La Marina di Olbia passa agli ex proprietari della F1
Olbia e la Sardegna si confermano una destinazione strategica per la nautica internazionale con l’ingresso di Olbia Marina nel portafoglio di D-Marin, società greca a capo di una delle principali reti internazionali di porti turistici premium nel Mediterraneo e negli Emirati Arabi Uniti. L’operazione riguarda due asset complementari nel porto cittadino, il Marina di Olbia Yacht Service a Sa Marinedda e il nuovo porto turistico al Molo Brin, che insieme offrono 287 posti barca per yacht fino a 150 metri di lunghezza. La notizia è stata data da D-Marin con un comunicato.
Olbia entra nel network mediterraneo di D-Marin
L’acquisizione rappresenta il primo investimento annunciato da D-Marin nel 2026. Secondo quanto comunicato dalla società, il nuovo hub potrà contare anche su una rete di oltre 50 partner di servizio, elemento che amplia l’offerta rivolta ad armatori, comandanti e operatori professionali.
L’operazione riguarda Marina di Olbia Yacht Service, conosciuta come MOYS, e l'ex Quay Royal Olbia al Molo Brin: la posizione rappresenta uno degli elementi centrali dell’investimento, sottolineano da D-Marin, per la vicinanza con l’aeroporto Olbia e con il centro cittadino.
Dal punto di vista geografico, spiega la società greca, Olbia consente inoltre un accesso diretto ad aree di forte richiamo per la grande nautica internazionale, come la Costa Smeralda e arcipelago della Maddalena. L’acquisizione rafforza quindi il ruolo della Sardegna nel turismo nautico ad alta gamma e conferma l’interesse degli investitori internazionali per gli asset portuali dell’isola.
Il triangolo con la penisola e la Costa Azzurra
Con l’ingresso di Olbia Marina, D-Marin amplia ulteriormente la propria presenza in Italia. Il gruppo è già attivo con le marine di Punta Faro, Porto Mirabello, Aregai e San Lorenzo, oltre alle partnership avviate a Livorno e Varazze. Fra le strutture italiane del network figura anche Marina di Varazze, in Liguria.
La società annuncia l’integrazione di Olbia Marina come un tassello della costruzione di un “Golden Triangle” tra Costa Azzurra, Italia continentale e Sardegna. L’obiettivo dichiarato è collegare alcune delle rotte più frequentate del Mediterraneo occidentale attraverso un network coordinato di destinazioni nautiche, con continuità di servizi e standard operativi.
Un gruppo a livello internazionale
D-Marin è stata fondata in Grecia nel 2003 ed è oggi controllata al 100% da CVC Capital Partners. Il gruppo gestisce un network globale in espansione che conta oltre 26 marine distribuite tra Italia, Grecia, Turchia, Croazia, Montenegro, Albania, Malta e Spagna.
CVC Capital Partners è una delle principali società mondiali di private equity e consulenza d’investimento. Nata nel 1981 come braccio europeo di Citigroup, con il nome Citicorp Venture Capital, si è resa indipendente nel 1993 attraverso un management buyout. Oggi gestisce circa 209 miliardi di euro di asset globali.
Il ruolo di BlackRock fra porto e aeroporto di Olbia
Fra gli azionisti di CVC - come ha accertato il Centro Studi di Cipnes Gallura/UniOlbia - figura Blue Owl Capital con una quota vicina al 9%. Blue Owl Capital è una società di gestione patrimoniale alternativa statunitense specializzata in private credit, real estate e GP strategic capital; al primo trimestre 2026 gestisce un patrimonio complessivo di 315 miliardi di dollari. Un azionista di Blue Owl Capital Blackrock, la più grande società di gestione patrimoniale al mondo, con un patrimonio gestitodi di quadi 14 mila miliardi di dollari. Blackrock non è nuovo pr Olbia: ha una quota di controllo dell'aeroporto Olbia Costa Smeralda pari al 16%.
Altri investitori di CVC Capital Partners sono Kuwait Investment Authority con il 3% e il Government of Hong Kong Special Administrative Region con il 2,5%, oltre agli storici soci amministratori, tra cui Rolly van Rappard.
Il portafoglio di CVC comprende brand e partecipazioni in settori diversi. Fra questi Douglas, la più grande catena europea di profumerie e prodotti di bellezza; Lipton Teas and Infusions, leader mondiale del tè e degli infusi rilevato dal gruppo Unilever, con marchi come Lipton, Elephant e Pukka; La Piadineria, la maggiore catena italiana di fast casual food; e partecipazioni legate alla gestione dei diritti commerciali e televisivi di LaLiga e Ligue 1. Nel perimetro degli investimenti indicati rientra anche il settore farmaceutico.
CVC è stata inoltre proprietaria della Formula 1 per oltre dieci anni, prima della cessione a Liberty Media, considerata una delle operazioni più redditizie nello sport mondiale.
I dati societari e il progetto del Molo Brin
Sul piano societario locale, Marina di Olbia Srl è la capogruppo ed è controllata al 100% da Immobiliare Europea. Marina di Olbia Yachting Services Srl è controllata al 60% da Marina di Olbia Srl e al 40% da Eurodomos Srl, società riconducibile a soci vicini alla capogruppo.
Marina di Olbia dispone di 270 posti barca ed è in grado di ospitare yacht fino a 150 metri di lunghezza. La società ha chiuso il bilancio 2025 con 6,7 milioni di euro di ricavi.
Nel perimetro dell’operazione rientra anche Quay Royal Olbia Srl, controllata al 100% da Marina di Olbia Yachting Services Srl e dal 2025 fusa per incorporazione nella stessa Marina di Olbia Yachting Services. L’incorporazione è avvenuta a seguito dell’approvazione del progetto per la portualità turistica al Molo Brin, dopo la concessione trentennale ottenuta nel 2024 dall’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna.
Al Molo Brin i lavori sono in corso. Il progetto prevede complessivamente 17 posti barca, con ormeggio perpendicolare alla banchina, così distribuiti: 2 posti fino a 45 metri di lunghezza, 8 fino a 65 metri, 2 per yacht fino a 85 metri e 4 per unità fino a 105 metri. L’ultimo posto, con ormeggio affiancato su buona parte della testata del molo, potrà accogliere megayacht fino a 150 metri di lunghezza.
Dal gruppo Marina di Olbia non risultano commenti sull’operazione.
Il gruppo D-Marin è il secondo a livello intrernazionale a investire in Gallura; prima era toccato a YGY Marinas.