"Economia del mare futuro dell'Italia", Olbia al primo posto (report Confindustria)

L’Economia del mare - con le sue sette filiere - è strategica per lo sviluppo sostenibile del Pnrr. E per Confindustria ora serve elaborare una strategia complessiva e specifica, valorizzandone le singole e già rilevanti potenzialità in una visione di sistema”. L’associazione degli industriali ha presentato una ricerca specifica, Progetto Mare, in cui individua i punti in cui ci sono ampi margini di potenziamento per creare più imprese e più occupazione. La Sardegna, in questa prospettiva, ha un grandi potenzialità. In particolare Olbia, e tutta la Gallura, che è la prima Economia del mare in Italia per numero di lavoratori.

Per Confindustria, “la Campania, la Puglia, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna sono regioni con forti potenzialità di sviluppo della loro Economia del mare”, in particolare per la portualità, la cantieristica, l’accoglienza alberghiera. 

“I porti si concentrano per il 24,1% al Sud, il 22,6% al Centro, per il 22,4% nelle Isole, per il 18,8% al Nord-est e il 12,1% al Nord-Ovest - è scritto nel report Progetto Mare -. A scala regionale, le maggiori concentrazioni si rilevano in Toscana (13,4%), Sicilia (12,8%), Liguria (12,1%), Puglia (10,4%), Sardegna (9,6%)”. 

La Sardegna è una delle regioni con più accosti portuali. “Dei 2.152 accosti distribuiti tra i 282 porti considerati, 260 si trovano nei porti situati nel Nord-Ovest (Liguria), 404 nelle Regioni NordOrientali, 486 al Centro, 519 nel Sud e 483 nelle Isole. La lunghezza complessiva degli accosti ammonta oltre 500 mila metri, di cui quasi 120 mila metri al Sud, oltre 118 mila nelle Isole, oltre 267 mila al Nord (di cui 95.330 a Nord-Est e quasi 73 mila a Nord-Ovest) e oltre 99 mila al Centro. Le maggiori concentrazioni si rilevano in Liguria (14,4%), Sicilia (13%), Sardegna (10,6%), Puglia (10,5%) e Toscana (10,1%)”. 

Per quanto riguarda la superficie delle banchine, la Sardegna è la secondo posto in Italia. “Riguardo la superficie totale delle banchine, degli oltre 11 milioni di mq, 2,7 milioni sono nei porti del Nord-Ovest (22,9%), 1,6 milioni in quelli del Nord-Est (13,9%), 1,8 milioni al Centro (15%), 3 milioni in quelli del Sud (25,5%) e circa 2,7 milioni in quelli delle Isole (22,6%). A livello regionale, la maggiore concentrazione di banchine si registra in Liguria, con quasi 2,7 milioni di mq (22,9%), cioè quasi un quarto del totale nazionale; seguono la Sardegna (12,8%), la Puglia (10,8%), la Sicilia (9,7%) e il Veneto (8,9%)”.

Il maggior numero di accosti per i servizi ai passeggeri sono Sicilia (18,7%), Campania (13,7%), Toscana e Sardegna (13%).

La Sardegna, con Cagliari, ha un forte peso per i prodotti petroliferi. “Sono 167 gli accosti destinati al transito di prodotti petroliferi e si concentrano in particolare nei porti delle Isole (31,7%), del Nord-Est (24%) e del Sud (21%). Le maggiori concentrazioni a livello regionale si registrano in Sicilia (18%), Sardegna (13,8%), Veneto (10,2%), Puglia (8,4%), Toscana (7,8%) e Campania (7,2%)”.

La Sardegna è ai primi posti anche per il diporto nautico. In questo caso, Olbia e la Gallura rappresentano la principale destinazione in Sardegna con il 43% dei posti barca e il 66% dei posti per maxi yacht.

Il diporto nautico conta 851 accosti - segnala il Report - “distribuiti soprattutto a Sud (28,7%), nelle Isole e al Centro (entrambe col 24,2%), a distanza il Nord-Ovest (14,1%) e il Nord-Est (8,8%). La distribuzione regionale risulta molto più diffusa in molte regioni, quali Liguria, Toscana (14,6%), Puglia e Sicilia (entrambe col 13,4%), Sardegna (10,8%) e Campania (9,4%)”.

“Le infrastrutture di diporto nautico censite in Italia ammontano invece a 979, di cui 85 porti turistici, 458 approdi turistici e 236 punti di ormeggio - è scritto sempre nel Report -. Le regioni che presentano le maggiori quote di infrastrutture diportistiche sono la Sicilia (137, per una quota del 14%) e la Sardegna (118 e 12,1%: Degli 85 porti turistici, le regioni con le maggiori dotazioni sono la Liguria e il Friuli-Venezia Giulia (entrambe con 13 porti e una quota del 15,3%), seguite dalla Sardegna (12 porti, per il 14,1%) e l’Emilia-Romagna e il Veneto (entrambe con 8 porti e una quota del 9,4%) e la Toscana (7 porti e l’8,2%)”.

Report Progetto Mare (Confindustria)

Economia del Mare, Olbia al primo posto (Unioncamere)

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