Il Cipnes affida all'Università di Cagliari lo studio sul Gnl a Olbia

Il Cipnes Gallura ha affidato all’Università di Cagliari lo studio per “l’innovazione e l’ecosostenibilità delle infrastrutture energetiche a supporto delle aziende del distretto produttivo di Olbia, del territorio e della Zes”.  La ricerca si concentrerà, in particolare, sugli scenari (energetici e ambientali) connessi alla possibilità di stoccaggio e rigassificazione del Gnl (gas naturale liquefatto) nelle aree gestite dal consorzio industriale a Olbia.

La decisione è stata presa il 5 aprile dal Consiglio di amministrazione del Cipnes Gallura; la votazione, presenti i cinque consiglieri dell’organo, è stata all’unanimità. 

L’Università di Cagliari, con Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura, proporrà delle soluzioni ecosostenibili nel rispetto delle BAT (Best Available Techniques). Le BAT, introdotte dal una direttiva dell’Unione Europea, sono delle soluzioni tecniche impiantistiche, gestionali e di controllo che assicurano  un elevato livello di protezione dell’ambiente, con bassi livelli di emissioni di inquinanti e l’ottimizzazione delle materie prime utilizzate nel processo energetico. 

Il modello messo a punto dall’Università di Cagliari per il distretto del Cipnes “potrà essere successivamente utilizzato per una eventuale analisi delle ricadute sul territorio per i diversi settori interessati (industriale, trasporti, edifici) con l'applicazione di metodologie LCCA (Life Cycle Cost Analysis, uno strumento economico che permette di valutare tutti i costi relativi ad un determinato componente o sistema dal suo inizio alla sua fine). 

Saranno necessari 12 mesi per realizzare lo studio, compresa la pubblicazione. L’investimento del Cipnes Gallura è di 36 mila euro. 

La deliberazione del Cipnes Gallura sul deposito del Gnl a Olbia - che fa seguito a un pubblico impegno del consorzio industriale ed è linea con la mission dei consorzi per la promozione delle condizioni necessarie per la creazione e lo sviluppo di attività produttive (legge 317 del 1991) -  arriva nel momento in cui il tema energia è strategico per la Sardegna. Il Governo ha infatti approvato un decreto che prevede due Fsru (depositi del gas) a Portovesme e Porto Torres, un rigassificatore a Oristano e uno, eventualmente, anche a Cagliari. 

Durante il consiglio di amministrazione, il dirigente del settore Ambiente, Gianni Maurelli, ha evidenziato gli obiettivi dell’accordo tra il Cipnes Gallura e il Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura dell’Università di Cagliari. Oltre a quello di misurare gli effetti del deposito del Gnl sul sistema produttivo, l’analisi universitaria si focalizzerà sulla realizzazione dell’Energy Community nel distretto produttivo consortile di Olbia. 

Una comunità energetica (Energy Community) è un’associazione tra pubbliche amministrazioni e piccole e medie imprese che decidono di unirsi per avere impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

Il Cipnes Gallura, da tempo, è impegnato a costruirla per raggiungere due punti strategici. Primo: aumentare la produzione di energia pulita. Grazie ai suoi impianti fotovoltaici, dal 2006 al 2021 il consorzio industriale della Gallura ha infatti prodotto 60 milioni di kWh, riducendo di 50 milioni le emissioni di Co2. Secondo: la condivisione di energia pulita abbattere i costi della bolletta per le aziende insediate nel distretto produttivo. 

 Lo studio dell’Università di Cagliari valuterà tutte le soluzioni tecnologiche, per la produzione e il consumo dell’energia, in “grado di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente, anche nella prospettiva di qualificare ulteriormente il distretto produttivo consortile di Olbia come Apea (Area produttiva ecologicamente attrezzata), uno strumento che ha come obiettivo quello di conciliare lo sviluppo economico con il rispetto e la tutela dell'ambiente.

La convenzione fra il Cipnes-Gallura e l'Università di Cagliari 

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