Spiritu Santu: acque sotterranee e messa in sicurezza, il quadro degli interventi

Il Cipnes Gallura ritiene doveroso fornire un quadro chiaro e documentato sulla situazione ambientale del sito di Spiritu Santu, con particolare riferimento alle acque sotterranee e agli interventi di messa in sicurezza. Sono stati completati e collaudati gli interventi di messa in sicurezza permanente della vecchia discarica comunale, dismessa dal 1991; resta attivo e monitorato il sistema di contenimento delle acque sotterranee a valle dell’intero sito e, nel 2026, è stato approvato il progetto definitivo della messa in sicurezza operativa dell’intero complesso. Per comprendere correttamente la situazione attuale è però necessario ricostruire il percorso ambientale del sito, sviluppatosi nell’arco di oltre vent’anni attraverso segnalazioni, indagini, studi, monitoraggi e progressivi interventi di messa in sicurezza.

Una premessa è necessaria: Spiritu Santu non è semplicemente “una discarica”. È un complesso impiantistico nel quale si svolgono più attività di trattamento e gestione dei rifiuti. Oltre alla discarica per rifiuti non pericolosi, sono presenti impianti di trattamento meccanico-biologico, di compostaggio e una piattaforma per la valorizzazione delle raccolte differenziate e dei rifiuti ingombranti.

Nello stesso sito è presente anche la discarica comunale dismessa, non più in uso dal 1991. È un corpo distinto dall’impiantistica consortile e la sua gestione operativa è stata assunta dal Cipnes Gallura soltanto nel 2016, in forza dell’accordo con il Comune di Olbia finalizzato al completamento della messa in sicurezza. Questa distinzione è essenziale per comprendere correttamente la storia ambientale dell’area.

Le acque sotterranee

Il Cipnes intende fornire informazioni sulle acque sotterranee del sito di Spiritu Santu e sulle attività svolte dal Consorzio industriale per conoscerne le caratteristiche, controllarne l’evoluzione e attuare gli interventi di messa in sicurezza. Nella lettura dei dati devono rimanere distinti la discarica comunale dismessa, la discarica consortile e le altre sezioni impiantistiche sopra richiamate.

Le acque sotterranee presenti nell’area circolano soprattutto nei primi metri del sottosuolo, nello strato di granito alterato e fratturato. Non si tratta di una grande falda continua e uniforme, ma di una presenza d’acqua limitata e irregolare: in alcuni punti è presente, in altri può essere assente o variare nel tempo. L’acqua, inoltre, si muove lentamente e in quantità ridotte.

Questo non rende il tema meno importante: anche una circolazione sotterranea modesta deve essere controllata e tutelata con monitoraggi e misure adeguate, ma è importante comprenderne correttamente la dimensione, senza enfatizzarla all’eccesso.

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Dal 2004 al 2026: le tappe essenziali del percorso ambientale

La vicenda ambientale di Spiritu Santu si sviluppa nell’arco di oltre vent’anni attraverso segnalazioni, indagini, studi e progressivi interventi di messa in sicurezza. Per comprenderne correttamente la sequenza è utile chiarire, in modo semplice, alcuni termini ricorrenti.

Le CSC sono le soglie previste dalla legge per le sostanze presenti nel suolo e nelle acque sotterranee. Il loro superamento impone specifici approfondimenti, ma non identifica, da solo, la causa del superamento, il soggetto responsabile o l’esistenza di un rischio sanitario.

L’Analisi di Rischio valuta invece il sito nel suo complesso, considerando le sue caratteristiche reali e le possibili vie attraverso cui una sostanza può raggiungere persone o altre componenti dell’ambiente. Da questa valutazione derivano le CSR, cioè i valori di riferimento specifici per quel sito.

I valori di fondo servono a distinguere quanto può dipendere naturalmente dalle caratteristiche geologiche e chimiche del territorio da quanto richiede una diversa spiegazione ambientale. Nel caso di Spiritu Santu questo approfondimento è particolarmente importante perché alcune sostanze, come il ferro e il manganese, possono essere presenti nelle acque anche per effetto delle caratteristiche naturali del sottosuolo.

Infine, MISE, MISP e MISO indicano tre differenti forme di messa in sicurezza. La MISE è un presidio di contenimento attivato nell’immediato; la MISP è, nel caso specifico, l’intervento permanente sulla discarica comunale dismessa; la MISO è la messa in sicurezza operativa dell’intero sito mentre il complesso continua a essere in esercizio.

2004: la prima segnalazione

Nel 2004 il Cipnes Gallura segnala al Comune di Olbia la fuoriuscita di percolato dalla discarica comunale dismessa, non più utilizzata dal 1991, chiedendo l’adozione di interventi di contenimento.

Da questa segnalazione prende avvio il primo procedimento ambientale. Il Comune realizza alcune opere di messa in sicurezza e progetta un intervento permanente; le opere vengono però eseguite solo in parte e non risolvono definitivamente la problematica.

2013-2014: nuove segnalazioni e nuovi presidi

A seguito di ulteriori superamenti rilevati nella propria rete di controllo, il Cipnes Gallura effettua nuove comunicazioni agli enti competenti e alla Procura.

Viene così avviato un nuovo procedimento ambientale, questa volta riferito all’intero sito. Nello stesso periodo il Cipnes Gallura attiva anche un ulteriore sistema di messa in sicurezza a valle dell’area, successivamente potenziato, senza attendere la conclusione degli studi e della progettazione degli interventi definitivi.

2015-2017: studio del sito e presa in carico della discarica comunale

Nel 2015 il Comune di Olbia approva il Piano di caratterizzazione, cioè il programma delle indagini necessarie per ricostruire nel dettaglio la situazione ambientale del sito.

Nel 2016, preso atto che il precedente intervento non aveva risolto complessivamente le criticità, il Cipnes Gallura assume, sulla base di uno specifico accordo con il Comune, la gestione operativa della discarica comunale dismessa, con l’obiettivo di completarne la messa in sicurezza.

Nel 2017 la Regione Sardegna finanzia il nuovo intervento, affidandone l’attuazione al Cipnes Gallura.

2018-2022: dagli studi all’Analisi di Rischio

Le indagini vengono progressivamente approfondite attraverso studi geochimici, isotopici e idrogeologici finalizzati a comprendere meglio le caratteristiche delle acque sotterranee e le possibili sorgenti delle anomalie rilevate.

Al termine di questo percorso, nel 2022 il Comune di Olbia approva l’Analisi di Rischio, consentendo il passaggio alla progettazione degli interventi di messa in sicurezza.

2022-2026: dalla progettazione alla realizzazione degli interventi

Tra il 2022 e il 2024 il Comune di Olbia approva i diversi livelli progettuali della MISP della discarica comunale dismessa. L’intervento viene quindi realizzato, completato e collaudato, con successiva verifica da parte degli enti competenti.

Nel 2026 il Comune approva inoltre il progetto definitivo della MISO dell’intero sito e il protocollo per la determinazione dei valori di fondo delle acque sotterranee, aprendo la fase successiva del percorso.

Il filo della vicenda è quindi lineare: segnalazione delle criticità, attivazione dei presidi, studio del sito, presa in carico della discarica comunale, progettazione e realizzazione degli interventi.

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Perché il percorso richiede tempo

Il procedimento previsto dall’art. 242 del D.Lgs. 152/2006 non dipende da un unico soggetto e non può essere completato in un solo passaggio. È articolato in fasi successive e coinvolge più enti con competenze differenti.

Il Comune di Olbia conduce il procedimento; partecipano inoltre, secondo le rispettive competenze, Regione Sardegna, Provincia, ARPAS, autorità sanitaria e Cipnes Gallura. Studi, risultati delle indagini e progetti vengono esaminati dagli enti, che possono formulare pareri, prescrizioni e richieste di integrazione prima che si possa procedere alla fase successiva.

A questi passaggi si aggiungono i tempi necessari per affidare gli studi, svolgere le campagne di indagine, predisporre i progetti, reperire le risorse economiche, espletare le procedure di appalto, prestare le garanzie previste, realizzare le opere e procedere ai collaudi.

Per questo, un procedimento ambientale di tale complessità richiede inevitabilmente tempi tecnici e amministrativi significativi: ogni passaggio deve essere completato e approvato prima che possa iniziare quello successivo.

Interventi realizzati, in corso e da attuare

MISE - presidio attivo e monitorato

A valle dell’intero sito è attivo un sistema che intercetta le acque sotterranee e le pompa attraverso specifici punti di captazione. Le acque raccolte vengono quindi avviate alla gestione prevista. La MISE è un presidio operativo di contenimento, tuttora attivo e monitorato.

MISP - intervento realizzato e collaudato

La MISP (Messa in sicurezza permanente) riguarda specificamente la discarica comunale dismessa. Il progetto definitivo è stato approvato dal Comune di Olbia con Determinazione n. 4550/2022; il progetto esecutivo e il Piano di Monitoraggio e Controllo con Determinazione n. 5214/2023; le successive integrazioni con Determinazione n. 1430/2024. L’intervento comprende la copertura definitiva del corpo discarica, che limita l’ingresso dell’acqua piovana e, di conseguenza, la formazione di percolato. Nel 2025 le opere sono state realizzate e collaudate e successivamente sottoposte a verifica in sito da parte degli enti competenti.

MISO - progetto definitivo approvato, intervento da attuare

La MISO (Messa in sicurezza operativa) rappresenta il potenziamento stabile dell’attuale sistema di messa in sicurezza a valle dell’intero sito. Il progetto prevede una barriera idraulica, cioè un sistema di captazione e pompaggio delle acque sotterranee, con il successivo trattamento delle acque emunte. Il progetto definitivo è stato approvato dal Comune di Olbia con Determinazione n. 67 del 15 gennaio 2026. La fase successiva riguarda la progettazione esecutiva e la realizzazione dell’opera, previa disponibilità delle necessarie risorse e previo svolgimento delle relative procedure di affidamento.

La definizione di MISO dipende dal fatto che il sito continua a essere in esercizio. Non significa che siano già oggi necessari o predeterminati ulteriori interventi da realizzare alla futura cessazione delle attività. L’eventuale necessità di altre misure sarà valutata sulla base dei monitoraggi, degli effetti della MISP, dell’attuazione della MISO, dei valori di fondo e delle successive valutazioni degli enti competenti. L’attuale sistema è progettato per garantire la tutela ambientale durante l’esercizio; ciò che potrà eventualmente servire in futuro non può essere stabilito oggi.

Valori di fondo: protocollo approvato e studio da attuare

La Determinazione n. 67/2026 del Comune di Olbia ha approvato anche il Protocollo tecnico sito-specifico per determinare i valori di fondo delle acque sotterranee; i valori non sono ancora stati determinati. L’attuazione del protocollo richiederà le attività tecniche previste, compresa la realizzazione di nuovi punti di controllo anche in aree esterne al sito. Lo studio servirà a definire le caratteristiche chimiche naturali delle acque locali e a distinguere, per i diversi parametri, ciò che può dipendere dal contesto naturale da ciò che richiede una diversa interpretazione ambientale.

DOCUMENTAZIONE