al terzo posto, insieme a Firenze e subito dietro Milano e Roma, per numero di stranieri non comunitari che hanno scelto di partecipare a “Investor Visa for Italy”, un programma del ministero dello Sviluppo economico per portare in Italia, attraverso la concessione rapida del visto, nuovi capitali per le startup innovative, le Srl, le Spa e i titoli di Stato. 

Il 31 dicembre 2021 il ministero ha pubblicato il Primo rapporto di monitoraggio della misura, avviata nel 2017,  ed è emerso che sono pervenute 64 candidature, di cui 50 accolte (il 78%). Di queste, 4 sono nella provincia di Sassari, preceduta solo dalle province di Milano (21 candidature) e Roma (13); nessun’altra provincia della Sardegna ha registrato l’arrivo di investitori.

È l’ennesima conferma sulla forte capacità di attrazione di capitali di Olbia, della Gallura e della provincia di Sassari. Nel 2021 a Olbia ha realizzato un grosso investimento BlackRock, il più grande fondo comune di investimento al mondo, con oltre 10 mila miliardi di asset gestiti, come riportato dall’istituto Ipe e recentemente dalla Borsa Italiana. BlackRock detiene infatti il 15.7% della società che controlla l’aeroporto di Olbia Costa Smeralda. Dal 2012 è invece proprietario della Costa Smeralda il decimo fondo sovrano al mondo, Qia (Qatar Investiment Authority), con beni per 366 miliardi, come cerfificato dall’istituto Swfi. 

Tornando ai visti del programma “Investor Visa for Italy”, la maggior parte delle domande sono pervenute al ministero dello Sviluppo nel 2021, 40 sulle 64 complessive, per via del decreto Rilancio che ha dimezzato le soglie minime di investimento nelle società di capitali e nelle startup innovative: da 1 milione di euro a 500 mila euro per le srl e le spa e da 500 mila euro a 250 mila euro per le startup innovative. “È ipotizzabile che la riduzione delle soglie abbia generato un maggiore interesse da parte dei potenziali investitori e reso più appetibili le opzioni di investimento” spiega il ministero. 

Su 64 domande, 56 sono arrivate da uomini (87,5%); 8 da donne. L’età media è di 52 anni. La maggioranza delle domande è arrivata da due Paesi, Stati Uniti e Russia, con 14 investitori a testa (44% del totale); poi Regno Unito con 7 (10,9%), Canada con 5 candidature (7,8% del totale), Siria con 4 candidature (6,3%), Cina e Israele con 3 candidature ciascuna e Libano con 2 candidature.

I 64 candidati  hanno comunicato l’intenzione di stabilirsi e investire in 19 province e 10 regioni. Milano è la prima provincia con 21 candidati (il 32,8% del totale); segue Roma con 13 candidature (20,3% del totale), Firenze e Sassari rispettivamente con 4 candidature, Como e Novara con 3 candidature ciascuna; Lucca, Teramo e Venezia sono state indicate da due candidati. Su 64 investitori, 43 hanno investito in società di capitali, 9 hanno investito in start-up innovative e 10 hanno indicato investimenti in titoli di Stato; 2 domande hanno riguardato donazioni filantropiche. Gli investimenti ammontano complessivamente a 40 milioni. 

Primo rapporto di monitoraggio Investor Visa for Italy 


 

"Olbi@ in Lab" creerà i nuovi professionisti del digitale

Finanziato dal Governo, il progetto sarà sviluppato nel distretto produttivo del Cipnes Gallura

3Accanto al Polo per l’innovazione di Olbia e alla Pte con Insula e l’Agency del Cipnes Gallura, a Cala Saccaia sorgerà anche la struttura di “Olbi@ in Lab”, uno spazio destinato alla creazione di nuove figure professionali e aziende altamente specializzate nel digitale.

Finanziato dal ministero dell’Istruzione con 750 mila euro per il suo alto valore economico e sociale, il progetto “Olbi@ in Lab” andrà a comporre - insieme a Polo e Pte, con cui dialogherà in modo continuo e strutturato - il "Parco scientifico e tecnologico di Olbia e della Gallura" sul modello di quelli già sperimentati con successo in America e Europa.

Sarà uno luogo chiamato ad assolvere a un doppio obbiettivo strategico. Da una parte, recupererà ambientalmente e architettonicamente l’area, inserendosi nel più ampio piano di riconversione in chiave sostenibile del distretto produttivo avviato dal Cipnes Gallura. Dall’altra, il parco è concepito sul modello dell’Open Innovation: sarà il luogo fisico in cui pubblico e privato, università e imprese, ricercatori e studenti si incontreranno per elaborare e sperimentare innovazioni per le aziende, dalla produzione di beni all’erogazione di servizi, per la nascita di nuove figure professionali e per il “reskilling” e l’“upskilling” di tecnici, professionisti e manager. 

Aperto, trasparente, internazionale, il Parco di Cala Saccaia, con tutte le sue componenti, ha la missione di rendere ancora più attraente, sia per gli investitori che per i professionisti, i ricercatori e gli studenti, la Destinazione Gallura e il distretto produttivo di Olbia, di potenziare il sistema produttivo delle filiere storiche della Gallura - dall’agroalimentare al turismo, dalla nautica alla logistica, dalla manifattura ai servizi - e di permettere la contaminazione culturale tra Olbia e il resto del mondo.

Il Parco farà quello che, da sole, le micro, piccole e medie imprese non possono fare: ricerca applicata, sperimentazione, innovazione. Il Parco è concepito per il presente ma soprattutto per il futuro delle nuove generazioni e, in particolare, dei futuri imprenditori e professionisti. 

In questa ottica, accanto alla funzione strategica del Consorzio polo universitario di Olbia (UniOlbia), un grande ruolo sarà svolto da “Olbi@ in Lab”,  uno spazio nel quale gli studenti di Olbia e della Gallura creeranno, con le loro mani, il loro futuro occupazionale, in particolare nel mondo digitale.

Il Cipnes Gallura - dopo la richiesta di avere maggiori spazi arrivata dal dirigente scolastico dell’Amsicora di Olbia, capofila del progetto - ha concesso un nuovo locale a “Olbi@ in Lab”, in sostituzione di quello precedentemente concesso dal consorzio industriale di Olbia, che crede fortemente nel progetto. Il nuovo edificio sarà accanto alla Pte e al Polo proprio per potenziare l’area come Parco scientifico. 

All’interno del nuovo capannone di “Olbi@ in Lab” - riconvertito, sempre in linea con gli indirizzi del Cipnes Gallura  per il minore consumo del territorio - verranno ricavati numerosi laboratori (marketing e comunicazione; scienze; prototipazione digitale; industriale) con l’uso di macchinari d’avanguardia (come le stampanti in 3D, nella foto): un ottimo modo per portare le nuove generazioni dentro l’economia digitale.

Al progetto “Olbi@ in Lab” aderiscono l’istituto Amsicora di Olbia, il liceo classico Gramsci, il liceo scientifico Mossa, l’istituto tecnico Panedda, l’istituto artistico De Andrè, il Fab Lab di Olbia, la scuola secondaria Diaz di Olbia, la Cna Gallura, la Confartigianato Gallura e la Camera di Commercio.

La delibera del Cipnes Gallura per "Olbi@ in Lab" del 2016 

La delibera del Cipnes Gallura per il nuovo edificio di "Olbi@ in Lab" del 2021


 

Il Polo per l'innovazione di Olbia ammesso alla seconda fase

Selezionato dall'Agenzia per la coesione territoriale per i fondi del Pnrr

2Il Polo per l’innovazione tecnologica, programmato a Olbia, è stato ammesso dall’Agenzia per la coesione territoriale alla seconda fase per l’ottenimento dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ne dà comunicazione il ministero del Sud sul proprio sito.

Su 240 idee presentate, 141 sono state ritenute idonee per la realizzazione di Ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno, che sono dei centri per l’innovazione tecnologica dell’economia realizzati in collaborazione tra il pubblico e il privato. A disposizione ci sono 350 milioni, suddivisi in 70 milioni all’anno dal 2022 al 2026. Ora i progetti ammessi andranno alla procedura negoziale: entro il 25 febbraio i proponenti dovranno presentare la domanda di finanziamento all’Agenzia per la coesione territoriale, allegando la progettazione dell’investimento e l’analisi costi/benefici. 

Tra questi progetti, dunque, ci sarà il “Polo Strategico per l’innovazione, il trasferimento tecnologico e lo sviluppo del territorio” di Olbia. Elaborato dall’Università di Sassari come soggetto proponente e dai partner Cipnes Gallura, consorzio universitario UniOlbia e Comune di Olbia, il Polo è stato pianificato accanto alla Pte (Piattaforma tecnologica europea, nella foto) e a "Olbi@ in Lab", tutti in costruzione a Cala Saccaia, nel distretto produttivo di Olbia del Cipnes Gallura. L’investimento è di 16,6 milioni. 

La mission del Polo è quella di guidare e accompagnare le micro, piccole e medie imprese di Olbia, della Gallura e del nord Sardegna nella transizione digitale dell’economia, innovando i beni prodotti, i servizi erogati, la gestione della produzione e delle distribuzione, il marketing e la comunicazione.

Per trasferimento tecnologico si intende il processo attraverso il quale conoscenze e tecnologie sviluppate da governi, università ed enti di ricerca sono rese accessibili alle imprese e ai professionisti. Sul modello dell’Open Innovation, il Polo fornirà alle aziende gli strumenti innovativi e tecnologici che, da sole, per via dei costi, non potrebbero avere. 

Per Olbia - e per il territorio della Gallura e del nord Sardegna - significa avere un centro d’eccellenza, guidato con competenza dall’Università di Sassari, fondamentale per potenziare il sistema produttivo nell’era dell’economia digitale. Che si tratti di imprese manifatturiere, della nautica, dell’agroalimentare, del turismo, il Polo - grazie alla collaborazione con partner internazionali - sarà in grado di fornire idee e sistemi all’avanguardia, rendendo ancora più attrattiva la Destinazione Gallura e il distretto produttivo del Cipnes Gallura.

Ma grandi opportunità di crescita sono previste anche per lavoratori e professionisti. Nel Polo sono programmate due azioni. Primo: attività di “reskilling” e “upskilling” di manager pubblici e privati, imprenditori e lavoratori delle micro, piccole e medie imprese attive nei settori strategici per l’economia del territorio. Secondo: attività di attrazione e promozione di “dottorati di ricerca industriali” per valorizzare figure professionali di alto profilo scientifico.

"Con questo avviso vogliamo realizzare due finalità - ha spiegato il ministro per il Sud Mara Carfagna -. Da una parte, premiamo le competenze e la creatività dei centri di ricerca meridionali, che possono collaborare con aziende, amministrazioni e altri soggetti per elaborare soluzioni innovative e creare effetti positivi sia in campo economico che sociale. Dall'altra, abbiamo scelto di finanziare progetti che avranno sede in luoghi non sufficientemente valorizzati delle città del Sud, così da aiutarne la rinascita".

La comunicazione del Ministro per il Sud

L'elenco dei progetti ammessi per gli Ecosistemi

Il Polo per l'innovazione tecnologica di Olbia

Il progetto "Olbi@ in Lab" 


 

La società ciclistica Terranova-Fancello Cicli compie 70 anni

La nuova sede nel distretto produttivo del Cipnes Gallura. È uno dei simboli della crescita economica e sociale di Olbia

terranova 2La società ciclistica Terranova compie 70 anni. Domenica 19 dicembre festeggerà il bel traguardo nella sua nuova sede, nel distretto produttivo del Cipnes Gallura, con vista sul golfo: e questa è la metafora di Olbia città che va veloce, città dal lunghissimo passato ma sempre città del futuro.

Quando la società ciclistica fu fondata, nel 1951, i suoi dirigenti scelsero come nome Terranova, che fu quello della città di Olbia dal 1300 al 1939. Era un omaggio a un nome che allora definiva nel profondo Olbia, i suoi abitanti, i loro valori, la loro rappresentazione verso gli altri. Quell’Olbia era ancora Terranova: Terranoa, in logudorese. Tarranoa, in gallurese.

Straordinariamente indicativa di quel mondo è la biografia di uno dei fondatori della società ciclistica: Mario Cervo. Definirlo con poche parole è fargli un torto e farlo alla storia: Mario Cervo aveva una personalità eccezionale, i suoi interessi spaziavano dalla musica alla fotografia, dalla politica all’economia, dalla comunicazione allo sport. Mario Cervo era bilingue: parlava (e cantava) sia in logudorese di Olbia che in gallurese, e ne andava particolarmente fiero. È anche grazie a uomini come lui che la Terranova e Olbia sono diventate grandi, forti, aperte.

Olbia era, allora, la città più povera d’Italia. Lo aveva registrato la Commissione parlamentare contro la miseria nel 1952. “(…) non si vede come ad Olbia, a meno che una legge speciale non voglia prendere in considerazione la possibilità di salvare la zona dalla definitiva decadenza economica e sociale, si potrà lottare contro il dilagare della miseria. (…) fra dieci anni il 78% della popolazione di Olbia sarà ridotto alla mendicità, e in condizioni così arretrate di vita e di educazione da far pensare che, davvero, Cristo non si è fermato soltanto ad Eboli” scrisse la Commissione nella relazione conclusiva.

Con 14.587 abitanti certificati dall’Istat, di cui 10.123 nel centro abitato e 2.222 negli stazzi, nel 1951 Olbia non aveva neanche un’industria vera e propria e su 4753 occupati, solo 600 erano quelli impiegati, almeno formalmente, in quel settore strategico per l’economia. Il grosso degli occupati, 1652, era nell’agricoltura, nella pesca.

La società ciclistica Terranova, il cui primo presidente è stato Adolfo Macciocco, aveva queste radici contadine, popolari. Ma proprio come la città che rappresentava a livello sportivo, la Terranova aveva, in quel momento così duro, voglia di futuro. Aveva, metaforicamente, fame di riscatto. Molti ciclisti terranovesi, nel senso più pieno del termine, vinsero gare regionali e furono chiamati a rappresentare la Sardegna a livello nazionale: Nildo Spano, Nardino Eretta, Mario Cervo, Vittorio Varrucciu, Peppino Degortes, come ricorda il sito della società.

Era l’inizio del miracolo. Economico, sociale. Dentro quello eccezionale dell’Italia tra la fine degli anni 50 e l’inizio dei 60’, in Gallura ce ne furono due con una loro specialissima identità; quello industriale di Olbia, quello turistico di Arzachena – e di tutta la Sardegna a livello mondiale – con la Costa Smeralda. 

In quegli anni nacque il Nucleo per l’industrializzazione di Olbia, il padre dell’attuale Cipnes Gallura. Le industrie divennero il motore principale della crescita di Olbia, la leva della sua potente capacità di attrazione di capitali e persone. Nacquero nell’area industriale le fabbriche della Comis, della Moquette, della Nuratex, della Granitisarda, della Palmera. Nel 1971 gli occupati nelle industrie erano 2675, come registrò l’Istat. L’incremento occupazionale nell’industria – scrisse a metà anni 70’ l’attuale Istituto Tagliacarne – fu del 136%, e Olbia era una delle “dieci aree che hanno beneficiato del maggiore sviluppo industriale nel Mezzogiorno”.

Il volto ciclistico di quel boom era quello di Giacomino Fois, capace di vincere con la maglia della Terranova ben cinque titoli sardi tra il 1968 e il 1976. Una sola volta abbandonò quei colori: fu a 38 anni per correre, da professionista, il primo olbiese a farlo, il Giro di Sardegna e la Sassari-Cagliari con la Magniflex, insieme a campioni come Moser.

È un po’ anche il momento in cui la città cambia identità, passando veramente da Terranova a Olbia, la città accogliente, la città felice, fortunata, come indica il suo nome in greco. A fine anni 70’ nasce il settore giovanile della Terranova, e pochi anni dopo arrivano altri straordinari risultati. Quello tra gli anni 80’ e 90’ “rappresenta, forse, il periodo più felice della nostra società – scrive la società sul suo sito - Il proficuo e paziente lavoro svolto nel “vivaio” del Centro Giovanile inizia a dare i frutti sperati: in quel decennio si vince di tutto in Sardegna e, finalmente, anche nella Penisola con Alessandro Fancello prima e con Agostino Spanu, che sono le vere punte di diamante della Società”.

Anche qui, tra le centinaia di persone che hanno animato e animano la Terranova, c’è un volto simbolo: quello di Peppino Fancello. E non solo perché la società ha adottato il suo cognome nella sua ragione sociale, “Società ciclistica Terranova Fancello cicli”. Ma perché Fancello è stato uno dei sardi – delle migliaia di sardi – che sono stati attratti da Olbia, dal suo clima ottimo, dalle sue opportunità economiche uniche in Sardegna, e hanno contribuito a definire la nuova identità della città, a renderla vivace, tollerante, dinamica.

La società ciclistica, con le sue 1140 vittorie, di cui 106 campionati regionali, rispecchia fedelmente questa Olbia operosa ma solidale, questa Olbia internazionale, che ha la più alta percentuale di stranieri del Mezzogiorno (9.3%) e la presenza di due investitori stranieri, il fondo del Qatar per la Costa Smeralda e il Mater Olbia e il più grande fondo di investimento al mondo, BlackRock per l’aeroporto. E negli anni Duemila e Duemiladieci c’è ancora un volto che dice tutto: quello di Nico Mu, più volte campione italiano dei Master e poi, come Olbia vuole essere, due volte campione del mondo. In quegli anni è arrivata anche la massima onorificenza per la Terranova: la Stella al merito sportivo, concessa dalla Fci.

Quando nel 2018 la società ha chiesto al Cipnes Gallura la possibilità di avere un’area nel distretto produttivo di Olbia, il consorzio industriale, con tutto il cda, i dirigenti e la struttura, è stato felice di concedergliela. Il Cipnes Gallura ha così concesso alla società ciclistica, a titolo gratuito, per l’alto valore sociale della Terranova, un terreno 2000 metri quadri, in via Nepal.

Oggì in quello spazio c’è la sede della Terranova e dove domani, alle ore 10, alla presenza del campione Fabio Aru, verranno festeggiati i 70 anni della società ciclistica. Sempre di corsa, sempre più avanti, come la città di cui porta il nome.

Storia della Terranova

Vittorie della Terranova-Fancello Cicli

Campioni della Terranova-Fancello Cicli

Direttivo 


 

Parte il Fondo a sostegno delle imprese femminili 

Dotazione di 40 milioni, opportunità di sviluppo per 4500 aziende galluresi. L'aiuto del Cipnes Gallura

22È diventato operativo il Fondo a sostegno dell’impresa femminile. Ne dà notizia il Ministero per lo Sviluppo economico. Il Fondo ha una dotazione di 40 milioni di euro e ha l’obiettivo di sostenere sia l’avvio che il consolidamento delle aziende a prevalente partecipazione femminile, con sede in Italia, di qualsiasi dimensione e attive in tutti i settori; analogo sostegno è assicurato anche le lavoratrici autonome. 

Gestito da Invitalia, il Fondo concede incentivi - a fondo perduto e a tasso agevolato - per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili e per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili. Gli incentivi sono a sportello, non c’è dunque una graduatoria. La domanda di agevolazione - il Ministero a breve indicherà come presentarla - deve essere inviata a Invitalia. 

Il Cipnes Gallura, con la sua Agency di Sviluppo territoriale, è a disposizione delle imprenditrici per fornire informazioni e aiuto. Per le 4500 imprese femminili della Gallura - la maggior parte delle quali attive nel commercio, nel settore alberghiero e nell’agricoltura - è infatti un’importante occasione di consolidamento; per le aspiranti imprenditrici una grande opportunità per creare la loro attività. Il sostegno del Fondo è cumulabile con altri aiuti, come Resto al Sud, gestito dal Cipnes Gallura.

Contatta l’Agency per il Fondo impresa femminile e Resto al Sud 

Chi finanzia il Fondo. Per la nascita di una nuova azienda, possono presentare domanda le imprese femminili costituite da meno di 12 mesi e le lavoratrici autonome in possesso della partita IVA aperta da meno di 12 mesi; possono presentare domanda, inoltre, le persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa femminile.

Per il consolidamento di un’azienda esistente, possono presentare domanda le imprese femminili costituite da almeno 12 mesi e le lavoratrici autonome in possesso della partita IVA aperta da almeno 12 mesi. 

Cosa finanzia. Il Fondo concede incentivi per la produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli; per la fornitura di servizi, in qualsiasi settore; per il commercio e il turismo. Le imprese devono realizzare gli investimenti entro 24 mesi dalla concessione dell’agevolazione. 

Quanto finanzia. Gli investimenti delle imprese devono prevedere spese ammissibili non superiori a 250 mila (al netto d’IVA) per i programmi di investimento che prevedono la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile e non superiori a 400 mila euro (al netto d’IVA) per i programmi di investimento volti allo sviluppo e al consolidamento di imprese femminili.

Come finanzia. Il Fondo concede incentivi sotto forma dil contributo a fondo perduto e di finanziamento agevolato, anche in combinazione tra loro. Il finanziamento, della durata massima di 8 anni, è a tasso zero e non è assistito da forme di garanzia.

Per la creazione di nuove imprese, è previsto uncontributo a fondo perduto per un importo massimo pari all’80% delle spese ammissibili e comunque fino a euro 50 mila per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili non superiori a 100 mila euro; e un importo massimo del 50% delle spese ammissibili per i programmi di investimento che prevedono spese ammissibili superiori a 100 mila euro e fino a 250 mila euro. 

Per il consolidamento delle aziende, gli incentivi sono sia sotto forma di contributo a fondo perduto che di finanziamento agevolato. Per le imprese femminili costituite da non più di 36 mesi le agevolazioni sono concesse fino a copertura dell’’80% delle spese ammissibili, in egual misura in forma di contributo a fondo perduto e in forma di finanziamento agevolato; per le imprese femminili costituite da oltre 36 mesi, invece, le agevolazioni sono concesse come al punto precedente in relazione alle spese di investimento, mentre le esigenze di capitale circolante costituenti spese ammissibili sono agevolate nella forma del contributo a fondo perduto.

Spese ammissibili. Il Fondo considera spese ammissibili quelle relative a immobilizzazioni materiali e immateriali, servizi cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale, personale dipendente ed esigenze di capitale circolante. 

Spese cumulabili. Le agevolazioni del Fondo possono essere cumulate con altri aiuti di Stato. 

Quando fare domanda. Ancora non è possibile; a breve il Ministero dello Sviluppo renderà note le modalità per presentate la domanda di incentivo. 

Il decreto che finanzia il Fondo per l’imprenditoria femminile 

La nota del Ministero dello Sviluppo