ZES Unica 2026: proroga al 2028 e 4 miliardi per il Sud
Le agevolazioni della ZES Unica sono state confermate per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2026, che ha esteso la misura fino al 2028, garantendo la continuità del credito d’imposta come principale incentivo agli investimenti produttivi nel Mezzogiorno e in Sardegna. Per il 2026 lo stanziamento è pari a 2,3 miliardi di euro, cui si aggiungono 1 miliardo nel 2027 e 750 milioni nel 2028, per un totale di oltre 4 miliardi di euro in tre anni.
L'estenzione degli incentivi è stata decisa dal Governo dopo che, nel 2025, a fronte di una dotazione iniziale di 2,2 miliardi di euro, le imprese hanno presentato 10.493 domande per un credito complessivamente richiesto pari a 3,64 miliardi di euro, superando le risorse disponibili di circa 1,4 miliardi. Questa forte pressione sulla misura ha portato l’Agenzia delle Entrate, con provvedimento del 12 dicembre 2025, a fissare la percentuale di credito d’imposta effettivamente fruibile al 60,3811% dell’importo richiesto.
Cos’è la ZES Unica e come funziona il credito d’imposta
La ZES Unica ha riunificato in un unico perimetro nazionale tutte le Zone Economiche Speciali del Mezzogiorno, con l’obiettivo di semplificare l’accesso agli incentivi e rendere più attrattivo il sistema produttivo del Sud Italia.
Il focus della misura è il credito d’imposta ZES, destinato alle imprese che realizzano nuovi investimenti produttivi all’interno delle aree ammesse. L’agevolazione prevede:
- l’acquisto di beni strumentali nuovi;
- la realizzazione o l’ampliamento di immobili produttivi;
- l’ammodernamento di impianti e strutture industriali.
Per ciascun anno di riferimento, le imprese devono comunicare le spese ammissibili all’Agenzia delle Entrate tra il 31 marzo e il 30 maggio, secondo le modalità stabilite dai provvedimenti attuativi.
Perché la ZES Unica è stata rifinanziata nella manovra 2026
Il rifinanziamento della ZES Unica nella manovra 2026 nasce da un dato preciso: nel 2025 la misura ha registrato una domanda nettamente superiore alle risorse disponibili.
A fronte di 2,2 miliardi di euro stanziati, le imprese hanno richiesto 3,64 miliardi di euro, generando un disallineamento di circa 1,4 miliardi. Questo scarto ha evidenziato che il credito d’imposta ZES non risponde a un’esigenza contingente, ma a una domanda strutturale di investimenti da parte del tessuto produttivo del Mezzogiorno.
La proroga fino al 2028 segna quindi un cambio di impostazione: la ZES Unica viene trattata come leva stabile di politica industriale, non come misura emergenziale.
La percentuale di credito effettivamente fruibile nel 2025
A seguito dell’eccesso di domande rispetto alle risorse disponibili, l’Agenzia delle Entrate, con provvedimento del 12 dicembre 2025, ha determinato la percentuale di credito d’imposta ZES effettivamente fruibile per il 2025 nella misura del 60,3811% dell’importo richiesto.
Il dato certifica in modo puntuale l’elevata adesione delle imprese alla ZES Unica e spiega la scelta del Governo di rifinanziare e prorogare la misura nella Legge di Bilancio 2026, così da riallineare nel tempo domanda e risorse disponibili.
📎 Riferimento ufficiale – Agenzia delle Entrate
ZES Unica: dallo strumento normativo agli investimenti autorizzati
Accanto ai dati sulle domande di credito e sulle percentuali di fruizione, la ZES Unica mostra un avanzamento concreto anche sul piano attuativo. L’elenco delle autorizzazioni uniche già rilasciate, pubblicato dalla Struttura di Missione ZES, documenta il passaggio dalla fase di incentivo alla realizzazione effettiva degli investimenti produttivi.
📎 Elenco aggiornato delle autorizzazioni rilasciate
Il dato rafforza il ruolo delle ZES come strumento operativo, non solo finanziario, e conferma l’importanza dei soggetti territoriali nel supportare l’insediamento delle imprese.
Il peso della Sardegna nella ZES Unica
Nel quadro nazionale, la Sardegna ha espresso una partecipazione significativa.
Le imprese dell’isola hanno presentato 747 domande di credito d’imposta ZES, per un importo complessivo richiesto pari a circa 212 milioni di euro.
Il dato conferma l’interesse delle aziende sarde verso uno strumento in grado di sostenere investimenti in settori chiave dell’economia regionale, dalla manifattura all’edilizia produttiva, dalla logistica alla nautica.
Gli investimenti ZES nel territorio CIPNES di Olbia
Nel distretto produttivo del CIPNES Gallura a Olbia, nel 2025 sono state presentate sei domande di credito d’imposta ZES, riferite a progetti di investimento industriale e produttivo.
Gli interventi riguardano:
- impianti tecnologici e industriali;
- riqualificazione e ristrutturazione di capannoni produttivi;
- attività artigianali manifatturiere;
- logistica e trasporto merci;
- cantieristica nautica.
Nel 2024, al CIPNES erano già pervenute altre sei domande, con una forte concentrazione nel settore della cantieristica nautica, del refitting e dei servizi collegati all’economia del mare.
Cantieristica e logistica come settori trainanti
L’analisi delle domande presentate nel territorio di Olbia evidenzia una particolare incidenza di progetti legati a:
- cantieristica nautica;
- logistica e servizi alle imprese.
Si tratta di settori coerenti con la vocazione produttiva della Gallura e con il ruolo di Olbia come snodo infrastrutturale e marittimo del Nord Sardegna, in grado di intercettare investimenti legati sia alla produzione sia ai servizi avanzati.
In Sardegna non esiste la zona franca: lo strumento è la ZES
La ZES è uno strumento molto importante per la Sardegna. Nell'Isola non è operativa una zona franca fiscale in senso stretto. E lo strumento attualmente vigente per incentivare gli investimenti produttivi è proprio la Zona Economica Speciale. La distinzione è rilevante sul piano normativo e operativo: mentre la zona franca prevede regimi doganali e fiscali specifici, la ZES si fonda su incentivi agli investimenti, semplificazioni amministrative e autorizzazioni uniche, con particolare riferimento al credito d’imposta ZES.
Il ruolo del CIPNES nell’attuazione della ZES Unica
In questo contesto, il CIPNES Gallura svolge una funzione centrale nel favorire l’insediamento e lo sviluppo delle attività produttive, offrendo alle imprese un quadro infrastrutturale e istituzionale idoneo a intercettare strumenti nazionali come il credito d’imposta ZES.
La concentrazione delle domande all’interno delle aree consortili conferma il ruolo del CIPNES come interfaccia territoriale tra politiche nazionali di incentivo e sviluppo economico locale.
Contatti CIPNES per la ZES in Gallura
Per informazioni operative sulla ZES Unica, sulle procedure autorizzative e sull’accesso al credito d’imposta ZES nel territorio della Gallura, il CIPNES Gallura mette a disposizione un punto di contatto dedicato alle imprese.
ZES Unica 2026: una leva strutturale per il Mezzogiorno
La ZES Unica 2026, prorogata fino al 2028 e rifinanziata dalla Legge di Bilancio 2026, rappresenta oggi una delle principali leve di politica industriale per il Mezzogiorno e la Sardegna. I dati del 2025 mostrano una domanda di investimenti superiore alle risorse inizialmente disponibili, giustificando il rafforzamento della misura.
Per territori come la Gallura, la ZES Unica offre un quadro di maggiore stabilità per programmare investimenti produttivi, rafforzare le filiere locali e consolidare il ruolo delle istituzioni territoriali nel sostenere lo sviluppo economico.
