La Zona Economica Speciale (ZES) della Gallura

Una delle azioni strategiche del Cipnes Gallura per il potenziamento dell’economia è concentrata sulle Zes. Le Zone economiche speciali (Zes) sono aree geografiche – in larga parte zone o distretti industriali – in cui le aziende godono di speciali vantaggi amministrativi e fiscali, in deroga alle leggi ordinarie. Strutturate come agenzie di marketing territoriale, la Zes hanno la missione di rivitalizzare il sistema produttivo di aree arretrate o depresse, sia sostenendo le imprese già presenti, sia attirando nuovi investitori, in particolare internazionali.

Le Zes attive nel mondo sono oltre 5000, secondo un'analisi di Ispi. Il dossier più completo e aggiornato sulla loro utilità è quello delle Nazioni Unite, pubblicato nel 2019 in lingua inglese. Per l'Italia le Zes rappresentano uno strumento con cui, anche con gli ingenti fondi del Pnrr, progettae e realizzare il rilancio del Mezzogiorno. Quelle istituite sono 8Abruzzo, Calabria, Campania, Ionica Puglia Basilicata, Adriatica Puglia-Molise, Sicilia Orientale, Sicilia Orientale, Sardegna. Quella della Sardegna - il cui Commissario è Aldo Cadau - è policentrica; alla Gallura sono stati destinati 180 ettari nelle aree coordinate dal Cipnes Gallura. 

Piano di sviluppo strategico della Zes e aree del Cipnes Gallura

Nascita e missione della Zes. Le Zes sono state istituite con il decreto 91 del 2017, meglio conosciuto come Decreto Mezzogiorno, nel corso degli anni successivi più volte modificato e integrato. La Zona economica speciale “è definita come un'area geograficamente delimitata e chiaramente identificata (…), costituita anche da aree non territorialmente adiacenti, purché presentino un nesso economico funzionale, e che comprenda almeno un'area portuale (…)”.

Il requisito fondamentale è che la Zes abbia un porto; nel caso di Olbia, quello della Gallura. Il Decreto Mezzogiorno fissa chiaramente lo scopo delle Zes, che “(…) è quello di creare condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, che consentano lo sviluppo delle imprese già operanti e l'insediamento di nuove imprese”.  La Zes è gestita da un Comitato di indirizzo.

Decreto legge 91 del 2017 convertito, con modificazioni, dalla legge 123 del 2017

Regolamento per l’istituzione e il funzionamento delle Zes. Un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri - il numero 12 del 2018 - determina le modalità per l’istituzione delle Zes, la loro durata, i criteri che ne disciplinano l'accesso e le condizioni speciali di beneficio, il coordinamento degli obbiettivi. Il decreto definisce la durata delle Zes: non può essere inferiore a 7 anni e superiore a 14 ed è prorogabile fino a un massimo di ulteriori sette anni su richiesta delle Regioni. Il decreto regola anche i criteri per l'identificazione e la delimitazione dell'area della Zes; i compiti del Comitato di indirizzo; i requisiti delle proposte e il loro coordinamento con il Piano di sviluppo strategico.

Dpcm numero 12 del 2018

Un Commissario alla guida delle Zes. La legge di Bilancio 2020 ha stabilito che il Comitato di indirizzo delle Zes sia guidato da un Commissario straordinario.

Legge 160 del 2019, articolo 1, comma 316

Poteri del commissario. Nel 2020, con il decreto legge 76, il Governo ha definito e precisato i compiti del Commissario straordinario delle Zes. Il Commissario

  1. a) assicura il coordinamento e l'impulso, anche operativo, delle iniziative volte a garantire l'attrazione, l'insediamento e la piena operatività delle attività produttive nelle Zes

  2. b) opera quale referente esterno del Comitato di indirizzo per l'attrazione e l'insediamento degli investimenti produttivi nelle aree Zes;

  3. c) contribuisce a individuare, tra le aree identificate all'interno del piano di sviluppo strategico, le aree prioritarie per l'implementazione del piano, e ne cura la caratterizzazione necessaria a garantire gli insediamenti produttivi.

Decreto legge 76 del 2020, articolo 46

IL PNRR PER LE ZES/1

Per la rapida ed efficace gestione dei fondi del Pnrr, il Governo - con il decreto 77 del 2021 meglio noto come Semplificazioni - ha modificato la governance del Comitato d’indirizzo, aprendolo alla partecipazione di un rappresentante dei consorzi industriali; ha disciplinato la modalità di nomina del Commissario; ha attribuito nuovi poteri al Commissario; ha introdotto l’Autorizzazione Unica e altre semplificazioni; ha definito il ruolo dell’Agenzia per la coesione.

Decreto legge 77 del 2021, articolo 57

Consorzi industriali nel Comitato di indirizzo. Il decreto 77 ha stabilito che il Comitato di indirizzo delle Zes è composto - oltre che dal Commissario straordinario del Governo, che lo presiede, dal Presidente dell'Autorità di sistema portuale, da un rappresentante della Regione, da un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei ministri, da un rappresentante del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - anche da “un rappresentante dei Consorzi di sviluppo industriale”.

Nomina del Commissario delle Zes. Il decreto 77 ha previsto che la nomina del Commissario avviene con “decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro per il Sud e la coesione territoriale, d'intesa con il Presidente della Regione interessata”.

Commissario come stazione appaltante delle Zes. Il decreto 77 ha stabilito che - per assicurare la più efficace e tempestiva attuazione degli interventi del Pnrr relativi alla infrastrutturazione delle Zes - il Commissario straordinario possa assumere le funzioni di stazione appaltante fino al 31 dicembre 2026 e operare con poteri straordinari in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici; le Regioni devono adeguare la propria programmazione o la riprogrammazione dei fondi strutturali alle esigenze di funzionamento e sviluppo della Zes

Autorizzazione Unica nelle Zes. Il decreto 77 ha introdotto l’Autorizzazione Unica. I progetti delle attività economiche e l'insediamento di attività industriali, produttive e logistiche all'interno delle Zes, non soggetti a segnalazione certificata di inizio attività, sono soggetti ad Autorizzazione unica, nel rispetto delle normative vigenti in materia di valutazione di impatto ambientale. L'Autorizzazione Unica, ove necessario, costituisce variante agli strumenti urbanistici e di pianificazione territoriale, ad eccezione del piano paesaggistico regionale”. Nell’Autorizzazione Unica “confluiscono tutti gli atti di autorizzazione, assenso e nulla osta comunque denominati,  al progetto da approvare o all'attività da intraprendere”  ed è rilasciata dal Commissario straordinario della Zes, dopo la conferenza di servizi (…) Il rilascio dell’Autorizzazione Unica sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione e parere comunque denominati e consente la realizzazione di tutte le opere, prestazioni e attività previste nel progetto.

Agenzia per la Coesione in supporto del Commissario delle Zes. Il decreto 77 ha stabilito che l’Agenzia per la Coesione territoriale “supporta l'attività dei Commissari e garantisce (…) il coordinamento  della  loro  azione nonché della pianificazione nazionale degli  interventi nelle Zes, tramite proprio personale amministrativo e tecnico (…)”.

IL PNRR PER LE ZES/2

Sempre nel 2021 e sempre per spendere in modo efficace e rapido i fondi del Pnrr, il Governo, con il decreto legge, il numero 152, ha digitalizzato le procedure delle Zes e dotato di personale la struttura del Commissario straordinario.

Decreto legge 152 del 2021, articolo 11

Sportello unico digitale delle Zes. Il decreto 152 ha introdotto lo sportello unico digitale per la presentazione dei progetti di nuove attività nelle Zes. “Presso ogni Commissario straordinario opera uno sportello unico digitale al quale i soggetti interessati ad avviare una nuova attività soggetta all'autorizzazione unica (…) presentano il proprio progetto. Lo sportello unico è reso disponibile anche in lingua inglese e opera secondo i migliori standard tecnologici (…). Nelle more della piena operatività dello sportello unico digitale, le domande di autorizzazione unica sono presentate allo sportello unico per le attività  produttive (Suap) territorialmente  competente (…). 

Personale per il Commissario. Il decreto 152 ha dotato il Commissario di ciascuna Zes di una “struttura di supporto composta da un contingente massimo di personale di 10 unità, di cui 2 di livello dirigenziale di seconda fascia amministrativo e tecnico, e 8 di  livello non dirigenziale, appartenenti ai ruoli delle amministrazioni pubbliche”

LE AGEVOLAZIONI FISCALI DELLE ZES

Oltre ai vantaggi amministrativi, le aziende che operano nelle Zes – o che vi aprono un’attività - godono anche di vantaggi fiscali. Qui vengono illustrate le due principali misure previste dalla legislazione nazionale, ma Regioni e Comuni possono prevedere ulteriori agevolazioni fiscali.  

IRES ridotta del 50% per le nuove imprese nelle Zes. La legge di Bilancio 2021 ha stabilito che per le imprese che “intraprendono una nuova iniziativa economica nelle Zes (…) l'imposta sul reddito derivante dallo svolgimento dell'attività nella Zes è ridotta del 50 per cento a decorrere dal periodo d'imposta nel corso del quale è stata intrapresa la nuova attività e per i sei periodi d'imposta successivi”.

Legge 178 del 2020, articolo 1, comma 173

IRES ridotta del 50% anche per le imprese già insediate nelle Zes. L’Agenzia delle Entrate, con una nota, ha chiarito che “l’agevolazione del 50% spetta, oltre che alle nuove imprese che si insediano nelle ZES, “anche alle imprese già operanti nei territori interessati, purché procedano ad avviare una nuova attività in precedenza non esercitata, da cui discenda la creazione di nuovi posti di lavoro”

Agenzia delle Entrate, risposta 771/2021.

Credito di imposta fino a 100 milioni per le imprese nelle Zes. Sempre il decreto 77 del 2021 ha stabilito che il credito d'imposta è “commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2022 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro”.  Il credito d'imposta viene esteso  all'acquisto di immobili strumentali agli investimenti.

Decreto legge 77 del 2021, articolo 57 

La Zona Economica Speciale (Zes) della Sardegna - uno degli strumenti con cui lo Stato vuole rivitalizzare l’economia del Mezzogiorno – è ora entrata nella fase operativa: il ministro per il Sud e la Coesione terrtitoriale ha infatti pubblicato il decreto istitutivo. 

Concepita come “una rete portuale distribuita sul perimetro costiero”, la Zes della Sardegna non si estende su un'unica area ma su sei aree, con altrettanti porti, all’interno delle zone industriali di Cagliari, Gallura, Oristano, Sassari, Carbonia-Iglesias, Ogliastra. Gi ettari destinati a godere di vantaggi amministrativi e fiscali per le aziende sono complessivamente 2660. Alla Gallura, nei distretti produttivi gestiti dal Cipnes Gallura a Olbia, Monti e Buddusò, sono stati assegnati 180 ettari; il perno della Zes della Gallura è il porto di Olbia-Isola Bianca, il primo per le merci sui traghetti in Sardegna (nelle foto le aree della Zes in Gallura).

Come è scritto nel Piano di sviluppo strategico della Zes Sardegna, le Zes portuali “sono per loro natura fortemente intrecciate con Ia “economia del mare” (blue economy), più direttamente con i settori della movimentazione delle merci, della cantieristica e della filiera della pesca”. Settori in cui la Gallura è leader a livello nazionale: occupa il secondo posto dopo Trieste.

Ma “sarebbe sbagliato pensare che lo sviluppo di una Zes possa precludere quello di altre aree entro la stessa regione - è scritto nel Piano di sviluppo strategico -. Al contrario, una Zes funziona quando è in grado di attivare l’intera economia locale; viceversa l’impatto resterebbe circoscritto a operazioni di traffico e trasporto commerciale senza interfacciarsi, con benefici reciproci, con l’industria e il sistema economico locale. Dunque, il Piano strategico della Zes della Sardegna deve mirare necessariamente a conseguire un impatto regionale”. 

La Zes - chiarisce il Piano strategico - “può creare nuovo valore aggiunto e incrementare i relativi moltiplicatori non solo nella blue economy, ma in tutti quei settori produttivi interessati alla lavorazione ed esportazione delle merci”. Nel caso della Gallura - oltre alle aziende dell’agroalimentare, della cantieristica nautica, della ceramica - la Zes potenzierà la logistica, i distretti del sughero e del granito e il distretto del turismo.

Geasar, società di gestione dell’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda, uno degli hub logistici più importanti della Sardegna, ha infatti già manifestato l’intenzione di aderire, se sarà possibile, alla Zes.

Anche i comuni di Calangianus, per il distretto del sughero, e di Arzachena, per il distretto del turismo che comprende anche la Costa Smeralda, hanno avanzato la loro candidatura per la Zes. 

Sarà il piano operativo, elaborato dal Commissario straordinario della Zes, dal Comitato di indirizzo, dalla Regione, con l’assistenza dell’Agenzia per la coesione, a valutare come strutturare la Zes della Sardegna, dai partecipanti ai settori da valorizzare. È una fase che sarà affrontata a breve, quando la struttura della Zes, dopo la nomina di Aldo Cadau come Commissario, sarà completata.

La Zes della Sardegna - una delle 8 Zes attivate in Italia - ha un obiettivo di ampio respiro internazionale. Concederà gli incentivi fiscali e amministrativi alle aziende già presenti, o che si insedieranno, nelle zone industriali con un porto. Questo perché la Zes della Sardegna, secondo la strategia regionale, si pone in rete con “l’idea di fare del Mediterraneo un “hub” logistico internazionale”; un’idea che “può essere rilanciata anche attraverso le Zes, a patto di recuperare competitività rispetto ai porti del Nord Europa”.

 

Zes

Piano di programmazione strategica

Piano strategico della Zes, sì della Regione La parola al Governo per l'ok finale

Delibera regionale n. 57/17 DEL 21.11.2018
Slide di presentazione della ZES della Sardegna
Il comunicato della Regione

Il Cipnes aggiorna e integra la proposta programmatica della Zona Economica Speciale per le aree industriali consortili in connessione con l'attivazione della Zona Franca Doganale

Alla luce di quanto emerso in occasione dell'audizione degli enti locali consorziati tenutasi il 27 luglio scorso a Olbia, presso la sede consortile, alla presenza dei vertici istituzionali della Regione Sardegna e della Presidenza dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, il Cipnes-Gallura, al fine di definire il processo costitutivo del Piano Strategico della ZES di competenza della regione Sardegna, ha provveduto a predisporre e a inoltrare al Centro Regionale di Programmazione dell'Assessorato Programmazione RAS, i documenti integrativi e di revisione della precedente delimitazione delle aree ZES inerenti alla zona industriale consortile di Olbia.

Il Cipnes, nell'ambito di una strategia inclusiva di riequilibrio territoriale coerente con i principi ispiratori della ZES e in attuazione della Politica di Coesione Europea, ha integrato la proposta progettuale originaria con contenuti documentali aggiornati e rivolti a supportare la Regione nell'elaborazione di un Piano di Sviluppo Strategico opportunamente condiviso che valorizzi le attività di specializzazione territoriale dei distretti produttivi consortili e rilanci i distretti industriali del sughero e del granito della Gallura.

Il Cipnes, peraltro, con delibera n. 21/4 del 15 aprile 2016, e in linea con la scelta del comune di Olbia, era già stato individuato dalla Giunta Regionale come soggetto gestore della zona franca doganale "non interclusa", con annessa autorizzazione al suo interno del regime di "perfezionamento attivo".

Il Cipnes aggiorna e integra la proposta programmatica della Zona Economica Speciale per le aree industriali consortili in connessione con l'attivazione della Zona Franca Doganale

Lettera di trasmissione prot. 4783/2018
Delibera Assemblea Generale n. 13 del 03.08.2018
Tav. 3.00 comprensorio industriale consortile: aree e immobili da ricomprendersi nella ZES
Allegato A Piano di programmazione Strategica Distretti produttivi consortili di Olbia e nuclei industriali di Monti e Buddusò-Alà dei Sardi
All. E - ZES Sardegna: i distretti industriali della Gallura e le ZES
Delibera del 15 aprile 2016, n. 21/4

Proposta di attivazione di una zona franca doganale nel porto di Olbia ai sensi dell’art. 12 L. Cost. n. 3/1948 e del D.Lgs. n. 75/1998.

All. 21/4 All. 1 21/4
All. 21/4 All. 2 21/4
All. 21/4 All. 3 21/4

Zone Economiche Speciali (ZES): in un convegno il Piano Strategico del Cipnes

È stato un successo il convegno organizzato al Geovillage di Olbia, dal CIPNES Gallura. Si è parlato di Zone economiche speciali: aree circbernardo mattarella oscritte e definite normativamente in cui i processi burocratici, amministrativi e fiscali vengono semplificati in funzione di un agevole insediamento di nuove realtà economiche. Una sala gremita di istituzioni, professionisti e imprenditori ha ascoltato con attenzione quanto analizzato dai numerosi relatori del convegno, accreditato peraltro dall’Ordine dei Commercialisti di Olbia Tempio e da quello dei dottori agronomi. Ha fatto gli onori di casa il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, che dopo i saluti istituzionali ha rimarcato il ruolo attivo e la collaborazione che il Comune di Olbia ha messo a disposizione per agevolare l’attuazione di un piano strategico atto alla creazione della Zona Economica Speciale. Il convegno è proseguito con l’intervento di Pier Luigi Caria, Assessore regionale all’agricoltura che, a nome di tutta la giunta, ha espresso la massima volontà nel voler perseguire l’obiettivo, che prevede la creazione delle Zes in Sardegna, tramite apposite norme quadro regionali che delegano ai Consorzi industriali i dettagli e la realizzazione del progetto legislativo.

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