Istat: Olbia unica città della Sardegna che cresce al 2030
Olbia è l’unico comune della Sardegna che crescerà da qui al 2030. La sua popolazione arriverà a 62.768 residenti, con un aumento del 3.4%. La tendenza è contenuta nello studio dell’Istat pubblicato qualche giorno fa e intitolato “Previsioni demografiche comunali. 1 gennaio 2020-1 gennaio 2030”.
COME È FATTO IL REPORT. È un rapporto di grande rilevanza perché permette di programmare con maggiori conoscenze lo sviluppo della città e della Gallura. “Le ipotesi evolutive riguardano la fecondità, la sopravvivenza e la migratorietà nei diversi Comuni e gli usi possibili delle previsioni sono infatti molteplici – spiega l’Istat nella presentazione - e variano dal campo della programmazione sanitaria a quella previdenziale, dallo studio del fabbisogno urbanistico a quello energetico-ambientale, dall’organizzazione delle strutture scolastiche alla rete dei trasporti”.
I Comuni considerati nelle previsioni dell’Istat sono 7.903, tutti quelli esistenti in Italia al primo gennaio; le previsioni rese disponibili online riguardano solo quelli con più di 30.000 abitanti ma via mail possono essere richieste quelle di tutti i centri.
Qui il sito in cui verificare la crescità dei Comuni
I DATI DELLA SARDEGNA. Olbia passerà da 60.731 residenti al 31 agosto 2021 - gli ultimi disponibili dell'Istat e usati qui come base di partenza - a 62.768 al 1 gennaio 2030, con un aumento in dieci anni di 2.037 residenti e una crescita in percentuale di oltre il 3%. Tutti gli altri Comuni avranno meno residenti, con percentuali che variano da -2% a -10%. Cagliari passerà da 148.957 a 144.911 residenti (-2.7%); Sassari da 123.542 a 118.167 (-4.4%); Quartu Sant’Elena da 67.655 a 64.227 (-5.1%); Alghero da 42.305 a 40.888 (-3,3%); Nuoro da 34.222 a 31.250 (-8.7%); Oristano da 30.282 a 29.744 (-1.8%); Carbonia da 26.277 a 23.688 (-9.9%).
CHE COSA SIGNIFICA PER OLBIA. Nei prossimi dieci, pur non diventando né la prima né la seconda città della Sardegna per numero totale di residenti, Olbia si candida a essere – ancora più marcatamente di oggi – il centro più attrattivo economicamente e socialmente. Questo imporrà delle scelte lungimiranti per la sua economica e la sua qualità della vita. Darà alla città anche maggiori responsabilità verso i suoi abitanti e quelli del resto della Sardegna, una regione che, al pari dell'Italia, vedrà diminuire la popolazione.
Come dimostrano i dati della Camera di commercio, Olbia registra ogni anno un tasso positivo di crescita delle imprese: +2.16% nel 2020 contro lo 0.91% della Sardegna; 1,83% nel 2019 contro lo 0.80% regionale.
I suoi grandi sistemi economici – il distretto produttivo del Cipnes Gallura a Olbia con le sue oltre 530 aziende, il sistema portuale, il sistema aeroportuale, il sistema Costa Smeralda e del turismo, i distretti del sughero, del vermentino e dell’agroalimentare – consentono la creazione costante di nuovi posti di lavoro, che coprono le esigenze non solo dei residenti galluresi ma anche di buona parte di quelli del resto della Sardegna e, in numerosi casi, anche del resto d’Italia.
I lavoratori immigrati si trasformano in residenti, più o meno stabili (le previsioni dell’Istat non coprono la quota di residenti senza la residenza ufficiale, un numero piuttosto alto a Olbia). E le nuove generazioni, anziché emigrare dopo il diploma o la laurea, trovano qui le occasioni per trovare occupazione, costruirsi una professione o creare un’azienda.
Compito del sistema istituzionale sarà quello di continuare ad assicurare le migliori condizioni per la crescita economica, puntando con decisione sulle attività sostenibili: agroindustria, economia del mare, turismo, aziende tech. Fondamentale sarà garantire a tutti i servizi fondamentali e una piena e solida crescita anche culturale e sociale. Serviranno molti investimenti, elevate capacità progettuali e un approccio meno prevenuto o ostile rispetto all’industria, l’unica capace di assicurare con continuità il progresso economico.
Il RUOLO DEL CIPNES GALLURA. In linea con il suo ruolo di promotore delle “condizioni per lo sviluppo industriale” [art 36, legge 317 del 1991] della provincia della Gallura [art 3, legge regionale 10 del 2008] e di realizzatore di ogni “servizio sociale connesso alla produzione industriale” [art 36, legge 317 del 1991], il Cipnes Gallura è impegnato da tempo - al pari e in collaborazione con i partner istituzionali come l'Università di Sassari, il Comune di Olbie, gli enti e le associazioni - per potenziare e innovare il sistema produttivo di Olbia, assicurare l’orientamento alle nuove generazioni di imprenditori e fornire servizi primari a tutta la Gallura, come il trattamento dei rifiuti urbani di 17 Comuni. Una missione che il consorzio industriale svolge fin dalla sua fondazione nel 1963, accompagnando - e favorendo - la crescita economica e demografica della città negli ultimi 60 anni.
La riacquisizione dei lotti dismessi a Olbia da cedere a nuovi investitori, la perimetrazione della ZES (zona economica speciale) per attrarre nuove imprese, la partecipazione al consorzio universitario UniOlbia, i progetti per la realizzazione del Polo per l’innovazione tecnologica a Olbia e per il biodigestore a Spiritu Santu rientrano tutti nella più ampia strategia del Cipnes Gallura, con un orizzonte temporale al 2030, per facilitare il passaggio di Olbia e della Gallura a un’economia green e digitale, sostenibile e inclusiva,e per continuare a sostenere Olbia come città del futuro.