Yacht in Sardegna, 3.417 unità da giugno a settembre 2026

Sono 3.417 le unità da diporto uniche rilevate nelle acque della Gallura tra giugno e settembre 2026: il 9,7% in più rispetto alle 3.114 del 2025 e il 27% in più rispetto alle 2.689 del 2024. Tra queste, 311 superyacht sono stati identificati e profilati, per un valore complessivo stimato di 19,93 miliardi di dollari e un patrimonio personale aggregato dei rispettivi proprietari pari a 1.463 miliardi di dollari.

I dati emergono dalla terza edizione dello studio sulla nautica internazionale in Gallura, realizzato dal Centro Studi CIPNES Gallura–UniOlbia, sotto la responsabilità di Guido Piga e con il contributo del settore Transizione digitale del CIPNES. La ricerca prosegue la collaborazione avviata tre anni fa con la Direzione marittima del Nord Sardegna di Olbia, che ha messo a disposizione le informazioni acquisite attraverso Pelagus, il sistema utilizzato dalla Guardia Costiera per il monitoraggio del traffico marittimo.

L'analisi riguarda le imbarcazioni dotate di AIS attivo e classificate come pleasure craft, tra cui tender, RIB, yacht e superyacht. Ogni unità è stata identificata attraverso il codice MMSI e conteggiata una sola volta nell'intero quadrimestre, indipendentemente dal numero di passaggi, spostamenti o stazionamenti registrati nelle acque della Gallura.

La nuova elaborazione aggiorna e completa lo studio presentato al Cannes Yachting Festival, che comprendeva i dati da giugno ad agosto.

Giugno e settembre allungano la stagione nautica

La crescita interessa tutti e quattro i mesi osservati, ma risulta particolarmente significativa a giugno e settembre, che registrano gli incrementi percentuali più elevati rispetto al 2025. Una dinamica che indica un rafforzamento della presenza della nautica da diporto anche nei periodi esterni al tradizionale picco estivo.

A giugno 2026 sono state rilevate 1.139 unità, contro 978 nel 2025 e 825 nel 2024. L'incremento raggiunge il 16,5% su base annua e il 38% nel confronto con il 2024.

A settembre le unità rilevate sono state 988, rispetto alle 851 del 2025 e alle 725 del 2024. La crescita è del 16,1% in un anno e del 36,3% nel biennio.

Il dato di settembre assume particolare rilievo: quasi mille imbarcazioni dotate di AIS risultano ancora presenti o in transito nelle acque monitorate, con un incremento percentuale superiore a quello registrato nei mesi centrali dell'estate. Una tendenza che evidenzia le potenzialità della Gallura nell'ampliamento della stagione nautica internazionale.

Agosto supera le duemila unità, luglio sfiora quota 1.900

Agosto si conferma il mese di maggiore concentrazione, con 2.039 unità rilevate nel 2026, rispetto alle 1.864 del 2025 e alle 1.626 del 2024. L'incremento è del 9,4% su base annua e del 25,4% nel confronto biennale.

A luglio sono state rilevate 1.870 unità, l'11,8% in più rispetto alle 1.672 del 2025 e il 30,4% in più rispetto alle 1.434 del 2024.

I dati mensili descrivono la distribuzione temporale della presenza nautica, ma non possono essere sommati per determinare il numero complessivo delle imbarcazioni. Uno stesso MMSI può infatti comparire in più mesi. Il totale di 3.417 unità uniche è stato ottenuto eliminando tutte le duplicazioni tra giugno e settembre.

La Maddalena e Costa Smeralda ai primi posti, crescono Olbia e Cannigione

L'analisi territoriale conferma il ruolo centrale dell'arcipelago di La Maddalena e della Costa Smeralda nelle rotte della nautica internazionale, ma evidenzia una crescita diffusa anche nelle altre aree della Gallura marittima.

La Maddalena registra il numero più elevato di MMSI nel 2026, con 3.166 unità. Seguono la Costa Smeralda, con 2.794, Porto Rotondo, con 2.475, Santa Teresa e le Bocche di Bonifacio, con 2.090, Tavolara, con 1.780, Olbia, con 1.446, e Cannigione, con 1.426.

La Costa Smeralda mantiene un ruolo centrale nella geografia della nautica da diporto, mentre l'incremento delle rilevazioni nelle altre zone conferma il crescente coinvolgimento del golfo di Arzachena, del golfo di Olbia e dell'area di Tavolara.

Cannigione registra la crescita annuale più elevata, con un aumento del 21,2% rispetto alle 1.177 unità del 2025 e del 42,9% rispetto alle 998 del 2024.

A Olbia le unità passano da 1.249 a 1.446 in un anno, con un incremento del 15,8%. Rispetto alle 957 unità del 2024, la crescita raggiunge il 51,1%, la più alta nel confronto biennale tra tutte le aree analizzate.

Anche Tavolara mostra un andamento particolarmente positivo: 1.780 unità, il 12,8% in più rispetto al 2025 e il 47,8% in più rispetto al 2024.

La crescita interessa anche le altre zone monitorate. Santa Teresa e le Bocche di Bonifacio registrano un aumento del 13,4% sul 2025 e del 26,9% sul 2024; Porto Rotondo rispettivamente dell'8,9% e del 33%; la Costa Smeralda dell'8,7% e del 25,5%; La Maddalena del 7,1% e del 28,2%.

Il primato numerico di La Maddalena deve essere letto anche alla luce della sua posizione lungo le principali rotte della nautica internazionale. Le rilevazioni comprendono infatti sia gli stazionamenti sia i passaggi delle imbarcazioni. Una considerazione che riguarda anche Santa Teresa e le Bocche di Bonifacio, interessate da importanti flussi di transito.

I dati delle singole aree non sono cumulabili: uno stesso MMSI può attraversare più zone ed essere conteggiato una volta in ciascuna di esse.

Identificati 311 superyacht: lunghezza media di 60,9 metri

All'interno delle 3.417 unità da diporto rilevate, il Centro Studi CIPNES Gallura–UniOlbia ha identificato e profilato 311 grandi yacht, indicati nello studio come superyacht e pari al 9,1% delle unità complessivamente osservate.

Si tratta delle grandi imbarcazioni da diporto frequentemente indicate in Italia anche come mega yacht, mentre superyacht è il termine maggiormente utilizzato dall'industria e dalla stampa internazionale.

La profilazione ha permesso di ricostruire le caratteristiche delle imbarcazioni, le lunghezze, i cantieri costruttori, i valori economici stimati e le informazioni pubblicamente disponibili sui proprietari, comprese le rispettive provenienze geografiche e attività imprenditoriali.

La lunghezza media delle unità profilate è di 60,9 metri, mentre la mediana raggiunge i 56 metri.

La fascia più numerosa è quella compresa tra 40 e 59 metri, con 132 unità, pari al 42,4% del campione. Seguono i 104 superyacht tra 60 e 89 metri, corrispondenti al 33,4%.

Sono 41 le unità della fascia compresa tra 22 e 39 metri, 25 quelle tra 90 e 119 metri e nove i giga yacht di almeno 120 metri.

Complessivamente, 236 superyacht, il 75,9% del campione, misurano tra 40 e 89 metri. Le unità di almeno 40 metri sono 270, pari all'86,8% del totale.

Particolarmente significativa è la presenza delle imbarcazioni di maggiori dimensioni: 138 yacht raggiungono almeno 60 metri, mentre 34 raggiungono o superano i 90 metri, rappresentando il 10,9% del campione.

La classificazione per fasce dimensionali adottata nella ricerca parte da 22 metri e non coincide necessariamente con la soglia dei 24 metri frequentemente utilizzata per identificare i superyacht nell'industria nautica internazionale.

Made in Italy leader: 112 superyacht costruiti dai cantieri italiani

L'Italia è il primo Paese costruttore dei 311 yacht profilati nelle acque della Gallura. Dopo la normalizzazione delle denominazioni dei cantieri presenti nel database, risultano 112 unità realizzate in Italia, pari al 36% del campione.

Seguono i Paesi Bassi, con 104 superyacht e una quota del 33,4%, e la Germania, con 33 unità e il 10,6%.

Complessivamente, questi tre Paesi hanno costruito 249 dei 311 yacht analizzati, pari all'80,1% del totale. Un risultato che evidenzia il peso della cantieristica europea nel segmento internazionale delle grandi imbarcazioni da diporto.

Tra i produttori italiani, Benetti guida la classifica con 26 superyacht. Il cantiere fa parte del gruppo Azimut|Benetti, che riunisce Azimut Yachts e Benetti.

Seguono Perini Navi, con 14 unità, e Baglietto, Codecasa, Overmarine e Sanlorenzo, con sette superyacht ciascuno. CRN e Rossinavi sono presenti con cinque unità, Columbus con quattro, Mondomarine e Wally con tre.

Il gruppo Ferretti è rappresentato da imbarcazioni dei marchi Ferretti Yachts, Pershing, Custom Line e Wally, per complessive sette unità.

CBI Navi, Cerri Cantieri Navali, ISA Yachts e Pershing risultano presenti con due unità ciascuno.

Il campione comprende inoltre numerosi altri produttori italiani, con un superyacht ciascuno: AB Yachts, Admiral, C.N. Felszegi, Campanella, Cantiere delle Marche, Custom Line, Eurocraft, Extra Yachts, Ferretti, Logica Yachts, Maiora, Maxi Dolphin, Palumbo, Picchiotti, Solaris e Viareggio Superyachts.

Il primato italiano riflette dunque la presenza di un sistema industriale articolato, formato da grandi gruppi internazionali, cantieri storici e produttori specializzati, attivi nei diversi segmenti degli yacht a motore e a vela.

Proprietari dei superyacht: Stati Uniti primi, Italia seconda

Gli Stati Uniti sono il primo Paese pubblicamente associato alla proprietà dei superyacht profilati, con 57 unità, pari al 18,3% del campione.

L'Italia occupa il secondo posto, con 38 superyacht e una quota del 12,2%, seguita dal Regno Unito, con 28 unità e il 9%, dalla Germania, con 19 e il 6,1%, e dai Paesi Bassi, con 14 e il 4,5%.

I primi cinque Paesi risultano complessivamente associati a 156 superyacht, pari al 50,2% del campione.

Francia, Russia, Arabia Saudita e Svizzera sono associate a dieci yacht ciascuna. Seguono gli Emirati Arabi Uniti con nove unità, la Turchia con otto, Canada e Monaco con sette ciascuno, e Spagna, Messico e Grecia con sei.

Questa distribuzione conferma la dimensione internazionale della flotta di grandi yacht che frequenta le acque della Gallura, con una presenza significativa di proprietà associate al Nord America, all'Europa e ai Paesi del Golfo.

L'attribuzione geografica non identifica necessariamente la bandiera dell'imbarcazione, il Paese di registrazione o la residenza fiscale del proprietario. Indica esclusivamente il Paese pubblicamente associato alla proprietà sulla base delle informazioni utilizzate nella ricerca.

Superyacht per 19,93 miliardi di dollari: 57 valgono almeno 100 milioni

Il valore complessivo stimato dei 311 superyacht profilati raggiunge 19,93 miliardi di dollari, una dimensione economica che consente di misurare la rilevanza patrimoniale delle grandi imbarcazioni presenti nelle acque della Gallura.

Sono 57 i superyacht con un valore stimato di almeno 100 milioni di dollari, pari al 18,3% delle unità profilate. Da soli rappresentano 11,94 miliardi di dollari, corrispondenti a circa il 59,9% del valore complessivo della flotta analizzata.

All'interno di questa fascia, 17 superyacht raggiungono un valore stimato di almeno 250 milioni di dollari.

Tra le imbarcazioni di maggior valore figura Blue, stimato in 900 milioni di dollari, seguito da Al Lusail e Luminance, con 500 milioni ciascuno, e da A+/Topaz e Al Mirqab, con 450 milioni. Flying Fox raggiunge una valutazione stimata di 400 milioni di dollari.

I valori sono ricavati da fonti pubblicamente disponibili e non rappresentano prezzi di compravendita o valutazioni patrimoniali certificate. Costituiscono tuttavia un indicatore della dimensione economica delle grandi imbarcazioni identificate nelle acque della Gallura.

I proprietari dei superyacht: patrimoni stimati in 1.463 miliardi di dollari

La profilazione ha consentito di analizzare anche la dimensione patrimoniale dei soggetti pubblicamente associati alla proprietà dei superyacht.

Il patrimonio personale aggregato dei proprietari delle 311 imbarcazioni profilate è stimato in 1.463,23 miliardi di dollari, un valore distinto da quello degli yacht e riferito ai patrimoni personali ricostruiti attraverso le fonti disponibili.

Per evitare duplicazioni, il calcolo è stato depurato dai casi in cui lo stesso proprietario risulta associato a più imbarcazioni.

È il caso, per esempio, di Blue e A+/Topaz, associati allo stesso patrimonio di 150 miliardi di dollari; di Moonrise e Power Play, con dieci miliardi; di Vava e Vava II, con nove miliardi; e di AMO e Caoz 14, con dieci miliardi. In ciascuno di questi casi il patrimonio del proprietario è stato conteggiato una sola volta.

Il risultato non rappresenta il valore delle imbarcazioni né una stima delle risorse direttamente disponibili per investimenti nel territorio. Descrive piuttosto la dimensione patrimoniale dei soggetti internazionali pubblicamente associati ai superyacht osservati, offrendo un ulteriore elemento per comprendere il profilo economico della nautica di alta gamma che frequenta la Gallura.

La metodologia: dati della Guardia Costiera e profilazione internazionale

Lo studio è stato realizzato incrociando le informazioni acquisite attraverso Pelagus, il sistema della Guardia Costiera, con quelle pubblicamente disponibili nelle principali fonti specializzate sulla nautica internazionale.

I codici MMSI hanno consentito di identificare le unità da diporto monitorate e di eliminare le duplicazioni nel quadrimestre. La rilevazione riguarda esclusivamente le imbarcazioni classificate come pleasure craft e dotate di AIS attivo; non rappresenta quindi un censimento di tutte le imbarcazioni da diporto presenti in Gallura.

Per la profilazione dei superyacht sono state utilizzate le informazioni di SuperYachtFan, relative ai nomi delle imbarcazioni, ai cantieri costruttori, alle caratteristiche tecniche, ai valori stimati e alle proprietà pubblicamente attribuite.

Le stime dei patrimoni personali dei proprietari sono state ricavate da Forbes, attraverso una procedura di identificazione e deduplicazione dei soggetti associati a più imbarcazioni.

L'integrazione delle diverse fonti permette di affiancare alla misurazione dei flussi nautici un'analisi della composizione industriale, geografica ed economica della flotta internazionale di grandi yacht che frequenta le acque della Gallura.

DOCUMENTI
Lo studio completo sugli arrivi degli yacht in Sardegna

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