Gruppi societari, impianti e produzione: i numeri dell'eolico e del solare in Sardegna

Entro il 2030 l’Italia deve raggiungere una produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili – eolico, solare, idroelettrico – pari al 72%. Attualmente la produzione è del 42%. Occorrerà dunque, in meno di 8 anni, aumentarla di quasi il 30%. Questo significa che bisognerà aggiungere alla potenza attuale delle rinnovabili, pari a 55 GW, altri 70 GW.

In questa sfida la Sardegna potrà giocare un ruolo importante. La potenza attuale delle rinnovabili è di 2 GW, ma sono arrivate richieste per 222 GW, tra cui quelle dell’eolico offshore a largo di Olbia e Capo Ferro. Qui analizziamo la mappa degli impianti eolici e solari della Sardegna, i maggiori produttori e i possibili scenari di sviluppo.

Potenza installata. Vediamo i dati in possesso di Terna su solare ed eolico. Al 31 marzo 2022, in Sardegna risultano 42.694 impianti solari per una potenza di 1.005 MW e 605 impianti eolici per una potenza di 1.111 MW. Complessivamente la potenza installata è di 2 GW. Gli impianti solari sardi rappresentano il 4.3% della potenza installata in Italia (pari a 22.943 MW) e quelli eolici il 9.8% (11.331 MW in Italia).

I principali operatori dell’eolico. Enel Green Power – con gli impianti eolici di Portoscuso (89,7 MW di potenza), Tula (83,8 MW), Nuova Altanurra (12,3 MW) e Sedini (10,5 MW) – è il primo gruppo energetico per potenza installata in Sardegna con 196,3 MW (17,6% della potenza complessiva in Sardegna).

Il gruppo Fri-ElGreenPower – con gli impianti di Nulvi Tergu (29,7 MW di potenza della società Fri-El Anglona srl), Campidano (70 MW della Fri-El Campidano srl), Guardionara (24,6 MW della Fri-El Guardionaria srl) e Medio Campidano (30,8 MW della Green Energy Sardegna srl) – è il secondo gruppo della Sardegna con 155,1 MW di potenza (13,9% della potenza in Sardegna).

Il gruppo Falck Renewables, recentemente acquisito da un fondo della banca americana JpMorgan, ha l’impianto eolico di Alà-Buddusò con 138 MW (12,4% della Sardegna).

La Sardaeolica srl, società del gruppo Saras, ha l’impianto di Ulassai con 126 MW di potenza (11,3% della Sardegna).

La società Erg Wind Sardegna srl, controllata da Erg Power Generation spa – con gli impianti eolici di Aggius (27,2 MW di potenza), Bortigiadas (17,8 MW), Viddalba (22,9 MW), Nulvi (16,2 MW) e Ploaghe (27,2 MW) – ha una potenza di 111,3 MW (10% della Sardegna).

Il gruppo Greentech Energy System – con gli impianti di Monte Grighine, Siamanna, Villaurbana e Mogorella – ha una potenza di 98,9 MW (8,9% della Sardegna).

Edison – con gli impianti di Bonorva e Nurri – ha 96 MW di potenza (8,6% della Sardegna).

La società IVPC 4 SRL – con gli impianti di Vibbalda (19,6 MW), Aggius (18,6 MW) – ha una potenza di 38,2 MW.

I principali operatori del solare. Il principale operatore del solare in Sardegna è Eni che - con la società operativa Eni New Energy - possiede i campi solari di Porto Torres (31 MW) e Assemini (23 MW) per complessivi 54 MW (5.3% della potenza installata).

Il secondo gruppo è il fondo F2i, che è proprietario anche delle società di gestione degli aeroporti di Olbia e Alghero. F2i opera attraverso la società operativa EF Solare Italia, partecipata da Credit Agricole con una quota del 5%. Ha 11 impianti fotovoltaici - Fiumesanto, Milis, Selargius, Santa Chiara, Ozieri, Marrubbiu – con una potenza di 53 MW (5.2% della potenza installata in Sardegna).

Ad aprile 2022 il gruppo Saras, con la società Sardaeolica, ha ottenuto l’autorizzazione a realizzare un impianto fotovoltaico a Macchiareddu, denominato Helianto, per una potenza di 79 MW, che lo renderà il primo per capacità installata della Sardegna.

Un altro impianto consistente è quello della società Graziella Green Power a Bolotona (25 MW di potenza).

Numerosi sono poi gli investimenti in corso. Il fondo d’investimento norvegese Aega ha acquistato due impianti a Ozieri da 2 MW. La società Theia Investments (Italy) 3 srl, società del gruppo Theia Holdings, primario operatore britannico attivo nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ha rilevato impianti in Sardegna da 3 MW in Sardegna. La A2A ha siglato un accordo vincolante per l'acquisizione da Octopus Renewables di 17 impianti fotovoltaici (di cui 8 in Sardegna) con una potenza di 173 MW.

Produzione in Italia. Secondo gli ultimi dati del Gse, la società pubblica che promuove le rinnovabili in Italia, nel 2020 in Sardegna sono stati prodotti 1.677 GWh di energia dall’eolico e 1.154 dal solare. Rispettivamente rappresentano l’8.9% e il 4.6% della produzione in Italia. Nell’eolico, la regione con la maggiore produzione è la Puglia (4.801 GWh); nel solare è sempre la Puglia (3.839 GWh).

Complessivamente la Sardegna produce il 3.2% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili dell’Italia. La percentuale più alta è quella della Lombardia (15.3%), soprattutto grazie all’energia idroelettrica.

Produzione in Europa e nel mondo. Secondo i dati dell’IEA, l'agenzia internazionale dell'energia, in Europa il maggiore produttore sia di energia eolica che di energia solare è la Germania.

La Germania produce 46 TWh all’anno di energia solare (quasi il 7% di quella mondiale); subito dopo, ma distanziata, c’è l’Italia con 24 TWh (3,5% produzione mondiale). La Germania produce 126 TWh di energia eolica (quasi il 9% di quella mondiale).

I primi due produttori al mondo, sia per il solare che per l’eolico, sono la Cina e gli Stati Uniti. Nel solare, la Cina produce 224 TWh all’anno (33% del mondo) e gli Usa 94 (14%); nell’eolico, la Cina produce 406 TWh (28% del mondo) e gli Usa 298 TWh (21%).

Richieste in Italia e Sardegna. A fine 2021, a Terna sono arrivate richieste di connessione per 130 GW di potenza onshore (a terra). Di queste, quasi 81 mila GW per il solare e quasi 50 mila GW per l’eolico onshore. Per l’eolico offshore (in mare) sono arrivate richieste di connessione per quasi 23 mila GW. Complessivamente la richiesta di nuova potenza per le rinnovabili è pari a 153 mila GW; a questo dato vanno aggiunte le richieste arrivate nei primi mesi del 2022. 

La Sardegna è una delle regioni con la maggiore richiesta. Sono arrivate richieste per 5.600 MW nel solare, 10.500 nell’eolico onshore e 6.100 nell’eolico onshore, tra cui le richieste per gli impianti a largo di Olbia e Capo Ferro. 

Il grande obiettivo. L’Italia e l’Europa con una serie di scelte strategiche - Piano Nazionale integrato Energia e Clima (PNIEC), Green Deal Europeo, Fit for 55 e Pnrr - hanno posto come obiettivo quello di ridurre del 55% le emissioni di gas serra entro il 2030. Per fare questo occorre avere una quota di energie rinnovabili del 72% sulla generazione elettrica complessiva.

Attualmente il mix italiano di energia elettrica vede le rinnovabili con una quota del 45%. Sarà necessario, dunque, potenziarla del 30% nei prossimi 8 anni.

Quanto potenziare le rinnovabili. Per raggiungere il 72% di produzione di energia rinnovabile dovrà aumentare considerevolmente la potenza installata di eolico, solare e idroelettrico, attualmente pari a oltre 55 mila GW. Secondo le stime, serviranno ulteriori 70-75 GW di potenza. In linea teorica, è già possibile raggiungere e superare questo obiettivo, essendo le richieste arrivate a Terna pari a 153 GW. Ma, per via dell’iter burocratico, la maggior parte delle richieste sono ancora ferme.

Come potenziare le rinnovabili. Secondo Elettricità Futura, federazione di Confindustria che rappresenta il 70% del mercato elettrico italiano, i problemi sono di natura burocratica. “In Italia, un iter autorizzativo per un impianto rinnovabile ha una durata media di 7 anni, mentre la normativa prevede una durata di 1 solo anno” scrive in un report. Il 50% dei progetti non viene realizzato per questa ragione; l’altro 50% viene realizzato con 6 anni di ritardo.

Elettricità Futura sostiene che, in Italia, servono 60 GW di potenza da rinnovabili in 3 anni. “Abbiamo la capacità di installare 20 GW di rinnovabili all’anno. Già dieci anni fa avevamo installato oltre 11 GW disponendo di tecnologie meno performanti e sistemi di installazione meno efficienti. 60 GW di nuovi impianti faranno risparmiare 15 miliardi di m3 di gas ogni anno, ovvero il 20% del gas importato”.

 

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